Giulianova

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Giulianova
comune
Giulianova – Stemma Giulianova – Bandiera
Giulianova – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Teramo-Stemma.png Teramo
Amministrazione
Sindaco Francesco Mastromauro (PD) dal 23-6-2009
Territorio
Coordinate 42°45′09.06″N 13°57′24.07″E / 42.752517°N 13.956686°E42.752517; 13.956686 (Giulianova)Coordinate: 42°45′09.06″N 13°57′24.07″E / 42.752517°N 13.956686°E42.752517; 13.956686 (Giulianova)
Altitudine 68 m s.l.m.
Superficie 28 km²
Abitanti 24 050[1] (31-12-2015)
Densità 858,93 ab./km²
Frazioni Case di Trento, Colleranesco, Villa Volpe
Comuni confinanti Mosciano Sant'Angelo, Roseto degli Abruzzi, Tortoreto
Altre informazioni
Cod. postale 64021
Prefisso 085
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 067025
Cod. catastale E058
Targa TE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti giuliesi
Patrono San Flaviano, Patriarca di Costantinopoli e Martire e Maria santissima dello Splendore
Giorno festivo 22 aprile e 24 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Giulianova
Giulianova
Posizione del comune di Giulianova all'interno della provincia di Teramo
Posizione del comune di Giulianova all'interno della provincia di Teramo
Sito istituzionale

Giulianova (Gigljië in dialetto giuliese, ['dʒiʎʎə]) è un comune italiano di 24.014[2] abitanti della provincia di Teramo in Abruzzo. Città storica, possiede una forte vocazione commerciale e turistica, e si colloca fra le più frequentate stazioni balneari del Medio Adriatico. È il dodicesimo comune della regione per popolazione[3] e terzo (secondo come città) della provincia di appartenenza[4]. Dal 2000 si è spesso fregiata dalla Bandiera Blu.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il suo territorio si estende per 27 km², tra i confini naturali formati dal fiume Salinello, a Nord, e dal Tordino, a Sud. Ad occidente confina con Mosciano Sant'Angelo, a mezzogiorno con Roseto degli Abruzzi, a settentrione con Tortoreto e ad oriente con il mare Adriatico.

La città è sede di uno dei quattro porti della regione abruzzese, l'unico della provincia. L'abitato si articola in due agglomerazioni principali saldatesi fra di loro negli ultimi decenni: Giulianova propriamente detta, conosciuta anche come Giulianova Paese o Giulianova Alta, e Giulianova Lido o Giulianova Spiaggia. La prima comprende il centro storico e si estende su una collina di modesta altitudine (68 m s.l.m.) a circa un chilometro dalla linea costiera, mentre il Lido è costituito dalla parte più moderna e turistica, sviluppatasi nel corso del Novecento sulle rive dell'Adriatico.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Giulianova è di tipo temperato caldo[5] con inverni relativamente tiepidi ed estati contraddistinte da temperature elevate, ma non torride. Le temperature medie del mese più freddo, gennaio, sono generalmente comprese fra i 6 °C e gli 8 °C mentre quelle di luglio si collocano fra i 24 °C e i 26 °C.[6] (la temperatura estrema minima riscontrata è di -2,5 °C, quella massima di 36 °C) A titolo puramente indicativo si riportano qui di seguito le temperature medie mensili di Nereto, la stazione meteorologica di riferimento di Giulianova, situata a circa 15 km di distanza in linea d'aria.[7]

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Tp. md. (°C) 6,6 7,5 10,3 13,9 18,1 22,1 24,9 24,9 21,6 16,8 11,8 8,7 15,6

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età romana: Castrum Novum Piceni[modifica | modifica wikitesto]

La presenza umana nel territorio di Giulianova è documentata fin da epoca neolitica e il ritrovamento di resti e ruderi di antichissime origini certificano l'esistenza di un nucleo abitato (probabilmente col nome di Batinus) che ebbe vita e civiltà più antiche della stessa capitale del Pretuzio (Interamnia, l'attuale Teramo)[8]. Giulianova iniziò tuttavia ad avere connotazioni propriamente urbane agli inizi del III secolo a.C., allorché i romani crearono presso le foci del Tordino, a meno di due chilometri dall'attuale centro storico, una nuova colonia, fra le prime del Supremum Mare, denominata Castrum Novum (o Castrum Novum Piceni).

Castro Novo nella Tabula Peutingeriana

L'impianto murario sembrava discostarsi da quello tradizionale romano, assecondando le difese naturali del terreno e, seppure la parola Castrum indicava un castello, un luogo fortificato, la colonia seppe sviluppare, accanto alle originarie funzioni militari, anche quelle proprie di un attivo centro mercantile e di un nodo di comunicazioni di una certa rilevanza, divenendo col tempo emporio e principale strumento del commercio dell'Agro Pretuziano[9] Alla base di tale sviluppo vi fu un porto capace e la prossimità della Via Cecilia, un ramo della Via Salaria. Sita a 18 miglia da Castrum Truentinum (l'attuale Martinsicuro), secondo Peutinger, o più probabilmente a 12, come aveva calcolato Cluverio[10]. Citata da Velleio Patercolo e da Strabone[11], da Plinio e da Tolomeo, si dotò di bagni termali (I secolo) ed ebbe un suo prefetto. Forse raggiunse in età imperiale un perimetro di due chilometri. Durante le guerre puniche restò fedele a Roma e fu successivamente ascritta alla tribù Mecia. A confermare l'importanza della città in epoca romana, le tante testimonianze rinvenute nel tempo: iscrizioni lapidarie, fusti di colonne, capitelli istoriati di colore turchino, lastre di marmo adorne di sculture e arabeschi, una grotta (probabilmente in opus signum), antichi sepolcri, lucerne ed anfore, figure ed idoletti. Inoltre, gli strati murari del sottosuolo, e un tesoretto monetale scoperto nel 1828, fanno pensare a più di una devastazione subita dalla città nel corso dei secoli.[12].

Età medievale: da Kàstron Nòbo a Castrum Sancti Flaviani[modifica | modifica wikitesto]

In età tardo-imperiale (V secolo), l'abitato di fondazione romana subì una contrazione demografica e la zona originaria (nei pressi della Chiesa di Santa Maria a Mare) rimase spopolata, sia a causa delle invasioni barbariche, sia, probabilmente, per l'eccessiva vicinanza al fiume Tordino. Delle frammentarie notizie riguardanti il periodo immediatamente successivo, si sa che durante il VI secolo, il castrum bizantino portava il nome di Kàstron Nòbo, come menziona lo scrittore dell'epoca Giorgio Ciprio. Grazie tuttavia alla strategica posizione ed alla fruizione degli impianti portuali romani, l'insediamento mantenne un ruolo commerciale e difensivo di una certa importanza. Nello stesso periodo, inoltre, fu innalzato un tempio fuori le mura, a settentrione, che in futuro sarà dedicato a San Flaviano e che a causa della sua ubicazione, fu spesso sconvolto da incursioni, saccheggi ed eventi bellici.

In età età altomedievale l'abitato assunse il nome di Castrum Sancti Flaviani (o Castrum in Sancto Flaviano o ancora Castrum Divi Flaviani) in ricordo di San Flaviano, Patriarca di Costantinopoli e Martire, le cui spoglie, secondo una leggenda, sarebbero state portate in Italia nel V secolo. Originariamente dirette a Ravenna, avrebbero raggiunto miracolosamente le coste giuliesi, il 24 novembre, a seguito di una tempesta che costrinse l'imbarcazione che le trasportava a trovare rifugio nel litorale abruzzese. In onore e memoria dell'accaduto fu eretto sulla costa, un tempio di notevoli dimensioni, finanziato persino da Carlo Magno e oggi non più esistente. Successivamente, a partire dal XII o XIII secolo, l'abitato iniziò ad essere conosciuto come Castel San Flaviano. Esso fu centro importante, ricco, prestigioso, culturalmente vivace (diede i natali ai celebri giuristi Taddeo e Berardo di San Flaviano), commercialmente attivo, grazie al suo porto dotato di un hospitium per pellegrini e degenti, non distante dalla Chiesa di Santa Maria a Mare, che gli studiosi vogliono come punto di riferimento spirituale per gli imbarchi in Terra Santa. Si pensava ad un collegamento con i Templari, la si tracciava, a detta del canonico alsaziano Joseph Anton Vogel, quale sede episcopale, fiorente di ordini religiosi ed edifici sacri, dimora dei papi Clemente II e Lucio III e dell'imperatore Enrico III il Nero.

