Genga

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Genga
comune
Genga – Stemma Genga – Bandiera
Genga – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Marche.svg Marche
ProvinciaProvincia di Ancona-Stemma.png Ancona
Amministrazione
SindacoGiuseppe Medardoni (lista civica) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate43°25′49.73″N 12°56′08.02″E / 43.430481°N 12.935561°E43.430481; 12.935561 (Genga)Coordinate: 43°25′49.73″N 12°56′08.02″E / 43.430481°N 12.935561°E43.430481; 12.935561 (Genga)
Altitudine320 m s.l.m.
Superficie73,16 km²
Abitanti1 758[1] (31-8-2017)
Densità24,03 ab./km²
FrazioniAvenale, Bivio Filipponi, Camponocecchio, Capolavilla, Casamontanara, Cerqueto, Colcello, Colleponi, Falcioni, Gattuccio, Genga Stazione, Meleto, Monticelli, Palombare, Pianello, Pierosara, Rocchetta, Rosenga, San Donnino, San Fortunato, San Vittore, Trapozzo, Trinquelli, Vallemania, Valtreara
Comuni confinantiArcevia, Fabriano, Sassoferrato, Serra San Quirico
Altre informazioni
Cod. postale60040
Prefisso0732
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT042020
Cod. catastaleD965
TargaAN
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 195 GG[2]
Nome abitantigengarini
Patronosan Clemente
Giorno festivo23 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Genga
Genga
Genga – Mappa
Posizione del comune di Genga nella provincia di Ancona
Sito istituzionale

Genga è un comune italiano di 1 758 abitanti[1] della provincia di Ancona.

Genga è un piccolo castello medioevale immerso nella natura, che dette origini alla nobile dinastia dei conti della Genga, che consegnò alla storia illustri personaggi e guerrieri. Inoltre è anche un centro termale, riserva naturalistica e zona di enorme interesse speleo-carsico con le celeberrime grotte di Frasassi.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Genga è situato nella zona preappenninica delle Marche. Il territorio, uno dei più vasti della regione, si estende su una superficie di 74 km². Le linee di confine sono costituite dai comuni di Arcevia, Serra San Quirico, Fabriano e Sassoferrato. Il suolo è quasi tutto di tipo collinare, con la sola eccezione dei tratti pianeggianti che delimitano il fiume Sentino, che scorre parallelo alla strada comunale Frasassi e che attraversa il paese in tutto il suo spazio. Dista 63 km dal capoluogo di provincia Ancona.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Delle origini del castello di Genga non si sa molto perché sono molto antiche. Alcune leggende poetiche riporterebbero le origini ai tempi di Pirro, re degli Epiri, allorché un certo Lucio Sentinate, dopo aver militato inizialmente con quel re e di poi con i romani, acquistò il monte Giunguno e vi edificò il Castello di Genga. Un'altra leggenda ricorda che una ragazza di nome Genga s'innamorò di un tedesco di nome Gallo, con il quale unitasi in matrimonio diede origine alla famiglia dei Conti della Genga. Certamente si può ritenere che popolazioni provenienti dalla valle del Sentino si stabilirono nel territorio; poi sopraggiunsero gli Umbri che uniti ai Piceni occuparono tutto il Piceno Annonario.

Galli e Romani[modifica | modifica wikitesto]

Nel 386 a.C. gran parte di questo territorio fu invaso dai Galli Senoni, che cacciati nel 283 a.C. dai romani, stabilirono varie città-colonie, tra le quali più consistente quella di Senigallia. In epoca romana, il territorio di Genga dovrebbe aver fatto parte del municipio di Sentinum.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Museo di Genga è stato istituito attorno al 1980 da don Andrea Caporali e don Enrico Principi e raccoglie opere d'arte, suppellettili e oggetti di culto di proprietà della parrocchia di San Clemente e di altre chiese del comprensorio di Genga. La raccolta, costituita da ventitré quadri su tavola o su tela, tre sculture e alcuni pezzi di paramenti liturgici, di mobili di sacrestia, di reliquiari, calici e libri liturgici antichi, è allestita nella chiesa di San Clemente, la prima sede parrocchiale del Castello medievale, sorta nell'XI secolo, restaurata e modificata nei secoli XVI e XVII.

