Corinaldo

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Corinaldo
comune
Corinaldo – Stemma
Corinaldo – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Ancona-Stemma.png Ancona
Sindaco Matteo Principi (lista civica) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 43°38′56.04″N 13°02′52.44″E / 43.6489°N 13.0479°E43.6489; 13.0479 (Corinaldo)Coordinate: 43°38′56.04″N 13°02′52.44″E / 43.6489°N 13.0479°E43.6489; 13.0479 (Corinaldo)
Altitudine 203 m s.l.m.
Superficie 48,32 km²
Abitanti 5 152[1] (31-12-2010)
Densità 106,62 ab./km²
Frazioni Cesano, Madonna del Piano, Nevola, San Bartolo, San Domenico, Sant'Apollonia, Santa Maria, Sant'Isidoro, San Vincenzo, Ville
Comuni confinanti Castelleone di Suasa, Mondavio (PU), Monte Porzio (PU), Ostra, Ostra Vetere, San Lorenzo in Campo (PU), Trecastelli
Altre informazioni
Cod. postale 60013
Prefisso 071
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 042015
Cod. catastale D007
Targa AN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 903 GG[2]
Nome abitanti corinaldesi
Patrono sant'Anna
Giorno festivo 26 luglio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Corinaldo
Posizione del comune di Corinaldo nella provincia di Ancona
Posizione del comune di Corinaldo nella provincia di Ancona
Sito istituzionale
(LA)
« Cineribus orta combusta revixi »
(IT)
« Sorta dalle ceneri, bruciata, tornai a vivere »
(Motto di Corinaldo)

Corinaldo è un comune italiano di 5 152[1] abitanti della provincia di Ancona nelle Marche, situato nell'entroterra di Senigallia.

È terra vinicola (noto il suo Verdicchio). Ha una ben mantenuta cinta muraria risalente al XIV secolo. Qui è nata santa Maria Goretti.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Corinaldo è situato vicino alla costa marchigiana del mar Adriatico. confina con Castel Colonna, Monterado, Ripe, Mondavio (PU), Monte Porzio (PU), San Lorenzo in Campo (PU), Castelleone di Suasa, Ostra, Ostra Vetere.

Partendo da Fano e proseguendo verso sud sulla vecchia SS 16 Adriatica, dopo l’attraversamento del fiume Metauro, e dopo Metaurilia, Torrette, Ponte Sasso e Marotta, si giunge al Cesano: confine naturale tra le province di Pesaro e Urbino ed Ancona. Il suo nome latino era Suasanus, perché lambiva il piccolo municipium romano di Suasa. Recentemente sotto il suo letto è stata scoperta una foresta fossile risalente a cinquantamila anni fa. E’ un fiume silente d’inverno e brulicante di vita d’estate che nasce sul monte Catria e sfocia silenzioso e pacato nel mar Adriatico, tra Fanum e Sena Gallica, anch’esse importanti città romane. Silenzioso e pacato come lo sono gli abitanti di questi luoghi: gente semplice, garbata, operosa, erudita, onesta. Appena passato il ponte, dopo l’ennesimo capannone ed il solito impersonale centro commerciale, si gira a destra e dopo un chilometro, sottopassato il cavalcavia dell’autostrada A14, l’atmosfera cambia repentinamente. Si avverte subito. E’ come se ti togliessi di dosso un vestito diventato stretto ed hai la sensazione di lasciarti alle spalle il falso progresso con il suo inutile materialismo e la mancanza di valori, l’assuefazione al nulla. Ed è qui che comincia la nostra storia, da questo ipotetico cancello fatto di aria, suoni e luci. La strada ben asfaltata, è intervallata su entrambi i lati da corpulente e robuste querce che ombreggiano a tratti le due corsie, è un succedersi di rispettosi saliscendi che svoltano dolcemente ora a destra ed ora sinistra e, mentre la mente si rilassa, lo sguardo incuriosito attende la prossima curva e scopre che i campi perfettamente arati e squadrati si alternano a sinuose colline colme di girasoli e i verdi pascoli a boschi e vigneti. Un paesaggio dall’aspetto estremamente mutevole che conserva ancora pressoché intatti i suoi connotati rurali. È un susseguirsi di scorci sempre diversi, ma immutati nel tempo. Qualcuno capisce e riesce a percorrere lentamente quel tratto di strada con i cinque sensi e forse con qualcosa in più. Ode la brezza marina accarezzare la storia, sente il profumo dei colori e la terra respirare, il cinguettio dell’aria e par quasi che la natura prenda per mano la storia ed insieme ti facciano capire che il futuro è regredire. E’ una bella sensazione: ti senti in pace, ti dà l’impressione di esserci già stato, ti sembra di essere a casa.