Il borgo fece parte, in età medievale, del Regno ostrogoto, del Ducato di Spoleto, del Regno di Sicilia e, infine del Regno di Napoli. Nella seconda metà del XIV secolo entrò in possesso della ricca e potente famiglia degli Acquaviva che ne fece una delle sue residenze principali fino alla distruzione avvenuta nel luglio del 1460 a seguito della sanguinosa battaglia di San Fabiano d'Ascoli o San Flaviano d'Ascoli (da taluni definita anche battaglia del Tordino), combattuta nei pressi della città fra aragonesi e angioini capitanati rispettivamente da Alessandro Sforza (coadiuvato da Federico da Montefeltro) e da Jacopo Piccinino.[13]Successivamente a questa battaglia gli uomini capitanati da Matteo da Capua, a cui si aggiunsero alcuni degli Spennati, provenienti da Teramo, saccheggiarono e bruciarono quel che restava dell'antico abitato.[14]

Età rinascimentale: Giulia, la "città ideale"[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ducato di Atri.
Giulio Antonio Acquaviva d'Aragona, fondatore della città e lo stemma della casata(leone rampante azzurro lampassato di rosso su fondo oro) dopo l'assunzione dell'appellativo "d'Aragona"(frange verticali rosse su fondo dorato) e Regno di Sicilia (Aragona con aquile sveve).

Undici anni più tardi, nel 1471, Giulio Antonio Acquaviva, duca d'Atri e signore del luogo, che già aveva provveduto alla riedificazione delle città di Conversano e di Atri, preferì ricostruire Castel San Flaviano, quella che di più l'avrebbe coinvolto ed attratto e che sarebbe divenuto il principale centro dei suoi possedimenti. La città non sarebbe però stata eretta sulle sue rovine, bensì su un'altura situata a circa settanta metri sul livello del mare, a breve distanza dall'anteriore centro abitato. Il 31 maggio 1471 Ferdinando I di Napoli emise un diploma mediante il quale si autorizzava Giulio Antonio Acquaviva a riedificare San Flaviano sul luogo che egli stesso aveva prescelto. Il nuovo nucleo prese da lui il nome di Giulia o Giulia nova e Julia o Julia nova.[15] A ricordare agli abitanti le motivazioni della fondazione di Julia Nova, il vescovo di Teramo Giannantonio De Teolis pose un'iscrizione sulla porta delle mura che collegava il paese alla zona marina (Porta Marina), che recitava in latino: "O forestiero, quel tu sia, che giungi - a queste mura aderte, ti sia noto - che ogni casa mutò di luogo e di nome - poscia che fu abbandonata, e per più avverso Cielo - E mira i campi, che un dì furono deserti - dei fuggiaschi coloni, ed or con queste - messi fan colma la nativa gioia."[16] Nel corso dell'Ottocento caddero in disuso i termini di Julia e Julia nova, e mentre Giulia diede origine al gentilizio della popolazione (giuliese) il toponimo di Giulia nova o Giulianova si impose definitivamente, anche a livello ufficiale, ed è da oltre un secolo l'unico con cui la città è conosciuta[17]. Riguardo l'araldica, fu nel momento del trasferimento dalla vecchia Castel San Flaviano distrutta, alla nuova città, che gli abitanti presero per loro stemma l'effigie di Giuliantonio a cavallo, che andò a soppiantare l'impresa usata fino a quel tempo, la quale era costituita da un castello con una torre all'angolo ed attorniata dal motto: S.CV.PA.ET.DO.H.IS. (ossia "Sit cum Patre et Domino Honor Jesu Cristo").[18]

Il progetto della cittadella desta fra gli studiosi particolare interesse, specie nella ricerca dell'autore. Pare fu affidato dal duca ad un architetto locale, che lo portò a compimento nel 1472[19], ispirandosi a quei criteri di razionalità tipici dell'età rinascimentale. I lavori di costruzione si protrassero per alcuni decenni e si configurarono come un'impresa di ampio respiro, fortemente voluta dal duca che talvolta seguì personalmente l'opera, ma che più spesso si avvalse di persone di fiducia, fra cui Giovanni Antonio, suo primogenito e Sulpizio, suo figlio naturale[20]. Va ricordato che Giulio Antonio Acquaviva, oltre ad essere un noto condottiero, fu uomo di cultura, con una conoscenza personale delle più prestigiose corti dell'Italia del tempo e delle nuove tendenze architettoniche che ebbero in Leon Battista Alberti e Francesco di Giorgio Martini, due fra i massimi interpreti. Fu per questo che per anni, la progettazione di questo modello abruzzese di città ideale fu attribuita a nomi del calibro di Baccio Pontelli e ancor più fortemente, dello stesso Martini, dato il legame dell'Acquaviva con la corte di Urbino, in cui entrambi gli architetti furono decisamente attivi, e in particolare il collegamento con alcune tarsie ritraenti cittadelle fortificate del tutto similari a Giulia, presenti nello Studiolo di Federico da Montefeltro. La non coincidenza di alcune date portò, tuttavia, a smentire ad oggi queste ipotesi. Secondo gli ultimi studi, si pensa che ad ideare l'impianto urbanistico della città sia stato lo stesso architetto che ideò quello di Pienza. Questa tesi è avvalorata da alcune somiglianze fra i centri storici di Giulianova e di Pienza, quali accorgimenti antiprospettici. Inoltre il duca Giulio Antonio era in contatto con figure che lavorarono a Pienza, forse lo stesso Pontelli, e probabilmente fu lui stesso a commissionare la pianificazione dell'abitato all'urbanista dei Piccolomini.

La Giulianova rinascimentale

Il centro abitato originario, in parte conservatosi fino ai giorni nostri, era interamente racchiuso entro una poderosa cinta muraria della forma di un quadrilatero irregolare, difeso da otto torrioni di cui uno integrato nel palazzo ducale.[21] L'impianto della città era di tipo radiocentrico imperniato su un nucleo monumentale costituito dal Palazzo degli Acquaviva, dalla fontana pubblica e, soprattutto, dall'ampio Duomo ottagonale che dominava l'Adriatico. La cittadella, progettata per accogliere un migliaio di residenti, ebbe inizialmente una popolazione esigua, composta in massima parte da immigrati di altri stati italiani o provenienti dall'Europa orientale. Fra questi ultimi vi erano dieci albanesi, quattro croati non ben identificati e tre greci mentre fra gli italiani si segnala la presenza di ben quindici lombardi oltre ad alcuni veneti e romagnoli, un ragusino, un marchigiano e un solo abruzzese[22]. Raggiunse e superò i mille abitanti solo alla metà del XVI secolo (358 fuochi)[23]. L'abitato era costituito da una via principale, o corso, di otto metri circa di larghezza e che organizzava lo spazio urbano circostante, con vie non anguste su cui si affacciavano edifici di uno o due piani atti ad ospitare nuclei monofamiliari. Pur presentando un carattere eminentemente castrense offriva ai suoi residenti strutture urbane e abitative che per l'epoca erano salubri e funzionali.

Età moderna e contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Vittorio Emanuele II, negli anni '20

Nei secoli successivi Giulianova subì alcuni devastanti saccheggi: nel XVI secolo da parte dei Lanzichenecchi, e, in età napoleonica, da parte dei francesi che distrussero l'Archivio ducale. Subito dopo il compimento dell'unità nazionale fu la prima città dello scomparso Regno delle Due Sicilie ad essere visitata il 15 ottobre 1860 dal re Vittorio Emanuele II, per onorare l'amicizia che lo legava agli Acquaviva. Per commemorare l'evento venne eretta successivamente, sulla ottocentesca piazza della Libertà, una bella statua bronzea del sovrano ad opera dello scultore giuliese Raffaello Pagliaccetti. Il progetto originario prevedeva che poggiasse su un maestoso basamento, ma le vicissitudini portarono alla realizzazione dell'attuale, di più modeste fattezze. Dopo l'abbattimento di parte delle mura (1860) determinato dall'aumento della popolazione e della conseguente richiesta di spazio, la città iniziò ad estendersi sul resto delle collina e in direzione dell'Adriatico dove si costituì, a seguito dell'apertura del tratto ferroviario Ancona-Pescara, l'abitato di Borgo Marina (fine dell'Ottocento) primo nucleo di Giulianova Lido.

