Cingoli

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Cingoli
comune
Cingoli – Stemma Cingoli – Bandiera
Cingoli – Veduta
Porta Pia
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Macerata-Stemma.png Macerata
Amministrazione
Sindaco Filippo Saltamartini (PDL) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate 43°22′26.94″N 13°12′58.88″E / 43.37415°N 13.216356°E43.37415; 13.216356 (Cingoli)Coordinate: 43°22′26.94″N 13°12′58.88″E / 43.37415°N 13.216356°E43.37415; 13.216356 (Cingoli)
Altitudine 631 m s.l.m.
Superficie 148,2 km²
Abitanti 10 352[3] (31-12-2015)
Densità 69,85 ab./km²
Frazioni Avenale, Botontano, Capo di Rio, Carciole, Castel Sant'Angelo, Castreccioni, Cervidone I, Cervidone II, Civitello, Colcerasa, Colle, Colognola, Grottaccia, Lago Castreccioni, Marcucci, Moscosi, Mummuiola, Pian della Pieve, Pozzo, Saltregna, San Faustino, San Flaviano, Santa Maria del Rango, Santo Stefano, San Venanzo, San Vittore, Strada (Villa Strada), Torre, Torrone, Troviggiano, Piancavallino, Valcarecce
Comuni confinanti Apiro, Appignano, Filottrano (AN), Jesi (AN), San Severino Marche, Staffolo (AN), Treia
Altre informazioni
Cod. postale 62011
Prefisso 0733
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 043012
Cod. catastale C704
Targa MC
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 282 GG[4]
Nome abitanti cingolani[1][2]
Patrono sant'Esuperanzio, Santa Sperandia e S an Bonfilio
Giorno festivo 4ª domenica di luglio, 24 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cingoli
Cingoli
Cingoli – Mappa
Posizione del comune di Cingoli nella provincia di Macerata
Sito istituzionale

Cingoli è un comune italiano di 10 352 abitanti[3] della provincia di Macerata nelle Marche.

Adagiata sulla sommità del Monte Circe a 631 m s.l.m., per la sua posizione panoramica sul territorio marchigiano è denominata il "Balcone delle Marche".

Da una vasta terrazza, sulle mura castellane di origine medievale, è infatti possibile godere la vista di gran parte del territorio marchigiano, con la cornice naturale, all'orizzonte, del mar Adriatico e del monte Conero.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Veduta dell'abitato sulla cima del Monte Circe

Il territorio di Cingoli si estende per circa 150 km² tra la valle del fiume Musone e quella del Rio le Laque; è zona montuosa, con rilievi costituenti la piega dell'Appennino umbro-marchigiano detta appunto piega di Cingoli, di forma ellissoidale e con quote che arrivano agli 824 metri[5] di Monte Acuto[6]. Altri rilievi notevoli sono Monte Sant'Angelo, Monte Nero, Cima delle Piane, Pian dei Conti. La città sorge in posizione panoramica sul versante adriatico di tale gruppo montuoso e ha alle spalle la piega appenninica in cui svetta il Monte San Vicino (1479 m) con la sua singolare forma a trapezio.

La formazione stratigrafica dei rilievi di Cingoli risale al periodo del Cretaceo superiore, con tipi litologici molto vari; l'intera area è ricca di boschi, rappresentativi di una flora molto varia, che abbraccia quasi l'intera fitodiversità della macchia mediterranea.

Nel 1974 sono state istituite due aree protette: la macchia del Monte Nero e quella delle Tassinete, il cui nome deriva dalla presenza rilevante del tasso (Taxus baccata). Per quanto riguarda la fauna, alcune specie sono estinte da tempo come l'avvoltoio, altre dai primi anni del Novecento come l'aquila e la lontra. Le specie che popolano ancora il territorio sono il cinghiale, il lupo, lo scoiattolo, il ghiro, la faina, il riccio, la volpe, la donnola, la puzzola e alcuni uccelli di tipo rapace, corvidi, passeriformi e quelli che frequentano i corsi d'acqua. Nel 1987 è stato creato sul fiume Musone l'invaso di Castreccioni, comunemente chiamato Lago di Cingoli, con una diga di sbarramento in calcestruzzo a gravità.[7]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Cingoli.

