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Grotte di Castellana

Coordinate: 40°52′32.34″N 17°08′59.21″E
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Grotte di Castellana
Grotte di Castellana: la caverna principale (la grave)
Stato
Regione  Puglia
Provincia  Bari
ComuneCastellana Grotte
Altitudine330 m s.l.m.
Lunghezza3 000 m
Coordinate40°52′32.34″N 17°08′59.21″E
Mappa di localizzazione: Puglia
Grotte di Castellana
Grotte di Castellana

Le grotte di Castellana sono un complesso di cavità sotterranee di origine carsica di interesse speleologico e turistico, situato nel comune italiano di Castellana Grotte, in Puglia.

Annesso al complesso c'è un museo speleologico.

Nel Cretaceo superiore, la Puglia era sommersa dal mare e presentava una complessa biodiversità. I resti organici delle creature marine, accumulatisi sul fondo del mare, hanno formato un ampio banco di fango e di sabbia, che con il suo lento ma continuo accrescimento si è via via compresso fino a formare uno strato di calcare dello spessore di diversi chilometri.

A partire da sessantacinque milioni di anni fa, il progressivo innalzamento delle terre ha portato la regione al suo aspetto attuale. Nella massa calcarea emersa, a causa della sua rigidità, si sono formate estese fratture; l'acqua fluviale dovuta a intense precipitazioni, percolando nel sottosuolo, si è insinuata nelle fratture formando un complesso sistema di falde acquifere del tipo a canyon, formata dall'unione delle fratture dopo il crollo della roccia frapposta. Nei luoghi in cui le fratture s'intersecano in gran numero (fenomeno qui più rilevante che in qualsiasi altro punto del sistema carsico castellanese) si sono verificati estesi e ripetuti crolli, che hanno via via ridotto la distanza dalla crosta terrestre, fino ad aprire un inghiottitoio denominato la Grave ("la profonda" in dialetto castellanese). A memoria d'uomo, esso è sempre esistito.

Un primo tentativo di esplorazione fu realizzato alla fine del XVIII secolo da alcuni locali guidati da Vincenzo Longo, che tuttavia si arrestarono pochi metri dopo l'ingresso; nel corso della spedizione, tuttavia, gli esploratori avrebbero visto caverne diverse da quelle oggi conosciute, estese sotto l'abitato di Castellana-Grotte e in seguito non più esplorate.

La scoperta dell'intero sistema di voragini e cavità che compongono il complesso risale al 23 gennaio 1938, a opera dello speleologo Franco Anelli, nell'ambito di una campagna di ricerche speleologiche condotte nelle Murge sudorientali su invito dell'ente provinciale per il turismo di Bari. Due anni dopo fu scoperta la Grotta Bianca, che il Presidente della Repubblica Italiana Luigi Einaudi, in visita nel 1952, definì "la più bella del mondo". Nei decenni successivi sono state promosse numerose campagne di scavo che hanno riportato alla luce ulteriori percorsi e sistemi di cavità.

Nel 2006 l'Amministrazione Comunale e la Società Grotte di Castellana hanno progettato ed effettuato un vasto intervento di ripulitura, riportando in superficie molti detriti accumulatisi nel corso dello scavo della galleria d'accesso e durante l'allestimento delle infrastrutture turistiche, nonché il materiale di risulta convogliato dallo scorrimento delle acque fluviali nella Grave, in particolar modo in una depressione alla base della parete nord della voragine. I rilievi effettuati in tale occasioni hanno portato a ipotizzare l'esistenza di nuove cavità, che potrebbero svilupparsi lungo la principale linea di frattura delle grotte oggi conosciute, oppure perpendicolarmente a essa. Lo stesso Anelli aveva già intrapreso uno scavo in tale direzione, ma aveva dovuto rinunciarvi a causa del pericolo di frane e per la scarsità dei fondi a disposizione. Anche nel 2006, le insufficienti risorse finanziarie hanno impedito di completare lo scavo. Un'indagine condotta in loco ha evidenziato ancora vari metri di terra sotto il punto di massima profondità raggiunta; inoltre, ricerche geofisiche di superficie condotte negli anni passati con varie tecniche d'indagine, hanno consentito ipotizzare l'esistenza di nuovi corridoi che si diramerebbero dalla voragine iniziale. La storia della Grave non può pertanto dirsi conclusa.

