Accumoli

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Accumoli
comune
Accumoli – Stemma Accumoli – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Rieti-Stemma.png Rieti
Amministrazione
SindacoStefano Petrucci (lista civica) dal 2009
Territorio
Coordinate42°41′40″N 13°14′51″E / 42.694444°N 13.2475°E42.694444; 13.2475 (Accumoli)Coordinate: 42°41′40″N 13°14′51″E / 42.694444°N 13.2475°E42.694444; 13.2475 (Accumoli)
Altitudine855 m s.l.m.
Superficie87,37 km²
Abitanti641[1] (31-3-2017)
Densità7,34 ab./km²
FrazioniCassino, Cesaventre, Colleposta, Collespada, Fonte del Campo, Grisciano, Illica, Libertino, Macchia, Mole, Poggio Casoli, Poggio d'Api, Roccasalli, San Giovanni, Terracino, Tino, Villanova
Comuni confinantiAmatrice, Arquata del Tronto (AP), Cittareale, Norcia (PG), Valle Castellana (TE)
Altre informazioni
Cod. postale02011
Prefisso0746
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT057001
Cod. catastaleA019
TargaRI
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona E, 2 921 GG[2]
Nome abitantiaccumolesi
PatronoBeata Vergine Addolorata
Giorno festivo15 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Accumoli
Accumoli
Accumoli – Mappa
Posizione del comune di Accumoli nella provincia di Rieti
Sito istituzionale

Accumoli è un comune italiano di 641 abitanti della provincia di Rieti nel Lazio. È appartenuta storicamente all'Abruzzo sotto i regni di Sicilia, di Napoli, delle Due Sicilie e d'Italia, restando inclusa di volta in volta nel Giustizierato d'Abruzzo (1265-1273), nell'Abruzzo Ulteriore (1273-1806), nell'Abruzzo Ulteriore II (1806-1860) e nella provincia dell'Aquila (1860-1927). Dal 1806 al 1926 fu parte del distretto e poi del circondario di Cittaducale.[3][4]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Situata all'altitudine di 855 m s.l.m. nell'Appennino umbro-marchigiano in una conca all'estremo Nord-Est del Lazio, Accumoli è inserito nella Comunità montana del Velino. Fino al 1927 era parte della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Il comune di Accumoli (insieme a quello confinante di Arquata del Tronto e a quello emiliano (piacentino) di Zerba è uno dei tre comuni italiani che confinano con tre regioni (Abruzzo, Marche e Umbria) diverse da quella di appartenenza (Lazio). A nord sono posti i Monti Sibillini con il Monte Vettore, a sud-est è posto invece il versante laziale dei Monti della Laga, a sud-ovest si staglia la sagoma del Monte Pozzoni.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è quello tipico dell'appennino interno con inverni freddi e nevosi e con estati quasi mai troppo calde.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono 3 ipotesi sull'origine del nome Accumoli, il toponimo potrebbe derivare dal latino cumulus, "cumulo", a causa della grande costruzione di case (cumulo) da parte degli abitanti. La seconda è che potrebbe derivare dal latino ad-culum, ovvero "in cima". L'ultima ipotesi vuole che il nome derivi dall'aggregazione di tanti piccoli villaggi da parte dei Normanni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune ha origine nel XII secolo, quando il territorio nella Valle del Tronto era sotto il dominio dei Normanni e in seguito del Regno di Napoli. Cascia minacciava l'estremo confine del Regno, così per rafforzarlo, i governatori locali decisero di riunire sotto un'unica città i tanti villaggi sparsi per la Valle del Tronto.

Terremoto del 2016[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Terremoto del Centro Italia del 2016.

Il 24 agosto 2016 è stato colpito da un terremoto di magnitudo 6,0, con epicentro nella stessa Accumoli, che ha causato 11 vittime (4 nel capoluogo e 7 nelle frazioni) e gravi danni al centro storico.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Torre civica[modifica | modifica wikitesto]

Salendo per via S. Tommasi si trova la Torre civica del XII secolo. Larga in pianta, quadrata e slanciata, resta come simbolo delle antiche libertà comunali. È unica nel suo genere in tutta la Valle del Tronto. Innestato alla sinistra della Torre Civica si erge il Palazzo del Podestà. È un organismo orizzontale, a conci di arenaria squadrati e lisci, scandito al piano terra da due arcate, tipiche dei palazzi pubblici medioevali. Oggi è sede di uffici comunali.

Palazzo del Guasto[modifica | modifica wikitesto]

Un altro monumento è il Palazzo del Guasto del XV secolo. Qui tra il 1427 e il 1433 predicò S. Bernardino come si evince dal monogramma su una delle sue finestre.