Il clima di Cingoli risente molto dell'altitudine basso-montana e dell'esposizione a N/E, a lato del Monte San Vicino (il quale sfiora i 1500 m di altezza). Questi fattori influenzano soprattutto le temperature, i venti e le precipitazioni nevose. Gli inverni sono generalmente freddi, tranne che nei periodi anticiclonici e nelle fasi in cui spirano le miti e secche correnti favoniche dai quadranti occidentali o sud-occidentali (vento di garbino). In caso di afflussi d'aria fredda o gelida dai quadranti settentrionali e orientali, Cingoli viene solitamente investita da nevicate anche abbondanti, grazie all'altitudine, alla presenza del Mare Adriatico verso est - nordest e alla vicinanza del "massiccio" del San Vicino che esalta i fenomeni (effetto stau). In certi casi il manto nevoso può raggiungere altezze davvero impressionanti, misurabili in metri (come avvenuto nel gennaio del 2005, nel febbraio 2012 e in altri episodi storici). Le estati sono invece moderatamente calde, con picchi di calore notevoli solo nel caso in cui l'Italia Centrale venga raggiunta da masse d'aria provenienti dall'entroterra africano. Abbastanza frequenti i temporali pomeridiano-serali, provenienti dall'interno, in qualche caso anche forti. Caratteristica del clima della città e della zona circostante è la continuità e la forza del vento: specie quello di caduta dall'Appennino può raggiungere e superare i 100 km/h.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine Cingulum significa in latino "qualcosa che cinge": in effetti sin dai primi secoli la città si presentava come una realtà costruita su un monte per cingerlo. Cingoli, quindi, equivarrebbe a città edificata sul ripiano di un monte. Le testimonianze più antiche di frequentazione dell'area di Cingoli risalgono al IV-III millennio a.C., mentre il primo nucleo insediativo, nell'area dell'attuale Borgo S. Lorenzo, può farsi risalire sicuramente al III sec. a.C. Secondo una leggenda,[senza fonte] il picchio piceno, giunto nelle Marche, si posò proprio sull'altura di Cingoli.

Nel periodo romano, la città fu ampliata e abbellita da Tito Labieno, luogotenente di Giulio Cesare. A partire dalla metà del VI secolo si ha notizia di una diocesi cingolana con a capo il vescovo (poi patrono) Sant'Esuperanzio. Attraverso un documento, intitolato Descriptio Marchiae Anconitanae, è possibile ricostruire il contesto geo-politico di Cingoli: verso la prima metà del trecento Cingoli contava 1200 focolari (fumantes), ovvero circa 5000 abitanti. Cingoli comprendeva il centro urbano e il contado dove sorgevano tre castelli (Castreccioni, Colognola e Sant Angelo) e sette ville (Coldelci, Colderaso, Strada, Torre, Colle, Troviggiano e Lavenano).

