Camerano

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Camerano
comune
Camerano – Stemma Camerano – Bandiera
Camerano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Ancona-Stemma.png Ancona
Amministrazione
Sindaco Annalisa Del Bello (lista civica) dal 05/06/2016
Territorio
Coordinate 43°31′51.67″N 13°33′10.4″E / 43.531019°N 13.552889°E43.531019; 13.552889 (Camerano)Coordinate: 43°31′51.67″N 13°33′10.4″E / 43.531019°N 13.552889°E43.531019; 13.552889 (Camerano)
Altitudine 231 m s.l.m.
Superficie 20 km²
Abitanti 7 295[1] (01-01-2013)
Densità 364,75 ab./km²
Frazioni Aspio Terme, Colle Lauro, San Germano
Comuni confinanti Ancona, Castelfidardo, Osimo, Sirolo
Altre informazioni
Cod. postale 60021
Prefisso 071
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 042006
Cod. catastale B468
Targa AN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 969 GG[2]
Nome abitanti cameranesi
Patrono San Giovanni Battista
Giorno festivo 29 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Camerano
Camerano
Posizione del comune di Camerano nella provincia di Ancona
Posizione del comune di Camerano nella provincia di Ancona
Sito istituzionale

Camerano (Camburan in dialetto gallo-italico marchigiano, Camerà in anconetano) è un comune italiano di 7 295 abitanti[1] della provincia di Ancona nelle Marche.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune ha un'area di 19.81 km² e contiene le frazioni Aspio Terme, Colle Lauro e San Germano. Nel 2010 la vecchia stazione ferroviaria di Aspio Terme sulla linea Ancona - Pescara, dismessa anni fa, è stata ristrutturata e riaperta, grazie anche ad alcuni investimenti privati.

L'area del sottosuolo di Camerano, chiamata "Città Sotterranea" o "Grotte di Camerano", è scavata nell'arenaria e percorre il sottosuolo del centro storico con andamento labirintico. A lungo si è ritenuto che i numerosi cunicoli fossero il resto di antiche cave arenarie o luoghi per conservare il vino. Le esplorazioni hanno inoltre svelato la presenza in quasi tutti gli ambienti di abbellimenti architettonici, bassorilievi e particolari decorativi: volte a cupola, a vela, a botte, sale circolari e colonne particolare gusto architettonico, decorazioni con fregi, motivi ornamentali e simboli religiosi costituiscono una delle costanti dell´intero percorso.

L'origine è tuttora incerta vista la mancanza di documentazione storica; molto si basa sulla tradizione orale, che suggerisce che «di Camerano ce n'è più sotto che sopra», testimoniando che c'è il grande sviluppo planimetrico del percorso ipogeo e che «le grotte sono antiche quanto è antico il paese». Camerano ha un'origine assai antica, i primi insediamenti preistorici affiorati nell'area di espansione edilizia del paese risalgono all'epoca eneolitica (III millennio a.C.); tra la fine del IX e la metà del III secolo a.C. sono invece databili oltre un centinaio di tombe picene poste in contrada S.Giovanni. Tutto ciò collocherebbe, seguendo la sopracitata tradizione orale, l'origine delle grotte in un periodo remoto. I cunicoli scavati in quell'epoca dovevano essere molto stretti e scavati per motivi pratici come la conservazione del cibo, la ricerca dell'acqua, abitazione maggiormente sicura e alternativa alle capanne in superficie. Attualmente non è rimasto nulla di quell'epoca, le grotte oggi visitabili sono il frutto di modifiche e ampliamenti effettuati nel corso dei secoli, dal medioevo alla prima metà del '900, fino alla fine della seconda guerra mondiale. Oltre agli utilizzi pratici, le grotte nel tempo sono state utilizzate come luoghi di culto e di riunione: testimonianza ne sono due chiese ipogee che si trovano all'interno del percorso e delle sale a pianta circolare e ottagonale con fregi e simboli religiosi, legate ad ordini di monaci guerrieri e ospedalieri. Un'altra funzione fondamentale della città sotterranea è quella protettiva, i cunicoli sotterranei permettevano alla popolazione di nascondersi in caso di assedi e minacce. Questo non solo in epoche antiche, anche nel 1944 l'intero sistema ipogeo venne adibito a rifugio contro i bombardamenti per la popolazione, che passò venti giorni all'interno delle grotte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I reperti archeologici hanno riportato notizie di un primo insediamento umano sul colle sin dall'epoca neolitica (III millennio a. C.). In contrada Fontevecchia, alla periferia nord-ovest dell'abitato del paese, gli scavi della Soprintendenza Archeologica di Ancona hanno riportato in luce nel 1968 uno stanziamento con materiali di tipo subappenninico, mentre in contrada S.Giovanni sono stati rinvenuti successivamente resti di insediamenti del neolitico e dell'età del bronzo.

