Vai al contenuto

Porto d'Ascoli

Coordinate: 42°54′44.55″N 13°53′27.16″E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Voce principale: San Benedetto del Tronto.
Porto d'Ascoli
Porto d'Ascoli vista dalla parte nord di San Benedetto del Tronto, con la Maiella sullo sfondo
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione  Marche
Provincia  Ascoli Piceno
CittàSan Benedetto del Tronto
Codice postale63074
Nome abitantisambenedettesi
PatronoBenedetto (protomartire)
Giorno festivo13 ottobre

Porto d'Ascoli è una località delle Marche, quartiere di San Benedetto del Tronto,[1] situato presso la foce del fiume Tronto.[2] Possiede anche una stazione ferroviaria,[3][4] sulla linea adriatica Pescara-Ancona.

Geografia fisica

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia di San Benedetto del Tronto.

Situato nella zona meridionale della città di San Benedetto del Tronto, sorge lungo il tracciato dell'antica strada consolare Via Salaria, della quale è il punto di arrivo, e Via del Mare, che collega l'entroterra al mare Adriatico. Si estende tra il quartiere Ragnola, che prende il nome dall'omonimo torrente, e la Sentina.

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di San Benedetto del Tronto.

Il toponimo ricorda la concessione rilasciata da Federico II nel 1245 alla città di Ascoli per la costruzione di un approdo marittimo alla foce del fiume Tronto.[5]

Storicamente Porto d'Ascoli apparteneva allo Stato della Chiesa, inserito all'interno della circoscrizione della Marca Fermana; il suo territorio si estendeva fino al corso del Tronto, che costituiva il secolare confine di Stato con il Regno di Napoli, divenuto in seguito Regno delle Due Sicilie. In prossimità dell'antico ponte di barche situato alla foce del fiume, venne collocato nel 1847 l'ultimo termine di daziaria e confine (il cippo numero 649) tra lo Stato Pontificio e il regno borbonico. Questi manufatti in pietra, alti circa un metro e recanti gli stemmi papali e delle Due Sicilie, furono posizionati lungo la linea di frontiera, partendo dalla foce del torrente Canneto (tra Fondi e Terracina) sul mar Tirreno, per terminare proprio alla foce del Tronto sul mare Adriatico.[5]

Nel 1935, in attuazione dell'esito di un referendum in cui l'80% dei votanti si espresse a favore del distacco da Monteprandone, venne avviata la pratica formale di separazione territoriale. Il relativo regio decreto di aggregazione, controfirmato da Benito Mussolini, venne emanato il 16 luglio 1935: la frazione di Porto d'Ascoli fu così staccata dal comune di Monteprandone e annessa a quello di San Benedetto del Tronto.[6]

L'accorpamento, giunto dopo svariati tentativi falliti nel giugno del 1861 e il 30 ottobre 1879.La municipalità di San Benedetto del Tronto ne rivendicava la proprietà da svariati anni; all'epoca l'area si presentava scarsamente urbanizzata, caratterizzata prevalentemente dalla presenza di poche decine di casolari rurali.[7] San Benedetto del Tronto si trovava allora in piena espansione demografica ed economica — legata in particolare alla produzione e alla commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli — e necessitava di nuovi spazi per il proprio sviluppo urbanistico. A seguito di questa unione, Porto d'Ascoli è divenuta la terza componente storica della città, insieme al Paese Alto e alla "Marina".

All'epoca della fusione, San Benedetto contava oltre 17 000 abitanti, mentre la frazione di Porto d'Ascoli si estendeva su una superficie di 11,7 km², accogliendo 458 famiglie e poco più di 2 000 residenti.[8]

