Fondazione Mansutti

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Coordinate: 45°27′30.3″N 9°11′17.6″E / 45.458417°N 9.188222°E45.458417; 9.188222

Fondazione Mansutti
Fondazione Mansutti prima sala.JPG
Sala d'ingresso della fondazione.
Tipo ONLUS
Fondazione 2004
Fondatore Francesco Mansutti
Scopo valorizzazione del patrimonio culturale sulla storia dell'assicurazione
Sede centrale Italia Milano
Sito web

La Fondazione Mansutti è una fondazione italiana, con sede a Milano, dedicata alla storia dell'assicurazione.

La Fondazione è uno dei principali enti italiani che opera specificamente nella tutela e nella valorizzazione di beni d'interesse storico e artistico connessi alla storia dell'assicurazione[1].

Scopi e attività[modifica | modifica wikitesto]

Costituita nel 2004[2] con l'obiettivo di raccogliere e tutelare un patrimonio librario, archivistico e museale, costituitosi nell'arco di oltre cinquanta anni di ricerche, che documenta la storia dell'assicurazione a partire dal XV secolo, la Fondazione Mansutti si prefigge «di costituire un punto di riferimento per l'analisi e la ricerca sulla storia e sull'economia dell'assicurazione in Italia e nelle altre nazioni che hanno significative esperienze storiche sull'argomento» [3] e di mettere in atto accordi e convenzioni con centri di ricerca e istituzioni pubbliche e private. Per conseguire questi scopi nel 2013 Fondazione è stata dotata di un Comitato Scientifico.

Il patrimonio[modifica | modifica wikitesto]

La sala rosa.
La sala grande.

La Fondazione possiede un patrimonio culturale costituito da una biblioteca e tre distinte raccolte di carattere archivistico e museale: manifesti, polizze e targhe incendio.

La biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

Il patrimonio librario è costituito da circa seimila volumi e consiste in libri antichi, libri moderni e periodici incentrati sulla storia assicurativa; fanno parte della biblioteca anche alcuni manoscritti, tra cui il trattato sull'usura di San Bernardino da Siena della seconda metà del XV secolo[4] e la rara prima edizione del Tractatus de assecurationibus del portoghese Pedro de Santarém[5]. La Fondazione Mansutti è presente all'interno dell'Anagrafe Biblioteche Italiane e il suo patrimonio librario (libri antichi e moderni) può essere ricercato anche nell'OPAC dell'Istituto Centrale per il Catalogo Unico e del Servizio Bibliotecario Nazionale.

L'Archivio storico e le raccolte museali[modifica | modifica wikitesto]

L'archivio storico della Fondazione comprende una raccolta di oltre 2600 polizze assicurative, mentre le raccolte museali consistono in una collezione di oltre 360 manifesti pubblicitari di compagnie assicurative e in un fondo di 837 targhe incendio raccolte in Italia e in Ungheria.

Le polizze[modifica | modifica wikitesto]

La collezione di polizze comprende esemplari provenienti da ogni parte del mondo, stipulati in un arco cronologico che va dalla seconda metà del XVI secolo fino alla metà del XX secolo. I contratti più antichi sono redatti a mano e assicurano il trasporto di merci via mare[6]; il fondo custodisce, tra le altre, polizze maltesi del XIX secolo, polizze sulla vita degli schiavi, quelle contro il rischio di richiamo alle armi o sull'investimento dei risparmi dei giovani Balilla.

I manifesti[modifica | modifica wikitesto]

I manifesti[7], realizzati per conto di compagnie assicurative italiane e straniere, sono stati prodotti tra la seconda metà del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Il periodo storico maggiormente rappresentato si colloca tra il 1890 e il 1915, l'età d'oro della cartellonistica. La presenza più significativa è quella dei manifesti italiani e francesi; la collezione include esemplari provenienti anche da altri paesi, tra cui Svizzera, Paesi Bassi, Russia, Cina e Stati Uniti.

Le targhe incendio[modifica | modifica wikitesto]

La raccolta di targhe incendio, frutto del dono di Vito Platania, studioso fiorentino e collezionista di targhe, è costituita da 637 targhe di compagnie assicurative attive in Italia dagli inizi del XIX secolo e da una collezione di 200 targhe ungheresi. Affisse fin dal XVII secolo all'ingresso degli stabili assicurati, avevano lo scopo di segnalare il nome della compagnia alle squadre private di pompieri che intervenivano in caso d'incendio[8].

Le pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

La sala Platania.
Parte dell'esposizione museale.

Quaderni di sicurtà[modifica | modifica wikitesto]

Nel Medioevo, quaderni di sicurtà era il termine con cui venivano chiamati i registri contabili sui quali le aziende di commercio annotavano gli elementi essenziali dei contratti di assicurazione sottoscritti[9]. Quaderni di sicurtà è anche il titolo del catalogo dei libri conservati nella biblioteca della Fondazione. Apparso nella sua prima edizione nel 1996[10], è stato aggiornato con una nuova edizione nel 2012, nella quale sono descritte 470 opere antiche nel volume cartaceo e oltre 3000 opere moderne (stampate a partire dal 1831) nel cd-rom allegato.

L'affascinante storia dell'assicurazione[modifica | modifica wikitesto]

Il volume, intitolato L'affascinante storia dell'assicurazione, racconta sette secoli di storia dell'assicurazione, dalle prime polizze dei mercanti fiorentini e genovesi alle controversie fra canonisti e moralisti sulla liceità del contratto assicurativo, fino al successivo sviluppo del calcolo delle probabilità e la nascita delle prime compagnie di assicurazione. L'apparato iconografico include una selezione di manifesti pubblicitari conservati presso la Fondazione e a firma di illustratori italiani come Marcello Dudovich, Gino Boccasile, Osvaldo Ballerio e Leopoldo Metlicovitz[11].

