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Martinsicuro

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Martinsicuro
comune
Martinsicuro – Stemma
Martinsicuro – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Teramo-Stemma.png Teramo
Amministrazione
Sindaco Paolo Camaioni[1] (Lista Civica Città Attiva) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 42°53′06.48″N 13°54′57.57″E / 42.885133°N 13.915992°E42.885133; 13.915992 (Martinsicuro)Coordinate: 42°53′06.48″N 13°54′57.57″E / 42.885133°N 13.915992°E42.885133; 13.915992 (Martinsicuro)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 14,66 km²
Abitanti 16 033[2] (01-01-2016)
Densità 1 093,66 ab./km²
Frazioni Villa Rosa
Comuni confinanti Alba Adriatica, Colonnella, Monteprandone (AP), San Benedetto del Tronto (AP)
Altre informazioni
Cod. postale 64014
Prefisso 0861
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 067047
Cod. catastale E989
Targa TE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 201 GG[3]
Nome abitanti martinsicuresi
Patrono san Gabriele dell'Addolorata
Giorno festivo 27 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Martinsicuro
Martinsicuro
Posizione del comune di Martinsicuro all'interno della provincia di Teramo
Posizione del comune di Martinsicuro all'interno della provincia di Teramo
Sito istituzionale

Martinsicuro è un comune di 16.033 abitanti[4] della provincia di Teramo in Abruzzo e appartiene all'Unione dei comuni della Val Vibrata. È situato sulla destra della foce del fiume Tronto.

È la municipalità più settentrionale dell'Abruzzo ed il primo comune, venendo da nord, affacciato sul mar Adriatico.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Martinsicuro è situato nella Val Vibrata. A nord confina con i comuni marchigiani di San Benedetto del Tronto e Monteprandone, ad est con il Mare Adriatico, a sud con il comune di Alba Adriatica e ad ovest con il comune di Colonnella.

Nella classificazione sismica della protezione civile è identificato come Zona 3, cioè zona a sismicità bassa, mentre nella classificazione climatica è contrassegnato come Zona C.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi insediamenti sono stati rinvenuti sulla collina sovrastante il fiume Tronto in località Colle di Marzio, dove sono emersi resti di un insediamento dell'età del bronzo (X-IX secolo a.C.). Già nel III secolo a.C. la città è una colonia romana.

Infatti alla foce del fiume era sorto l'abitato di Truentum, ricordato da Plinio il Vecchio[5] tra le altre colonie e cittadelle fortificate della regio V Picenum, presso il fiume omonimo, e attribuita ai Liburni. Strabone la cita come città che riprende il nome dal fiume Truentus (Τρουεντῖνος ποταμός), collocandola tra il Fanum Cupra (Cupramarittima) e Castrum Novum (Giulianova).[6]

L'insediamento è citato dallo storico Silio Italico e dal geografo Pomponio Mela, è riportato nell'Itinerario antonino e nella Tabula Peutingeriana. Cicerone nelle lettere ad Attico ricorda il passaggio di Cesare nella città Truentina.

Dopo la conquista romana, nel III secolo a.C. fu municipio con il nome di Castrum Truentinum. Le indagini archeologiche condotte sulla foce del fiume Tronto permisero la localizzazione dell'antica città, rimasta incerta per diversi secoli. Gli scavi, infatti, portarono alla luce vie basolate che si sviluppano secondo un disegno regolare, datate a partire dal II secolo a.C.

In epoca Augustea la città venne stabilmente collegata alla consolare Via Salaria proveniente da Ascoli Piceno, come testimoniano i ritrovamenti di alcune pietre miliari in contrada Marino (Ascoli Piceno).

Torre Carlo V di Martinsicuro

Detti rinvenimenti, molto frequenti nei negli anni passati (noto il fregio di Fondo Ottone), condussero gli archeologi a focalizzare gli scavi sulla sponda meridionale del fiume, scavi che portarono alla luce l'aspetto tipico di una città romana, che non poteva che essere Castrum Truentinum. Attualmente è disponibile una mappa molto dettagliata della città, in cui sono ricostruiti i quartieri con le diverse funzioni urbane, tra cui ricordiamo il Macellum nelle immediate adiacenze del porto, il quartiere commerciale con i locali destinati all'approvvigionamento di merci trasportate via mare.

Le attività produttive erano costituite prevalentemente dalla tintura di stoffe e dalla pesca, come testimoniano i numerosi rinvenimenti di ami e frammenti di reti, mentre la presenza di tintori è testimoniata dall'epigrafe funeraria intitolata a Gaio Marcilio Erote purpurarius, ossia commerciante di porpora, menzionato anche come "quinquevires" da un'epigrafe oggi conservata al museo di Monteprandone: si trattava di un non meglio identificato organo amministrativo/istituzionale costituito da cinque uomini di cui non è chiara la funzione.

