Vai al contenuto

Fondazione Memoria della Deportazione

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La Fondazione Memoria della Deportazione Biblioteca Archivio Pina e Aldo Ravelli - Centro Studi e Documentazione sulla Resistenza e sulla Deportazione nei lager nazisti ONLUS ha lo scopo di salvaguardare la memoria della deportazione nei lager nazisti, di promuovere la ricerca storica e lo sviluppo permanente dell'istruzione e della cultura, favorendo la maturazione civile delle nuove generazioni, mediante la conoscenza dei fatti e delle azioni, che determinarono l'oppressione nazifascista[1].

Targa della Fondazione

La Fondazione è stata costituita dall'Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti (ANED)[1]. La Fondazione e l'Associazione sono in ogni caso soggetti distinti[2][3]. La Fondazione possiede un patrimonio che è costituito da una donazione, effettuata da Pina e Aldo Ravelli, che fu deportato a Mauthausen e a Gusen, consistente in un immobile e in una somma in denaro[4]. Inaugurata la sede a Milano in via Dogana 3 nel 2003, la Fondazione ha dato avvio alla raccolta, conservazione e messa a disposizione di materiale documentario, ricerca, divulgazione e promozione di attività culturali e didattiche[5][6] La Fondazione è associata alla Rete degli Istituti per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea, un sistema federativo coordinato dall'Istituto Nazionale Ferruccio Parri[7][8]. Gianfranco Maris è stato il presidente della Fondazione sino alla sua morte[9].

La Fondazione conserva tra i propri fondi archivistici quello dell'ANED nazionale, dell'ANED di Milano, e quello di Italo Tibaldi, sopravvissuto al lager di Mauthausen, consigliere nazionale e tesoriere dell'ANED fino al 2002, che ha dedicato la sua vita a studi e ricerche sulla deportazione, in particolare alla compilazione di un'anagrafe di tutti i deportati italiani nei campi di concentramento nazisti. Sono conservati anche fondi archivistici di altri ex deportati, quali Felice Pirola, Giandomenico Panizza, Armando Sacchetta, Giuseppe Cammareri[10]. Sono stati poi realizzati lavori di catalogazione e inventariazione anche di materiale fotografico[11], audio[12], video[13].

La Fondazione possiede una biblioteca di circa diecimila volumi, catalogati in ambiente SBN, che rappresenta una raccolta organica di ciò che è stato scritto in Italia e all'estero sulla deportazione[14]. Sono in corso lavori di schedatura di materiale librario di recente acquisizione[6].

I locali della Fondazione dove è allestita una parte della biblioteca

La Fondazione gestisce varie iniziative didattiche e di aggiornamento professionale destinate a studenti e insegnanti che intendano trattare il tema della deportazione, anche mettendo a disposizione materiali e strumenti adatti[15].

  1. 1 2 Statuto della Fondazione, su fondazionememoriadeportazione.it.
  2. Chi siamo:Fondazione, su fondazionememoriadeportazione.it.
  3. Chi siamo:ANED, su deportati.it (archiviato dall'url originale il 20 marzo 2014).
  4. Una Fondazione per l'Odissea dei deportati, su cerca.unita.it (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2014).
  5. Database Guida INSMLI, su beniculturali.ilc.cnr.it:8080. URL consultato il 10 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  6. 1 2 Dieci anni di attività della Fondazione, su storiaefuturo.eu.
  7. La rete degli istituti storici della Resistenza, su italia-resistenza.it.
  8. INSMLI - Chi siamo, su italia-resistenza.it.
  9. Cenni storici: Fondazione, su fondazionememoriadeportazione.it.
  10. Archivi cartacei della Fondazione, su fondazionememoriadeportazione.it.
  11. Archivio fotografico, su fondazionememoriadeportazione.it.
  12. Archivio sonoro, su fondazionememoriadeportazione.it.
  13. Archivio audiovisivo, su fondazionememoriadeportazione.it.
  14. Biblioteca della Fondazione, su fondazionememoriadeportazione.it.
  15. Didattica della Fondazione, su fondazionememoriadeportazione.it.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN) 131821986 · ISNI (EN) 0000 0000 9032 034X · LCCN (EN) no2006079449 · J9U (EN, HE) 987007303291905171