Corinaldo

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Corinaldo
comune
Corinaldo – Stemma
Corinaldo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Ancona-Stemma.png Ancona
Amministrazione
Sindaco Matteo Principi (lista civica) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 43°38′56.04″N 13°02′52.44″E / 43.6489°N 13.0479°E43.6489; 13.0479 (Corinaldo)Coordinate: 43°38′56.04″N 13°02′52.44″E / 43.6489°N 13.0479°E43.6489; 13.0479 (Corinaldo)
Altitudine 203 m s.l.m.
Superficie 49,28 km²
Abitanti 5 152[1] (31-12-2010)
Densità 104,55 ab./km²
Frazioni Madonna del Piano, Nevola, San Bartolo, San Domenico, Sant'Apollonia, Santa Maria, Sant'Isidoro, San Vincenzo, Ville
Comuni confinanti Castelleone di Suasa, Mondavio (PU), Monte Porzio (PU), Ostra, Ostra Vetere, San Lorenzo in Campo (PU), Trecastelli
Altre informazioni
Cod. postale 60013
Prefisso 071
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 042015
Cod. catastale D007
Targa AN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 903 GG[2]
Nome abitanti corinaldesi
Patrono sant'Anna
Giorno festivo 26 luglio
Motto Cineribus orta combusta revixi
"Sorta dalle ceneri, bruciata, tornai a vivere"
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Corinaldo
Corinaldo
Posizione del comune di Corinaldo nella provincia di Ancona
Posizione del comune di Corinaldo nella provincia di Ancona
Sito istituzionale
(LA)

« Cineribus orta combusta revixi »

(IT)

« Sorta dalle ceneri, bruciata, tornai a vivere »

(Motto di Corinaldo)

Corinaldo è un comune italiano di 5 152[1] abitanti della provincia di Ancona nelle Marche.

È terra vinicola (noto il suo Verdicchio). Ha una ben mantenuta cinta muraria risalente al XIV secolo. Qui è nata santa Maria Goretti.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Corinaldo è situato nell'entroterra di Senigallia, e sorge alla sommità di un colle sulla riva sinistra del fiume Nevola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

"Arsa e distrutta dall’empio Alarico, la bella e famosa città di Suasa, l’anno della nostra salute 409, come fu scritto, quelli che dagli incendi avanzarono per salvarsi, fuggirono verso il vento Cecias dentro i vicini colli, l’anno del parto della Vergine 411 diedero principio a fabbricare una città formata con regole e disegno di architettura  la chiamarono Corinaldo, quasi curre in altum’".  Così scriveva a proposito delle origini di Corinaldo nei primi anni del secolo XVII Vincenzo Maria Cimarelli, frate domenicano, insigne storico, maestro di umane lettere, inquisitore del Santo Uffizio.

Storia e leggenda si alternano e si fondono nella “cronaca” del Cimarelli, desideroso di nobilitare la nascita della sua città dalle rovine della romana Suasa Senonum. Con tutta probabilità la città di Corinaldo è sorta agli inizi del secondo millennio, in seguito al diffuso fenomeno dell’incastellamento.

Libertà e dominazioni[modifica | modifica wikitesto]

Arroccata tra i fiumi Cesano e Misa, tra Marca di Ancona e Stato di Urbino, si costituisce in Libero comune alla fine del XII secolo. Nel corso del Duecento vive alterne vicende nella lotta fra Guelfi e ghibellini. Per la sua posizione strategica, diviene presto un ambito avamposto conteso dai comuni limitrofi. Nel 1219 combatte contro Cagli, ma nel 1248 è costretta a sottomettersi alla potente vicina Città Regia di Jesi, entrando a far parte dei suoi Castelli[3].

Nel 1291 le viene di nuovo riconosciuta l'autonomia comunale da papa Nicolò IV. Dunque Guelfa fino ai primi del '300, Corinaldo subisce il fascino e poi la tirannia di un suo nobile concittadino di parte ghibellina, Nicolò Boscareto, vicario imperiale per nomina di Ludovico il Bavaro. La riconquista papale fu pesante, l’esercito pontificio di Innocenzo VI, guidato da Galeotto I Malatesta, la rade al suolo il 18 agosto 1360.