Mare di Martinsicuro

Di un certo rilievo sono anche l'epitaffio funerario dedicato ai fratelli Allidi, l'uno tribuno militare e l'altro centurione, entrambi cittadini truentini, conservato nel museo di Monteprandone e l'epigrafe funeraria intitolata a Caius Pollius, cittadino truentino e Guardia Pretoriana, rinvenuta nel 1736 sulla via Salaria nei pressi di Roma.

Per quanto riguarda l'organizzazione politica ed istituzionale, alcuni rinvenimenti testimoniano l'esistenza di organi amministrativi e religiosi, come il collegio sacerdotale dei Seviri Augustales per l'esercizio del culto imperiale.

Il decadimento dei commerci per la crisi tardo imperiale, le conseguenti difficoltà di protezione dell'abitato e l'avanzamento della linea di costa portarono sul finire del VI secolo d.C. all'abbandono graduale della città.

Fu sede vescovile nei primi secoli del cristianesimo e sicuramente rimase tale fino al V secolo[7], quando il vescovo Vitale fu scomunicato da papa Felice III.

In seguito la città cadde probabilmente sotto il potere dei Longobardi, dopo la conquista di Fermo nel 580. Fino agli inizi dell'VII secolo sono attestati livelli di frequentazione con strutture in legno e sepolture, mentre gran parte degli abitanti dovette spostarsi in preesistenti centri più interni, come Colonnella (Civitas Tomaclara) e Civitella del Tronto, dando origine al fenomeno più generale dell'incastellamento. Sulla costa rimase un insediamento noto dalle fonti come "Turris ad Trunctum"[8].

Nel XVI secolo nei pressi della foce del Tronto venne costruita una delle numerose torri di avvistamento del sistema difensivo voluto da Carlo V contro le incursioni saracene. I lavori dell'esecuzione dell'opera furono diretti dal nobile spagnolo Martin de Segura nel 1547 e realizzati, contemporaneamente alla bastionatura della fortezza di Civitella del Tronto, dall'architetto militare spagnolo P. Srivà. Dal nome del nobile spagnolo Martin de Segura deriverebbe l'attuale toponimo della cittadina. Presso la torre si andò in seguito formando un piccolo borgo.

Il comune è stato insignito della Medaglia di bronzo al merito civile per i bombardamenti subiti dal paese durante la seconda guerra mondiale. L'onorificenza è stata conferita il 15 settembre 2005 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in visita a Teramo[9], con la seguente motivazione: Centro strategicamente importante, situato sulla linea "Gustav", fu sottoposta a violenti bombardamenti che causarono la morte di numerosi concittadini, tra cui alcuni bambini in tenerissima età, donne e anziani. Nobile esempio di spirito di sacrificio e amor patrio. 1943 - 1944 Martinsicuro.

Precedentemente appartenente al comune di Colonnella, divenne comune autonomo nel 1963.

Negli anni sessanta e settanta Martinsicuro ha conosciuto un forte sviluppo turistico, convertendosi (insieme alla vicina frazione di Villa Rosa) in una frequentata località balneare.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di bronzo al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al Merito Civile
«Centro strategicamente importante, situato sulla linea "Gustav", fu sottoposto a violenti bombardamenti che causarono la morte di numerosi concittadini, tra cui alcuni bambini in tenerissima età, donne e anziani. Nobile esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.»
— Martinsicuro (TE), 1943-1944

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Bassorilievo sul Torrione di Carlo V
  • Torre di Carlo V, costruita nel 1547 (come inciso sull'epigrafe dedicatoria, oggi scomparsa) a difesa delle incursioni saracene e in seguito dogana. L'interno è sede del Museo archeologico "Antiquarium di Castrum Truentinum".[10]
  • Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, parrocchiale novecentesca (1926) che custodisce un dipinto absidale, opera dell'artista marchigiano Giuseppe Pauri (1882-1949).
  • Villa Barnabei, residenza signorile del 1866.
  • Le fornaci Franchi e Fiore a Villarosa, in attività per la produzione di laterizi rispettivamente nel 1904-1977 e nel 1921-1985, versano oggi in stato d'abbandono.
  • Museo delle armi antiche - L'edificio museale si trova sulla strada statale Adriatica.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Museo delle armi antiche (Martinsicuro).

Il litorale adriatico di Martinsicuro e della sua frazione di Villa Rosa, tra le foci dei fiumi Tronto e Vibrata, è un tratto di costa sabbioso che comprende un biotopo con dune e vegetazione psammofila. Nei canneti presso i fossi naturali vivono alcune specie di uccelli.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Dialetto[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto martinsicurese è simile ai dialetti degli altri comuni della bassa Val Vibrata, come Colonnella, Corropoli e Controguerra. Esso presenta molte caratteristiche in comune con il dialetto sambenedettese, pur avendo anche molte similitudini con i dialetti teramani. Proprio per questo motivo viene considerato un dialetto di transizione tra i dialetti marchigiani meridionali e i dialetti abruzzesi adriatici. Il dialetto di Martinsicuro presenta infatti, rispetto agli altri dialetti della costa abruzzese, degli elementi che lo accomunano ai dialetti marchigiani, come ad esempio la presenza costante dell'apocope sia nei sostantivi che terminano con il suffisso -no sia in quelli terminanti in - ne (asculà per "ascolano", lu pallò per "il pallone"), nonché l'indistinzione, nella morfologia verbale fra terza persona singolare e terza persona plurale (lu frëchì joca per "il bambino gioca", li frëchì joca per "i bambini giocano").

