Regio V Picenum

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Regione V del Piceno
Regio V Picenum
Mappa indicante la posizione delle regioni dell'Italia augustea
Informazioni generali
Nome ufficiale(LA) regio V Picenum
Dipendente daImpero romano
Amministrazione
Forma amministrativaRegione dell'Italia augustea
Evoluzione storica
Inizio7 d.C.
Causaistituzione delle regioni augustee dell'Italia
Fine292 d.C.
Causariforma amministrativa operata da Diocleziano
Preceduto da Succeduto da
- Picenum Suburbicarium
Cartografia
V - PICENUM.svg
Mappa schematica della Regio V Picenum

La Regio V Picenum è la quinta regione romana in epoca augustea.

Denominazione[modifica | modifica wikitesto]

Pur non avendo all'epoca le regioni augustee un nome ufficiale la regione è nota oggi come Regio V Picenum, dal nome della popolazione che qui abitava prima della conquista romana, i Piceni. Nella regio V fu incluso anche il territorio dei Pretuzi (ager Pretutianus)

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Corrispondeva al territorio delle attuali Marche, a sud del fiume Esino, dell'attuale Provincia di Teramo e parte dell'attuale provincia di Pescara in Abruzzo, compreso grosso modo tra il fiume Esino a Nord, l'Adriatico ad Est, l'Appennino a Ovest e il fiume Saline a Sud.

Una descrizione del territorio della Regio V è presente nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio (Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, Libro III, paragrafi 110-111)[1] con l'elenco delle città che con i propri territori costituivano la regione.

«La quinta è la regione del Piceno, un tempo densamente popolata: erano 360000 i Piceni che si arresero al popolo romano. Furono originati dai Sabini, in seguito al voto di una primavera sacra. I loro possessi si estendevano fino al fiume Aterno, dove è ora il territorio di Atri con l'omonima colonia, distante 6 miglia dal mare. Procedendo da Atri, si incontrano il fiume Vomano, il territorio dei Pretuzi e quello dei Palmensi; Castro Nuovo; il fiume Batino; Tronto, col fiume omonimo, la sola città dei Liburni rimasta in Italia; i fiumi Albula, Tesino ed Elvino, il corso dei quali segna la fine del territorio dei Pretuzi e l'inizio di quello dei Piceni. Seguono la città di Cupra, il castello di Fermo e, all'interno, in corrispondenza di questo, la colonia di Ascoli, la più famosa del Piceno interno, e Novana. Sulla costa vengono poi Cluana, Potenza, Numana fondata dai Siculi così come la colonia di Ancona, sita sul promontorio del Conero proprio sul gomito della costa che si ripiega; dista 183 miglia dal Gargano. All'interno si trovano Osimo, i Beregrani, Cingoli, Cupramontana, Falerone, Pausula, Planina, Ricina, Septempeda, Tolentino, Treia e Urbisalvia, abitata dai Pollentini.»

(Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, III, 112)

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Cartina della Regio V Picenum e VI Umbria

La quinta regione era percorsa da due tra le più importanti strade romane:

  • la via Salaria, che passando per Ascoli giungeva a Porto d'Ascoli;
  • la variante meridionale della via Flaminia[2], che passava per Septempeda e raggiungeva il mare ad Ancona, per poi proseguire lungo la costa con due ramificazioni, una delle quali era diretta a Fano (dove si ricongiungeva al ramo settentrionale della stessa strada) e l'altra invece a Porto d'Ascoli, dove si ricongiungeva alla Salaria.

L'interno della regione era invece servito dalla via Salaria Gallica.

Le città della Regio V[modifica | modifica wikitesto]

La Regio V comprendeva il territorio di diverse città. Plinio il Vecchio enumera le 24 città principali oltre ad altre località secondarie, di queste città oggi 19 ricadono nella regione Marche[3], 5 nell'Abruzzo:

Le città della Regio V
Nome latino Nome attuale[4] Zona Regione attuale Fondazione Tribù Note
Ancon o Ancona Ancona Piceno Marche greca Lemonia
Asculum Ascoli Piceno Piceno Marche picena Fabia
Auximum Osimo Piceno Marche Velina
Beregra vicino a Civitella del Tronto o Montorio al Vomano Abruzzo
Castrum Novum Giulianova ager Pretutianus Abruzzo romana Papiria
Castrum Truentinum Martinsicuro Piceno Abruzzo liburna?
Cingulum Cingoli Piceno Marche Velina
Cluana Civitanova Marche Piceno Marche
Cupra Maritima vicino a Cupra Marittima Piceno Marche Velina
Cupra Montana vicino a Sant'Eleuterio di Cupramontana Piceno Marche Velina municipio a costituzione duovirale[5]
Falerio vicino a Falerone Piceno Marche Velina
Firmum Picenum[6] Fermo Piceno Marche Velina
Hadria Atri ager Hadrianus Abruzzo Maecia
Interamnia Teramo ager Pretutianus Abruzzo petruzia Velina
Novana vicino a Montedinove Piceno Marche
Numana Numana Piceno Marche toponimo attestato anche come Humana
Pausulae vicino a San Claudio al Chienti, Corridonia Piceno Marche Velina
Planina vicino a San Vittore di Cingoli Piceno Marche Velina
Potentia vicino a Santa Maria a Potenza, Porto Recanati Piceno Marche Velina
Ricina a Villa Potenza di Macerata Piceno Marche ipotesi di una fondazione romana su precedente insediamento piceno Velina chiamata anche Helvia Recina perché Settimio Severo nel 205 la ribattezzò col nome di Helvia Recina Pertinax, in onore del suo predecessore l'Imperatore Publio Elvio Pertinace.
Septempeda San Severino Marche Piceno Marche Velina
Tolentinum Tolentino Piceno Marche Velina
Trea vicino a Treia Piceno Marche Velina
Urbs Salvia vicino a Urbisaglia Piceno Marche Velina

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Piceni et Vestinorum, Pelignorum, Marrucinorum; ac Frentanorum agri descriptio, 1624 - Philip Clüver

Nell'età del ferro era abitata dalla popolazione dei Piceni (inumatori), a differenza dei vicini Villanoviani, che erano incineratori.

La cultura materiale della zona picena meridionale ha forti affinità con la costa orientale dell'Adriatico, così come il vasto impiego di ambra nel periodo orientaleggiante (circa VII secolo a.C.) sembra indicare stretti contatti commerciali con le zone adriatiche settentrionali.

La regione entrò a far parte del territorio romano nel III secolo a.C.

Fu luogo natale del senatore e console romano Gneo Pompeo Strabone, padre di Pompeo Magno.

Nell'Editto di Diocleziano si menzionava che il vino del Picenum era considerato il vino più costoso, insieme al Falerno.[7] Il Vinum Hadrianum, prodotto nel Picenum,[8] presso la città di Hadria, era ritenuto da Plinio tra i più apprezzati.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi il passo nella wikisource latina
  2. ^ Luca Antonelli, I Piceni: corpus delle fonti: la documentazione letteraria, L'ERMA di BRETSCHNEIDER, 2003, ISBN 9788882652425. L'autore si basa su testi di Strabone (geografia), di Sidonio Apollinare e sull'Itinerario Antoniniano, tutti riportati nel libro (testi 3, 14 e 20).
  3. ^ Nell'attuale territorio della regione Marche erano presenti in epoca romana 35 città romane, 19 nella Regio V e 16 nella Regio VI. Fonte: Archeologia nelle Marche, Mario Luni, 2003, pag. 136, ISBN 88-392-0744-9
  4. ^ Se non c'è continuità urbanistica tra la città romana ed insediamento attuale, viene indicato la località attuale più vicina al sito urbano antico preceduta da "vicino a"
  5. ^ Fonte epigrafica: CIL IX, 5707
  6. ^ Φίρμον Πικενόν, in STRABONE, Chr. estomathiae, 241 (citato in ROCCI, Vocabolario Greco-Italiano, Città di Castello, 1974, pag. 1969)
  7. ^ The Common People of Ancient Rome, by Frank Frost Abbott, su gutenberg.org. URL consultato il 18 marzo 2020.
  8. ^ (EN) Andrew Dalby, Food in the Ancient World from A to Z, Routledge, 15 aprile 2013, p. 171, ISBN 978-1-135-95422-2. URL consultato il 18 marzo 2020.
  9. ^ (EN) Merton Sandler e Roger Pinder, Wine: A Scientific Exploration, CRC Press, 19 dicembre 2002, p. 66, ISBN 978-0-203-36138-2. URL consultato il 18 marzo 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nereo Alfieri, La regione V dell'Italia augustea nella «Naturalis Historia», in Plinio il Vecchio sotto il profilo storico e letterario, II, Como 1982, pp. 199–219
  • Nereo Alfieri, Scritti di topografia antica sulle Marche, a cura di Gianfranco Paci, Editrice Tipigraf, 2000, ISBN 88-87994-09-9
  • Mario Luni, Archeologia nelle Marche, 2003, ISBN 88-392-0744-9

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Picenum1 - telemaco.unibo, su telemaco.unibo.it. URL consultato il 25 ottobre 2007 (archiviato dall'url originale il 6 gennaio 2006).
Controllo di autoritàVIAF (EN316413594