A circa metà strada si trova il bivio per Monterado, un abitato risalente a prima dell’anno mille, quando i monaci avellaniti costruirono una pieve , sulle cui fondamenta fu costruito l’attuale Castello. In epoca rinascimentale divenne parte del Ducato di Urbino, passò ai Della Rovere e quindi ai padri Gesuiti. Intorno al castello si stende pacifico un bosco misto di profumati pini, giganteschi cedri del libano, grandi querce autoctone, allori e viburni. Sono sette ettari di parco secolare ed un imponente e sobrio castello allocati su una collina con vista sul mare. Il problema di queste terre così cariche di storia, è che quando arrivi ad un bivio e devi girare a destra, sei sicuro che a sinistra perdi qualcosa. Al contrario del detto “sai cosa lasci, non sai cosa trovi”, da queste parti si potrebbe tranquillamente dire “non sai cosa perdi, ma sai cosa trovi”. E’ una regione stupenda. Prima l’ho denominato bivio, in realtà non lo è perché la strada principale si inerpica su per la collina e svolta a sinistra, mentre la secondaria prosegue verso valle, quasi linearmente, formando un dosso, è la Via delle Querce e poi Via Madonna del Piano. Qualche primavera fa, su questa stradina, vedemmo tanta gente in camicia che correva e urlava dietro a qualcosa che stava rotolando lungo la via. Stupiti di quanto stesse accadendo, accostammo incuriositi e scoprimmo che si stava svolgendo la gara nazionale di ruzzola. Io non sapevo assolutamente cosa fosse il gioco della ruzzola e così mi sono informato. “Il gioco era praticato già dagli antichi Etruschi. In una tomba di Tarquinia è raffigurato il cosiddetto discobolo, la cui posizione in realtà è quella tipica di chi stia lanciando qualcosa. Infatti, in origine oggetto del lancio era una forma di formaggio pecorino stagionato, molto duro e resistente, che i pastori lanciavano lungo i tratturi. Oggi la ruzzola è solitamente un disco di legno duro del diametro di 13 cm. Il gioco consiste nell'avvolgere uno spago intorno alla ruzzola e quindi lanciarla trattenendo un capo dello spago in modo da imprimerle una veloce rotazione. Le gare si svolgono su campi delimitati, chiamati treppi, appositamente attrezzati per rendere il gioco più movimentato, con salite, curve, ostacoli ecc. Lo scopo del gioco è di fare giungere il più lontano possibile la ruzzola con un numero prefissato di lanci, oppure raggiungere un traguardo con il numero minore di lanci possibili.” A circa quindici chilometri dalla costa, dopo un fitto e giovane noceto, c’è il rettilineo che porta all’attuale Chiesa di Madonna del Piano, antico luogo di culto dedicato a Portunus dio dei porti ed in particolare di quelli fluviali, nota nel passato come monasterium di Sancte Marie que dicitur in Portuno. Crocevia del passato ed esempio di architettura epocale. Ogni volta che le passo accanto avverto un inaspettato e dignitoso senso di serenità. Alla rotonda, si imbocca sulla sinistra la Strada delle Grazie, un’irta salita tra ulivi e vigneti che porta alla Via Olmigrandi, quindi rispettato lo stop ci si immette sulla Via Raffaello. Siamo arrivati. Dopo la prima svolta a sinistra lo sguardo si posa su una cartolina d’altri tempi: Corinaldo, un autentico gioiello di mattoni incastonato nell’argilla. E’ un paese dove non vi è qualcosa di particolare, ma sono i particolari che dicono qualcosa e l’insieme di questi rendono il borgo unico. Mi rivolgo a coloro che hanno la fortuna di avere “quel qualcosa in più”. Provate a passeggiare lentamente la mattina presto, lungo le mura, ed osservare la dolcezza delle colline circostanti o ad addentrarvi nella nebbia tra i vicoli e sentire il profumo della storia fuoriuscire dai mattoni o a sedervi in piazza o sui gradini della scalinata ed abituare lo sguardo al colore ocra. Già cinquecento anni fa scrivevano di Corinaldo: “…. indi presa in moglie nobile donna d’Urbino, trasferì l’habitatione à Corinaldo, Terra della Marca di Ancona, lungi alcune miglia, invaghito dalla bellezza di quel paese ripieno di colli, e di piacevoli pianure, il quale rese via più lieto & adorno Claudio …….” (si parla del pittore Claudio Ridolfi ed è tratto dal libro “Le antiche meraviglie dell’Arte” del 1648).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Il giro delle Mura. Le mura di Corinaldo sono riconosciute come le più intatte, imponenti, fortificate e lunghe (912 m ininterrotti) della regione Marche e tra le meglio conservate di tutto il centro Italia. Di per sé costituiscono già un monumento della città di Corinaldo e una delle bellezze storico-architettoniche più visitate delle Marche.
  • Palazzo Comunale, ricostruito nella seconda metà del XVIII secolo al posto del primitivo edificio rinascimentale, opera dell'architetto F. M. Ciaraffoni di Fano, con grandioso porticato e torre;
  • Chiesa già di Sant'Agostino (attuale Santuario di Santa Maria Goretti) ed ex convento, complesso del XVII-XVIII secolo dominante il nucleo cittadino; l'alto campanile ha la cuspide ispirata al campanile della chiesa del Santissimo Sacramento di Ancona, a loro volta mutuate dalla borrominiana lanterna di Sant'Ivo alla Sapienza di Roma;
  • Teatro Comunale "Carlo Goldoni" (sec. XIX);
  • Palazzo Cesarini-Romualdi, (sec. XVII), con cantonali e mostre delle finestre in arenaria, purtroppo in stato di avanzato degrado;
  • Campanile della demolita chiesa di San Pietro (rimaneggiato nel XVIII secolo);
  • Chiesa parrocchiale di San Francesco (XVIII secolo), architetto Andrea Vici, fuori dal nucleo murato: facciata incompiuta, interno con cappelle laterali e cupola, due dipinti del veronese Claudio Ridolfi;
  • Chiesa del Suffragio, eretta sul Cassero Sforzesco della Rocca, interno a pianta ellittica e dipinto di Claudio Ridolfi all'altare principale;
  • Chiesa dell'Addolorata, a pochi metri dalla precedente, con facciata rifatta nel 1925 e sottostante cripta dedicata alla nativa santa Maria Goretti;
  • Chiesa di Madonna del Piano, nella località omonima: l'antico monastero di Santa Maria in Portuno