A partire dal 1370 la Chiesa concesse al comune di Cingoli la facoltà di giudicare le cause criminali e civili fatta eccezione per il reato di eresia, di lesa maestà e di omicidio. Questo rapporto di fedeltà, però, si interruppe nel 1375, quando le città dello Stato della Chiesa si ribellano contro il pontefice Gregorio XI. Fu proprio in occasione di questo scontro, che prese il nome di Guerra degli Otto Santi che l’autorità della famiglia Cima poté riemergere. Tra il 1375 e il 1376 Masio Cima ricoprì la carica di podestà a Firenze e proprio il sostegno militare di Firenze, garantito anche ad altri partecipanti a questa guerra tra cui Bartolomeo Smeducci, signore di San Severino, consentì ai Cima di impadronirsi di Cingoli nel dicembre del 1375. Non appena i figli di Tanarello Cima entrarono in città cacciarono il podestà bolognese Cortisio dei Lambertini e sostituirono ai vessilli gli esponenti della famiglia Cima. Si instaurò quindi un regime in cui dominava la famiglia Cima e questo ebbe come conseguenza la scomunica per Masio, Cimarello, Pagnone, Benutino e Uguccione. Tale provvedimento comportò la pronuncia dell’interdetto su Cingoli da parte del vescovo di Osimo nel 1376. Contemporaneamente nacque una contesa che oppose Cingoli ad Osimo per questioni confinarie relative al territorio di Filottrano e questo comportò un’alleanza tra Cingoli e Ancona contro Osimo. La rivolta papale si concluse nel 1377, quando le truppe pontificie riconquistarono Cingoli e stipularono la pace di Sarzana nel 1378 con cui Urbano VI revocò i provvedimenti presi in precedenza. Riguardo il patrimonio dei Cima non si hanno testimonianze. Tuttavia un atto del 1408 dimostra che Giovanni di Benutino incamerò, con l’autorizzazione di Urbano XII, i beni degli eredi di Masio Cima. Sempre per quanto riguarda la divisione dei beni, tutti i cugini di Giovanni furono esiliati da Cingoli e quindi il potere si concentrò in un unico ramo della famiglia.

Nel dicembre 1403 Papa Bonifacio IX investì Giovanni del vicariato in temporalibus su Cingoli per diciotto anni. La fedeltà dei Cima con papa Tomacelli garantì vari riconoscimenti. I Cima, grazie a questa riconciliazione, riuscirono a mantenere un ruolo egemone all'interno della città, senza ottenere un riconoscimento formale dal pontefice. Nel 1407, in seguito alla morte del figlio, Giovanni rimase l’unico esponente della famiglia. In quell'anno si susseguirono vari scontri militari: Ludovico Migliorati, nipote di Innocenzo VII, rifiutava la rimozione dalla carica di rettore provinciale disposta dal successore al soglio pontificio, Gregorio XII, e contendeva la carica al vescovo di Montefeltro, legittimo designato. Dalla parte del primo si schierarono Ladislao d'Angiò-Durazzo e dalla parte del secondo Braccio da Montone e i Da Varano di Camerino. Poiché Braccio aveva sottratto Apiro al controllo degli Smeducci, il Cima propose al condottiero un’offerta di 5.000 fiorini per far passare Apiro nel territorio cingolano e Braccio accettò. Quando però si accorse che Giovanni aveva assoldato una milizia di 600 fanti per proteggersi da colpi di mano, Braccio da Montone decise di entrare con le armi nel territorio cingolano. Inevitabilmente ci fu uno scontro in cui fu coinvolto un esercito di 2000 fanti e 700 cavalieri, sconfitto dalle truppe del condottiero perugino. A quel punto Braccio riuscì a conquistare Cingoli e impose come governatore Anselmo da Montemilino, suo cugino. Ben presto però Giovanni Cima raggiunse un accordo con Braccio da Montone e poté quindi riprendere il controllo della città.

Diversamente da quanto accadde per altre città il dominio dei Cima ebbe fine per estinzione dinastica. Dal secondo matrimonio di Giovanni con Rengarda Brancaleoni nacque una figlia, Francesa, che andrà in sposa al signore di Sassoferrato. Giovanni morì nel 1422. Successivamente, Rengarda sposò Anselmo di Montemilino, cugino di Braccio da Montone e ciò causò la nascita di una crisi per Cingoli. Quando nel 1434 crollò lo stato di Braccio, il governo di Anselmo fu abbattuto a seguito di un’insurrezione popolare. Furono quindi stabiliti degli accordi i quali prevedevano che i sostenitori di Braccio non potessero tornare in città e si poneva la damnatio memoriae dei Cima. Dunque nemmeno gli eredi di Giovanni avrebbero più fatto ritorno a Cingoli. A quel punto si apriva la questione della spartizione dei beni dei Cima che caratterizzò la storia di quel periodo. Francesa Cima morì senza testamento nella casa di Galerano Francesco di Silvestri. Il governatore stabilì che i beni mobiliari dei Cima fossero confiscati dalla Camera apostolica e concessi in affitto al Comune.

