Cupramontana
| Cupramontana comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Enrico Giampieri (lista civica Progetto Cupra) dal 5-10-2021 |
| Territorio | |
| Coordinate | 43°26′45.53″N 13°07′02.53″E |
| Altitudine | 505 m s.l.m. |
| Superficie | 27,4 km² |
| Abitanti | 4 338[1] (28-2-2026) |
| Densità | 158,32 ab./km² |
| Frazioni | Poggio Cupro[2] |
| Comuni confinanti | Apiro (MC), Maiolati Spontini, Mergo, Monte Roberto, Rosora, San Paolo di Jesi, Serra San Quirico, Staffolo |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 60034 |
| Prefisso | 0731 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 042016 |
| Cod. catastale | D211 |
| Targa | AN |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media)[3] |
| Cl. climatica | zona E, 2 252 GG[4] |
| Nome abitanti | cuprensi |
| Patrono | sant'Eleuterio |
| Giorno festivo | 26 maggio |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Cupramontana (Massaccio fino al 1861) è un comune italiano di 4 338 abitanti[1] della provincia di Ancona nelle Marche.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Il toponimo Cupramontana deriva dalla dea Cupra, la dea della fertilità e della bellezza adorata dalla popolazione preromana dei Piceni alla quale era dedicato un tempio nella zona. Cupramontana divenne poi un importante municipio romano, il cui fulcro si estendeva nell'attuale zona del cimitero e di cui resta a testimonianza il serbatoio detto Barlozzo[5]. In periodo longobardo fece parte del ducato di Spoleto-Camerino cambiando nome in Massaccio. Nel XIII secolo fu ereditato, quale Patrimonium Imperii dall'Imperatore Federico I Hohenstaufen, detto Barbarossa, ma alla morte di Corradino di Svevia, il Papa inserì il sito longobardo-svevo nel Contado di Jesi e quindi dello Stato Pontificio[6].
Nel corso del XV secolo a Massaccio si stabilirono alcuni elementi appartenenti al gruppo eretico dei Bertolani, detti Fraticelli; mentre alla fine del Settecento, con le campagne napoleoniche il paese si trovò a resistere all'aggressione delle truppe francesi. Solo con l'Unità d'Italia, con il regio decreto 1º dicembre 1861 n. 358, venne autorizzato il ritorno all'antico nome di Cupramontana.
Nel 1892 nacque qui l'artista Luigi Bartolini.

Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 22 settembre 1992.[7]
Il gonfalone è un drappo di azzurro al palo di rosso. La bandiera municipale è un dappo partito di rosso e di azzurro caricato dello stemma comunale al centro.
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]Architetture religiose
[modifica | modifica wikitesto]Architetture religiose urbane
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- Collegiata di San Leonardo: riedificata completamente nel Settecento su un precedente edificio, conserva una croce d'argento quattrocentesca, nonché una Circoncisione di Antonio Sarti del 1615 ed opere lignee di Andrea Scoccianti, detto Raffaello delle Fogliarelle.