Nuove mura, nuovi assedi[modifica | modifica wikitesto]

Corinaldo viene ricostruita letteralmente ex novo nel 1367, in seguito all'autorizzazione concessa da papa Urbano V, con l’attuale cinta muraria, nella quale figurano elementi fortificativi attribuiti al genio del celeberrimo architetto militare senese Francesco Di Giorgio Martini. Ai Malatesta succedono gli Sforza, e agli Sforza i Della Rovere, che lo spodestato duca di Urbino, Francesco Maria, tenta nel 1517 di annettere Corinaldo e le terre limitrofe sotto il suo diretto dominio. Ma in quell’epoca è scritta una delle pagine storiche più belle ed esaltanti della comunità corinaldese. Dopo ventitre giorni di assedio i corinaldesi costringono il duca alla ritirata e il papa dell’epoca, Leone X, per la fedeltà mostrata, eleva Corinaldo al rango di città. Dignità confermata con breve del 20 giugno 1786 da papa Pio VI.

Tempi moderni[modifica | modifica wikitesto]

Ma è nel '600 che Corinaldo si ingentilisce nelle forme architettoniche e nel costume, arricchendosi dell’opera e dell’ingegno di pregevoli artisti. Le famiglie nobili erigono nuove ed eleganti dimore, segno di un accresciuto e diffuso benessere. Si sviluppano le arti e i mestieri, si stringono nuovi rapporti economici, politici e culturali. Ma non sono solamente i palazzi gentilizi a contrassegnare l’ordito architettonico della città, e in particolare del centro storico: vedono progressivamente la luce anche monumentali edifici civili e religiosi, ancora oggi visibili e perfettamente conservati, quali fra gli altri la chiesa del Suffragio dalla caratteristica pianta ottagonale, eretta sul vecchio mastio, la chiesa dell’Addolorata, quella di Sant’Anna (patrona di Corinaldo) e il santuario ora intestato a Santa Maria Goretti.

Palazzi e chiese, splendidi esempi di architettura civile e religiosa, costituiscono invitanti e preziosi contenitori di apprezzabili opere d’arte. Il Seicento e il Settecento, in particolare, sono secoli di intenso sviluppo artistico della città, grazie alla presenza e all’opera di ingegni quali fra gli altri il pittore Claudio Ridolfi che a Corinaldo visse lungamente e vi morì, l’organista Gaetano Callido che sempre a Corinaldo ha lasciato due strumenti di eccezionale fattezza, uno dei quali funzionante e il secondo in restauro, dono del Callido alla figlia monaca di clausura proprio a Corinaldo, in quegli stessi ambienti che oggi accolgono la civica pinacoteca.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Veduta delle mura
la caratteristica scalinata del Pozzo della Polenta
  • Mura di Corinaldo sono riconosciute come le più intatte, imponenti, fortificate e lunghe (912 m ininterrotti) della regione Marche e tra le meglio conservate di tutto il centro Italia. Di per sé costituiscono già un monumento della città di Corinaldo e una delle bellezze storico-architettoniche più visitate delle Marche.
  • Palazzo Comunale, ricostruito nella seconda metà del XVIII secolo al posto del primitivo edificio rinascimentale, opera dell'architetto F. M. Ciaraffoni di Fano, con grandioso porticato e torre;
  • Chiesa già di Sant'Agostino (attuale Santuario di Santa Maria Goretti) ed ex convento, complesso del XVII-XVIII secolo dominante il nucleo cittadino; l'alto campanile ha la cuspide ispirata al campanile della chiesa del Santissimo Sacramento di Ancona, a loro volta mutuate dalla borrominiana lanterna di Sant'Ivo alla Sapienza di Roma;
  • Teatro Comunale "Carlo Goldoni" (sec. XIX);
  • Palazzo Cesarini-Romualdi, (sec. XVII), con cantonali e mostre delle finestre in arenaria, purtroppo in stato di avanzato degrado;
  • Campanile della demolita chiesa di San Pietro (rimaneggiato nel XVIII secolo);
  • Chiesa parrocchiale di San Francesco (XVIII secolo), architetto Andrea Vici, fuori dal nucleo murato: facciata incompiuta, interno con cappelle laterali e cupola, due dipinti del veronese Claudio Ridolfi;
  • Chiesa del Suffragio, eretta sul Cassero Sforzesco della Rocca, interno a pianta ellittica e dipinto di Claudio Ridolfi all'altare principale;
  • Chiesa dell'Addolorata, a pochi metri dalla precedente, con facciata rifatta nel 1925 e sottostante cripta dedicata alla nativa santa Maria Goretti;
  • Chiesa di Madonna del Piano, nella località omonima: l'antico monastero di Santa Maria in Portuno

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Contesa del pozzo della polenta[modifica | modifica wikitesto]

La "Contesa del pozzo della polenta" è la più antica rievocazione storica della Provincia di Ancona, rievoca la vittoria riportata dai corinaldesi nel 1517 contro l'esercito dello spodestato Duca di Urbino Francesco Maria I della Rovere che, per venti giorni, aveva assediato senza successo la fortificazione di Corinaldo (il Guicciardini nella sua famosa opera “Storia d'Italia” dice che "...solo Ascoli Piceno e Corinaldo resistettero all'esercito di Francesco Maria...").