I pezzi più rilevanti sono:

le celebri Grotte di Frasassi.
Via Roma
Sentiero del papa

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Le grotte, il verde circostante, i fiumi Esino e Sentino, la storia, tutto concorre a rendere questo comune un centro di attenzione internazionale.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

La flora presente sul territorio locale presenta una notevole differenza di aspetti vegetazionali condizionati dal substrato, dall'esposizione, dall'altitudine e dalla presenza dell'acqua. Tre sono le aree floristiche protette.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

In un territorio vasto, composito e multiforme, anche la fauna è ben rappresentata. Le specie animali assecondano la versatilità dell'ambiente e in questo si integrano associandosi con il paesaggio. L'areale più caratteristico del luogo è costituito dalla Gola di Frasassi, corrispondente ad una parte dell'Appennino calcareo peninsulare dove si riproduce e vive l'aquila reale (Aquila chrysaitos). Queste alture, per la loro tipicità carsica e il panorama aspro e selvaggio costituiscono il luogo ideale di ricettività per altri rapaci come il gheppio. Consueta dell'ambiente è la cornacchia grigia. Ampliando l'area di osservazione a tutto il paesaggio locale, si nota ancora qualche esemplare di gufo comune. Dell'avifauna si segnala ancora la poiana e nella stagione calda il cuculo.

Numerosi sono gli esemplari di volpe e di tasso. Sui rami degli alberi vive lo scoiattolo. La lepre è visibile nel loro habitat preferito, la pianura e la collina.

Nelle grotte di Frasassi possiamo trovare il geotritone, vertebrato senza polmoni che ha bisogno di ambienti umidi per vivere.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

I casolari rurali forniscono ottimi salumi e gustosi prosciutti che possono essere assaggiati con il pane nero prodotto con il grano locale. Le tagliatelle stese con il "lasagnolo" sono un piatto unico quando sono servite con il sugo di asparagi o di funghi del sottobosco, in dipendenza delle stagioni. Il vino, prodotto in queste colline apriche, arricchisce la tavola e invoca soltanto di essere bevuto con ampia liberalità, con la certa garanzia che accorda l'allegria e compiace la digestione. Altre specialità sono: la "crescia" cotta sotto la brace, le lumache, la polenta con il ragù di cinghiale, i "vincisgrassi" e il "mistrà".

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Stazione di Genga

Le vie di comunicazione sono numerose e ben identificate dalla sede autostradale A14 con l'uscita di Ancona Nord. L'aeroporto di Falconara costituisce un'ottima congiunzione con i voli da e per Milano, Roma, Pescara. La linea ferroviaria Ancona-Roma fa scalo nella stazione di Genga e consente in questa un comodo e facile ingresso. La strada SS 360 Arceviese e la SS 76 sono poi le naturali congiunzioni con il territorio di Genga. All'altezza di Marotta si può utilizzare anche la agevole e rapida comunicazione SS. 424 che, attraverso Pergola, si unisce alla strada comunale Frasassi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

La frazione Pierosara
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 giugno 2004 7 giugno 2009 Raniero Nepi centro-sinistra Sindaco
8 giugno 2009 in carica Giuseppe Medardoni lista civica Sindaco 2 mandati

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra propria del paese era il Genga Grotte che ha militato la sua ultima stagione in Terza Categoria ma ora non esiste più. È stato fondato il Sassoferrato Genga calcio che, pur avendo sede a Sassoferrato, rappresenta anche Genga e gioca in Prima Categoria marchigiana.

Calcio a 5[modifica | modifica wikitesto]

Il paese ha una squadra di calcio a 5 che gioca in Serie D, l'Avis Genga.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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