Le grotte di Castellana hanno un'altitudine di 330 m sopra il livello del mare, e si trovano in un'area rurale a breve distanza dall'abitato di Castellana. L'intero territorio è caratterizzato da rocce calcaree composte essenzialmente da carbonato di calcio, prevalentemente del tipo calcare di Altamura, soggetto a un intenso carsismo.

L'ingresso naturale alle grotte è costituito da una voragione a strapiombo profonda sessanta metri, denominata la Grave ("la profonda" in dialetto castellanese); un tempo esso costituiva l'unico accesso al sistema carsico, nel quale occorreva calarsi: attualmente è stato approntato un sistema di scale e ascensori per garantire l'accesso ai visitatori.

Il percorso di base si snoda per circa 1 km; l'itinerario più lungo richiede invece due ore e si sviluppa per oltre 3 km. Lungo il percorso sono visibili formazioni rocciose a cui sono stati dati nomi mitologici o fantastici a causa della loro somiglianza con personaggi, oggetti o animali. Dalla Grave si accede quindi alla Grotta Nera o della Lupa Capitolina e quindi al Cavernone dei Monumenti, così chiamato per la presenza di numerose formazioni dall'aspetto peculiare; è poi visibile la Calza, una stalattite che, a causa dello stillicidio, assume la forma di un collant da donna. Si arriva quindi alla Caverna della Civetta e al Corridoio del Serpente, denominati in tal modo per stalagmiti la cui forma richiama tali animali, e infine alla Caverna del Precipizio, caratterizzata da un enorme strapiombo. Il percorso turistico di base termina qui.

L'itinerario più lungo percorre invece il Corridoio del Deserto, detto anche Grand Canyon sotterraneo: esso è caratterizzato dalla totale assenza di concrezioni e da una colorazione rossiccia, dovuta alla concentrazione di minerali ferrosi. Da esso si raggiunge la Caverna della Torre di Pisa, ove si ammira una stalagmite dal bizzarro orientamento sbilenco; a ridosso di essa è un laghetto di acqua di stillicidio. Attraversato il Corridoio Rosso si raggiunge quindi la Caverna della Cupola, la cui volta ha assunto una particolare forma a calotta; si giunge infine nella Grotta Bianca, cavità ricca di concrezioni dallo smagliante colore candido.

Lungo l'intero percorso sono presenti stalattiti eccentriche e le cosiddette fette di pancetta, strati di alabastro così sottili da apparire traslucidi se illuminati.

La caverna nera è così denominata per la particolare colorazione che assumono le pareti per la presenza di piccoli funghi neri Scolecobasidium anellii.

La fauna cavernicola

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Le ricerche biospeleologiche condotte all'interno delle grotte di Castellana hanno portato alla scoperta di una ricchissima fauna cavernicola, tra cui nuove specie endemiche quali[1]:

È presente anche l'ortottero Troglophilus andreinii, una specie di cavalletta cavernicola.

Com'è tipico di moltissime grotte, non mancano i pipistrelli, presenti qui con cinque specie: Miniopterus schreibersii, Rhinolophus ferrumequinum, Rhinolophus mehelyi, Rhinolophus euryale e Myotis capaccinii.

Il Museo speleologico Franco Anelli

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Inaugurato nel 2000, a 62 anni dalla scoperta del sistema carsico, è intitolato allo speleologo lodigiano Franco Anelli (1899-1977) che delle grotte fu, oltre che scopritore, anche divulgatore e appassionato direttore. Agli originari intendimenti di Anelli (ossia che la visita al Museo Speleologico sarà una facile, dilettevole escursione fra le pagine di un libro affascinante, il libro delle grotte: pochi ordinati capitoli di commento a un ponderoso volume, quello della Scienza delle caverne) si è ispirato, nella realizzazione del percorso didattico-espositivo, il Gruppo Puglia Grotte, l'associazione speleologica castellanese, fondata nel 1971, che – per conto della società Grotte di Castellana – gestisce la struttura.

Il Museo, ospitato nell'edificio progettato nel 1952 dall'architetto Pietro Favia (1895-1972), oltre a rappresentare un utile momento di approfondimento per il turista interessato e un punto di riferimento per la ricerca speleologica pugliese – presso la struttura del Museo è ospitato il Centro di Documentazione Speleologica Pugliese "Franco Orofino" della Federazione Speleologica Pugliese, comprendente una biblioteca tematica, un'emeroteca e un archivio fotografico.