- Chiesa di Santa Maria della Misericordia:[8]chiesetta eretta alla fine del Quattrocento, ristrutturata nel Settecento e con facciata ottocentesca. All'interno è un affresco frammentario della Madonna della Misericordia attribuito a Lorenzo di Giovanni de Carris, databile alla metà del primo decennio del Cinquecento.[9] Da questa chiesa proviene anche un frammento di affresco staccato con la Madonna della Misericordia attribuita a Lorenzo di Giovanni de Carris e databile verso la metà degli anni novanta del Quattrocento.[10]
- Chiesa di San Lorenzo. Si tratta di un tempio di grandi dimensioni di architettura neoclassica: l'intero complesso è collocato nel nucleo storico di Cupramontana, all'interno delle mura, e la chiesa ha l’ingresso principale sulle mura stesse; da qui si accede ad uno spazio a navata unica con quattro altari laterali lungo i lati, presbiterio ed abside semicircolare a compimento dell’asse longitudinale della chiesa. L'edificio è a croce latina e rimase incompiuto in alcune decorazioni interne e nel portale. Il presbiterio è rialzato da un semplice gradino e senza balaustra, come nei canoni delle chiese abbaziali: è ampio e proporzionato; a destra e a sinistra, in alto, su due balconi, trovano alloggio l’organo e la cantoria. L'ex monastero attiguo fu fondato nel XVII secolo intitolandolo al Beato Angelo. I monaci ne presero possesso l’8 settembre 1664. Aumentata l’importanza del monastero, i monaci vollero un rinnovamento della chiesa e del monastero stesso e affidarono il progetto al cuprense Mattia Capponi[11], che realizzò qui una delle sue opere migliori. Chiesa e monastero, iniziati nel 1770, vennero portati a termine nel 1787. Il nuovo complesso fu realizzato in tre fasi di lavoro: la chiesa, il cortile e il monastero. L’opera è interamente documentata su elaborati originali recentemente ritrovati, restaurati e ora visibili presso la Biblioteca Comunale. L’interno della chiesa rimase invece incompleto.[12]
- Chiesa di Santa Caterina ed ex monastero di Santa Caterina.[13] Ubicato all’interno delle mura del Castello, il complesso è stato prima un monastero femminile benedettino dedicato a Santa Marta e Maddalena.[14] poi passò all’ordine religioso delle Clarisse. Dopo un periodo di estrema povertà il monastero attraversò anni fiorenti; all’inizio del secolo XVIII venne quindi costruito il nuovo grande complesso davanti a quello già esistente. Nel 1766 venne riedificata la chiesa sulle rovine di quella già esistente agli inizi del XIII secolo, utilizzando come materiale da costruzione quello recuperato da porzioni delle antiche mura di Cupramontana. La chiesa è attribuita all'architetto Arcangelo Vici ed ha l'architettura a pianta ottagonale con alta cupola poggiata su otto colonne corinzie.[15]
Architetture religiose extraurbane
[modifica | modifica wikitesto]- Chiesa del Santissimo Salvatore: la chiesa si trova nella frazione di Poggio Cupro ed è stata costruita con una pianta a croce immissa, con navata centrale coperta con capriate; il transetto è costituito da due cappelle laterali con copertura a botte e, al di là della balaustra quattrocentesca in pietra, si trovano il presbiterio e l’abside con catino absidale con vari costoloni e unghiature. L’ingressosi trova sul lato sinistro della chiesa.[16]
- Abbazia del Beato Angelo[17]: noto anche come Chiesa di Santa Maria della Serra nasce come monastero camaldolese ed è ancora oggi meta di pellegrinaggi. Fu edificato nel 1180, ma l'attuale chiesa è stata completamente riedificata nel corso dell'Ottocento. All'interno si conserva il corpo del beato Angelo da Massaccio, priore del monastero ucciso nel 1458 per mano di un gruppo appartenente alla setta dei Bertolani, detti Fraticelli.[18][19]
- Convento di San Giacomo della Romita.[20][21] La chiesa dipende dalla parrocchiale di San Lorenzo. Il convento di San Giacomo della Romita in origine era un priorato monastico camaldolese ed è anteriore al secolo XIII. L’annessa chiesa è quindi anteriore al secolo XII. La chiesa si trova all’ interno del convento dei Frati Minori, del secolo XII, intitolato al Beato Giovanni Righi, che qui è sepolto. Nel 1426 accolse San Giacomo della Marca, mentre nel 1452 i Francescani presero possesso del monastero; la chiesa era in pessime condizioni e così, all'inizio del XVI secolo, i Francescani la ricostruirono decorandola anche con un'opera in terracotta di Pietro Paolo Agabiti, rappresentante la Madonna, San Giuseppe e San Giacomo della Marca. Ha una pianta ad aula divisa in cinque campate di ampiezza diversa, alle quali segue un grande presbiterio quadrato, quindi il coro e poi l’abside semicircolare. L’ingresso avviene direttamente dall'ampio piazzale antistante, previo passaggio nel nartece. Il complesso del convento si sviluppa su due piani fuori terra, ha struttura in muratura e prospetti in laterizio.[22]