Una delle numerose ville liberty sorte fra ottocento e novecento

Furono anni di grande fermento infrastrutturale: oltre alla già citata piazza Vittorio Emanuele II, nacquero l'elegante terrazza del Belvedere, la stazione ferroviaria e furono avviati i lavori del porto. La Marina iniziò dunque il suo processo di emancipazione dal capoluogo, e si apprestò col tempo a diventare da frazione, vera e propria città nuova, che presto avrebbe superato, con ampi margini, il numero di abitanti del nucleo storico e visto traboccare fra le sue strade parte degli uffici amministrativi e dei locali pubblici non più solo appannaggio della città vecchia, divenendo anzi centro della vita commerciale.

Il Kursaal, nel dopoguerra noto come Albergo Lido, fu la culla della vita mondana cittadina

Nei primi decenni del Novecento divenne un'elegante punto di riferimento balneare della riviera adriatica e sorsero splendide ville liberty che ancora oggi costeggiano il lungomare e il viale dello Splendore, nella parte alta della città. In quegli anni venne edificato anche il lussuoso albergo Kursaal, oggi adibito a congressi e mostre e durante il ventennio fascista venne realizzato il grande Lungomare Monumentale, su progetto di Giuseppe Meo, che si ispirava al viale della Vittoria di Bengasi, ideato dal celebre Arnaldo Foschini. Nel corso dell'ultima guerra la città fu sconvolta da alcuni bombordamenti aerei: di particolare intensità fu quello effettuato dagli Alleati nel febbraio 1944, che causò 24 vittime e danni materiali di una certa entità, rivelandosi come il maggior spargimento di sangue, durante il conflitto, della Provincia.[24]

Nel dopoguerra Giulianova è tornata ad essere una città prospera, fra le più popolose ed economicamente importanti della propria provincia di appartenenza.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica[25]»
— 18 novembre 2004

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Duomo di San Flaviano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Duomo di San Flaviano.
Il Duomo dedicato a San Flaviano

Monumento nazionale dal 1902. Originariamente, sino al '600, intitolata a Santa Maria in Piazza (o Santa Maria in Platea), ma popolarmente chiamata "La Rotonda" ancora nella prima metà del Novecento, la costruzione rinascimentale è dedicata al Santo Patriarca di Costantinopoli, le cui spoglie raggiunsero fortunosamente le coste giuliesi poco prima del 450. Edificato negli anni settanta del XV secolo il Duomo è stilisticamente influenzatato dall'architettura toscana e umbra del tempo. La tipologia militaresca ravvisabile nella straordinaria ampiezza delle mura (2 metri circa), nelle lesene di rinforzo agli angoli, nei beccatelli e nelle caditoie (effettivamente funzionanti) che ornano i lati, pone l'edificio per imponenza come il primo esempio nell'Abruzzo adriatico, dunque vero e proprio esperimento progettuale. Il cammino di ronda è, inoltre, percorribile, configurando la costruzione come un vero e proprio torrione difensivo aggiunto. Ha forma ottagonale, come solito nella simbologia di riferimento ai santuari mariani, ed era in principio isolato dal resto delle abitazioni (che dal XVI/XVII secolo vi si collegano nel lato meridionale), ancora a conferma del tentativo di rispettare i canoni di una costruzione ideale. A sormontarla, una cupola poggiante su un tamburo, dall'intradosso emisferico ed estradosso slanciato a congiungersi alla lanterna ottagonale. La calotta è rivestita di embrici semicircolari in cotto (un tempo in Maiolica azzurra con effetto rifrangente, che la rendeva un voluto punto di riferimento visibile dal mare a notevole distanza). L'interno, praticamente spoglio dopo i restauri del 1926 e del 1948 (questi ultimi ad opera di Arnaldo Foschini) volti al ripristino della spazialità quattrocentesca, erano stati decorati, in età tardorinascimentale e barocca con affreschi e ornamenti (come paraste e decorazioni a conchiglia). Altre opere ora non più presenti sono una croce processionale di Nicola Da Guardiagrele e il reliquario in argento con i resti del Santo, rimpiazzate nella seconda metà del Novecento da pregevoli dipinti e sculture di artisti contemporanei (fra cui spiccano i nomi del giuliese Venanzo Crocetti, di Renato Coccia e di Aligi Sassu). Posta al di sotto della collegiata, una cripta, dalla impegnativa copertura voltata ad ombrello, contiene i resti del patrono e di alcune personalità giuliesi[26].

Santa Maria a Mare
Santa Maria a Mare: dettaglio del portale
Chiesa di Santa Maria a Mare
È la più antica della città (costruzione del X o dell'XI secolo) ed è situata nei pressi della Giulianova romana (Castrum Novum). È anche detta "dell'Annunziata" dal nome del quartiere in cui è situata. Subì numerose e importanti modifiche nel Duecento e nel Trecento, quest'ultimo intervento, probabilmente sotto le maestranze del cantiere della Cattedrale di Atri, ne modificò radicalmente la facciata e la zona absidale, la quale fu soppressa e resa lineare. Nel corso della Seconda guerra mondiale, fu gravemente danneggiata da un bombardamento. L'edificio si presenta attualmente in mattoni. Il massimo apporto decorativo è concentrato sul portale finemente cesellato con rappresentazioni allegoriche e animali, attribuito a Raimondo di Podio, medesimo artefice del portale della Basilica di Santa Maria Assunta ad Atri. L'interno, originariamente a tre navate, si è ridotto, a seguito di una serie di interventi e ristrutturazioni, a due. La chiesa fu sede, nei primi decenni del Novecento della Congregazione della Passione di Gesù Cristo. Nel luglio 1859 vi fece tappa San Gabriele dell'Addolorata, che tornava dalle Marche in Abruzzo per compiere gli studi teologici.
Il Santuario della Madonna dello Splendore.
Santuario di Maria Santissima dello Splendore
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Museo d'arte dello Splendore.

Annoverato fra i più celebri santuari italiani, tutt'oggi meta di numerosi pellegrinaggi, è un complesso monumentale che ha come fulcri una chiesa riedificata nel 1907 (al posto di un edificio di culto preesistente, di età barocca) e un monastero dei padri cappuccini del XVI secolo. Il santuario fu ampiamente rimaneggiato a seguito di radicali interventi effettuati durante il ventennio fascista (1937 - 1938) e nella metà degli anni ottanta del novecento, con gli interventi che attualmente ne definiscono i prospetti che si affacciano sulla piazza. È luogo di devozione e meta di pellegrinaggi fin dalla seconda metà del Cinquecento, in virtù di un'apparizione in loco della Vergine nel 1557, come riportato da una cronaca di epoca barocca redatta da un monaco. Notevole la pala, risalente al 1570 circa, raffigurante la Vergine con il Bambino in gloria e i Santi Pietro, Paolo, Dorotea e Francesco, opera di Paolo Veronese, i quadri ad olio presenti nel coro raffiguranti l'Immacolata Concezione, di Giacomo Falelli e la monumentale Via Crucis con statue bronzee di Ubaldo Ferretti, allievo del Fazzini[26]. Nella cantoria sopra L'ingresso è collocato un maestoso organo a 3 manuali del Maestro Organaro Alessandro Girotto.

Cappella De'Bartolomei, in piazza Della Libertà
Cappella gentilizia di San Gaetano Thiene (De Bartolomei)
Fatta costruire nella seconda metà dell'Ottocento dall'Ing. Gaetano De Bartolomei a ricordo di suo zio, l'archeologo e storico Angelo Antonio Cosimo De Bartolomei, scomparso nel 1862. Il progetto è dello stesso De Bartolomei e si ispira a un bozzetto dell'artista giuliese Raffaello Pagliaccetti, del quale l'opera contiene sculture e bassorilievi (durante la realizzazione vi furono anche probabili apporti dell'architetto teramano Lupi, che diresse i lavori). L'edificio, dalle eleganti forme neocinquecentesche, venne eretto in piazza della Libertà, cuore della Giulianova ottocentesca. La copertura è cupolata, e in facciata, in alto, è l'effigie marmorea della famiglia. L'antico portone è stato recentemente restaurato (2010-2011).
Chiesa di Sant'Antonio
Chiesa della Natività di Maria Vergine
Chiesa di Sant'Antonio
Fu eretta negli anni sessanta del Cinquecento in stile tardorinascimentale, ma subì importanti ampliamenti nella prima metà del XVIII secolo. Interamente costruita in laterizi, presenta un portale in pietra e interni sontuosamente decorati agli inizi del Settecento da Girolamo Rizza da Veglio. Si trova all'estremità settentrionale del nucleo storico ed era parte del Convento dei Frati Minori Francescani, un complesso di dimensioni notevolmente maggiori, dotato di un chiostro e di un'antica sagrestia, demoliti fra ottocento e novecento a seguito dei rinnovamenti urbanistici del periodo, che sconvolsero il recinto murario della città, in favore della creazione di piazza Vittorio Emanuele II (oggi della Libertà).[27]

Organo: inserito nella storica cassa sopra la porta d'ingresso trova posto un bellissimo organo del maestro Organaro Alessandro Girotto del 2004.