Il 9 dicembre 2015 è stata inaugurata presso il Museo una nuova sala multimediale 3D nell'ambito del progetto "I laboratori del viaggiatore epico", secondo passo del più ampio progetto (SAC) Sistema Ambientale Culturale "La Murgia dei Trulli: dal mare alla Valle d’Itria".

I laboratori didattici

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Il Museo Speleologico "Franco Anelli" è da vari anni meta di un crescente turismo scolastico che, attraverso visite guidate, laboratori didattici e visite speleoturistiche nelle diramazioni laterali delle grotte, rappresenta una delle principali novità del sito carsico negli ultimi anni. Tra i laboratori didattici proposti – nati, secondo l'intendimento di Anelli, per contribuire a diffondere nel mondo della scuola... la conoscenza degli studi del sottosuolo naturale attraverso un'efficace illustrazione del mondo sotterraneo e dei fenomeni che in esso si svolgono o che si sono svolti nel lontano passato della storia geologica d'Italia, fenomeni fisici, biologici e antropici... – vi sono, tra gli altri, quelli di astronomia, scienza delle grotte, speleologia, biospeleologia, geologia ed ecologia. Inoltre presso il Museo Speleologico "Franco Anelli" sono attive una serie di iniziative, allo scopo di favorire l'apprendimento educativo tramite laboratori interattivi e lezioni specifiche da svolgere anche all'interno dell'ambiente ipogeo, come la proposta speleojunior, per consentire agli studenti di vivere l'emozione del buio e di comprenderne gli aspetti più nascosti.

Le grotte sono servite dalla stazione di Grotte di Castellana, delle Ferrovie del Sud Est, sulla linea Bari-Putignano-Martina-Taranto.

Le grotte di Castellana nella cultura di massa

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Nelle grotte di Castellana sono state ambientate e girate diverse sequenze del film poliziesco Istantanea per un delitto.

Spettacoli all'interno delle grotte di Castellana

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Dallo spettacolo Hell in the Cave 2011

Dal 2008 le grotte di Castellana ospitano Hell in the Cave – versi danzanti nell'aere fosco definito il più grande spettacolo aereo sotterraneo del mondo[senza fonte]. Dal 2011 al 2014 ha attratto nella Grave delle grotte di Castellana circa 30 000 visitatori.

  1. Lo Sapevi Che, su Grotte di Castellana. URL consultato il 7 agosto 2015.
  2. Un'immagine di questo animale è disponibile con altre informazioni in: E.Rossi, S.Inguscio, Grotte di Castellana - Incantevole mondo sotterraneo, su Bridge Puglia-Usa. URL consultato il 7 agosto 2015.
  • Franco Anelli, Castellana – Arcano mondo sotterraneo in Terra di Bari. Nuova Postumia d'Italia, Castellana-Grotte, 1954.
  • Gaetano Sergio Carpinelli, Speleonight, speleologia e divulgazione attraverso escursioni turistico-emozionali nelle Grotte di Castellana. Studio statistico pilota, Gruppo Puglia Grotte, Spelaion 2011.
  • Daniela Lovece, Pino Pace, Il cinema alle Grotte di Castellana (Castellana-Grotte, Puglia), in Grotte e dintorni, 11, 2006.
  • Daniela Lovece, Pino Pace, Le prime immagini delle Grotte di Castellana, in Grotte e dintorni, 14, 2007.
  • Vincenzo Manghisi, Le Grotte di Castellana. Cinquant'anni di storia e d'immagine, Nuova Editrice Apulia, 1990.
  • Vincenzo Manghisi, Franco Anelli (1899 – 1977) – Un maestro di speleologia e di vita, in Grotte e dintorni, 1, Castellana-Grotte, 2001.
  • Vincenzo Manghisi, Pino Pace, Guida illustrata alle Grotte di Castellana, Castellana-Grotte, 2006.
  • Vincenzo Manghisi, Pino Pace, La Grave di Castellana-Grotte tra storia e leggenda, Martina Franca, 2009.
  • Pino Pace, La vocazione didattica del Museo Speleologico Franco Anelli, Gruppo Puglia Grotte, Spelaion 2011.
  • Regione Puglia, Federazione Speleologica Pugliese, Grotte e carsismo in Puglia, Castellana-Grotte, 2007.
  • Alessandro Reina, Mario Parise, Geologia delle Grotte di Castellana: ipotesi speleogenetiche. In Geologi e Territorio, 1, 2004.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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