Treia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il comune tedesco, vedi Treia (Germania).
Treia
comune
Treia – Stemma Treia – Bandiera
Treia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Macerata-Stemma.png Macerata
Amministrazione
Sindaco Franco Capponi (lista civica Treia 2020) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 43°18′40.93″N 13°18′46.99″E / 43.311369°N 13.313053°E43.311369; 13.313053 (Treia)Coordinate: 43°18′40.93″N 13°18′46.99″E / 43.311369°N 13.313053°E43.311369; 13.313053 (Treia)
Altitudine 342 m s.l.m.
Superficie 93,54 km²
Abitanti 9 403[1] (31-12-2015)
Densità 100,52 ab./km²
Frazioni Camporota, Chiesanuova di Treia, Passo di Treia, Santa Maria in Selva
Comuni confinanti Appignano, Cingoli, Macerata, Pollenza, San Severino Marche, Tolentino
Altre informazioni
Cod. postale 62010
Prefisso 0733
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 043054
Cod. catastale L366
Targa MC
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 2 040 GG[2]
Nome abitanti treiesi
Patrono san Patrizio
Giorno festivo 17 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Treia
Treia
Treia – Mappa
Posizione del comune di Treia nella provincia di Macerata
Sito istituzionale

Treia è un comune italiano di 9 403 abitanti[1] della provincia di Macerata.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Treia è un comune situato a nord della valle del Potenza. Il centro storico è posto su una lunga e stretta sella di arenaria dalla quale è visibile tutta la valle.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'antica Treia sorgeva nella zona del Santuario del Santissimo Crocifisso, ove in un campo è ancora visibile la forma di un anfiteatro, ed è possibile ancora trovare frammenti di epoca romana, oltre a quelli inseriti nei muri del convento. Fondata o dai Piceni in epoca pre-romana o dai Sabini intorno al IV secolo a.C., prende nome da quello della dea Trea-Jana, divinità di origine greco-sicula che qui era venerata; prima colonia romana, poi municipio (109 a.C.), raggiunse una buona estensione urbana e notevole importanza militare. Treia fu distrutta una prima volta dai Visigoti nel V secolo e poi, tra il IX e X secolo, dai Saraceni, per cui gli abitanti la ricostruirono su tre piccoli colli vicini che permettevano una più facile difesa, dandole anche il nuovo nome di Montecchio (Monticulum o Monteclum: piccolo monte).

Fece parte del Ducato dei Varano di Camerino, fu sotto il dominio di Francesco Sforza, e passò poi allo Stato della Chiesa, riuscendo comunque, intorno all'XI-XII secolo, a darsi un proprio ordinamento comunale (nel 1157 si fa menzione dei due consoli) e ad avere una precisa fisionomia, tanto che fu costruito un imponente sistema difensivo comprendente i tre castelli dell'Onglavina, dell'Elce e del Cassero, la poderosa cerchia muraria e le diverse porte d'accesso. Nell'ambito dei contrasti tra Papato e Impero, la città fu cinta d'assedio una volta nel 1239, dall'esercito di re Enzo, figlio naturale di Federico II, e nel 1263, da quello di Corrado d'Antiochia, nipote di Federico II, sempre senza successo. Riuscirono anzi a far prigioniero lo stesso Corrado (si narra fingendo di arrendersi e calando la saracinesca della porta appena entrato Corrado con tutto lo stato maggiore), che però tornò in libertà dopo due mesi di prigionia nel castello del Cassero, forse per il tradimento del podestà Baglioni, lasciatosi corrompere dal nemico.

Nel 1790 Pio VI con la bolla "Emixum animi nostri stadium" del 2 luglio la eresse al rango di "città", con l'antico nome di Treia. A lui fu dedicato nel 1795 il monumento nella piazza di fronte al palazzo comunale e dominante l'antica arena del gioco del pallone col bracciale, oggi parcheggio. Treia fece parte dello Stato della Chiesa fino al 1860 quando, dopo la battaglia di Castelfidardo, fu annessa al Regno d'Italia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Persone legate a Treia[modifica | modifica wikitesto]