«Porto d'Ascoli era un centro sviluppatosi poco alla volta soprattutto su un'area a forma di triangolo, formato dalla intersezione della strada statale Adriatica e della ferrovia per Ascoli Piceno, che, appena distaccatasi dalla Bologna-Lecce, deve traversane la strada per risalire la valle del Tronto. Poco più di 200 metri prima di questa intersezione, si distacca dalla S.S. Adriatica 'un viale (Via Mare) che dà accesso alla spiaggia e attraversa la ferrovia Adriatica per mezzo di un passaggio a livello; questo viale praticamente chiudeva a nord il triangolo, ma in realtà lungo di esso le costruzioni giungevano fino al mare. La zona balneare era molto ridotta. A breve distanza dal centro, all'incrocio tra la strada statale Adriatica e la strada provinciale per Monteprandone, si stava formando un altro agglomerato, detto Ragnola, dal vicino omonimo torrente, nei pressi di una delle due importanti fornaci per laterizi di San Benedetto. Porto d'Ascoli non è stato mai la «marina» di Ascoli Piceno : si tratta di un centro sorto su incrocio stradale e, successivamente, ferroviario, che solo incidentalmente si trovava vicino al mare. La vera «marina di Ascoli, intesa come luogo balneare, è stata San Benedetto, che, anche se qualche chilometro più lontana, era infinitamente più attrezzata. Del resto, chi si recava da Ascoli al mare in treno anziché in strada rotabile non aveva possibilità di scelta, dato che il treno a Porto d'Ascoli non fermava. La modestissima attività balneare che si svolgeva in questa località era dovuta a pochi turisti abruzzesi, più che agli ascolani.»

Rimase frazione fino al 1961, anno in cui venne ufficialmente incorporata nel nucleo urbano di San Benedetto del Tronto dall'ISTAT in occasione del 9º Censimento generale, divenendone da allora parte integrante.

«I due centri di S. Benedetto e Porto d’Ascoli formano un’unica frazione geografica con un unico centro denominato San Benedetto del Tronto, comprendente gli ex centri di S. Benedetto del Tronto e Porto d’Ascoli. Per tali considerazioni è stata soppressa la frazione geografica B Porto d’Ascoli ed il relativo centro di Porto d’Ascoli.»

Anche il Codice di Avviamento Postale specifico di Porto d'Ascoli, contrassegnato dal numero 63037, venne abolito con la riforma postale del settembre 2006; da tale data l'unico CAP in vigore per l'intero territorio comunale divenne il 63039. Successivamente, dal 29 ottobre 2010, Poste Italiane ha assegnato a tutto il comune il nuovo codice 63074.[10]

A seguito dell'unificazione amministrativa, la località — fino ad allora scarsamente popolata e urbanizzata se non lungo gli assi della strada statale 16 e della via Salaria — ha conosciuto una forte espansione urbanistica. Nel corso dei decenni il comune di San Benedetto del Tronto, in costante crescita demografica, ha effettuato ingenti investimenti nella zona costiera, intensificando l'edificazione sul lungomare sud con la costruzione di numerose strutture ricettive. Parallelamente è stata eseguita una profonda riqualificazione del litorale: la spiaggia sabbiosa, originariamente quasi inesistente, è stata progressivamente ampliata grazie alla messa in posa di scogliere frangiflutti, interventi a cui è seguito il rifacimento completo del viale a mare. Tali opere infrastrutturali hanno favorito un solido sviluppo economico incentrato sul comparto turistico e commerciale.

Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica | modifica wikitesto]

Caserma pontificia

[modifica | modifica wikitesto]

È ubicata all'intersezione tra la strada statale 16 Adriatica e via del Mare, l'asse viario principale di Porto d'Ascoli. Edificio cinquecentesco fortificato, noto anche come Caserma Guelfa, presenta una pianta quadrangolare con chiostro interno e un portale d'ingresso in pietra che conserva lo stemma storico della città di Ascoli. L'edificio è stato per secoli la sede di un'importante dogana pontificia nei pressi del fiume Tronto, che costituiva il confine di Stato con il Regno di Napoli, divenuto poi Regno delle Due Sicilie.[11][12][13][14] In epoca contemporanea i locali interni sono stati parzialmente riconvertiti per ospitare attività di ristorazione.[15][16]

Chiesa della Santissima Annunziata

[modifica | modifica wikitesto]
L'interno della chiesa della Santissima Annunziata

Sorge lungo il tratto iniziale della Via Salaria ed è sede parrocchiale ufficiale dal 1923, anno in cui l'edificio venne distaccato dalla prepositura di Monteprandone. L'interno è arricchito da decorazioni pittoriche realizzate dall'artista marchigiano Giuseppe Pauri.[17][18] Nel 2016 l'edificio ha subito gravi danni strutturali a causa della sequenza sismica del Centro Italia, rimanendo temporaneamente inaccessibile al pubblico; a seguito di completi lavori di restauro e consolidamento, la chiesa è stata riaperta alla comunità nell'autunno del 2019.[19]

Chiesa di Cristo Re

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Cristo Re (San Benedetto del Tronto).