Chiesa di Santa Maria della Misericordia
Si affaccia su piazza Dante e fu la prima chiesa della città di Giuliantonio ad essere portata a termine, mentre il futuro duomo era ancora in costruzione. Completamente abbattuta, fu riedificata nel XVI secolo. Presenta una forma trapezoidale, del tutto insolita in un'epoca contrassegnata da canoni stilistici basati sulla regolarità delle forme. Come molti monumenti della città, sfregiata dai restauri recenti, che in questo caso hanno oscurato gli originali affreschi e colori dell'interno. Sul retro, il semplice campanile è cinquecentesco.
Chiesa della Natività di Maria Vergine
Consacrata il 30 aprile 1911, si trova nella parte bassa della città, in pieno centro. Fu edificata per il bisogno di un degno luogo di culto, in un luogo che da fine '800 stava assistendo ad una improvvisa crescita demografica. All'interno vi è la venerata statua di Maria Vergine, celebrata durante l'importante festa del Portosalvo.
La Chiesa di Sant'Anna
Chiesa di Sant'Anna
Di modeste dimensioni, è stata restaurata con la ricostruzione della copertura (crollata negli anni cinquanta del secolo scorso) e riaperta al pubblico il 26 luglio 2008; all'interno presenta un interessante altare barocco. La chiesa si trova incastonata nella parte più alta della città, nel rione "La Rocca". La costruzione fu datata negli anni settanta e ottanta del Quattrocento, ma il recente restauro, ha verificato le caratteristiche costruttive del manufatto, che può essere fatto risalire alla fine del Settecento. L'edificio dal punto di vista architettonico presenta delle caratteristiche interessanti e può essere considerato un prodotto dell'architettura vernacolare abruzzese ed ha pertanto un eccezionale valore documentale.[28].
Chiesa di S. Pietro Apostolo
Sorge in viale Orsini, completata ed intitolata nel 1974. Necessitata dall'espansione demografico-territoriale della città, presenta una moderna forma ellittica in pianta con copertura a vela che poggia ad una estremità sulla torre campanaria. L'interno è composto da un'unica grande aula con presbiterio e altare rialzati e ben visibili. Vi sono conservati un crocefisso in legno del varesino Renzo Vannetti, la statua di una Madonna con Bambino scolpita su tiglio dal Laboratorio d'Arte Sacra in legno "Moroder" di Ortisei (BZ) ed un pregevole altorilievo ligneo rappresentante "La pesca miracolosa" realizzato anch'esso nella località altoatesina.
Casa Maria Immacolata
Casa Maria Immacolata
Si trova in Via Gramsci, immersa nel proprio parco che si estende oltre il muro di cinta, risale al 1596. Nella sua prima parte di vita, l'edificio, sino al 1811 fu sede del convento dei Cappuccini, per poi essere trasformato dal chimico Vincenzo Comi in opificio. Acquistato da Giulio Acquaviva d'Aragona, il complesso continuò fino alla fine dell'ottocento ad essere utilizzato come fabbrica di liquirizia. Con il matrimonio tra Vittoria Acquaviva d'Aragona, figlia del duca d'Atri e senatore del Regno Luigi, e il conte Bruno Scarampi di Sangiorgio, vi fu la sua trasformazione in residenza, dotata anche di un teatro interno. Acquisito nel 1932 dalla famiglia Allisio, oggi l'immobile è di proprietà della Curia vescovile di Teramo[29].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Architetture private[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Ducale degli Acquaviva
Palazzo De' Bartolomei
Palazzo Ducale
Residenza estiva degli Acquaviva, si trova nella piazza principale del centro storico, alla quale un tempo dava il nome, piazza Ducale, ora Buozzi. Fronteggia il duomo e ingloba un torrioncino, per lo più decorativo che difensivo. Qui alloggiavano la biblioteca, la pinacoteca e l'archivio di famiglia, andati distrutti dalla folla durante i moti seguiti all'invasione francese negli Abruzzi. L'edificio è stato stravolto, nel corso dei secoli, nella facciata e nei locali interni, finendo per essergli adibita una mera funzione civile al piano primo e commerciale in quello terreno. È andata persa, inoltre, la merlatura che campeggiava lungo tutta la copertura. Si suppone la presenza di un maestoso portale che fronteggiasse quello del duomo, un tempo rivolto verso la piazza, ora defilato[30]. Lo spirito umanistico rinascimentale è qui colto in pieno: il palazzo del signore della città, non si erge a monte, in posizione dominante rispetto all'abitato, non lo schiaccia sotto sproporzionate ed esagerate dimensioni, ma si pone nella parte più bassa senza svettare di un solo piano rispetto alle abitazioni civili.
Palazzo De' Bartolomei
Edificio porticato risalente al 1876. Affaccia in Piazza della Libertà, e fu costruito a scapito di una porzione delle mura quattrocentesche della città, a causa della necessità espansiva extramuraria dell'abitato[29].
Palazzo Cerulli
In via Piave, casa del pittore Vincenzo Cerminiani;
Palazzo Re
Significativa testimonianza delle trasformazioni urbanistiche e sociali della Giulianova dell'Unità d'Italia. Ingloba per metà il torrione di Porta Santa Maria, fra i più rappresentativi resti della cinta muraria della città cinquecentesca. Internamente è ornato in stile Liberty.
Ville
  • Villa Ciafardoni: risalente al 1885. Imponente edificio sia nella compattezza del volume esterno che negli ambienti interni, volle sottolineare l'importanza dei proprietari, protagonisti nella vita socioeconomica e politica della città.
  • Villa alla Montagnola: lungo l'odierna via Amendola, fu dimora degli Acquaviva. Secondo la tradizione, il complesso era tanto esteso quanto l'allora superficie della città. Qui fu ospitato per un giorno, il 15 ottobre 1860, il re d'Italia Vittorio Emanuele II di Savoia, che visitò Giulia (prima città del Regno di Napoli) diretto a Napoli. Cinque anni prima, Leopoldo di Borbone venne accolto nella dimora[29].
  • Villa ex De Santis: su viale dello Splendore, realizzata tra il 1923 ed il 1928. Viene esaltata la decorazione, come frequente nella cultura del periodo, con decorazioni in ferro dell'artista Federico Scioli.
  • Villino Paris-Costantini: si trova nella parte bassa di Giulianova, all'altezza del lungomare Zara, a nord. Progettata da Silvio Gambini nel 1904, rappresenta la maggiore rappresentazione del Liberty nella città. Composta da due volumi, un corpo orizzontale e una torre, alleggeriti da una loggia sommitale, delimitata da una balaustra in pietra bianca di Manoppello.
  • Villa Gasbarrini: posta sull'omonima via, al termine settentrionale del lungomare monumentale, era la residenza estiva dell'archiatra pontificio di Pio XII e Giovanni XXIII, Antonio Gasbarrini (1882-1963).
  • Villa Cerulli-Ranzato: in via Amendola;
  • Villa Castelli-Montano: edificio in stile Liberty in viale dello Splendore, sorta tra il 1910 ed il 1918;

