Thomas Hanbury

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Thomas Hanbury

Sir Thomas Hanbury (Londra, 21 giugno 1832La Mortola, 9 marzo 1907) è stato un filantropo britannico, uomo d'affari in Cina, fondatore dei famosi Giardini eponimi.

Tomba degli Hanbury

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Thomas Hanbury è nato il 21 giugno 1832 in Bedford Road, Clapham, Surrey, nell'area metropolitana di Londra; figlio di un chimico farmaceutico, Daniel Bell Hanbury (1794-1882), e sua moglie Rachel Christy (1802–1876). Suo fratello maggiore è stato botanico e farmacognosta Daniel Hanbury (1825-1875).

Cina[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1849 lavorò per gli intermediari del tè, William James Thompson & Sons a Mincing Lane, di Londra. Nel 1853 si recò a Shanghai, dove, con tre partner e con il sostegno finanziario di suo zio, avvio la Hanbury & Co., azienda importatrice in Inghilterra di seta e tè. Nel 1857, insieme a Frederick Bower, iniziò anche l'importazione di cotone.

Hanbury divenne ricchissimo ed è stato il più grande detentore di proprietà a Shanghai.

I residenti europei di Shanghai vivevano in insediamenti autonomi o in concessioni al di fuori delle mura della città, in isolamento fisico e sociale da parte della popolazione locale, per evitare ai residenti stranieri problemi causati da continue rivolte, frequenti nel XIX secolo in Cina (Rivolta dei Taiping, rivolta Miao, Rivolta dei Turbanti Rossi, Rivolta Nian. Hanbury imparò il cinese mandarino, viaggiò all'interno del paese, e fu rispettato dalla popolazione locale.

Hanbury era un membro anglo-americano della Concessione internazionale di Shanghai e contribuì alla creazione di un ospedale nella concessione.

Fu direttore della prima linea ferroviaria costruita in Cina, la breve tratta Woosung Railway. Il primo messaggio telegrafico da Shanghai a Hong Kong è stato inviato dal suo ufficio nella concessione.

La Mortola[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Giardini botanici Hanbury.

Hanbury visitò l'Europa tra il 1866 e il 1869: nel 1867, visitando la Costa Azzurra, vide e acquistò la villa abbandonata della famiglia Orengo di Roccasterone a Capo Mortola.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN2043468 · LCCN: (ENno94010800 · ISNI: (EN0000 0001 1224 4895 · GND: (DE1020868708 · ULAN: (EN500287839