Caratterizzata da una pianta esagonale ispirata ai criteri dell'architettura moderna, la struttura venne progettata nel 1955 dall'architetto Innocenzo Sabbatini. L'edificio fu consacrato il 29 giugno 1961 dal cardinale Luigi Traglia e aperto ufficialmente al pubblico il successivo 2 luglio. Nel 1980 il complesso è stato completato con l'edificazione del campanile all'interno del quale sono alloggiate cinque campane.[20][21][22] All'interno dell'area parrocchiale sorge inoltre l'anfiteatro all'aperto "Karol Wojtyła", impianto capace di ospitare circa 500 spettatori.[23]

Situata all'interno del parco di una proprietà privata (Villa Laureati),[24] la struttura è visibile dal tracciato della strada statale 16 Adriatica. Si tratta di una torre di difesa a base quadrata risalente al XIV secolo, provvista di un apparato a sporgere costituito da beccatelli e caditoie. Costruita in muratura a sacco con paramenti interni ed esterni in laterizio, l'opera faceva parte del sistema fortificato ricostruito dalla città di Ascoli dopo il 1348, in seguito distrutto dalle truppe guidate da Gentile da Mogliano, signore di Fermo.[25][26][11]

Giardino tematico

Ginnastica artistica

[modifica | modifica wikitesto]

La World Sporting Academy ha la propria sede di allenamento e quartier generale presso la tensostruttura per la ginnastica situata all'interno del centro sportivo "Sabatino D'Angelo".[34][35]

La principale realtà calcistica storica del quartiere è stata l'S.S.D. Porto d'Ascoli S.r.l., club dilettantistico fondato nel 1963 che ha raggiunto come apice sportivo la militanza in Serie D. Nel giugno del 2023 la società ha modificato la propria denominazione e i colori sociali, diventando temporaneamente San Benedetto Calcio S.r.l. per poi assumere ufficialmente il nome di U.S. Sambenedettese, ereditando la tradizione cittadina e approdando successivamente in Serie C.[36][37][38][39][40]

Le altre formazioni del territorio sono l'A.S.D. Molo Sud e l'Agraria Club, entrambe iscritte al campionato di Seconda Categoria. Nel 2024 è stato inoltre fondato il Porto d’Ascoli City Football Club, compagine militante in Terza Categoria.[41][42]

Il tratto meridionale del lungomare di San Benedetto del Tronto nei pressi di Porto d'Ascoli.
Lo stesso argomento in dettaglio: Riviera delle Palme (Marche).

La principale risorsa economica del quartiere è il turismo. Porto d'Ascoli è una rinomata stazione balneare inserita nel comprensorio turistico della Riviera delle Palme.[43][44] Il tessuto produttivo locale è inoltre caratterizzato da una forte concentrazione di aziende del settore agroalimentare, specializzate in particolare nel comparto dei prodotti surgelati, che costituiscono un rilevante distretto industriale agroindustriale.[45]

Infrastrutture e trasporti

[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è attraversato longitudinalmente dalla strada statale 16 Adriatica e dall'autostrada A14. Inoltre, il quartiere costituisce il punto terminale della strada statale 4 Via Salaria, che lo collega direttamente a Rieti e a Roma.

La stazione di Porto d'Ascoli, posta lungo la ferrovia Adriatica, funge da scalo di diramazione per la ferrovia Ascoli Piceno-San Benedetto del Tronto. L'impianto è servito da relazioni regionali svolte da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Marche.

Mobilità urbana

[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema di trasporto pubblico urbano e interurbano è garantito da una rete di autolinee extraurbane e locali gestite dalla società Start.