Musei[modifica | modifica sorgente]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

Contesa del pozzo della polenta[modifica | modifica sorgente]

La "Contesa del pozzo della polenta" è la più antica rievocazione storica della Provincia di Ancona, rievoca la vittoria riportata dai corinaldesi nel 1517 contro l'esercito dello spodestato Duca di Urbino Francesco Maria I della Rovere che, per venti giorni, aveva assediato senza successo la fortificazione di Corinaldo (il Guicciardini nella sua famosa opera “Storia d'Italia” dice che "...solo Ascoli Piceno e Corinaldo resistettero all'esercito di Francesco Maria...").

Nella suggestiva ed incantevole cornice del medievale centro storico della cittadina corinaldese perfettamente conservato (Corinaldo ha le mura di difesa meglio conservate delle Marche), tra antichi palazzi, vie e piazze, centinaia di figuranti (con costumi d'epoca realizzati dalle abili sartorie locali), dame e giocolieri, fattucchiere e armigeri, combattenti e saltimbanchi, giocolieri e artigiani, sbandieratori, tamburini, chiarine, arcieri e danzatrici fanno da supporto alla rappresentazione che culmina nella consegna dell'ambito "Palio" (opera di artisti di chiara fama) assegnato al Rione vincitore delle diverse gare quali: il gioco della campana, il palio degli arcieri, la giostra dei cavalieri e altre gare rionali.