Nel 1429 si scatenò una lite tra il comune e il monastero di Santa Caterina per il possesso di alcune terre e il patrimonio attirò Francesco Sforza. Lo Sforza occupò Cingoli nel 1434 per impossessarsi dei beni dei Cima, e fu visto come difensore del comune in quanto i Cima si sarebbero arricchiti ai danni della comunità. Nel 1439 Francesco Sforza fu nominato marchese della Marca e gonfaloniere della Chiesa. Nel 1444 Eugenio IV diede conferma dell’atto di donazione dei beni dei Cima a Francesco Sforza. Alla metà del XV secolo Cingoli poteva dare vita ai suoi ordinamenti comunali e al controllo papale sulla Marca senza rinunciare agli spazi giurisdizionali conquistati al tempo dei Cima.

Nel 1725 fu ripristinata la vecchia cattedra vescovile. Un cingolano, Francesco Saverio Castiglioni, divenne papa nel 1829 come Pio VIII. Con la Battaglia di Castelfidardo, Cingoli fu annessa al Regno di Sardegna e nel 1861 al Regno d'Italia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Madonna del Rosario di Lorenzo Lotto Chiesa di San Domenico
San Domenico

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Concattedrale di Santa Maria Assunta
  • Chiesa Collegiata di Sant'Esuperanzio
  • Santuario di Santa Sperandia
  • Chiesa di San Benedetto
  • Chiesa di San Francesco
  • Chiesa di San Filippo
  • Chiesa di San Giacomo
  • Chiesa di San Girolamo
  • Chiesa di San Nicolò
  • Chiesa di San Domenico
  • Chiesa di Santo Spirito
  • Chiesa dei Santi Quattro Coronati
  • Chiesa di San Vitale
  • Chiesa di Sant'Anastasio
  • Rovine della Chiesa di San Bonfilio
  • Chiesa di San Giuseppe
  • Eremo di San Michele Arcangelo (anche detto di Sant'Angelo)

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo municipale
Palazzo Castiglioni

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Persone legate a Cingoli[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Qui di seguito viene riportato l'elenco delle 30 frazioni cingolane (fra parentesi è indicato il numero di abitanti[9], che per Cingoli paese è 3.261):

Avenale (244); Botontano (20); Capo di Rio (22); Carciole (77); Castel Sant'Angelo (17); Castreccioni (32); Cervidone I (16); Cervidone II (65); Civitello (19); Colcerasa (14); Colle San Valentino (234); Grottaccia (502); Lago Castreccioni (355); Marcucci (17); Moscosi (135); Mummuiola; Pettovallone (10); Piancavallino (18); Pian della Pieve (51); Pozzo (214); Saltregna (47); San Faustino (63); San Flaviano (41); Santa Maria del Rango (20); Santo Stefano (25); San Venanzo (33); San Vittore (234); Strada (1.444); Torre (359); Torrone (113); Troviggiano (1.030); Valcarecce (31); Colognola; Castelletta; Coppo (5)

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Dall'8 giugno 2009 il sindaco è l'ex senatore della Repubblica Filippo Saltamartini battendo la concorrenza del sindaco uscente Gianfilippo Bacci e della candidata di sinistra Giuseppa Salomoni. Alle elezioni del 2014 Saltamartini si è riconfermato superando i candidati Bacci, Leonardo Lippi (gìa sindaco dal 1994 al 2004, nonché consigliere regionale e provinciale) e Giorgio Giorgi.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio

La squadra di calcio locale è stata la Cingolana, fondata nel 1963. Nel 1982, dopo la retrocessione nella stagione 1981-1982 dalla Prima alla Seconda Categoria si aprirà per la società uno dei periodi più belli della sua storia calcistica, che porterà la squadra dalla Seconda Categoria all'Interregionale (dove resterà per 3 anni). Da ricordare la stagione 1982-1983 in cui l'AS Cingolana batté ogni record non solo a livello regionale ma anche nazionale. Tra il 2005-2006 e il 2012-2013 la Cingolana ha disputato il campionato di Eccellenza ed ha sfiorato la seconda promozione in Serie D nella stagione 2007-2008, sconfitta negli spareggi nazionali dall'Aprilia 4-2 (2-0 andata, 2-2 dts ritorno). Inoltre, nel campionato 2009-2010 ha battuto per 0-2 la Sambenedettese al Riviera delle Palme grazie alle reti di Lorenzo Gigli e Stefano Fraternali. Dopo la retrocessione in Promozione del 2012-2013, nel maggio 2013 si è unita all'Apiro Calcio, formando la società ASD Cingolana Apiro, è retrocessa dal campionato regionale di Promozione 2013-2014 e dal campionato di Prima Categoria 2014-2015. Le strade delle due società si dividono nel 2015-2016, con la Cingolana che rimane inattiva dopo 52 anni di attività. Il settore giovanile della città è affidato alla S.S. Francesco '93, dal cui vivaio è nato calcisticamente il giocatore Giacomo Bonaventura. Nel 2014, la società cambia denominazione per diventare ASD San Francesco-Cingoli, la quale ha partecipato a tre campionati di Terza Categoria tra il 2014 e il 2017. A maggio 2017, vince il proprio girone e ottiene la promozione in Seconda Categoria per la stagione 2017-2018. Nella popolosa frazione di Villa Strada, la società Victoria Strada milita in Seconda Categoria. L'Ediartis Cingvlvm, attiva dal 2006 al 2013, prevedeva che nella squadra ci fossero stati giocatori calcisticamente cresciuti nel territorio cingolano. Nel 2013 l'Ediartis ha rinunciato a disputare il campionato di Seconda Categoria 2013-2014.

Calcio a 5 (Futsal)

Cingoli ha anche una tradizione recente nel calcio a 5. Il Grottaccia partecipa al campionato di serie C1, l'Avenale al campionato di serie C2, la Polisportiva Victoria e il Moscosi 2008 militano in serie D.

Ciclismo-l'Avis Bike Club

L'Avis Bike Cingoli è la società ciclistica del paese, che organizza tutti gli anni ad aprile la Nove Fossi, gara di mountain bike nel territorio cingolano. Inoltre a Cingoli è passato il Giro d'Italia 2012, come gran premio della montagna (settima tappa Urbino-Porto Sant'Elpidio).

Ginnastica-la Società Ginnastica "Juvena"

La più importante società di ginnastica è la Società Ginnastica Juvena, con atleti concorrenti in campionati nazionali.

Motocross-il Moto Club Fagioli

Nel comune di Cingoli è situato il crossdromo "Bartolomeo Tittoni", uno degli impianti più antichi ed importanti d'Italia, gestito dal Moto Club "A. Fagioli" che ha ospitato numerose manifestazioni internazionali e Gran Premi di Campionato del Mondo.

Pallamano e Pallavolo-la Polisportiva Cingoli

Il Balcone delle Marche è famoso anche per la Pallamano. La Polisportiva Cingoli, che ha due squadre, una maschile e una femminile: quest'ultima ha partecipato a un'edizione del campionato di serie A1 nel 1994-1995, attualmente milita in A2. La squadra maschile, dopo aver partecipato alla serie A1 nella stagione 2012-2013, la squadra è stata ripescata in Serie A1 per la stagione 2015-2016. A livello giovanile, la società ha vinto tre campionati italiani. La stessa società è presente anche nella pallavolo femminile, dove la squadra locale disputa il campionato provinciale di prima divisione

Pattinaggio

Dal 2011 da pochi giorni prima di Natale fino al 6 gennaio in piazza Vittorio Emanuele II è presente una pista di pattinaggio aperto dalla mattina alla sera offerto a tutti i turisti e a tutti i cingolani a un prezzo moderato.