I punti in comune con i dialetti orientali e col sambenedettese sono:

  • Metafonesi sannita monottongata (alcuni esempi: tìmbë per "tempo", fùchë per "fuoco");
  • Monottongazione (alcuni esempi: mëstìrë per "mestiere", vàttë vì per "vattene via");
  • Caduta della -a finale (alcuni esempi: la bàrchë per "la barca", la càsë per "la casa");

Le principali differenze con il sambenedettese sono:

  • Metafonesi di -a monottongata (alcuni esempi: tu mìgnë per "tu mangi", mìttë per "matti");
  • Assimilazione dei nessi consonantici "-l + consonante" con sonorizzazione (alcuni esempi: addë per "alto", fażżë per "falso", puggì per "pulcino").

A causa delle migrazioni verso Martinsicuro che hanno caratterizzato la seconda metà dello scorso secolo, che hanno portato ad un notevole accrescimento della popolazione cittadina, il tutto avvenuto parallelamente allo sviluppo e la crescita della vicina San Benedetto del Tronto, si è verificata una riduzione dell'uso del dialetto autoctono, in favore di notevoli influenze sambenedettesi nell'idioma locale. È possibile infatti percepire, tra le popolazioni più giovani, l'abbandono dell'apertura indistinta delle vocali (fenomeno tipicamente teramano, un tempo diffuso anche a San Benedetto e in altri dialetti delle Marche meridionali), che ha lasciato spazio a una diffusione, nel martinsicurese, di vocali più tipicamente marchigiane o comunque picene nella parlata locale. Si possono però trovare alcuni termini autoctoni che hanno resistito a questo processo di trasformazione del dialetto (come ad esempio l'uso del sostantivo nindë per dire "niente", mentre il sambenedettese presenta la forma gnendë o gnè).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Pista ciclabile[modifica | modifica wikitesto]

Tratto di spiaggia di Martinsicuro
Porto turistico pedonale di Martinsicuro

Martinsicuro si trova lungo il percorso del Corridoio Verde Adriatico, la lunga ciclabile di 1000 km prevista dalla foce del Po alla Puglia.

Sono ancora in corso di realizzazione i lavori per il completamento della ciclabile nel territorio comunale.

A nord c'è il fiume Tronto che necessita di essere attraversato per la creazione della continuità con Porto d'Ascoli (Marche). Nel 2011 è stato completato il nuovo ponte della statale dove è stata prevista la realizzazione della necessaria e strategica fascia ciclopedonale che unisce ciclisticamente Marche e Abruzzo.

Verso sud la continuità è assicurata dal ponte ciclopedonale sul torrente Vibrata che crea il collegamento con Alba Adriatica.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 novembre 1993 16 novembre 1997 Ignazio Caputi Lista Civica Sindaco [12]
17 novembre 1997 26 maggio 2002 Abramo Micozzi Lista Civica di Centro-destra Sindaco [13]
27 maggio 2002 19 gennaio 2007 Leonilde Maloni Lista Civica di Centro-sinistra Sindaco [14]
20 gennaio 2007 27 maggio 2007 Eugenio Matronola Commissario Prefettizio [15]
28 maggio 2007 6 maggio 2012 Abramo Di Salvatore Lista Civica di Centro-destra Sindaco [16]
7 maggio 2012 in carica Paolo Camaioni Lista Civica Città Attiva Sindaco [1]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Martinsicuro che milita nel massimo campionato regionale di Eccellenza. È nata nel 1964.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 6 maggio 2012, elezionistorico.interno.it.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2016.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Dato Istat al 01/01/2016.
  5. ^ Plinio, Naturalis Historia, 3,110 (testo originale su wikisource in latino).
  6. ^ Strabone, V, 4, 2 (testo in inglese sul sito LacusCurtius).
  7. ^ Il vescovo Vitale fu inviato nel 485 da papa Felice III ad Acacio, patriarca di Costantinopoli
  8. ^ V. Galiè, Castrum Trentum e Turris ad Trunctum, Macerata, 1984.
  9. ^ Ciampi a Teramo - sito resistenzateramana.it
  10. ^ Blog dell'Antiquarium di Castrum Truentinum nella Torre di Carlo v.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 21 novembre 1993, elezionistorico.interno.it.
  13. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 16 novembre 1997, elezionistorico.interno.it.
  14. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 26 maggio 2002, elezionistorico.interno.it.
  15. ^ Gazzetta Ufficiale, Serie n. 61 del 14 marzo 2007, Decreto presidente della Repubblica 23 febbraio 2007, gazzettaufficiale.biz.
  16. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 27 maggio 2007, elezionistorico.interno.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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