Palazzo Marini[modifica | modifica wikitesto]

Grande struttura tardomanierista adattata al pendio della strada. Si caratterizza per un portale incorniciato da bugnato a punta di diamante e da colonne tortili con capitello ionico a zampe di elefante. D'ispirazione tardomanierista partenopea sono anche gli affreschi presenti nelle sale interne. Notevoli i soffitti a cassettoni e il monumentale camino.

Palazzo Cappello[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Cappello un edificio a cinque piani del XVII secolo si erge al culmine dell'abitato nei pressi dell'antica rocca .La struttura cinquecentesca ingloba una parte costruita o ricostruita in un periodo successivo riconoscibile dalla tecnica costruttiva. Infatti la parte originale è tutta in pietra a vista squadrata e con finestre monumentali mentre la parte aggiunta. L'edificio è stato usato come caserma dei Carabinieri a partire dal 1864 a 3 anni dalla costituzione dello Stato Italiano e quindi probabilmente una delle prime caserme della nuova Italia.

Ci sono 3 accessi all'edificio di cui due monumentali uno dal lato est a livello delle cantine e che raggiunge il primo piano con uno scalone in arenaria da cui si può entrare nel palazzo a mezzo di una ampia scala elicoidale, che permette di scendere alle cantine di secondo livello o salire al piano nobile. Questa scala interamente costruita in loco con gradini in arenaria incastrati nel muro ed appoggiati al centro seguendo un'elicoidale, è una rarità architettonica, probabilmente unica. Dall'entrata monumentale a Nord/ovest, riservata alle carrozze, si accede attraverso un ampio passaggio con volta piena a tutto sesto al cortile interno, caratterizzato da un loggiato su tre ordini con colonne in arenaria e capitelli corinzi nei primi due ordini, mentre il terzo, costruito in seguito, con più semplici capitelli dorici.

Dal cortile si accede al loggiato a mezzo di una scala monumentale costruita anch'essa in un secondo periodo. Si racconta che l'ultimo piano, i cui interni sono rimasti grezzi fino al 1996, sia stato costruito con l'intento di toglier un'ora di sole al tramonto al sottostante Palazzo Marini.

Monumento a Salvatore Tommasi[modifica | modifica wikitesto]

Opera dell'architetto pitiglianese Enrico Lattes che realizzò l'opera nel 1927. Si trova all'ingresso del borgo.

Palazzo Organtini[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Palazzo Organtini.

Edificio a tre piani che si caratterizza per le sue sale affrescate. Notevoli i soffitti a cassettoni e l'ampio "Salone dei ricevimenti", anch'esso affrescato con dipinti di quell'epoca.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2015 gli stranieri residenti nel comune di Accumoli erano 76, così ripartiti:[6]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Il comune rappresenta il confine orientale dei dialetti italiani mediani.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

La patrona del paese, la Beata Vergine Maria Addolorata viene festeggiata la prima o la seconda domenica di settembre.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo naturalistico di Accumoli

Persone legate ad Accumoli[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Accumoli ha uno svincolo sulla Strada statale 4, l'antica Via Salaria, che oggi è una strada ad una sola carreggiata ma a scorrimento veloce (ad eccezione del tratto Posta-Rieti ancora da ammodernare). La Salaria collega Accumoli da un lato a Roma e al capoluogo di provincia Rieti, dall'altro ad Ascoli Piceno e al mare Adriatico.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Accumoli non è servita da alcuna linea ferroviaria; la stazione più vicina è quella di Ascoli Piceno, che dista circa 43 km, posta sulla linea secondaria Ascoli-Mare. La città avrebbe dovuto essere collegata dalla Ferrovia Salaria (Roma-Rieti-Ascoli Piceno-San Benedetto del Tronto), che fu più volte progettata ma mai realizzata.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Cassino

Allineato su un crinale. Il suo nome compare la prima volta nel sec. XIII in una lista di chiese tributarie di Farfa.

Casaventre

Nel seno (ventre) della valle che scende da Colleposta, tra fittissimi boschi cedui, con magnifica vista sui monti della Laga e fino al Gran Sasso.

Colleposta

Il suo nome significa villa in colle posita. È allungata sul crinale che scende verso Casaventre.

La frazione di Terracino, a 1 165 m s.l.m., è la più alta del comune.

Collespada[modifica | modifica wikitesto]

Collespada, reso noto dai racconti del poeta romanesco Federico Tosti, dov'era la casa dei nonni e dove visse gran parte della sua gioventù, è oggi in provincia di Rieti; all'epoca era in territorio aquilano e venne trasferito al Lazio nel ventennio fascista.[7]

Fonte del Campo

È situata su un piccolo pianoro marnoso alla destra del Tronto, nei pressi del Vicus Badies, poche le case del sec.XVI, segno di uno sviluppo tardivo.