Nonostante questo si potrebbe dire che Camerano nacque come villaggio di capanne sulla sommità di una "gradina" nel periodo Piceno. A testimonianza di questo una necropoli portata alla luce dagli scavi compiuti nei secoli successivi, che hanno restituito più di cento tombe Picene databili dall'XI al III sec. a.C., a testimonianza del fatto che il paese fu uno dei primi centri abitati piceni nelle Marche. Il materiale rinvenuto è conservato nel Museo Archeologico Nazionale delle Marche di Ancona; alcuni reperti di origine celtica, greca e picena, invece, sono custoditi in loco presso l'Antiquarium Comunale.

Durante il periodo romano il centro abitato diminuì di importanza e la gente si disperse nelle campagne, mentre, in epoca medioevale, si manifestò una rinascita dello stesso, che portò alla attuale configurazione del centro storico.

La più antica fonte documentaria medievale che sembra riguardare Camerano è quella del "Codice Bavaro" (Liber Traditionum Ecclesiae Ravennatis), della seconda metà del X secolo, dove si fa riferimento al monastero femminile di Santa Maria e Sant'Agata, all'interno della diocesi di Numana e che sembrava essere situato a Camerano nella zona circostante l'attuale chiesa di S. Francesco. Altre fonti documentarie importanti sono due privilegi pontifici del 1177 e del 1183 dove viene nominato il paese come «Castro Camurani» , da riconoscere quindi come un vero e proprio castrum medievale. Nel 1198 Camerano figurava, per la prima volta, come comune indipendente e appartenente alla lega di comuni creata per contrastare Marcovaldo inviato da Enrico VI. Nel 1212 a Camerano figuravano anche due consoli: Bernardo Ionathe e Stefano Marchi, chiari segnali di un breve periodo in cui il paese fu libero comune, prima di finire nel periodo successivo sotto il controllo della più grande Città di Ancona, diventando uno dei circa venti castelli di Ancona, ed aveva il compito di difendere l'area del Conero, insieme ai castelli di Varano, Poggio, Massignano, Sirolo. Sulla rupe del "Sassone" sorse probabilmente quello che fu il primo castello o borgo fortificato.

Dal 1797 al 1798 subì l'occupazione dei napoleonici e, in seguito, tra il 1815 e il 1819, il comune affrontò un periodo di grave carestia.

Camerano venne annesso al Regno d'Italia nel 1860 dopo la battaglia di Castelfidardo. Dopo la seconda guerra mondiale e l'occupazione tedesca del 1943, il comune fu liberato dagli alleati nel 1944; è durante questo periodo che le labirintiche grotte furono adibite a rifugio per la popolazione contro i bombardamenti.

L'organizzazione urbanistica rimase pressoché invariata fino agli inizi del secolo XIX il paese quando cominciarono ad espandersi nuove zone abitative come la "Piana" (via Garibaldi) e la "Speranza" (via Loretana), oltre al nucleo storico rappresentato dal "Borgo" (via G. Leopardi e via Cavallotti).

Agli inizi del Novecento incominciò a svilupparsi l'artigianato che caratterizza tuttora la vita economica del paese; intorno al 1940 in seguito anche all'incremento demografico l'area urbana si estese lungo via Loretana e nella contrada San Giovanni. Negli anni ‘60, Camerano conobbe un vero e proprio boom economico e si trasformò in centro industriale, con la costituzione di numerose imprese artigiane e industriali soprattutto nel settore degli strumenti musicali e, più tardi, della lavorazione del legno, dei metalli, della plastica, dell'abbigliamento e della produzione di vino, il Rosso Conero, che rendono ancora oggi famoso ovunque il nome di Camerano.

La città sotterranea[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Città sotterranea di Camerano.

Una delle caratteristiche di spicco di Camerano è la presenza di una fitta rete di cunicoli artificiali scavati nel sottosuolo del centro storico. Questo percorso ipogeo, la cui lunghezza è stimata a circa 2 km, è risultato di numerosi secoli di interventi umani. L'origine sembra coincidere in qualche modo con quella dell'abitato all'epoca neolitica, o protostorica, anche se il continuo riutilizzo e le modifiche hanno in buona parte eliminato le tracce di questi usi più antichi.

La chiesa sotterranea

Gli scopi originari di questi ipogei sono vari; alcune zone mostrano la classica struttura di cave di pietra arenaria per uso edile, mentre altre si conformano come magazzini, vie di comunicazione, fonti d'acqua. Di particolare interesse sono alcune sale di chiaro carattere religioso o rituale, come un battistero ottagonale datato 1327, ed una chiesa ipogea paleocristiana denominata "grotta Ricotti". Alcune decorazioni a bassorilievo inoltre rivelano l'intento religioso di alcuni ambienti, e di una committenza nobiliare in altre zone, come nella cosiddetta "sala delle cospirazioni". L'intero complesso, disponendo di numerosi collegamenti con la superficie nel centro storico, è stato negli anni sfruttato come cantina dagli abitanti locali, finché negli anni '90 non è rinato l'interesse verso la sua storia.