Nella suggestiva ed incantevole cornice del medievale centro storico della cittadina corinaldese perfettamente conservato (Corinaldo ha le mura di difesa meglio conservate delle Marche), tra antichi palazzi, vie e piazze, centinaia di figuranti (con costumi d'epoca realizzati dalle abili sartorie locali), dame e giocolieri, fattucchiere e armigeri, combattenti e saltimbanchi, giocolieri e artigiani, sbandieratori, tamburini, chiarine, arcieri e danzatrici fanno da supporto alla rappresentazione che culmina nella consegna dell'ambito "Palio" (opera di artisti di chiara fama) assegnato al Rione vincitore delle diverse gare quali: il gioco della campana, il palio degli arcieri, la giostra dei cavalieri e altre gare rionali.

La colonna portante dell'Associazione, e dunque della stessa manifestazione (che tradizionalmente cade il terzo fine settimana di luglio, ormai da più di 30 anni) è il "Gruppo storico città di Corinaldo COMBUSTA REVIXI", composto da oltre 70 elementi tra sbandieratori, tamburini, chiarine, arcieri e danzatrici che utilizzando un impianto luci e audio, fuochi pirotecnici e altri particolarissimi e suggestivi effetti scenici e musiche di ambientazione medio-rinascimentali, rappresentano leggende, storie, racconti e fiabe della tradizione locale o tratte da famose opere letterarie: grazie alle coreografie e agli spettacolari scambi di bandiere degli sbandieratori, alle coreografie appositamente studiate e ai tonanti e possenti ritmi dei tamburi e delle chiarine, ai delicati passi delle danzatrici e alla spettacolarità e precisione delle frecce e dei dardi infuocati degli arcieri riesce ad intrigare sia i bimbi che gli adulti in un alternarsi di scene drammatiche, di combattimenti con le bandiere, di lotte contro il male e di amori immortali.

Halloween - La Festa delle Streghe[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazione che dal 1998 si tiene dal fine settimana precedente fino al giorno di Halloween (31 ottobre) per le suggestive vie del centro storico che per l'occasione si trasformano in "stile horror" riservando alle migliaia di visitatori che ogni anno accorrono una settimana di paura, divertimento ma soprattutto di festa a misura di famiglia e che guarda ad un turismo di qualità.

L'enorme successo di spettatori oltre che la bellezza del luogo e il risalto che la manifestazione ha avuto sui media ha portato Corinaldo ad essere definita la "Capitale Italiana di Halloween" (2003, "Il sole 24 ore").

Oltre alle numerose taverne (anch'esse allestite rigorosamente a tema) dove è possibile gustare gli ottimi piatti e i vini tipici del territorio, sono da ricordare le numerose attrazioni presenti: due palchi "principali" (La piaggia e Piazza del Terreno) in cui si alternano spettacoli di vario genere, Casa degli Spiriti, Tunnel della Paura, Torre delle Trasformazioni, Zucchino, il mercatino degli artigiani, il laboratorio "Costruendo la Paura", gli artisti di strada, il corpo di ballo Dark Angel, i fuochi d'artificio e il concorso di "Miss Strega" che ogni anno mira ad eleggere la "Strega del III Millennio".

Halloween - La Festa delle Streghe - è organizzata dalla Pro Loco di Corinaldo con il patrocinio del Comune e grazie alla fantasia e alla voglia di fare di circa 700 volontari che per tutto il mese di ottobre contribuiscono all'allestimento e alla buona riuscita della manifestazione.

I personaggi famosi che hanno partecipato:

Persone legate a Corinaldo[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincenzo Maria Cimarelli: storico corinaldese del XVII secolo. È stato assoldato in varie corti europee, tra le quali quella di Francia e quella del Ducato di Urbino, per le sue doti di storico e filosofo. Tra i suoi scritti più famosi menzioniamo Istorie dello stato di Urbino (1642) e la Nascita di Corinaldo della seconda metà del Seicento.
  • Francesco Fabri, fu tra i primi tipografi italiani. Stampò numerose opere nel Regno di Napoli a Campagna (1545 - 1547), a Napoli (1550), a Nusco e a Salerno (1544), a Sarno (1548).
  • Santa Maria Goretti: di cui è visitabile la casa natale e una sua insigne reliquia presso il Santuario a lei dedicato nel 1990 in occasione del centenario della sua nascita a Corinaldo. Santa Maria Goretti ha vissuto 7 dei suoi 12 anni proprio a Corinaldo ricevendo qui sia il battesimo (il fonte battesimale è custodito all'interno della Chiesa corinaldese di San Francesco) sia la cresima che allora si riceveva prima della comunione.
  • Don Giacomo Luzietti, nato a Corinaldo (1931 - 1994), fondatore dell'OARI e dell'AVULSS, associazione per il volontariato presente in quasi tutte le regioni d'Italia.
  • Rodolfo Massi, ciclista (1965).
  • Claudio Ridolfi: pittore di origine veneta attivissimo nelle Marche del 1600. Ha vissuto a Corinaldo gran parte della sua vita in una casa, presso Piazza del Terreno, oggi segnalata da un'insegna in marmo. Due delle sue opere più importanti presenti a Corinaldo sono La Maddalena ai piedi della croce e il Cristo alla Colonna, entrambe custodite gelosamente: la prima alla chiesa di Santa Maria in Portuno (detta anche Madonna del Piano) e la seconda nella Civica Raccolta d'Arte "Claudio Ridolfi" a lui intitolata.
  • Achille Tarducci: maestro e stratega di guerra del XVI secolo, reclutato da tutte le più importanti dinastie regnanti europee.
  • Linea marchigiana della famiglia Baccarini.
  • Giuseppe Capotondi: regista italiano.
  • Domenico Grandi: generale, senatore, ministro.
  • Gerardo Rocconi: vescovo di Jesi.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gonfalone cittadino.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
15 settembre 1860 31 dicembre 1861 Giovanbattista Orlandi Sindaco
1º gennaio 1862 23 luglio 1864 Trifone Pasqualini Sindaco
8 febbraio 1867 6 agosto 1870 Giovanbattista Orlandi Sindaco
1º novembre 1871 15 luglio 1879 cav. Mario Rossi Sindaco
23 settembre 1880 4 novembre 1889 Filippo Berardi Sindaco
1º febbraio 1890 22 agosto 1890 Giacomo Cesarini Sindaco
18 novembre 1890 29 marzo 1896 conte cav. Pompeo Perozzi Sindaco
29 agosto 1896 22 luglio 1902 cav. Italiano Angeloni Sindaco
26 marzo 1903 7 gennaio 1904 ing. Luca Cesarini Sindaco
7 luglio 1904 9 maggio 1906 Clemente Rossi Ricci Sindaco
15 novembre 1906 28 luglio 1908 Giacomo Amati Sindaco
28 luglio 1908 25 maggio 1914 cav. Italiano Angeloni Sindaco
4 agosto 1914 19 ottobre 1915 Cesare Cesarini Sindaco
4 novembre 1915 12 dicembre 1922 cav. Adriano Sandreani Sindaco
1º luglio 1923 19 giugno 1924 Leone Torelli Sindaco
22 giugno 1924 3 febbraio 1926 gen. Attilio Mattioli Sindaco
3 febbraio 1926 9 dicembre 1926 conte Alessandro Cesarini Duranti Sindaco
27 marzo 1928 15 febbraio 1930 Corrado Brunori Podestà
23 maggio 1930 15 ottobre 1931 cav. Adriano Sandreani Podestà
13 febbraio 1932 13 febbraio 1936 cav. geom. Antonio Loccarini Podestà
27 maggio 1936 26 febbraio 1938 dott. ing. Luigi Venturoli Podestà
26 febbraio 1938 25 febbraio 1942 ten. col. conte cav. Gino Augusti Podestà
1º gennaio 1943 10 agosto 1943 conte Alessandro Cesarini Duranti Podestà
14 agosto 1944 25 novembre 1944 avv. Arnaldo Ciani Sindaco
25 novembre 1944 14 novembre 1945 prof. arch. Antonio Dominici Sindaco
14 novembre 1945 18 marzo 1946 Domenico Battistini Sindaco
18 marzo 1946 7 giugno 1951 comm. rag. Domenico Cacciani Sindaco
7 giugno 1951 11 giugno 1956 cav. Dino Poeta Sindaco
11 giugno 1956 30 giugno 1958 prof. Sergio Mineo Sindaco
30 giugno 1958 23 novembre 1960 cav. Giovanni Sartini Sindaco
23 novembre 1960 7 agosto 1975 cav. Giuseppe Scattolini Sindaco
8 agosto 1975 16 febbraio 1981 dott. Fabio Ciceroni Sindaco
16 febbraio 1981 22 novembre 1982 dott. Ennio Lenci Sindaco
23 novembre 1982 22 luglio 1985 dott. Fabio Ciceroni Sindaco
23 luglio 1985 6 dicembre 1988 Erminio Giancamilli Sindaco
24 dicembre 1988 28 marzo 1989 Ilario Taus Sindaco
29 marzo 1989 18 luglio 1989 dott. Fabio Costantini Sindaco
19 luglio 1989 12 giugno 1994 Stefano Fabrizi Sindaco
13 giugno 1994 26 giugno 2002 dott. Luciano Antonietti Sindaco
27 giugno 2002 26 maggio 2012 rag. Livio Scattolini Sindaco
7 maggio 2012 in corso Matteo Principi Sindaco