Rally

A cingoli due volte l'anno ci sono delle gare di rally: la prima ad aprile con il "rally dell'Adriatico", la seconda a novembre con la Ronde Marche.

Rugby

Dal 2008 nella frazione di Moscosi giocava l'ASD Moscosi Rugby, società di rugby che disputava il campionato di serie C. La società è scomparsa nel 2013.

Tennis

Il tennis club Cingoli nato nel 1950, è ora situato presso gli impianti sportivi in vis Cerquatti. Famoso è il torneo che viene organizzato ogni anno, giunto ora alla 60ª edizione, il trofeo "Balcone delle Marche" è il più antico torneo di tennis della regione e fra i più antichi d'Italia. Nell'anno 2013 la squadra composta da: Coppari Angelo, Stramazzotti Michael, Ottobri Sergio, Giovagnoni Mauro, Prosperi Emiliano e Mauro Vittori ha conquistato, per la prima volta, la coppa Marche maschile categoria D2, centrando anche la promozione alla categoria superiore.

Divertimento sulla sabbia

Durante la stagione estiva, il Comune di Cingoli organizza una serie di tornei su un manto sabbioso installato nella Pista di Pattinaggio adiacente i Viali Valentini. Tra questi, spiccano il beach soccer, il beach volley e il beach handball.

Cingoli BalconeDelleMarche.jpg
Ingrandisci
Panorama delle Marche da Cingoli

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fernando Palazzi, Novissimo dizionario della lingua italiana (IV appendice, Nomi degli abitanti di alcuni paesi), Milano, 1957, pag. 1402.
  2. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "cingolano", in Dizionario italiano multimediale e multilingue d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  3. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ TCI, Guida rossa, Marche, Touring editore
  6. ^ Da non confondersi con il Monte Acuto situato nella piega centrale, nelle vicinanze di Monte Catria
  7. ^ CINGOLI-natura, storia, arte, costume, CO.AL.MA. Editore, 1994
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ dati ISTAT, censimento 2001

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cingoli dalle origini al sec. 16: contributi e ricerche : Atti del 19 Convegno di studi maceratesi (Cingoli, 15-16 ottobre 1983) Macerata, 1986.
  • Archivio di stato di Macerata, Archivio comunale di Cingoli, fondo pergamene n.76 (18 febbraio 1370), Gatella 1983, p.353.
  • F. Pirani, Signori e città nella Marca di Ancona. I Cima e Cingoli tra tre e Quattrocento, EUM Edizioni Università Macerata, Fermo 2013, p.255.
  • P.Appignanesi, L.Cipolloni, A.Mazzini (a cura di), Cingoli: natura storia arte costume, Cingoli, 1994.
  • G.Avarucci (a cura di), Santità femminile nel duecento. Sperandia patrona di Cingoli, Atti del Convegno di Studi (Cingoli, 23-24 ottobre 1999), Fonti e Studi 9, Edizioni di Studia Picena, Ancona 2001
  • S.Bernardi (a cura di), La religione e il trono: Pio VIII nell'Europa del suo tempo, atti del convegno di studi, Cingoli 12-13 giugno 1993, Roma, La fenice, 1995.
  • L.Pernici (a cura di) Il fondo librario “Giovanni Ludovico Ascari” della Biblioteca Comunale Ascariana di Cingoli – Catalogo, Cingoli, 2008.
  • L.Pernici, Lungo una antica via. Studio storico su un vetusto edificio sacro del Cingolano, Cingoli, 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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