Architetture pubbliche[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Kursaal
L'edificio della scuola De Amicis
Palazzo Kursaal
È un edificio progettato secondo canoni stilistici compositi in cui prevalgono forme di ispirazione neoclassica ed elementi decoratitivi liberty. Iniziò ad essere edificato a Giulianova Lido pochi anni prima dello scoppio della Grande guerra, ma sia il luogo prescelto che il progetto originario, furono successivamente giudicati inappropriati. I lavori, già in parte eseguiti, vennero abbandonati nel 1913 e Il Kursaal fu riedificato, su nuovo progetto e sempre in zona lido, negli anni venti del Novecento. Risulta uno dei primi edifici costruiti in cemento armato, in Italia.[senza fonte] Trasformato in albergo (inizialmente con il nome di Abergo Lido e Parco), subì notevoli danni durante il secondo conflitto mondiale, nel corso di un'incursione aerea. Restaurato al termine della guerra, venne acquisito dal Comune che lo utilizza per esposizioni, convegni, incontri e iniziative culturali di vario tipo;
Colonia marina (ex Colonia Rosa Maltoni Mussolini)
Progettata nel 1934 per l'E.N.A.M. (Ente Nazionale di Assistenza Magistrale), cui appartiene tuttora (2009), fu aperta nell'estate del 1936. Fu l'edificio talassoterapico più grande d'Italia. Il complesso, da tempo in stato di abbandono, costituì inoltre, negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale, una fra le maggiori colonie italiane destinate alla balneazione.
Palazzo Gualandi
Sede distaccata dell'Università di Teramo, con corsi di laurea in Scienze del Turismo e dell'organizzazione delle manifestazioni sportive. Ha ospitato per anni la sede dell'Istituto dei Sordomuti.
Edificio Scuola "De Amicis"
Sito in Piazza della Libertà, fu realizzato nel primo decennio del Novecento, dall'architetto romano Achille Petrignani, nell'area occupata, fino al 1904, dal complesso cinquecentesco dei frati Minori Conventuali.[29]
Edificio ex Scuola "Acquaviva"
Palazzo di stampo ottocentesco, edificato nel 1927 dall'architetto Antonio Partignani, che curò, tra gli altri, il restauro di piazza Colonna a Roma e la sopraelevazione del Kursaal di Giulianova. Affaccia su piazza Fosse Ardeatine, in pieno centro, al lido.[31]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Torri difensive di Giulia
Torrione di Porta Santa Maria
Torrione di Porta Napoli
Torrione "la Rocca".
Torrione di Palazzo Ducale
Torre del Salinello
Resti della cinta muraria di Giulia
Fortificazione quattrocentesca che cessò di esistere, integra, negli anni ottanta del 1800. In particolare risalto, quattro degli otto torrioni, torri cilindriche che la ornavano e difendevano agli angoli e nel centro dei lati delle antiche mura, più una torre situata sul litorale nord:
  • Torrione di Porta Santa Maria, a nord-est del centro storico, inglobato nel Palazzo Re;
  • Torrione di Porta Napoli, detto "il Bianco", poiché alcune tracce presenti sulla muratura lasciano presagire che in passato fosse intonacato. Posto al centro del tratto occidentale, quella visibile è solo la parte sommitale dell'architettura, parzialmente coperta dalla strada;
  • Torrione detto "la Rocca", nell'omonimo rione, all'angolo nord-occidentale del centro storico. Esso è il più grande dei ruderi conservati, ed era il rifugio del Duca Giuliantonio di Acquaviva in caso di invasione o di rivolta popolare. Col tempo ha perso parte della sua monumentalità, a causa di alcuni restauri che l'anno privato dell'imponente merlatura sommitale e del simbolo della casata. È ora sede del Museo Archeologico;
  • Torrione di Palazzo Ducale, il più piccolo, situato nel punto mediano del percorso orientale delle mura, parte integrante della residenza degli Acquaviva;
  • Torrione detto "Buscione", non più esistente, unico del lato nord della cinta, così soprannominato per la presenza di un'apertura dovuta al crollo delle mura.
  • Torrione detto "Mozzone", non più esistente, fra il torrione "la Rocca" e "il Bianco", i cui resti erano ancora visibili alla fine del XX secolo;
  • Torrione di San Francesco, non più esistente, nell'omonimo rione, all'angolo sud-est delle mura, inglobato nel convento francescano che fu soppresso, nei primi decenni dell'ottocento dalle leggi napoleoniche. Fu abbattuto fra il 1879 e il 1880.[32]
  • Torre del Salinello, torre di difesa costiera risalente al 1568, che sorge sulla SS 16, nella parte settentrionale del lido di Giulianova, a 1,5 km dal Salinello, da cui prende il nome. Ne esisteva un'ulteriore, all'estremo punto meridionale della costa, nei pressi dell'altro fiume e perciò soprannominata Torre del Tordino, ma andò distrutta nel 1812 a causa di un'alluvione.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica dal Belvedere di Giulianova.jpeg
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Panoramica dal Belvedere
Belvedere
Nato a seguito della grande espansione urbanistica che mutò Giulianova fra la fine dell'Ottocento e gli inizi del novecento, fu la soluzione per la sistemazione dello "spalto" nel Largo Da Piedi, lo spazio che concludeva la Piazza della Libertà verso il mare. Data l'incombenza della scarpata sulla strada sottostante, fu presa la decisione di destinarlo a semplice terrazza, con un robusto muro di contenimento. Un progetto più elaborato fu accantonato per motivi finanziari, esso prevedeva anche una scalinata posta a collegamento del monte con la circonvallazione sottostante[33].
Il lungomare monumentale
Lungomare monumentale
Dichiarato di notevole interesse pubblico dal Decreto Ministeriale del 1969[34], è stato progettato nel 1933 dal giuliese Giuseppe Meo, fu realizzato nel 1936 - 1937 lungo il tratto di costa che andava da via Nazario Sauro alla Colonia Marina, per una lunghezza di circa settecento metri. Si ispirava al viale della Vittoria di Bengasi, città all'epoca sotto sovranità italiana, realizzato una decina di anni prima su progetto dell'architetto Arnaldo Foschini. Caratteristiche le demilune e le colonne in travertino di Acquasanta Terme, sormontate dalla triade di luminarie[35].
Scorcio della Salita Monte Grappa
Salita Monte Grappa
Primo storico collegamento pedonale tra il lido e la parte alta della città. Un tempo ospitava la lapide di porta Marina, lastra lapidea risalente alla fondazione rinascimentale di Giulia, recante incisi i versi del Campano, testimonianti la nascita della nuova Giulia, a breve distanza dal luogo in cui poco prima fu distrutta Castel San Flaviano, a seguito della battaglia del Tordino. L'attuale sistemazione è frutto del recupero del 1998, ad opera dell'architetto Luciano Secone.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Il bronzo di Vittorio Emanuele II domina piazza della Libertà.
  • Monumento a Vittorio Emanuele II, grande opera bronzea di Raffaello Pagliaccetti, per commemorare la visita in città (ottobre 1861) del primo re d'Italia. Il monumento fu terminato ed esposto al pubblico nell'agosto 1894.
  • Monumento a Raffaello Pagliaccetti, piccolo busto nella parte più alta di Piazza della Libertà realizzato dall'allievo dell'artista, Ulderico Ulzio.
  • Monumento a Gaetano Braga, all'ingresso del centro storico, nella parte conclusiva di via Bindi. L'opera dello scultore Roberto Macellaro fu inaugurata nel 1987.
  • Monumento ai Caduti del Mare, sul lungomare monumentale, di fronte al Kursaal.
  • Monumento ai Caduti del Mare, opera del 1976 di Alfonso Tentarelli, posta in Piazza R. Vuillermin, all'apice nord del lungomare monumentale. Monumento arma aeronauti a nell'altro lato
  • Monumento ai Caduti dell'Impero, su un lato del Duomo di San Flaviano, rivolto verso corso Garibaldi.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

La notevole mole di reperti rinvenuti nell'Ottocento nel territorio di Giulianova, è andata in ampia parte perduta e dei ritrovamenti non restano soltanto che documenti e saggi. Tuttavia sopravvivono alcune testimonianze emerse nella zona della antica Castrum Novum nei pressi dell'incrocio fra la SS 16 e la strada statale SS 80:

  • Ponte romano: doveva collegare le sponde di un fossato che perimetrava la città. Presenta un arco a tutto sesto e un intradosso realizzato in sesquipedali. Ha pareti in conglomerato con frammenti di pietre e laterizi.
  • Muracche: poco più verso ovest; sono tombe dello stesso materiale del ponte.
  • Villa romana, di cui sono stati portati alla luce ampi tratti di pavimento musivo romano oltre a grossi conci in travertino e tracce di ceramica campana[36];
  • Cisterne: nel giardino di Casa Maria Immacolata, era collegata probabilmente con la domus romana. È costituita da tre navate.
  • Necropoli: le quindici tombe scoperte, hanno restituito boccalini, coppe, olette, lucerne ecc..