  1. Quartiere Porto d'Ascoli, su italiamappata.it. URL consultato il 21 luglio 2023.
  2. Porto d’Ascoli, su treccani.it. URL consultato il 21 luglio 2023.
  3. Redazione, La Stazione di Porto d’Ascoli ha un parcheggio riqualificato, su ancoraonline.it, 15 dicembre 2012. URL consultato il 16 settembre 2023.
  4. Redazione, Oleandri, rosmarini e berberis colorano il viale della stazione di Porto d’Ascoli, su picenonews24.it, 15 giugno 2017. URL consultato il 16 settembre 2023.
  5. 1 2 Scuola Secondaria di Primo Grado “Luigi Cappella” – ISC Sud di San Benedetto del Tronto, Storia di Porto d’Ascoli e della Sentina, su vecelliobarbara.wordpress.com, 28 aprile 2014. URL consultato il 22 luglio 2023.
  6. REGIO DECRETO 16 luglio 1935, n. 1511 Aggregazione della frazione Porto d'Ascoli del comune di Monteprandone al comune di S. Benedetto del Tronto., su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 22 luglio 2023.
  7. 1 2 Redazione, L’importante ruolo della Parrocchia SS. Annunziata nella storia di Porto D’Ascoli, su ancoraonline.it, 16 luglio 2016. URL consultato l'8 agosto 2024.
  8. Dal Ragnola al Tronto, per l'unificazione territoriale (PDF), su comunesbt.it. URL consultato il 27 dicembre 2024.
  9. Giuliano Bellezza, San Benedetto del Tronto, studio di geografia urbana, 1966
  10. Pier Paolo Flammini, Cambiano i Cap: San Benedetto diventa 63074, su rivieraoggi.it, 29 ottobre 2010. URL consultato il 16 settembre 2023.
  11. 1 2 Patrizia Cicconi, Caserma e Torre Guelfa, fulcro sociale e politico del territorio, su sanbenedettodeltronto.italiani.it, 22 novembre 2019. URL consultato il 21 luglio 2023.
  12. Caserma guelfa, su fondoambiente.it. URL consultato il 21 luglio 2023.
  13. Caserma Guelfa, San Benedetto del Tronto, Ascoli Piceno, su fondoambiente.it. URL consultato il 22 luglio 2023.
  14. Scalamonte Giovanni, Dogana Pontificia, su beniculturali.marche.it. URL consultato il 23 luglio 2023.
  15. Girovagate, L'Osteria Caserma Guelfa a Porto D'Ascoli: tradizione marinara di qualità, su girovagate.com. URL consultato il 23 luglio 2023.
  16. Domenico Liggeri, Osteria Caserma Guelfa a S. Benedetto del Tronto (AP), cucina ittica marchigiana al suo massimo, su storienogastronomiche.it, 13 luglio 2022. URL consultato il 23 luglio 2023.
  17. Chiesa della Santissima Annunziata San Benedetto del Tronto, su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 14 aprile 2020.
  18. Patrizia Cicconi, Chiesa SS. Annunziata, la più antica e prima parrocchia della città, su sanbenedettodeltronto.italiani.it, 17 gennaio 2020. URL consultato il 23 luglio 2023.
  19. Marco Braccetti, FOTO Grande gioia alla Ss. Annunziata, vescovo Carlo: “Questa chiesa rischiava di restare chiusa per anni”, su ancoraonline.it, 21 ottobre 2019. URL consultato il 23 luglio 2023.
  20. Chiesa di Cristo Re San Benedetto del Tronto, su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 14 aprile 2020.
  21. Patrizia Cicconi, Chiesa di Cristo Re: dove la famiglia è protagonista, su sanbenedettodeltronto.italiani.it, 20 dicembre 2019. URL consultato il 23 luglio 2023.
  22. Nicola Rosetti, FOTO La chiesa di Cristo Re: un compendio di teologia, su ancoraonline.it, 8 febbraio 2021. URL consultato il 23 luglio 2023.
  23. Inaugurato l'anfiteatro "Karol Wojtyla" a Porto d'Ascoli, su ilquotidiano.it, 18 giugno 2012. URL consultato il 23 luglio 2023.
