Liburni

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Liburni
Liburnia 5th BC.PNG
I Liburni nel V secolo a.C.
 
SottogruppiMentori, Imani, Enchelai, Bulini e Peucezi
Luogo d'originecoste adriatiche della Croazia
PeriodoDal I millennio a.C. (cultura dei castellieri)
LinguaLingua liburnica

I Liburni furono un antico popolo marittimo che nel I millennio a.C. abitava le coste settentrionali dell'Adriatico. Per i Romani la loro terra si chiamava Liburnia: una regione costiera a nordest dell'Adriatico tra il fiume Arsa (in croato oggi Raša) in Istria e il fiume Titius (oggi Krka) in Dalmazia.[1] Diedero vita insieme agli Istri (o Histri), agli Iapodi, ai Carni e ad altri gruppi etnici minori alla cultura dei castellieri.

Etnonimo[modifica | modifica wikitesto]

Secondo studi moderni[2] i liburni sarebbero il residuo di popolazioni italiche che nell'età del bronzo erano stanziate nei territori delle attuali Croazia, Slovenia e Dalmazia; con successive migrazioni via terra dei Latino-falisci alla fine dell'età del bronzo, e degli Umbri più tardi all'inizio dell'età del ferro, mentre via mare tra il XII e il X secolo a.C. provenienti dalla Dalmazia migrarono verso le coste italiane i Veneti e i Messapi, i Liburni erano dunque strettamente affini a questi ultimi con costumi marittimi e un grado di civiltà leggermente più avanzato rispetto agli altri Italici.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La loro origine è molto antica e probabilmente da mettere in relazione con i Libu uno dei popoli del mare che invasero l'Egitto alla fine del XIII secolo a.C.. Popolo Venetico fu successivamente illirizzato.[3]

Furono assoggettati dai romani alla metà del II secolo a.C.. Sappiano che nell'inverno del 51/ 50 a.C., Gaio Giulio Cesare si trovava in Gallia cisalpina[4] e che Appiano di Alessandria racconta che, quando il proconsole delle Gallie e dell'Illyricum seppe che i Delmatae avevano occupato la città di Promona dei Liburni, alleati dei Romani, Cesare inviò degli ambasciatori affinché la città fosse restituita ai Liburni. Ottenendone un netto rifiuto, inviò contro di loro un forte distaccamento del suo esercito, che purtroppo venne totalmente distrutto dagli Illiri. Cesare non fu, però, in grado di intervenire nuovamente, poiché non poteva permettersi di intraprendere una nuova guerra, visto che le sue più grandi preoccupazioni erano rivolte a Roma, contro la fazione ostile degli optimates capeggiati da Catone e Pompeo. Una nuova guerra civile era ormai alle porte.[5] Due anni più tardi, nel 48 a.C., sempre Cesare inviò contro di loro, due legioni sotto il comando di un certo Q. Cornifico come questor pro praetore.[6] Quest'ultimo riuscì a battere i Liburni della zona di Iader in uno scontro navale.[7]

I Liburni sono, quindi, menzionati da Appiano di Alessandria nel corso delle campagne militari di Ottaviano in Illirico (35-33 a.C.). Durante questa guerra, Ottaviano pretese la consegna di tutte le navi, in modo da evitare che per il futuro potessero praticare ancora la pirateria.[8]

Società[modifica | modifica wikitesto]

La Liburnia sotto il dominio romano (I secolo)

Alla fine del I millennio a.C. erano dediti alla pirateria e ai commerci marittimi che dall'Adriatico (nella zona di Iader) si spingevano fino al Tirreno.[9] Fondarono anche alcune colonie in Italia: Truentum alla foce del Tronto, e Lyburnus (oggi Livorno), ebbero anche uno scalo a Cuma.

Insegnarono ai Romani l'arte della navigazione, e da loro deriva il nome della nave veloce liburna.[9] Utilizzata per la prima volta durante la battaglia di Azio,[10] fu adottata da Augusto come modello per le sue flotte, risultando la migliore tra le navi a disposizione.[11] Secondo quanto ci racconta Vegezio, le navi liburniche erano normalmente costruite in legno di cipresso, pino domestico o silvestre, larice e abete. Le travi erano fissate con chiodi di bronzo, preferito al ferro che si arrugginisce per l'acqua.[12]

« Sebbene i costi appaiano maggiori, in realtà, poiché il bronzo ha più lunga durata, si ha al contrario un guadagno. Infatti i chiodi di ferro sono rapidamente consumati dalla ruggine con il trascorrere del tempo e a causa dell'umidità, invece quelli di bronzo si conservano bene anche tra le onde del mare. »

(Vegezio, IV, 34.3.)

Organizzazione militare[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Organizzazione militare degli Illiri.

Lingua[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Lingua liburnica.

La lingua liburnica – di carattere indoeuropeo con alcuni elementi pre-indoeuropei – era più affine a quello dei Veneti che a quello delle vicine tribù illiriche. Forse Liburni e Veneti vennero insieme via mare dall'oriente alla fine del II millennio a.C., infatti secondo gli storici antichi, i Veneti provenivano dalla Paflagonia in Asia Minore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Plinio il Vecchio, III, 25.139.
  2. ^ Giacomo Devoto: Dizionario etimologico, Avviamento all'etimologia italiana.
  3. ^ Ai Liburni si deve anche la fondazione di una colonia sul litorale adriatico abruzzese, ribattezzata dai romani Truentum
  4. ^ Cesare, De bello gallico, VIII, 50 passò l'inverno del 51/50 a.C. nella Gallia cisalpina.
  5. ^ AppianoGuerra illirica, 12.
  6. ^ (DE) Friedrich Münzer: Cornificius. In: Paulys Realencyclopädie der classischen Altertumswissenschaft (RE). vol. IV, Stuttgart 1893 segg., Col. 1624 (n.8).
  7. ^ Wilkes 1969, p. 41.
  8. ^ AppianoGuerre illiriche, X, 16.
  9. ^ a b Vegezio, IV, 33.4.
  10. ^ Aulo Gellio, XVII 3; Plinio il Vecchio, IX, 5.13; Appiano, IX De rebus Illyricis, 3; Giovenale, III, 240.
  11. ^ Vegezio, IV, 33.2-3.
  12. ^ Vegezio, IV, 34.2.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti antiche
Fonti storiografiche moderne
  • Alberto Gitti, Liburni, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934. URL consultato il 26 luglio 2015.
  • (EN) J.J. Wilkes, Dalmatia, in History of the provinces of the Roman Empire, Londra, Routledge & K. Paul, 1969, ISBN 978-0-7100-6285-7.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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