- Eremo delle Grotte: noto anche come Eremo dei Frati Bianchi.[23] L’Eremo è situato nella profonda gola naturale del corvo, tra Cupramontana e Poggio Cupro. La sua costruzione risale secondo la tradizione ai primi anni dell’XI secolo e si pensa che fu fondato da San Romualdo, al quale venne dedicata una delle grotte ricavate dalla parete suddetta, chiamata in sua memoria “Cella di San Romualdo”. Le prime grotte furono scavate direttamente nella ripida parete di arenaria, alla fine del 1200 da due monaci Giovanni Maris e Matteo Sabbatini del Massaccio. Venne poi occupato dall'arrivo di molti fraticelli giunti a Maiolati e nel Massaccio per scampare alle persecuzioni dell’Inquisizione. Successivamente dopo un periodo di abbandono, una nuova grotta più grande venne scavata nel 1515 da padre Antonio da Recanati. Appartenne poi all'ordine camaldolese e venne di nuovo abitato e ampliato con la costruzione anche di nuovi edifici in muratura. L’aspetto attuale risale alla ricostruzione eseguita nel 1792[24]
- Chiesa di San Marco. La chiesa dipende dalla parrocchiale di San Lorenzo. Si tratta di una piccola chiesa a pianta rettangolare, costruita con “pietre ben tagliate” e dotata di “un solo altare verso Oriente”. All’esterno si presenta in pietra a vista e all’ interno completamente trasformata in data non remota. Attualmente dell’antica struttura rimangono pochi elementi: lo stretto portale ad arco acuto e l’abside non pienamente circolare, che raggiunse il livello del tetto e che era decorata di colonnine, di cui si scorgono residui alla base. È presente una campana non elettrificata. L’interno è costituito da un’unica navata rettangolare con doppio accesso frontale e laterale. Completa il volume un'abside, coperta però dalla quinta dietro il bianco altare, nella quale durante la ristrutturazione avvenuta nel 2004 sono stati rinvenuti e restaurati dei frammenti di un affresco Trecentesco. La copertura è a due falde con capriate in legno; il pavimento è in cotto.[25]
Architetture civili
[modifica | modifica wikitesto]- Palazzo del comune. L'edificio è costruito su disegno dell'architetto cuprense Mattia Capponi dal 1777 al 1785. Esso ingloba Porta Nuova, aperta nel 1500, che costituiva insieme a Porta Vecchia i due unici accessi al castello. Il palazzo è stato restaurato nei primi anni del 2000 dopo i danni provocati dal terremoto del 1997.[26]
- Fonti del Coppo. Nei pressi del convento di San Giacomo vi sono le Fonti del coppo di antichissima origine. La fonte risale all'epoca della ricostruzione del convento ovvero al XV - XV secolo ed intorno agli anni '50 del 900, le fonti sono state restaurate. I lavori hanno portato al ritrovamento della sorgente che terra e pietra avevano, con gli anni, sepolto e fatto dimenticare. Le solide mura venute alla luce, fanno pensare ad una costruzione idrotermale o ad un sistema protettivo delle acque andato distrutto. La sorgente originaria ed antichissima venne demolita.[27]
- Castello di Poggio Cupro[28]: piccolo centro nei dintorni di Cupramontana e sua unica frazione. Conserva l'originaria struttura medievale e presenta un'unica porta d'accesso. La chiesa di San Salvatore, ristrutturata completamente nel XV secolo presenta all'interno, in abside, un affresco di san Floriano risalente al 1470, la raffigurazione più antica di questo santo che risulti presente nella zona.
- Resti dell'acquedotto romano di Cupramontana.[29][30]
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[31]

Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Istruzione
[modifica | modifica wikitesto]Biblioteche
[modifica | modifica wikitesto]La Biblioteca comunale di Cupramontana ha sede presso il settecentesco palazzo comunale.[32] È stata istituita nel 1872 con i fondi librari provenienti dall'ex eremo delle Grotte. Conserva 80 incunaboli e 434 edizioni del Cinquecento, nonché i documenti portati in salvo dall'eremo delle Grotte. La dotazione libraria consiste in circa 15.000 volumi. L'archivio storico comunale qui conservato contiene preziosi catasti del XV e XVI secolo. All'interno della biblioteca si trova anche il centro di documentazione "Luigi Bartolini".