  24. Pier Paolo Flammini, La famiglia Laureati vende Villa, Parco e Torre Guelfa. Se ne occupa Engel & Völkers, colosso multinazionale tedesco, su rivieraoggi.it, 18 novembre 2020. URL consultato il 22 luglio 2023.
  25. La Torre Guelfa, su comunesbt.it. URL consultato il 21 luglio 2023.
  26. Torre Guelfa, su regione.marche.it. URL consultato il 21 luglio 2023.
  27. Luisa Roncarolo, La Riviera delle Palme dalla pista ciclabile, su italiaconibimbi.it, 1º febbraio 2016. URL consultato il 21 luglio 2023.
  28. BI9 - Ciclovia Salaria, su bicitalia.org. URL consultato il 21 luglio 2023.
  29. Parco naturalistico del lungomare sud di San Benedetto (PDF), in comunesbt.it. URL consultato il 21 luglio 2023.
  30. I lungomare più belli e affascinanti d'Italia, su initalia.virgilio.it, Virgilio, 11 dicembre 2018. URL consultato il 21 luglio 2023.
  31. Oltre 400 punti luce per illuminare le palme sul lungomare sud, in rivieraoggi.it, 18 aprile 2017. URL consultato il 21 luglio 2023.
  32. Lungomare di Porto d'Ascoli, su visit-sanbenedettodeltronto.it. URL consultato il 21 luglio 2023.
  33. Porto d'Ascoli e il suo bellissimo lungomare, su villaggimarche.com. URL consultato il 21 luglio 2023.
  34. Polemiche per la gestione della tensostruttura per la ginnastica artistica, su laprovinciamarche.it, La Provincia Marche, 25 marzo 2011. URL consultato il 7 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 7 gennaio 2014).
  35. J.H. Mattoni convocata dalla nazionale, continua la polemica sulla Tensostruttura, su ilquotidiano.it, 9 marzo 2012. URL consultato il 7 gennaio 2014.
  36. Il Porto D’Ascoli diventa San Benedetto Calcio: ufficiale l’autorizzazione della FIGC, su seried24.com, 23 giugno 2023. URL consultato il 21 luglio 2023.
  37. Nata la nuova San Benedetto Calcio: Fausto Massi è il presidente, in Cronache Picene, 23 giugno 2023. URL consultato il 21 luglio 2023.
  38. Addio Sambenedettese: Rinasce la San Benedetto Calcio, in il Resto del Carlino, 11 agosto 2023. URL consultato l'11 agosto 2023.
  39. Luca Bassotti, Arriva il placet (e il fax ufficiale): adesso la Sbc può chiamarsi Sambenedettese, in Corriere Adriatico, 10 agosto 2023. URL consultato l'11 agosto 2023.
  40. Davide Balestra, La San Benedetto Calcio è iscritta in Serie D. Arriva il via libera della Covisod, su lanuovariviera.it, 17 luglio 2023. URL consultato il 21 luglio 2023.
  41. Davide Pignotti, Calcio, nasce il Porto d’Ascoli City, su rivieraoggi.it, 12 aprile 2024. URL consultato il 21 aprile 2025.
  42. Davide Balestra, Il Porto d’Ascoli City si presenta: “Siamo dalla parte del talento. La Samb di Massi? Un bene per la città”, su lanuovariviera.it, 25 aprile 2024. URL consultato il 21 aprile 2025.
  43. San Benedetto del Tronto - Una breve presentazione della nostra Città, su comunesbt.it. URL consultato il 21 luglio 2023.
  44. Giampietro De Angelis, Porto d’Ascoli, vocazione di confine con talento turistico, su ilgraffio.online, 17 agosto 2020. URL consultato il 21 luglio 2023.
  45. Centro Agro Alimentare San Benedetto del Tronto, su agroalimentare.it. URL consultato il 21 luglio 2023.
  • Saturnino Loggi, Monteprandone – Porto d’Ascoli. Storia di un territorio, Ascoli Piceno, Capponi Editore Srl, 2016. ISBN 978 88 97066 842
  • Giuseppe Merlini, Porto d’Ascoli, Breve Guida della zona sud della città in Quaderni dell'Archivio storico comunale, San Benedetto del Tronto (AP), 2021

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
  Portale Marche: accedi alle voci di Wikipedia che parlano delle Marche