Marca Anconitana

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Marca Anconitana
Flag of March of Ancona.gif
(dettagli)
Informazioni generali
Nome ufficiale Marca Anconitana
Capoluogo
Dipendente da Stato Pontificio
Evoluzione storica
Inizio 1210
Fine 1798
Causa Occupazione dell'Italia da parte dei francesi
Preceduto da Succeduto da
Ducato di Spoleto Repubblica Romana
Cartografia
01 - La Marca d'Ancona, Roma 1564 - Vincenzo Luchino.jpg

La Marca Anconitana (chiamata anche Marca Anconetana o Marca d'Ancona) fu il nome di una delle quattro province, istituite da Papa Innocenzo III (1198-1216) nel 1210, come ripartizione dello Stato della Chiesa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini al XVI secolo[modifica | modifica wikitesto]

La Marca Anconitana alla fine del XVI secolo.

La Marca venne costituita in seguito all'accorpamento di parte dei territori già compresi nella Pentapoli bizantina (di cui Ancona era parte) con la Marca fermana (corrispondente ai territori dal Musone al Tronto). Fino a che la Marca fu sotto il controllo imperiale, il marchese, rappresentante dell'imperatore, risiedeva ad Ancona; con il fiorire dell'indipendenza comunale il potere del marchese divenne sempre più labile e teorico, fino a poter essere considerato solo nominale.

In seguito la Marca passò sotto il dominio pontificio, anch'esso per i primi secoli solo teorico, sostanziandosi spesso solo in un pagamento di tributo annuale alle casse pontificie, da parte delle varie autonomie comunali. Significativo a proposito è il fatto che la stessa città di Ancona, che dava il nome alla Marca, non era soggetta al dominio diretto della Chiesa, e per questo motivo non poteva ospitare il governatore papale, che risiedeva a Fermo.

Dal 1278 è documentata la presenza di un rettore, coordinatore delle attività dei governatori e referente diretto del pontefice.

La Marca Anconitana fu confermata nelle Costituzioni egidiane emanate nel 1357 a Fano dal cardinale Egidio Albornoz, che energicamente cercò di mettere sotto un più forte controllo papale tutto il territorio. Dalle costituzioni risulta che la Marca di Ancona aveva confini coincidenti con quelli dell'attuale regione Marche, e che le cinque città considerate "maggiori" erano Ancona, Urbino, Camerino, Fermo ed Ascoli; le città considerate "grandi" erano invece Pesaro, Fano, Fossombrone, Cagli, Fabriano, Jesi, Recanati, San Severino e Macerata. Le città mediocri erano venitidue, tra cui Osimo e Cingoli; le città piccole erano ventisei, tra cui Senigallia; le città minori, infine, erano dodici, tra cui Numana[1][2]. Ancona, dando il nome alla Marca, era la prima tra le città maggiori[3].

Nel XV secolo, in seguito a furiose rivolte scoppiate a Fermo contro il papato, il titolo di capoluogo passò a Macerata, dove poi rimase. Dal 1433 al 1447 la Marca Anconitana fu sotto la signoria del condottiero Francesco Sforza (1401-1466) che, dopo averla occupato quasi per intero, ebbe da parte del pontefice Eugenio IV il riconoscimento giuridico delle sue conquiste e governò con il titolo di vicario, marchese e gonfaloniere della Chiesa[4].

Dall'annessione di Ancona al 1797[modifica | modifica wikitesto]

Le legazioni di Marche ed Umbria nello Stato della Chiesa (1791).

A poco a poco le città conquistate dagli Sforza si arresero e tornarono a obbedire al papa e da quel momento la marca di Ancona seguì le vicende storiche dello Stato Pontificio. Furono due gli eventi che sancirono definitivamente l'affermazione del dominio papale sulla regione: la fine della Repubblica marinara di Ancona nel 1532 e, nel Ducato di Urbino, l'estinzione della dinastia dei Della Rovere nel 1631.

Dopo l'annessione del Ducato fu effettuata una riorganizzazione dei territori dello Stato Pontificio. L'ex ducato divenne Legazione, mentre la Marca Anconitana fu declassata a provincia ("governo di prelati") e scorporata in Marca d'Ancona e Marca di Fermo. La Santa Sede nominò un governatore anche a Macerata che portò il titolo di "governatore delle Marche".

Dopo l'Età napoleonica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il ripristino della sovranità dello Stato Pontificio (1815) la regione, denominata a seconda dei periodi Marca, oppure le Marche, oppure Marca Anconitana e Fermana, olim Picenum (cioè "già Piceno"), viene suddivisa in sei Delegazioni (cioè province) con capoluoghi Urbino, Ancona, Camerino, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. Tale organizzazione amministrativa perdurò, salvo qualche interruzione (come durante il periodo napoleonico), fino all'autunno 1860 quando da nord arrivò l'esercito sabaudo.

Cronotassi dei legati apostolici[modifica | modifica wikitesto]

Con sede a Fermo

Con sede a Macerata

1555 - Sospensione della nomina legatizia.

30 gennaio 1566 – Revoca di tutte le nomine legatizie.

Successivamente la Marca fu ridimensionata da legazione a provincia ("governo di prelati"). Nel 1662 il cardinale Lorenzo Imperiali fu nominato legato, carica ormai platonica.

Marchesi[modifica | modifica wikitesto]

Casata d'Este

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Filippo Ermini, Gli ordinamenti politici e amministrativi nelle «Constitutiones Aegidianae», Fratelli Bocca, 1893 - Pagina web
  2. ^ Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole corredata di un atlante., 1843, p. 987.
  3. ^ Agostino Peruzzi, Storia d'Ancona dalla sua fondazione all'anno MDXXXII, vol. 2, Nobili, 1835, p. 87.
  4. ^ Marca di Ancona, italiapedia.it. URL consultato il 22/09/2015.
  5. ^ Francesco Storti, GUZZONI, Boccolino, in Dizionario biografico degli italiani, LXI, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2004. URL consultato il 23/09/2015.
  6. ^ Raffaele Tamalio, GONZAGA, Sigismondo, in Dizionario biografico degli italiani, LVII, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2001. URL consultato il 23/09/2015.

Fonti per le cronotassi[modifica | modifica wikitesto]

  • Dizionario Biografico degli Italiani
  • Appendice II. Legati (e figure equiparate) nello Stato pontificio, 1417-1700 in Armand Jamme, Olivier Poncet, Offices et Papauté (XIVe-XVIIe siècle), Publications de l'École française de Rome, 2005 (versione online)
  • Christoph Weber, Legati e governatori dello Stato Pontificio (1550-1809), 1994.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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