Musei
[modifica | modifica wikitesto]Il Museo internazionale dell'etichetta del vino, raccolta di etichette provenienti da ogni parte del mondo i cui primi esemplari presenti risalgono all'inizio dell'Ottocento, è stato riallestito dal 2016 nel complesso museale del MIG | Musei in Grotta, dove oltre all'esposizione di etichette provenienti da tutto il mondo, si trovano anche il percorso della sagra dell'uva, la strada del gusto, l'ufficio turistico, l'enoteca e l'"Horto De I Semplici".
Economia
[modifica | modifica wikitesto]Cupramontana è un centro di produzione del Verdicchio dei castelli di Jesi, grazie alla fertilità del terreno e al clima favorevole, ha un'attività economica basata principalmente sulla viticoltura, ma anche sull'agricoltura in genere e l'artigianato.
Cupramontana fa parte del circuito delle Città dell'Olio e Città del Vino e dal dicembre 2011 è Bandiera Verde per meriti nell'ambito agricolo.
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 6 ottobre 1988 | 6 giugno 1993 | Massimo Del Moro | Democrazia Cristiana | Sindaco | [33] |
| 7 giugno 1993 | 27 aprile 1997 | Sergio Cerioni | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | [33] |
| 28 aprile 1997 | 13 maggio 2001 | Sergio Cerioni | L'Ulivo | Sindaco | [33] |
| 14 maggio 2001 | 29 maggio 2006 | Fabio Fazi | Lista civica | Sindaco | [33] |
| 30 maggio 2006 | 15 maggio 2011 | Fabio Fazi | Centro-destra | Sindaco | [33] |
| 16 maggio 2011 | 5 giugno 2016 | Luigi Cerioni | Progetto Cupra | Sindaco | [33] |
| 6 giugno 2016 | 3 ottobre 2021 | Luigi Cerioni | Progetto Cupra | Sindaco | [33] |
| 4 ottobre 2021 | in carica | Enrico Giampieri | Progetto Cupra | Sindaco | [33] |
Sport
[modifica | modifica wikitesto]A livello sportivo Cupramontana può vantare una squadra di baseball, la Cupra Baseball Softball, che milita nel campionato italiano di baseball in serie B. A Cupramontana sono presenti anche due squadre di calcio, l'A.S.D. Cupramontana, che disputa il campionato di Prima Categoria ed una squadra di calcio amatoriale, l'F.C. Massaccio. Per quanto riguarda il calcio a 5 la squadra locale milita in Serie D e prende il nome di Dragons Cupramontana C5.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Comune di Cupramontana - Statuto.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ Marche, Touring Club Italiano, 2005, p. 341.
- ↑ Comune di Cupramontana, su comune.cupramontana.an.it.
- ↑ Cupra Montana, decreto 1992-09-22 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 21 marzo 2023.
- ↑ beweb - Beni Ecclesiastici in web - Chiesa di Santa Maria della Misericordia, su www.beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 2 novembre 2025.
- ↑ Alessandro Delpriori, Lorenzo di Giovanni de carris, detto il Giuda. Un pittore del cinquecento nelle marche, in Lorenzo de Carris e i pittori eccentrici nelle Marche del primo Cinquecento, a cura di Alessandro Delpriori, catalogo di mostra, Perugia, 2016, pag. 35.
- ↑ Matteo Mazzalupi, Lorenzo di Giovanni de Carris da Matelica, detto Giuda, Madonna della Misericordia, in Lorenzo de Carris e i pittori eccentrici nelle Marche del primo Cinquecento, a cura di Alessandro Delpriori, catalogo di mostra, Perugia, 2016, pagg. 88 - 89.
- ↑ Musei.ConsultazioneBeni2023 - CHIESA DI S. LORENZO, su www.regione.marche.it. URL consultato il 24 dicembre 2025.
- ↑ beweb - Beni Ecclesiastici in web - Chiesa di San Lorenzo, su www.beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 2 novembre 2025.
- ↑ Musei.ConsultazioneBeni2023 - CHIESA DI S. CATERINA, su www.regione.marche.it. URL consultato il 29 ottobre 2025.