La colonna portante dell'Associazione, e dunque della stessa manifestazione (che tradizionalmente cade il terzo fine settimana di luglio, ormai da più di 30 anni) è il "Gruppo storico città di Corinaldo COMBUSTA REVIXI", composto da oltre 70 elementi tra sbandieratori, tamburini, chiarine, arcieri e danzatrici che utilizzando un impianto luci e audio, fuochi pirotecnici e altri particolarissimi e suggestivi effetti scenici e musiche di ambientazione medio-rinascimentali, rappresentano leggende, storie, racconti e fiabe della tradizione locale o tratte da famose opere letterarie: grazie alle coreografie e agli spettacolari scambi di bandiere degli sbandieratori, alle coreografie appositamente studiate e ai tonanti e possenti ritmi dei tamburi e delle chiarine, ai delicati passi delle danzatrici e alla spettacolarità e precisione delle frecce e dei dardi infuocati degli arcieri riesce ad intrigare sia i bimbi che gli adulti in un alternarsi di scene drammatiche, di combattimenti con le bandiere, di lotte contro il male e di amori immortali.

Halloween - La Festa delle Streghe[modifica | modifica sorgente]

Manifestazione che dal 1998 si tiene dal fine settimana precedente fino al giorno di Halloween (31 ottobre) per le suggestive vie del centro storico che per l'occasione si trasformano in "stile horror" riservando alle migliaia di visitatori che ogni anno accorrono una settimana di paura, divertimento ma soprattutto di festa a misura di famiglia e che guarda ad un turismo di qualità.

L'enorme successo di spettatori oltre che alla fantastica location e al risalto che la manifestazione ha avuto sui vari media ha portato Corinaldo ad essere definita dalla stampa nazionale la "Capitale Italiana di Halloween" (2003, "Il sole 24 ore").

Oltre alle numerose taverne (anch'esse allestite rigorosamente a tema) dove è possibile gustare gli ottimi piatti e i vini tipici del territorio, sono da ricordare le numerose attrazioni presenti: due palchi "principali" (La piaggia e Piazza del Terreno) in cui si alternano spettacoli di vario genere, Casa degli Spiriti, Tunnel della paura, Torre delle Trasformazioni, Zucchino, il mercatino degli artigiani, il laboratorio "Costruendo la Paura", gli artisti di strada, il corpo di ballo Dark Angel, i fuochi d'artificio e il concorso di "Miss Strega" che ogni anno mira ad eleggere la "Strega del III Millennio".

Halloween - La Festa delle Streghe - è organizzata dalla Pro Loco di Corinaldo con il patrocinio del Comune e grazie alla fantasia e alla voglia di fare di circa 700 volontari che per tutto il mese di ottobre contribuiscono all'allestimento e alla buona riuscita della manifestazione.

I personaggi famosi che hanno partecipato:

Persone legate a Corinaldo[modifica | modifica sorgente]