  • Beato Pietro da Treia (Montecchio, oggi Treia, 1227 - Sirolo, 1304), appartenente all'Ordine dei Frati Minori, asceta e predicatore irresistibile, famoso per visioni ed estasi[5], vissuto nel convento di San Francesco (XIII secolo) di Sirolo, dove ebbe la visione di San Michele Arcangelo, il quale in segno di gratitudine per la Quaresima che il santo praticava in preparazione della sua festa del 29 settembre, gli procurò la grazia dell'esperienza impareggiabile della certezza del perdono dei peccati. Il corpo del beato Pietro da Treia, compatrono di Sirolo, riposa nella chiesa del SS. Rosario della cittadina del Conero, dove fu trasferito dopo che il convento francescano di Sirolo fu demolito alla fine dell'Ottocento a seguito delle vicende legate alla soppressione degli ordini religiosi;
  • Fulvio Androzio (Treia, 1523 - Ferrara, 1575), gesuita e scrittore;
  • Giovanni Pellicani (Treia, 1518 - Roma, 1594), giurista. Fu rettore all'Università di Macerata, governatore di Perugia e presidente della Romagna nel 1587, senatore di Roma dal 1585 al 1587. Riformò le costituzioni di Ascoli Piceno e di Avignone;
  • Ilario Altobelli (Treia, luglio 1560 - 31 ottobre 1637), astronomo. Frate minore conventuale, fu contemporaneo e amico di Galilei contribuendo al sostegno delle sue tesi scientifiche. Scoprì i satelliti di Saturno e osservò tra i primi la stella "nova" che creò molte discussioni tra gli astronomi del suo tempo, dandone conto nel "De nova stella" del 1628. Mise anche a punto un sistema di proiezione ortografica della sfera celeste molto elogiato. Dal 1604 fu professore di matematica e astronomia all'università di Verona. Famose le sue “Tabulae regiae astronomicae” del 1628;
  • Luigi Lanzi (Treia, 14 giugno 1732 - Firenze, 31 marzo 1810), abate, archeologo e storico dell'arte , è l'artefice dell'attuale selezione e dell'allestimento museale degli Uffizi di Firenze. Opera principale è la "Storia pittorica d'Italia", edita in diverse edizioni a partire dal 1796, la prima storia critica dell'arte italiana. È sepolto a Firenze in Santa Croce;
  • Francesco Ansaldo Teloni (Treia, 8 ottobre 1760 - Macerata, 31 gennaio 1846), vescovo;
  • Nicola Grimaldi (Treia, 1768 - Roma, 1845), cardinale. Ebbe prestigiosi incarichi sotto Pio VII, Leone XII, Pio VIII e Gregorio XVI, che lo nominò Governatore di Forlì;
  • Carlo Didimi (Treia, 6 maggio 1798 - 4 giugno 1877), giocatore di pallone col bracciale (a lui è dedicata un'ode del Leopardi);
  • Silverio Capparoni (Roma, 18 giugno 1831 – Roma, 28 gennaio 1907), dipinse il sipario del Teatro di Treia con storie di Corrado d'Antiochia;
  • Ageo Arcangeli (Treia, 7 febbraio 1880 - Roma, 14 maggio 1935), giurista. È stato uno dei massimi esperti di diritto commerciale. Dopo gli studi a Macerata insegnò a Urbino, Camerino, Perugia, Sassari, Macerata, Parma e Bologna, infine a Roma dal 1930. Insieme a Rocco, cui si è legato il codice penale del tempo, fu tra i giuristi più noti che aderirono al fascismo, occupandosi del diritto agrario e della politica agraria del regime;
  • Pacifico Arcangeli (Treia, 14 marzo 1888 - Monte Grappa, 6 luglio 1918), cappellano militare, medaglia d'oro al valor militare;
  • Dolores Prato (Roma, 10 aprile 1892 - Anzio, 13 luglio 1983), scrittrice il cui romanzo "Giù la piazza non c'è nessuno" (Premio Lerici 1981) è ambientato a Treia;
  • Maurizio Mattei (Macerata, 27 febbraio 1942), residente a Treia, arbitro di calcio, nonché dirigente dell'Associazione Italiana Arbitri;
  • Federico Melchiorri (Treia, 6 gennaio 1987), calciatore italiano, attaccante del Cagliari Calcio.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune vanta diverse società sportive: Treia stessa è la sede dell'Aurora Treia, club storico della città. Fondata nel 1966, l'Aurora milita attualmente in Promozione, e può anche vantare due formazioni di calcio a 5: la prima milita nella Serie C2 gestita dalla LND, mentre la seconda milita nella Serie A del CSI.

Nel 2013 è stata fondata un'ulteriore società nel capoluogo comunale, la Treiese, la cui squadra di calcio milita in Terza Categoria; la formazione di calcio a 5 prende invece parte alla Serie B del CSI. Il club è inoltre attivo in molte altre discipline sportive, come la pallacanestro, la pallavolo ed il tamburello.

Il Futsal Passo Treia, club di calcio a 5 dell'omonima frazione, disputa anch'esso la Serie C2 della LND.

Anche nella frazione di Chiesanuova risiedono due squadre di calcio: il Chiesanuova, che milita in Promozione, ed il Libertas Chiesanuova, iscritto in Terza Categoria.

La frazione di Santa Maria in Selva ospita le partite di Terza Categoria dell'Abbadiense.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Le Cucine Lube, sponsor principale della Volley Lube, hanno sede nel comune treiese. Il team ha iniziato la sua ascesa nel mondo della pallavolo proprio a Treia, trasferendosi successivamente, per motivi logistici, nella città di Macerata, dove rimarrà per quasi quindici anni. In seguito, nel 2014, la società si "frammenta": il settore giovanile rimane nel capoluogo provinciale, le attività amministrative si svolgono a Treia e la squadra disputa la sue partite a Civitanova.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Giuseppe Cassio, Il grande dipinto dei Protomartiri francescani a Treia. Analisi iconografica e nuove ipotesi interpretative, in Il Santo. Rivista francescana di storia dottrina arte 54 (2014), pp. 141-151.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ cfr. San Francesco d'Assisi, "Fioretti", cap. 42; FF 1879 – 1880

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN243547853 · GND: (DE4268439-0
Marche Portale Marche: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Marche