- ↑ Musei.ConsultazioneBeni2023 - MONASTERO DI S. MARTA E MADDALENA, su www.regione.marche.it. URL consultato il 29 ottobre 2025.
- ↑ BeWeB - Beni ecclesiastici in web - Chiesa di Santa Caterina, su www.beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 29 ottobre 2025.
- ↑ beweb - Beni Ecclesiastici in web - Chiesa del Santissimo Salvatore, su www.beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 2 novembre 2025.
- ↑ Musei.ConsultazioneBeni2023 – ABBAZIA DEL BEATO ANGELO, su www.regione.marche.it. URL consultato il 15 maggio 2025.
- ↑ Musei.ConsultazioneBeni2023 – CHIESA DEL BEATO ANGELO, su www.regione.marche.it. URL consultato il 15 maggio 2025.
- ↑ Abbazia del Beato Angelo – Cupramontana (AN), su iluoghidelsilenzio.it. URL consultato il 16 maggio 2025.
- ↑ Musei.ConsultazioneBeni2023 – CONVENTO DELLA ROMITA, su www.regione.marche.it. URL consultato il 5 novembre 2025.
- ↑ Musei.ConsultazioneBeni2023 – CHIESA DI S. GIACOMO DELLA ROMITA, su www.regione.marche.it. URL consultato il 5 novembre 2025.
- ↑ beweb - Beni Ecclesiastici in web - Chiesa di San Giacomo della Romita, su www.beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 2 novembre 2025.
- ↑ Eremo dei Frati Bianchi – Cupramontana (AN), su iluoghidelsilenzio.it. URL consultato il 15 maggio 2025.
- ↑ Musei.ConsultazioneBeni2023 – EREMO DELLE GROTTE, su www.regione.marche.it. URL consultato il 15 maggio 2025.
- ↑ beweb -Beni Ecclesiastici in web - Chiesa di San Marco, su www.beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 29 ottobre 2025.
- ↑ Musei.ConsultazioneBeni2023 – PALAZZO DEL COMUNE, su www.regione.marche.it. URL consultato il 5 novembre 2025.
- ↑ Musei.ConsultazioneBeni2023 – FONTI DEL COPPO, su www.regione.marche.it. URL consultato il 5 novembre 2025.
- ↑ Musei.ConsultazioneBeni2023 – CASTELLO DI POGGIO CUPRO, su www.regione.marche.it. URL consultato il 15 maggio 2025.
- ↑ ANCONA, NEL SOTTOSUOLO I CUNICOLI SCAVATI DAI ROMANI SCOPERTO L’ANTICO ACQUEDOTTO DI CUPRAMONTANA, in arte.it, 31 gennaio 2017. URL consultato il 15 maggio 2025.
- ↑ Nel cantiere del nuovo teatro “riscoperto” l’antico acquedotto romano di Cupramontana, nelle Marche, centro piceno dedicato alla dea Cupra, e poi municipio romano. Scoperto alla fine del ‘700, se n’erano persi tracce e ricordo, in archeologiavocidalpassato.com, 1º Febbraio 2017. URL consultato il 15 maggio 2025.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Comune di Cupramontana – BIBLIOTECA COMUNALE, su www.halleyweb.com. URL consultato il 31 ottobre 2025.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 http://amministratori.interno.it/
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Giampiero Donnini, Tesori d'arte tra Fabriano e Cupramontana, Fabriano, Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana, 1994.
- Antonio Attorre, Guida al Museo delle Etichette del vino di Cupramontana, Ancona, Il lavoro editoriale, 1995.
- Fabio Mariano, l'Eremo delle Grotte di Cupramontana, Ancona, Il Lavoro editoriale, 1997.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.cupramontana.an.it.
- Cupramontana, su sapere.it, De Agostini.
- Giovanni Annibaldi, CUPRAMONTANA, Enciclopedia dell'Arte Antica (1959), Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
- (IT, EN) Turismo Cupramontana, su turismo-cupramontana.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 168697254 · LCCN (EN) n00039581 · GND (DE) 4526882-4 · BNF (FR) cb14521940z (data) · J9U (EN, HE) 987007473619905171 |
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