I più importanti reperti vengono conservati nel Museo archeologico, ospite del Torrione "la Rocca", nella parte antica ed alta della città.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[37]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Giulianova ha conosciuto, fin dall'immediato secondo dopoguerra, un notevole flusso migratorio proveniente soprattutto dalla propria regione di appartenenza e, in minor misura, dal resto d'Italia. A partire dall'inizio degli anni novanta del Novecento, si è andata sviluppando anche una consistente corrente di immigrati per lo più originari dell'Europa orientale. Gli stranieri residenti in città in situazione regolare erano 1402 al 31 dicembre 2010 e costituivano quasi il 6% della popolazione complessiva del comune. A questi va aggiunto un numero non quantificabile di immigrati presenti sul territorio in situazione irregolare. Qui di seguito sono riportati i dati statistici dei principali gruppi di stranieri residenti in città classificati per paesi di provenienza:[38]

  1. Albania, 423
  2. Romania, 315
  3. Polonia, 95
  4. Ucraina, 87
  5. Brasile, 49
  6. Cina, 48
  7. Macedonia, 36
  8. Bulgaria, 35
  9. Tunisia, 35
  10. Marocco, 26

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Scuole dell'infanzia

  • 11 scuole

Scuole primarie

  • 6 scuole

Scuole secondarie di I grado

  • Scuola media "V. Bindi"
  • scuola media "R. Pagliaccetti"
  • Scuola Media, sede dell'Annunziata

Scuole secondarie di II grado

Università[modifica | modifica wikitesto]

  • Da tempo l'Università degli Studi di Teramo ha istituito presso Palazzo Gualandi, a breve distanza dal Centro Storico, corsi specialistici per il conseguimento di lauree triennali in Scienze del Turismo.
  • Università della Terza Età e del Tempo Libero

Biblioteche e centri culturali[modifica | modifica wikitesto]

Per la ricca presenza di biblioteche, Giulianova è definita la "cittadella dei saperi"[40].

  • Biblioteca Civica "Vincenzo Bindi"
  • Biblioteca "Padre Candido Donatelli"
  • Biblioteca Universitaria di Scienze del Turismo di Palazzo Gualandi
  • Centro culturale e biblioteca San Francesco-Sala Trevisan
  • Centro Servizi Culturali Regione Abruzzo

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • Radio G Giulianova[42]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Festival Internazionale delle Bande Musicali[modifica | modifica wikitesto]

Complessi bandistici in costume allineati sulla terrazza del Belvedere.

Il festival, nato nell'anno 2000, è il più prestigioso del suo genere, a livello nazionale. Germogliato dalla passione musicale di Mario Orsini, presidente dell'associazione culturale "Padre Candido Donatelli", colora ogni anno, a primavera inoltrata, la città, portando sulla riviera le più variegate bande musicali da ogni angolo del mondo. Quattro giorni di grande festa, culminanti nella serata conclusiva in piazza Buozzi, nella quale vengono conferite le premiazioni.

Presepe vivente[modifica | modifica wikitesto]

Esperienza che nasce nel dicembre 1994, quando un gruppo di uomini decide di rappresentare le scene della Natività, nel centro storico di Giulianova. Col passare degli anni ha acquistato sempre più rilevanza, tanto da diventare uno degli eventi natalizi più attesi della costa. Centinaia sono gli attori che, annualmente, vi partecipano.

Presepe subacqueo[modifica | modifica wikitesto]

Evento nato ad inizio millennio ed organizzato dalla Lega Navale Italiana e dall'Associazione sportiva sub "Up & Down", che si svolge nel periodo natalizio, all'interno del bacino portuale giuliese.

Persone legate a Giulianova[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura, pesca ed industria[modifica | modifica wikitesto]

Le attività agricole, che un tempo rivestivano una notevole importanza per la città, occupano oggigiorno un peso modesto nella formazione del reddito. Importanza maggiore ha invece la pesca. Per quanto riguarda le attività industriali si segnala la presenza, nel comune di Giulianova, di un certo numero di piccoli centri manifatturieri (molti dei quali legati all'industria dell'abbigliamento) e di alcune attività artigianali, in franco regresso da alcuni decenni.

Turismo e commercio[modifica | modifica wikitesto]

« La Posillipo degli Abruzzi »
(Vincenzo Bindi[47])
Spiaggia e lungomare centrale di Giulianova

L'economia del territorio si basa in massima parte, fin dagli anni settanta del secolo scorso, sul settore terziario: commercio, servizi e, soprattutto, turismo. Giulianova vanta tradizioni turistiche risalenti agli ultimi anni dell'Ottocento e ai primi del Novecento, allorché si iniziarono ad edificare sul lungomare (la futura Giulianova Lido) ville e residenze destinate all'aristocrazia e alla borghesia non solo locali, ma provenienti anche da altre zone d'Abruzzo e d'Italia. Il movimento turistico si consolidò negli anni venti e trenta del XIX secolo ma riuscì a svilupparsi pienamente e ad esprimere tutte le proprie potenzialità solo nel secondo dopoguerra con la costruzione di molte seconde case, di decine e decine di alberghi, ristoranti e stabilimenti balneari. La bella spiaggia di fine arena, per la quale Giulianova è denominata "spiaggia d'oro", da oltre un decennio insignita della Bandiera Blu, il porto turistico, la pista ciclabile che attraversa tutto il lungomare, attraggono ogni anno numerosi villeggianti dall'Italia e dall'estero. La ciclabile attualmente in funzione raggiunge a nord la riva destra del Tronto, a sud Cologna spiaggia (per un totale di 25 km) e fa parte della estesa Ciclovia Adriatica, che, una volta completata, dovrebbe svilupparsi lungo l'intera linea costiera adriatica.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Fotopanoramicaportogiulianova.jpg
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Foto panoramica del Porto di Giulianova

Porto di Giulianova[modifica | modifica wikitesto]

Giulianova possiede un porto di III classe articolato in due moli e dotato di due banchine, un pontile, uno scalo di alaggio, due distributori di combustibile, tre officine meccaniche, un ampio magazzino e una decina di colonnine per l'erogazione idrica. Durante il 2009 ospitava contemporaneamente non più di duecentocinquanta imbarcazioni, in massima parte destinate alla pesca.

Trasporto ferroviario[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Giulianova.
Stazione di Giulianova dal lato binari. Inquadratura sulla pensilina realizzata da Alfredo ed Enzo Ferrari.

La città possiede la principale e più antica stazione provinciale, nonché una delle più importanti dell'intera regione, risultando quindi ottimamente collegata con i maggiori centri d'Italia. È una stazione di scambio, in quanto vi convergono due linee ferroviarie: l'Adriatica e la Giulianova-Teramo.

Trasporto urbano ed extraurbano[modifica | modifica wikitesto]

A livello urbano, la Gaspari Bus si occupa del collegamento dell'intero territorio comunale e non solo, arrivando fino a Mosciano Sant'Angelo. Inoltre fornisce un servizio di linee verso gli aeroporti romani di Ciampino e Fiumicino.

I collegamenti extraurbani sono affidati all'A.R.P.A., mentre il Gruppo Baltour serve la città con linee nazionali.

A Giulianova è presente anche il servizio taxi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Dal settembre 2008, a seguito alle dimissioni della maggioranza dei membri del Consiglio Comunale dovute alla candidatura del Sindaco Ruffini al Consiglio regionale dell'Abruzzo, fino al giugno 2009, il Comune di Giulianova è stato retto da un Commissario Straordinario, Paola Iaci, viceprefetto di Teramo.

Nel giugno del 2009 è stato eletto sindaco della città, al ballottaggio, l'ex Vicesindaco della Giunta Ruffini Francesco Mastromauro, candidato del PD e sostenuto da Italia dei Valori, Sinistra e Libertà e Partito dei Comunisti Italiani che ha riportato una netta affermazione (con circa il 62,5% dei voti) sul candidato della coalizione di centro-destra, l'ex Sindaco di centrodestra dal 1999 al 2003 Giancarlo Cameli (37,5% dei voti circa).