Le mostre[modifica | modifica wikitesto]

Dal 28 gennaio al 9 aprile 2016 la Biblioteca Sormani di Milano ha ospitato la mostra Scacco al rischio! Fortuna, sventura, calcolo nell'assicurazione dal Medioevo a oggi[12] organizzata dalla Fondazione e curata da Marina Bonomelli e Claudia Di Battista, con il contributo di Fondazione Cariplo. In esposizione sono stati presentati rari documenti come libri, polizze, targhe, manifesti, provenienti dal patrimonio della Fondazione e dall'Archivio di Stato di Genova.

La biblioteca digitale[modifica | modifica wikitesto]

Incipiunt statuta albingane, 1519 (Da Fondazione Mansutti, biblioteca digitale.)

La Fondazione ha dato il via alla digitalizzazione dei propri testi antichi più importanti dal punto di vista della tematica assicurativa. Le prime opere digitalizzate sono: il De contractibus et usuris di San Bernardino da Siena (XV secolo), il Tractatus de assecurationibus & sponsionibus mercatorum di Pedro Santerna (1552), il Tractatus de assecurationibus di Benvenuto Stracca (1569), il An Essay on Insurances di Nicolas Magens (1755), il Traité des assurances et des contrats à la grosse di Balthazard Marie Émerigon (1783), il Trattato delle assicurazioni marittime di Ascanio Baldasseroni (1801)[13].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ V. Bruno. Per affari e per amore. Gli italiani e le assicurazioni dal Risorgimento a oggi. Milano: Rizzoli, 2011, p. 138.
  2. ^ C. Dossi, I Mansutti, quasi una dinastia..., in Primato Magazine, Anno 5, n. 10, gennaio 2009, p. 16.
  3. ^ Cfr. l'articolo 3.2 dello Statuto della Fondazione.
  4. ^ M. Bonomelli, Sicurezza e buona fede. La Mansutti di Milano, in Charta, n. 63, Verona, Nova Charta, 2003, p. 75.
  5. ^ L. Giudice, Celeste Biblioteca, in Assinews, n. 214, novembre 2010, p. 69.
  6. ^ G. Belletti, Per terra e per mare. Polizze assicurative della Mansutti di Milano, in Charta, n. 65, Verona, Nova Charta, 2003, p. 38.
  7. ^ C. Di Battista, Assicuratevi! Dalla collezione della Fondazione Mansutti di Milano, in Charta, n. 86, Verona, Nova Charta, 2007, p. 84.
  8. ^ G. Florio Stilli, Che incanto a Londra, le targhe d'epoca, in Giornale delle Assicurazioni, (lug.-ago. 1983), n. 33-34, p. 55.
  9. ^ M. Bonomelli, Quaderni di Sicurtà, Antea edizioni 1996, p. 7.
  10. ^ F. Farina, La Fondazione Mansutti, un luogo prezioso, in Broker. Periodico dell'AIBA-Associazione Italiana Brokers di Assicurazioni e Riassicurazioni, n. 151, gen.-feb. 2014, p. 44.
  11. ^ M. Bonassina, L'orgoglio delle assicurazioni: un libro per smentire Woody Allen, in Corriere della Sera, lunedì 30 maggio 2016, p. 29.
  12. ^ Chiara Vanzetto, Quando le assicurazioni affidavano la comunicazione a boccioni e mucha, in Il Corriere della Sera, 28 gennaio 2016. URL consultato il 5 maggio 2016.
  13. ^ Per una descrizione dettagliata delle opere digitalizzate consultare il sito internet: www.storiadelleassicurazioni.com

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Emilio Pasanisi, Aggravamento del rischio, Perugia, Grafica di Salvi e C., 1958, SBN IT\ICCU\SBL\0492833. 2. Convegno per la trattazione dei temi assicurativi, Perugia, 7-9 settembre 1958.
  • Roberto Baglioni. Guida agli archivi e alle fonti storiche delle assicurazioni in Italia. Venezia: Marsilio, 2003.
  • Vittorio Bruno. Per affari e per amore. Gli italiani e le assicurazioni dal Risorgimento a oggi. Milano: Rizzoli, 2011.
  • Paolo Garonna (a cura di). Assicurare 150 anni di Unità d'Italia. Il contributo delle assicurazioni allo sviluppo del Paese. Roma: ANIA, 2011.
  • Harold James, Peter Borscheid, David Gugerli. The Value of Risk. Swiss Re and the History of Reinsurance. Oxford: Oxford University Press, 2013.
  • Amedeo Lepore. "Business History in Italy and the New Digital Frontiers: Archives and IT Sources (Part 2)". Social Sciences Research Network, 2 febbraio 2012, [1]
  • Angela Nuovo (a cura di). Biblioteche private in età moderna e contemporanea : Atti del convegno internazionale, Udine 18-20 ottobre 2004. Milano: Bonnard, 2005.
  • Alberto Piccinini (a cura di). Benvenuto Straccha. Ex antiquitate renascor : atti del Convegno, Ancona 22 febbraio A.D. 2013, Loggia dei Mercanti. Ancona: Gabbiano, 2014.
  • Swiss Reinsurance Company. La storia delle assicurazioni in Italia. Zurigo: Swiss Re, 2014.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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