Storicamente rilevante è stato l'uso durante la seconda guerra mondiale, nel luglio del 1944. Per ripararsi dai bombardamenti, l'intera cittadinanza si trasferì sotto terra, dove rimase per circa 18 giorni. Nonostante questo sia l'unico utilizzo documentato dell'ipogeo come rifugio di guerra, si suppone che questa pratica fosse comune anche nei secoli precedenti, in particolare per via della vicinanza di Camerano al mare e pertanto dei rischi derivanti dalle incursioni piratesche.

Nel 1999 un convegno tenuto a Camerano produce anche una pubblicazione, "La Memoria del Sottosuolo"[3].

Nel 2008 il comune di Camerano apre una porzione di ipogeo al pubblico. Da allora la città sotterranea è al centro di un flusso turistico in costante aumento.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 376 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Moldavia 128 1,76%

Dialetto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetto anconitano.

Attualmente il dialetto di Camerano è l'anconetano, con differenze leggerissime, ma fino agli anni '70 del '900 era presente una vera e propria isola linguistica di tipo gallo-italico, perché a differenza della parlata del capoluogo e delle località limitrofe, si tendeva a lenire o a far scomparire qualsiasiasi vocale finale diversa da -a. Questo fenomeno era un tempo presente anche in alcune frazioni di Ancona, come Poggio o Varano, e faceva sì che la parlata fosse praticamente uguale a quella di Ancona, che è di ceppo umbro-romanesco con influenze gallo-italiche, ma con le -o/-e/-i finali lenite (un esempio è la parola letamaio, che suonava grasciaro ad Ancona, Osimo e Jesi, mentre a Camerano suonava grasciàr'). Il vocabolo indèlma, parola greca riportata anche da Tacito che significa impronta, forma, era una parola molto usata nel dialetto cameranese, e in special modo dagli artigiani, calzolai e sarti. Oggi è ancora usata da molti cittadini di Camerano. Deriva dal greco classico ed è stata importata da Dori.

È un fenomeno curioso ma purtroppo scarsamente documentato e ormai del tutto scomparso dalla bocca dei parlanti, poiché le nuove generazioni sono andate sempre più assimilando il cameranese originario all'anconetano, sostituendo ad esempio l'antico gin (andiamo) con andan, modifica piccola e pur sempre peculiare.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
28 maggio 2006 15 maggio 2011 Carmine Di Giacomo lista civica Sindaco
16 maggio 2011 4 giugno 2016 Massimo Piergiacomi lista civica Sindaco
5 giugno 2016 in carica Annalisa Del Bello lista civica Sindaco

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Feste[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ultima settimana di agosto si svolge la festa del patrono San Giovanni Battista. È tipica della festa la contesa del sacro vassoio. Il paese è diviso in otto rioni e ogni rione si sfida in vari giochi per ottenere il vassoio. La festa ha compiuto 34 anni nel 2015.

Nella prima settimana di settembre si svolge dal 1995 la "Festa del Rosso Conero" che attira ogni anno in crescendo circa 15000 visitatori.

Persone legate a Camerano[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Maratta o Maratti, pittore italiano del XVII secolo. Nacque nel 1625 da una famiglia di origine dalmata e fu certamente il cameranese più illustre.

Visse a lungo a Roma, dove si impose come figura centrale della pittura italiana della seconda metà del Seicento; riuscendo a conciliare il contrasto che all'epoca dominava la pittura romana tra il classicismo di Raffaello e barocco, durante la vita fu celebrato come il massimo pittore del suo tempo, improntando anche gran parte della produzione artistica del secolo successivo. Morì nel 1713.

A Camerano fece riparare a sue spese la chiesa di S. Nicolò, che prese il titolo di S. Faustina dopo che egli vi ebbe fatto traslare le spoglie della martire omonima da una catacomba romana. Sono due le opere esposte nel suo paese natale, Madonna col Bambino ed i santi Domenico e Agostino e la madre Monica, entrambe conservate nella chiesa parrocchiale; all'interno del Palazzo Comunale lo ricorda una raccolta di incisioni e riproduzioni di sue opere. Al suo nome è dedicato anche il Teatro comunale, edificato nel 1872.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 la trasmissione televisiva Mistero in onda su Italia 1 si è recata a Camerano per mostrare la cripta murata sotto l'altare della chiesa di San Francesco, nonché il noto "buco del diavolo", un lungo cunicolo con volta a botte percorribile per circa 200 metri, probabilmente utilizzato come acquedotto.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Camerano 1947 Calcio che milita in Eccellenza. È nata nel 1947.

Le altre squadre di calcio sono F.C.D. Real Cameranese che milita in 1ª Categoria e la Vigor Camerano, fondata nel 2008, che milita in 2ª Categoria.

La squadra di pallamano maschile A.P.D. Pallamano Camerano milita nel campionato di serie B.

La squadra di calcio a 5, la Vigor Camerano milita nel campionato provinciale di Serie D.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Campagnoli Marco, Recanatini Alberto, La Memoria del Sottosuolo, Camerano, Proloco "Carlo Maratti", 1999.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN145773421
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