Grisciano[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Grisciano è l'ultimo paese dell'alta Sabina, sul confine con le Marche.

Illica[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Illica, a 800 m s.l.m., sorge nell'area dei Monti della Laga a pochi chilometri da Amatrice.

Libertino

Villaggio addossato al rilievo d’arenaria su cui sorge Accumoli. Le case quasi tutte di origine ottocentesca, tranne il gruppo più antico verso le Mole, formatosi dal sec.XVII.

Nei documenti è detto Libertino, Ipertino e Vipertino, forse da ubertinus (uber), con riferimento alla fertilità dei campi tra il Tronto e il torrente Pescara.

Macchia

Adagiata su un pianoro contornato da boschi (macla = bosco, macchia). Il caseggiato attuale risale al XVII-XVIII sec.

Mole

Sotto la strada che da Libertino sale ad Accumoli, nei pressi del Pescara, dove vi erano dei mulini (mole). Le case sono seicentesche (1654, 1681 ecc.). Secondo la tradizione, durante l’assedio francese del 1527 a questi mulini scendevano, per camminamenti sotterranei, gli accumolesi per rifornirsi di grano.

Poggio Casoli

Da casulae = casupole. Era detto anche Poggio Filettone e Poggio Bruciato per essere stato incendiato e gli abitanti trucidati una prima volta dagli ascolani nelle lotte con gli accumolesi nel sec. XV e di nuovo nel 1527 dai francesi. Per la cura delle anime dipendeva da S.Lucia in Accumoli. Sono di Poggio Casoli i poeti Marco Putini e il figlio Mattia, il primo buon improvvisatore, il secondo scrittore in versi.

Poggio d'Api[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Poggio d'Api (1080 m s.l.m.) presenta sorgenti di acqua ed è sede dell'oasi WWF del Lago Secco (1548 m s.l.m.). Tale oasi è la più a sud d'Europa a contenere un particolare tipo di tritone alpino.

Il nome significa semplicemente colle dell api. Il nome Api compare la prima volta nel 1052 tra le “corti” confermate da Leone IX al vescovo di Ascoli ed e ripetuto nelle carte successive dello stesso tenore.

Roccasalli

Aggruppato sul ripiano di un crinale a ridosso dei rilievi appenninici, in uno scenario di grande suggestione e vastità.

San Giovanni

Situato sopra un rilievo ricco di falde idriche, da cui nel corso dei secoli, sono discese frane rovinose. Secondo la tradizione, una di queste, in epoca imprecisata, provocata dal demonio in persona. distrusse S. Giovanni vecchio, arrestandosi miracolosamente davanti alla chiesa per intervento del santo patrono; un’altra nel 1860 seppellì un ponte, trasportando sassi per circa un chilometro.

Terracino[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Terracino, a 1 165 m s.l.m., è la più alta del comune, appollaiata su un ripiano calcareo, tra pascoli e boschi.

Tino

Sorge su un solido strato di arenaria. Diversi edifici sono del periodo rinascimentale.

Villanova

Edificata in mezzo a un terreno breccioso.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anno 2008 è entrato a far parte del consorzio "Riviera delle Palme", comprendente altri sei comuni costieri e interni della provincia di Ascoli Piceno.[8]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto nº 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti, Accumoli passò dalla provincia dell'Aquila a quella di Rieti.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 maggio 1985 6 maggio 1990 Antonio Ferraresi Democrazia Cristiana Sindaco
7 maggio 1990 23 aprile 1995 Antonio Ferraresi Democrazia Cristiana Sindaco
24 aprile 1995 13 giugno 1999 Sivestro Sergio Calcioli Lista civica Sindaco
14 giugno 1999 13 giugno 2004 Francesco Ambrosi Sacconi Lista civica Sindaco
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Stefano Petrucci Lista civica Sindaco
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Stefano Petrucci Lista civica Sindaco
26 maggio 2014 in carica Stefano Petrucci Insieme per Accumoli Sindaco

Fonte: Ministero dell'Interno[9]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Province, otto secoli di storia, il Centro, 1º novembre 2012. URL consultato il 27 agosto 2012.
  4. ^ Enrico Nardecchia, Comuni reatini pronti a lasciare il Lazio, il Centro, 14 agosto 2012. URL consultato il 27 agosto 2016.
  5. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Dato Istat – Cittadini stranieri. Popolazione residente e bilancio demografico al 31 dicembre 2015., su demo.istat.it.
  7. ^ Tiziano Thomas Dossena, I racconti di Collespada, in L'Idea Magazine, II, nº 7, New York, 2001.
  8. ^ La riviera delle Palme: comuni del consorzio, su larivieradellepalme.it. URL consultato il 24 agosto 2016.
  9. ^ Anagrafe: Ricerca e Archivio, Ministero dell'Interno.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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