Segue un elenco delle amministrazioni locali con il Sindaco eletto direttamente dai cittadini.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
7 maggio 1995 13 giugno 1999 Giancarlo Cameli CDU Sindaco
14 giugno 1999 19 novembre 2003 Giancarlo Cameli CDU Sindaco
20 novembre 2003 16 giugno 2004 Dott. Salvatore Marino Commissario
13 giugno 2004 28 luglio 2008 Claudio Ruffini DS Sindaco
29 luglio 2008 17 agosto 2008 Francesco Mastromauro DS Vicesindaco f.f.
18 agosto 2008 22 giugno 2009 Dott.ssa Paola Iaci Commissario
23 giugno 2009 24 gennaio 2014 Francesco Mastromauro PD Sindaco
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Giulianova.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Giulianova Calcio.
Lo scudetto del Giulianova Calcio.

È lo sport di gran lunga più seguito in città. Il Giulianova Calcio, ex-Società Polisportiva Giulianova, che attualmente milita nel campionato di Promozione abruzzese, a causa delle due rifondazioni ravvicinate, del 2012 e del 2016, è stato fondato nel 1924. Il campo di gioco è sempre stato lo Stadio Rubens Fadini (in via Migliori, nella parte alta della città), intitolato al noto calciatore del Torino scomparso nella tragedia di Superga.

La lunga tradizione calcistica annovera 43 anni di calcio professionistico, per la maggior parte di terza serie. Fra i migliori piazzamenti: il secondo posto nella stagione 1972-1973 con alla guida Giovan Battista Fabbri e i due play-off per la serie B nelle stagioni 1996-1997 e 1998-1999, rispettivamente con Francesco Giorgini e Fulvio D'Adderio in panchina.

Fiore all'occhiello del Giulianova Calcio è sempre stato il settore giovanile, che può fregiarsi di ben 10 titoli di Campione d'Italia vinti a livello di campionati Allievi, Juniores e Berretti (record nazionale). Tra i calciatori cresciuti nel Giulianova e arrivati ai massimi vertici del calcio nazionale: Franco Tancredi, Renato Curi, Giuseppe Lelj, Pasquale Iachini, Federico Giampaolo, Federico e Cristiano Del Grosso.

Altre squadre della città sono il Calcio Giulianova (ex Colleranesco Calcio), che milita in Promozione e l'Annunziata Giulianova.

Basket in carrozzina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Polisportiva Amicacci.

Nata nel 1982, la Polisportiva Amicacci Giulianova, milita nel campionato di Serie A1 di Handibasket e dalla stagione 2015/2016 gioca le sue partite casalinghe al Palasport di Alba Adriatica (TE), e non più al Palacastrum.

Nel palmarès figurano due importanti trofei internazionali: la Challenge Cup (quarta competizione europea dell'IWBF) 2010/2011, vinta contro il Getafe e la Coppa Vergauwen (equivalente dell'Eurocup del basket in piedi) 2011/2012, conquistata a Valladolid, contro il Verkerk Amsterdam. Grazie anche a questi risultati storici, il 9 maggio 2013 l'Amicacci ha raggiunto la 9ª posizione nel ranking europeo stilato dall'IWBF (International Wheelchair Basketball Federation).[49].

Fra gli altri piazzamenti storici, ricordiamo il 3º posto nel massimo campionato italiano di pallacanestro in carrozzina, nel 2014/2015, cedendo la piazza d'onore solo alla penultima giornata, nello scontro contro Porto Torres (59-53) e vedendo così sfumare di un soffio l'accesso alla Coppa Italia, e i successivi play-off persi contro Varese.

La città di Giulianova, insieme a quella di Roseto ha ospitato il 26-27-28 aprile 2013 le final eight della Coppa Vergauwen 2012/2013.[50]. Dal 30 aprile al 3 maggio 2015, si è svolta la fase finale della Coppa Campioni, a Giulianova, Roseto ed Alba Adriatica.[51][52]

Il capitano della squadra Galliano Marchionni, ha partecipato, con la Nazionale italiana di handibasket, alle Paralimpiadi di Londra 2012.

Basket[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Giulianova Basket.

La società cestistica giuliese nasce nel 1985. Nella stagione sportiva 2016/2017 milita in Serie B (girone C), terza serie nazionale.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

La città di Giulianova fu sede, fra metà degli anni settanta e novanta, del gruppo sportivo professionistico Gis Gelati, fondato dal commendator Pietro Scibilia, il quale annoverò fra le sue fila, numerosi campioni, tra cui Marino Basso e Francesco Moser, entrati nella storia del Giro d'Italia.

Giulianova come partenza di una tappa del Giro d'Italia:

Data Tappa Arrivo km Vincitore Nazionalità
1966 (28 maggio) 11ª Cesenatico 229 Rudi Altig bandiera Germania Ovest
1980 (1º giugno) 16ª Gatteo a Mare 229 Giuseppe Martinelli Italia Italia
1987 (1º giugno) 11ª Osimo 245 Robert Forest Francia Francia
2001 (20 maggio) Francavilla al Mare 208 Ellis Rastelli Italia Italia

Vela[modifica | modifica wikitesto]

Tre associazioni sportive si occupano di vela a Giulianova: il Circolo Velico "42º Parallelo", la Lega Navale ed il Circolo Nautico "Vincenzo Migliori".

Il Circolo Nautico "Vincenzo Migliori", nato nel 1958, è sede della Lega Navale locale. Ha ospitato competizioni di livello nazionale, quali la Venezia-Montecarlo e, per due anni consecutivi, il Campionato Italiano di pesca d'Altura, ed è stato per sei volte tappa del Giro d'Italia a Vela.

« La tappa di Giulianova è per me "obbligata" in quanto, per tutti i concorrenti ed il seguito, è diventata istituzionale »
(Cino Ricci)

Il 15 luglio 2012 con una prova d'anticipo rispetto al programma, vince, a Trieste, il Mittel Europa Criterium, con il quale si fregia del titolo di "Campione del Centro Europa di vela". Altra vittoria prestigiosa arriva sul finire del settembre dello stesso anno. Sempre nelle acque triestine, il Circolo Nautico V. Migliori, porta a casa con due vittorie e due secondi posti la cinquantunesima edizione della Settimana Velica Internazionale. Il 14 ottobre 2012 ha partecipato alla quarantaquattresima Barcolana, la principale competizione nazionale della vela. Il 15 luglio 2014 nella cornice di Loano (SV), Duvetica sailing team del boat manager Sergio Quirino Valente, si laurea Campione d'Italia di vela d'altura per il secondo anno consecutivo.

Atletica[modifica | modifica wikitesto]

Ecologica "G"

L’Associazione Polisportiva Dilettantistica Ecologica “G” fondata nel 1979, rappresenta oggi una delle più interessanti associazioni cittadine non solo nel campo dello sport. Nei suoi 31 anni di attività hanno fatto parte dell'Associazione quasi 4.000 tra adulti e bambini indifferentemente da età, ceto sociale o nazionalità con l'obiettivo comune di fare sport.

Negli anni ottanta l’Ecologica “G“ si è fatta conoscere a livello nazionale fregiandosi per 7 anni consecutivi del titolo nazionale di corsa su strada e staffetta con il settore femminile. Al 1980 risale una corsa che attraversò un periodo di grande rilevanza nel panorama atletico italiano: la "Su e giù per Giulianova" (nata originariamente come “Pnnzi' e pnngnò a Giglie”, traduzione dialettale). La V edizione del 1985 fu valida come gara di Campionato Italiano di Mezza Maratona e vide la partecipazione di oltre 1500 atleti.[53]

Uno dei fondatori dell'Ecologica "G" fu Mario Bollini, il quale, il 14 dicembre 2010, ha ricevuto dal Comune di Giulianova una targa di riconoscimento come unico atleta al mondo ad aver partecipato per 25 volte consecutivamente alla maratona di New York.[54]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

L'esterno del Rubens Fadini
  • Stadio Rubens Fadini
  • Campo comunale "Castrum - Orsini"
  • Palacastrum
  • Campo d'atletica "G. Massi"
  • Pista di pattinaggio "G. Massi"
  • Pista di pattinaggio "Piazza Ex Golf Bar"
  • Complesso sportivo comunale
    • Circolo tennis
    • Bocciodromo
    • Piscina comunale
    • Sala voga
    • Impianti per calcio a 5
  • Complesso sportivo[55]
  • Palestra di lotta Greco Romana[56]
  • Pista Gialla (karting)
  • Pista dell'Adriatico (minimoto)
  • Palestra privata di arti marziali
  • Impianti sportivi privati

