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Biblioteca Trivulziana

Coordinate: 45°28′13.19″N 9°10′41.56″E
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Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana
Biblioteca Trivulziana
Facciata della biblioteca
Ubicazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneLombardia
CittàMilano
IndirizzoCortile della Rocchetta del Castello Sforzesco
Caratteristiche
TipoPubblica
ISILIT-MI0327
Numero opere180 000 volumi
CostruzioneXIV secolo
Apertura1935
Sito web

La Biblioteca Trivulziana è una biblioteca del Comune di Milano situata all'interno del Castello Sforzesco, annessa all'Archivio Storico Civico e al laboratorio di restauro, con i quali divide alcuni locali, tra cui la sala di consultazione.

La Biblioteca Trivulziana possiede circa 180 000 volumi, tra cui spiccano 1 300 manoscritti, 1 300 incunaboli, 16 000 cinquecentine[1]. La collezione contiene lasciti dall'VIII secolo e raccoglie inoltre libri antichi, libri moderni, periodici, microfilm, fotografie, manifesti, stampe, carte geografiche e fondi archivistici; in particolare sono conservate opere sulla storia e letteratura del periodo umanistico-rinascimentale.

Tra i pezzi più celebri conservati vi sono:

Il laboratorio di restauro, nato nel 1978, lavora in accordo con la biblioteca e l'archivio storico civico per mantenere le condizioni delle opere più antiche.

La biblioteca della nobile famiglia milanese dei Trivulzio, una delle più influenti famiglie della storia di Milano, risale almeno alla seconda metà del XV secolo, con i volumi appartenuti al celebre maresciallo Gian Giacomo Trivulzio detto il «Magno». La collezione, in seguito ospitata nel palazzo Trivulzio di piazza Sant’Alessandro, fu ampliata da Carlo Trivulzio (1715-1789), cui si deve fra l'altro l'acquisto del Trivulziano 1.094, manoscritto dell’Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo, e il Libretto d’appunti di Leonardo da Vinci. Gian Giacomo IV Trivulzio (1774-1831), celebre dantista, acquisì un l'importante esemplare della Divina Commedia del 1337. Gian Giacomo V (1839-1902), fu il primo ad aprire la biblioteca agli studiosi e a promuovere il primo inventario della collezione[5].

La Biblioteca Trivulziana, fu venduta nel 1935 al Comune di Milano dal principe Luigi Alberico Trivulzio insieme alle celebri collezioni d'arte esposte nella Pinacoteca del Castello Sforzesco. In seguito all'acquisizione il comune ne dispose l'aggregazione al preesistente Archivio Storico Civico sotto la direzione di Caterina Santoro. L'Archivio della famiglia Trivulzio, e la parte della biblioteca non ceduta al comune, appartengono oggi al patrimonio della Fondazione Trivulzio[6].

Nell'agosto del 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, l'Archivio Storico Civico fu bombardato dagli Alleati e subì gravi danni. Parte della collezione Trivulziana andò distrutta, comprese le sei carte portolane manoscritte.[7] L'archivio fu chiuso al pubblico e riaprì solo nel 1963.[8]

  1. Patrimonio, su trivulziana.milanocastello.it. URL consultato l'11 giugno 2019 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2019).
  2. Trivulziano 1080, su manus.iccu.sbn.it.
  3. Il Fondo Petrarchesco della Biblioteca Trivulziana. Manoscritti ed edizioni a stampa (sec. XIV-XX), a cura di Giancarlo Petrella, Milano, Vita e Pensiero, 2006, p. 55
  4. Highlights, su trivulziana.milanocastello.it.
  5. G. Porro, Catalogo dei codici manoscritti della Trivulziana, Fratelli Bocca, Torino 1884
  6. FONDAZIONE TRIVULZIO, su fondazionetrivulzio.it.
  7. (EN) A. Codazzi, With fire and sword, in Imago Mundi, vol. 5, n. 1, 1948-01, pp. 37–38, DOI:10.1080/03085694808591913. URL consultato il 16 gennaio 2026.
  8. Archivio Storico Civico - Biblioteca Trivulziana, Milano (MI), su lombardiabeniculturali.it, Regione Lombardia. URL consultato il 16 gennaio 2026.
  • Caterina Santoro, I tesori della Trivulziana: la storia del libro dal secolo VIII al secolo XVIII, Milano, Biblioteca Trivulziana, 1962.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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  • Digitalizzazione, su graficheincomune.comune.milano.it. URL consultato il 12 giugno 2019 (archiviato dall'url originale il 31 agosto 2018).
Controllo di autoritàVIAF (EN) 125172064 · ISNI (EN) 0000 0001 1945 1934 · BAV 494/32300 · LCCN (EN) n50000036 · BNF (FR) cb12100468b (data) · J9U (EN, HE) 987007258649505171 · CONOR.SI (SL) 286671715