  • Vincenzo Maria Cimarelli: storico corinaldese del XVII secolo. È stato assoldato in varie corti europee, tra le quali quella di Francia e quella del Ducato di Urbino, per le sue doti di storico e filosofo. Tra i suoi scritti più famosi menzioniamo Istorie dello stato di Urbino (1642) e la Nascita di Corinaldo della seconda metà del Seicento.
  • Francesco Fabri, fu tra i primi tipografi italiani. Stampò numerose opere nel Regno di Napoli a Campagna (1545 - 1547), a Napoli (1550), a Nusco e a Salerno (1544), a Sarno (1548).
  • Santa Maria Goretti: di cui è visitabile la casa natale e una sua insigne reliquia presso il Santuario a lei dedicato nel 1990 in occasione del centenario della sua nascita a Corinaldo. Santa Maria Goretti ha vissuto 7 dei suoi 12 anni proprio a Corinaldo ricevendo qui sia il battesimo (il fonte battesimale è custodito all'interno della Chiesa corinaldese di San Francesco) sia la cresima che allora si riceveva prima della comunione.
  • Don Giacomo Luzietti, nato a Corinaldo (1931 - 1994), fondatore dell'OARI e dell'AVULSS, associazione per il volontariato presente in quasi tutte le regioni d'Italia.
  • Rodolfo Massi, ciclista (1965).
  • Claudio Ridolfi: pittore di origine veneta attivissimo nelle Marche del 1600. Ha vissuto a Corinaldo gran parte della sua vita in una casa, presso Piazza del Terreno, oggi segnalata da un'insegna in marmo. Due delle sue opere più importanti presenti a Corinaldo sono La Maddalena ai piedi della croce e il Cristo alla Colonna, entrambe custodite gelosamente: la prima alla chiesa di Santa Maria in Portuno (detta anche Madonna del Piano) e la seconda nella Civica Raccolta d'Arte "Claudio Ridolfi" a lui intitolata.
  • Achille Tarducci: maestro e stratega di guerra del XVI secolo, reclutato da tutte le più importanti dinastie regnanti europee.
  • Linea marchigiana della famiglia Baccarini.
  • Giuseppe Capotondi: regista italiano.
  • Domenico Grandi: generale, senatore, ministro.
  • Gerardo Rocconi: vescovo di Jesi.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gonfalone cittadino.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
15 settembre 1860 31 dicembre 1861 Giovanbattista Orlandi Sindaco
1 gennaio 1862 23 luglio 1864 Trifone Pasqualini Sindaco
8 febbraio 1867 6 agosto 1870 Giovanbattista Orlandi Sindaco
1 novembre 1871 15 luglio 1879 cav. Mario Rossi Sindaco
23 settembre 1880 4 novembre 1889 Filippo Berardi Sindaco
1 febbraio 1890 22 agosto 1890 Giacomo Cesarini Sindaco
18 novembre 1890 29 marzo 1896 conte cav. Pompeo Perozzi Sindaco
29 agosto 1896 22 luglio 1902 cav. Italiano Angeloni Sindaco
26 marzo 1903 7 gennaio 1904 ing. Luca Cesarini Sindaco
7 luglio 1904 9 maggio 1906 Clemente Rossi Ricci Sindaco
15 novembre 1906 28 luglio 1908 Giacomo Amati Sindaco
28 luglio 1908 25 maggio 1914 cav. Italiano Angeloni Sindaco
4 agosto 1914 19 ottobre 1915 Cesare Cesarini Sindaco
4 novembre 1915 12 dicembre 1922 cav. Adriano Sandreani Sindaco
1 luglio 1923 19 giugno 1924 Leone Torelli Sindaco
22 giugno 1924 3 febbraio 1926 gen. Attilio Mattioli Sindaco
3 febbraio 1926 9 dicembre 1926 conte Alessandro Cesarini Duranti Sindaco
27 marzo 1928 15 febbraio 1930 Corrado Brunori Podestà
23 maggio 1930 15 ottobre 1931 cav. Adriano Sandreani Podestà
13 febbraio 1932 13 febbraio 1936 cav. geom. Antonio Loccarini Podestà
27 maggio 1936 26 febbraio 1938 dott. ing. Luigi Venturoli Podestà
26 febbraio 1938 25 febbraio 1942 ten. col. conte cav. Gino Augusti Podestà
1 gennaio 1943 10 agosto 1943 conte Alessandro Cesarini Duranti Podestà
14 agosto 1944 25 novembre 1944 avv. Arnaldo Ciani Sindaco
25 novembre 1944 14 novembre 1945 prof. arch. Antonio Dominici Sindaco
14 novembre 1945 18 marzo 1946 Domenico Battistini Sindaco
18 marzo 1946 7 giugno 1951 comm. rag. Domenico Cacciani Sindaco
7 giugno 1951 11 giugno 1956 cav. Dino Poeta Sindaco
11 giugno 1956 30 giugno 1958 prof. Sergio Mineo Sindaco
30 giugno 1958 23 novembre 1960 cav. Giovanni Sartini Sindaco
23 novembre 1960 7 agosto 1975 cav. Giuseppe Scattolini Sindaco
8 agosto 1975 16 febbraio 1981 dott. Fabio Ciceroni Sindaco
16 febbraio 1981 22 novembre 1982 dott. Ennio Lenci Sindaco
23 novembre 1982 22 luglio 1985 dott. Fabio Ciceroni Sindaco
23 luglio 1985 6 dicembre 1988 Erminio Giancamilli Sindaco
24 dicembre 1988 28 marzo 1989 Ilario Taus Sindaco
29 marzo 1989 18 luglio 1989 dott. Fabio Costantini Sindaco
19 luglio 1989 12 giugno 1994 Stefano Fabrizi Sindaco
13 giugno 1994 26 giugno 2002 dott. Luciano Antonietti Sindaco
27 giugno 2002 26 maggio 2012 rag. Livio Scattolini Sindaco

