Costituzioni egidiane

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Aegidianae Constitutiones, 1571 (Milano, Fondazione Mansutti).

Il Liber Constitutionum Sanctae Matris Ecclesiae (noto anche Constitutiones Aegidianae, in italiano Costituzioni egidiane) è una raccolta di leggi sul governo dello Stato della Chiesa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La raccolta comprende sei libri ed è stata pubblicata per la prima volta nel 1357 dal cardinale Egidio Albornoz, legato e vicario generale dello Stato Pontificio, da cui prende il nome. I volumi furono redatti a Fano durante il parlamento della Provincia Romandiolae (30 aprile, 2 e 3 maggio 1357). Il cardinale Albornoz fu un abile politico e condottiero militare, che riconquistò la Tuscia, il Ducato di Spoleto e la marca di Ancona e Romagna. Albornoz raccolse le consuetudini di questi territori, mettendo per iscritto un corpo normativo che sarebbe stato poi applicato su tutto il territorio pontificio. Dopo la conquista di Forlì, ultima città ghibellina a piegarsi all'autorità papale (4 luglio 1359)[1], le Constitutiones furono integrate con gli statuti emanati nella città romagnola, noti sia come Statuti egidiani sia come Leggi di Forlì. Le Costituzioni egidiane rimasero in vigore, sopra ogni statuto cittadino, per quasi cinque secoli, dal 1357 fino alla riforma del cardinal Ercole Consalvi del 1816.

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

L'opera è divisa in sei libri e sono ripartite in base alla suddivisione territoriale dello Stato Pontificio: il Patrimonio di S. Pietro in Tuscia (Montefiascone), il Ducato di Spoleto, la Marca anconitana (Macerata), Provincia Romandiolae (Faenza), la Campagna e Marittima (Ferentino). Il corpo normativo elencava le disposizioni emanate dai pontefici precedenti, la maggior parte delle quali non aveva ancora trovato piena applicazione. Inoltre, chiariva i rapporti con i feudatari e regolamentava le questioni giurisdizionali interne e con gli Stati esteri. Le province erano affidate a dei rettori, che erano a capo della giurisdizione civile e penale e a cui spettava l'onore-onere della difesa militare del territorio. Potevano avere poteri anche in campo amministrativo e finanziario. Dovevano sottostare all'autorità suprema del legato pontificio.

La prima edizione a stampa delle Costituzioni venne pubblicata nel 1473 a Jesi da Federico del Conte di Verona; essa contiene molti errori rispetto all'opera originale[2]. Nel 1544 il cardinale Rodolfo Pio è intervenuto sul testo originale apportando diverse correzioni, note successivamente come Additiones Carpenses; nel 1558, lavorando alla preparazione di queste correzioni, Benvenuto Stracca aveva dedicato a quest'opera il suo trattato De proxenetis.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A seguito di quattro crociate.
  2. ^ Bullettino dell'Istituto storico italiano per il Medio Evo e Archivio muratoriano

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Filippo Ermini, Gli ordinamenti politici e amministrativi nelle Constitutiones Aegidiane, Torino: Fratelli Bocca, 1893.
  • H.J. Becker, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 22, Roma: Istituto della Enciclopedia italiana, 1979, pp. 773-774.
  • Fondazione Mansutti, Quaderni di sicurtà. Documenti di storia dell'assicurazione, a cura di M. Bonomelli, schede bibliografiche di C. Di Battista, note critiche di F. Mansutti. Milano: Electa, 2011, pp. 44-45.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]