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 21 e 22 gennaio 2007 è andata in onda, in prima serata su Raiuno, la miniserie TV di due episodi Ma chi l'avrebbe mai detto con regia di Giuliana Gamba, ambientata principalmente a Giulianova, ed in minor parte anche a Roseto Degli Abruzzi, Atri e Roma.
  • La pensilina della stazione ferroviaria fu realizzata nel 1914 da Alfredo Ferrari e dal giovanissimo figlio Enzo Ferrari, futuro fondatore della ditta Ferrari di Maranello(MO), allora sedicenne, che era solito aiutare il padre nei suoi lavori artigianali. L'aneddoto spuntò fuori durante un colloquio fra l'ex pilota di Formula Uno Gabriele Tarquini ed il patron del "cavallino", il quale chiedendo le origini al corridore, per l'appunto Giulianova, ricordò l'episodio. Il pregio artistico dell'opera fu tale che la stazione di Giulianova, per anni, si aggiudicò il premio come la più bella della fascia costiera.[57]
  • Nel 1927 uscì una monografia riguardante Giulianova, fra le 300 della collana "Le Cento Città d'Italia illustrate", la più completa documentazione fotografica delle città italiane degli anni venti.[58]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Statistiche demografiche ISTAT, su demo.istat.it. URL consultato il 15 ottobre 2016.
  3. ^ Comuni dell'Abruzzo per popolazione, su Tuttitalia.it. URL consultato il 15 ottobre 2016.
  4. ^ Comuni Provincia di Teramo per popolazione, su Tuttitalia.it. URL consultato il 13 ottobre 2016.
  5. ^ Cfr. la mappa relativa alle regioni climatiche in: AA. VV. Grande Atlante d'Italia De Agostini, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1987, pag. 235.
  6. ^ Cfr. le mappe relative agli elementi climatologici, Ibidem, pag. 234.
  7. ^ I dati riportati in tabella sono estratti dal sito di ENEA (Centro ricerche Casaccia)
  8. ^ Vincenzo Bindi, Le Cento Città d'Italia illustrate. Giulianova, la Posillipo degli Abruzzi, Milano, Sonzogno, 1927, (pag.1)
  9. ^ Vincenzo Bindi, Le Cento Città d'Italia illustrate. Giulianova, la Posillipo degli Abruzzi, Sonzogno, Milano, 1927, p.1
  10. ^ Vincenzo Bindi, Le Cento Città d'Italia illustrate. Giulianova, la Posillipo degli Abruzzi,Sonzogno, Milano, 1927, p.1
  11. ^ S, Geografia (ΓΕΩΓΡΑΦΙΚΑ), libro V, 4, 2.
  12. ^ http://turismo.provincia.teramo.it/arte-e-cultura/siti-archeologici/castrum-novum
  13. ^ Guida turistico-culturale di Giulianova: Dalla bizantina Kàstron Nòbo alla medievale Castel San Flaviano - Turismo in Abruzzo (Te) Abruzzo - Italy
  14. ^ Riccardo Cerulli, Giulianova 1860.
  15. ^ Il toponimo di Giulia nova veniva usato soprattutto nella lingua scritta e in cartografia. Fu con tale denominazione che apparve nella Carta del Regno di Napoli di Giordano Ziletti (Venezia, 1557), nella Carta d'Abruzzo Ultra, di Natale Bongiorno (Roma, 1587) e in altre note mappe di epoche successive. Le carte indicate sono citate in: Mario Bevilacqua, Giulianova. La Costruzione di una città ideale del Rinascimento, Napoli, Electa Napoli (del Gruppo Mondadori Electa SpA), 2002, ISBN 88-510-0085-9.
  16. ^ Riccardo Cerulli, Giulianova 1860.
  17. ^ Nel dialetto locale tuttavia, il toponimo di Gigljie (Giulia) continua a coesistere insieme a quello di Giulianova.
  18. ^ Storia di Giulianova
  19. ^ Massimo Costantini e Costantino Felice (a cura di), AA.VV. Storia d'Italia, le Regioni dall'Unità ad oggi. L'Abruzzo, Torino, Giulio Einaudi Ed., 2000, p. 123, ISBN 88-06-15123-1.
  20. ^ Mario Bevilacqua, Op. cit., pag. 33.
  21. ^ Mario Bevilacqua, op. cit., pag. 41.
  22. ^ Mario Bevilacqua, Op. cit., pag. 36.
  23. ^ Mario Bevilacqua, Op. cit., pag. 48.
  24. ^ www.giulianovailbelvedere.it
  25. ^ ACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali, dati.acs.beniculturali.it.
  26. ^ a b Luoghi di Culto - Comune di Giulianova
  27. ^ La Chiesa di Sant'Antonio a Giulianova - Abruzzo, una terra tutta da scoprire e... tutta da gustare. - Italy
  28. ^ Cfr. il sito ufficiale del Comune di Giulianova
  29. ^ a b c d http://www.giulianovaweb.it/guida/43.htm
  30. ^ https://www.youtube.com/watch?v=hlyFmYFSeXs
  31. ^ GiulianovaNews – Giulianova. Vendita della Scuola elementare Acquaviva nonostante la presenza del vincolo conservativo
  32. ^ http://www.giulianovaweb.it/i-bastioni.html
  33. ^ http://www.giulianovaweb.it/Cenni_storici_su_Giulianova/Il_Belvedere.htm
  34. ^ http://giuliaviva.it/rubriche/oltre-lattimo/1795-abbiamo-speso-oltre-4-milioni-di-euro-per-poi-far-edificare-nel-parco-franchi-l-amministrazione-non-puo-offendere-fino-a-tal-punto-giulianova-e-i-giuliesi-si-fermi-finche-e-in-tempo
  35. ^ http://www.giulianovaturismo.it/index.php/eventi/percorsi-ciclo-pedonali/via-per-giulia/21-guide
  36. ^ Castrum Novum — Teramo Turismo
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  46. ^ «La mia carriera iniziò a Giglie» Lauzi confessa gli esordi teramani [2] URL consultato il 15 febbraio 2016.
  47. ^ Storici e scrittori di Giulianova. Titolo del libro: Giulianova - La posillipo degli abruzzi - Le cento Città d'Italia illustrate (ristampa). Autore: Vincenzo Bindi
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  49. ^ Ranking clubs
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  51. ^ La città ospita la Champions di basket in carrozzina - Cronaca - il Centro
  52. ^ Basket in carrozzina, Coppa Campioni al
  53. ^ http://www.ecologicag.it/la-societa.html
  54. ^ http://www.cityrumors.it/sport/altri-sport/giulianova-record-di-presenze-alla-maratona-di-new-york-mastromauro-premia-mario-bollini-25810.html#.UH1RisUxrNp
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  56. ^ In frazione Case di Trento
  57. ^ Enzo Ferrari e il padre realizzarono la pensilina in ferro della stazione - il Centro dal 2003.it » Ricerca
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Ottavio Di Stanisalo, Le modifiche ottocentesche alla città acquaviviana. Mura, bastioni, porte, viabilità, Teramo, Banca di Tereamo, 2012.
  • Mario Bevilacqua, Giulianova. La costruzione di una città ideale del Rinascimento, Napoli, Electa Napoli (del gruppo Mondadori Electa SpA), 2002, ISBN 88-510-0085-9.
  • Mario Bevilacqua, Impianto vitruviano ed echi albertiani nel disegno urbano di Giulianova, in Quasar - Quaderni di Storia dell'Architettura e del Restauro, 22, 1999.
  • Vincenzo Bindi, Giulianova. La Posillipo degli Abruzzi, in: Le Cento Città d'Italia Illustrate, Sonzogno, Milano, 1927.
  • Mario Montebello, Francesco di Giorgio Martini e Giulianova, Padova, Bottega d'Erasmo, 1994.
  • Ottavio Di Stanislao, (a cura di), La spiaggia di Giulianova e la sua chiesa, 1911-2011, centenario della consacrazione della chiesa della Natività di Maria Vergine nella marina di Giulianova, Tipografia Braga, Giulianova (TE), luglio 2011, pp. 4–8, 76-77, 81, 85, 110-111.
  • Francesco Manocchia, Quando c'era la guerra, nota introduttiva di Sandro Galantini e ricerche di Walter De Berardinis, Artemia edizioni, Mosciano Sant'Angelo, 2015. ISBN 9788895921440
  • Walter De Berardinis, Giulianova sotto le bombe nella 1ª e 2ª guerra mondiale, Artemia editrice, Mosciano Sant'Angelo, 2015.

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