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma della città contiene una corona turrita, le chiavi incrociate di San Pietro e i sei colli. Su di esso è posta la frase Cineribus orta combusta revixi.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Corinaldo, già da tempo inserito nel club "I borghi più belli d'Italia, è stato ufficialmente denominato il borgo più bello d'Italia in una conferenza tenutasi in Abruzzo nel 2007 dai sindaci dei circa 200 comuni iscritti al club.
  • Il nome di "Corinaldo" deriva probabilmente da "Curia di Rinaldo", antico nome Longobardo che il primo nucleo abitato doveva avere in epoca altomedievale. Quest'ipotesi è stata avanzata solo recentemente, precedentemente si credeva che il nome Corinaldo derivasse da "Corri in alto", ipotetica esclamazione che i cittadini romani superstiti dell'antica città romana di Suasa avrebbero pronunciato al momento di abbandonare la città romana distrutta, che si trova a fondovalle, per salire in una delle vicine colline, militarmente più difendibili, su cui poi avrebbero edificato il paese di Corinaldo. Altra ipotesi sull'origine del nome diffusa è che il nome derivi da "Cor in alto". Queste due ipotesi, seppur suggestive, sono attualmente ritenute fantasiose e infondate.
  • Il noto pozzo che si trova a metà della scalinata di 109 gradini nel centro del borgo è detto "Pozzo della Polenta" in ricordo di una leggenda che narra di un contadino che si sedette sul bordo del pozzo per riposarsi durante la dura salita e inavvertitamente cadde al suo interno. Il sacco di farina che trasportava si mescolò all'acqua e il contadino disperato gridò aiuto a gran voce facendo accorrere numerose persone che, dall'alto del pozzo, gli dissero di non disperare e di preparare una bella polenta che tutti successivamente mangiarono facendo gran festa.
  • La casa di Scuretto. Gaetano, detto Scuretto, era un ciabattino a cui piaceva molto "l'arte dionisiaca". Aveva un figlio, emigrato in America per far fortuna, che periodicamente gli mandava del denaro per poter costruire una casa a Corinaldo. Questi denari andavano però a finire nelle osterie del paese tanto che il figlio, insospettitosi per la lungaggine dei lavori di costruzione, chiese al padre una foto della nuova casa. Scuretto non si perse d'animo e si organizzò così: costruì la facciata, ci mise il numero civico e si fece fotografare affacciato alla finestra. Arrivarono ancora soldi, ma la casa rimase così com'è, senza solai, pareti di fondo e tetto. La potete ammirare a circa metà della via Piaggia.
  • In data 23 ottobre 2009 è stato presentato il progetto per la realizzazione nel Comune di Corinaldo di una centrale elettrica turbogas. Il progetto è stato definitivamente archiviato il 18 maggio 2012.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La squadra locale disputa attualmente il campionato di Seconda Categoria ed è il Corinaldo calcio dai colori sociali bianco e azzurro.

Calcio a 5[modifica | modifica sorgente]

A Corinaldo è presente anche una squadra di calcio a 5 che gioca nella palestra della scuola elementare. L'Asd Calcio a 5 milita nel campionato di Calcio a 5 regionale C1.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Panorama di Corinaldo

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Santa Maria in Portuno nella valle del Cesano, a cura di Giuseppe Lepore, ed. Ante Quem, 2006. ISBN 88-7849-016-4
  • Paola Polverari. Testimoni di pietra. Le epigrafi di Corinaldo dall'evo antico al secolo XVII. 2005, edito dal Comune di Corinaldo.

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