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma della città contiene una corona turrita, le chiavi incrociate di San Pietro e i sei colli. Su di esso è posta la frase Cineribus orta combusta revixi.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Corinaldo, già da tempo inserito nel club "I borghi più belli d'Italia, è stato ufficialmente denominato il borgo più bello d'Italia in una conferenza tenutasi in Abruzzo nel 2007 dai sindaci dei circa 200 comuni iscritti al club.
  • Il nome di "Corinaldo" deriva probabilmente da "Curia di Rinaldo", antico nome Longobardo che il primo nucleo abitato doveva avere in epoca altomedievale. Quest'ipotesi è stata avanzata solo recentemente, precedentemente si credeva che il nome Corinaldo derivasse da "Corri in alto", ipotetica esclamazione che i cittadini romani superstiti dell'antica città romana di Suasa avrebbero pronunciato al momento di abbandonare la città romana distrutta, che si trova a fondovalle, per salire in una delle vicine colline, militarmente più difendibili, su cui poi avrebbero edificato il paese di Corinaldo. Altra ipotesi sull'origine del nome diffusa è che il nome derivi da "Cor in alto". Queste due ipotesi, seppur suggestive, sono attualmente ritenute fantasiose e infondate.
  • Il noto pozzo che si trova a metà della scalinata di 109 gradini nel centro del borgo è detto "Pozzo della Polenta" in ricordo di una leggenda che narra di un contadino che si sedette sul bordo del pozzo per riposarsi durante la dura salita e inavvertitamente cadde al suo interno. Il sacco di farina che trasportava si mescolò all'acqua e il contadino disperato gridò aiuto a gran voce facendo accorrere numerose persone che, dall'alto del pozzo, gli dissero di non disperare e di preparare una bella polenta che tutti successivamente mangiarono facendo gran festa.
  • La casa di Scuretto. Gaetano, detto Scuretto, era un ciabattino a cui piaceva molto "l'arte dionisiaca". Aveva un figlio, emigrato in America per far fortuna, che periodicamente gli mandava del denaro per poter costruire una casa a Corinaldo. Questi denari andavano però a finire nelle osterie del paese tanto che il figlio, insospettitosi per la lungaggine dei lavori di costruzione, chiese al padre una foto della nuova casa. Scuretto non si perse d'animo e si organizzò così: costruì la facciata, ci mise il numero civico e si fece fotografare affacciato alla finestra. Arrivarono ancora soldi, ma la casa rimase così com'è, senza solai, pareti di fondo e tetto. La potete ammirare a circa metà della via Piaggia.
  • In data 23 ottobre 2009 è stato presentato il progetto per la realizzazione nel Comune di Corinaldo di una centrale elettrica turbogas. Il progetto è stato definitivamente archiviato il 18 maggio 2012.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra locale disputa attualmente il campionato di Seconda Categoria ed è il Corinaldo calcio dai colori sociali bianco e azzurro.

Calcio a 5[modifica | modifica wikitesto]

A Corinaldo è presente una squadra di calcio a 5 che gioca nella palestra della scuola elementare. L'Asd Calcio a 5 milita nel campionato di Calcio a 5 regionale C1.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Corinaldo

Le Porte[modifica | modifica wikitesto]

Le Mura Esterne[modifica | modifica wikitesto]

Le Mura Interne[modifica | modifica wikitesto]

Le Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Vie e passaggi[modifica | modifica wikitesto]


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Mauro Tedeschini: Atlante Marchigiano", Ed. Il Resto del Carlino e Regione Marche, 1992
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Santa Maria in Portuno nella valle del Cesano, a cura di Giuseppe Lepore, ed. Ante Quem, 2006. ISBN 88-7849-016-4
  • Paola Polverari. Testimoni di pietra. Le epigrafi di Corinaldo dall'evo antico al secolo XVII. 2005, edito dal Comune di Corinaldo.

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