Accumoli

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Accumoli
comune
Accumoli – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Rieti-Stemma.png Rieti
Amministrazione
Sindaco Stefano Petrucci (lista civica) dal 13/06/2004
Territorio
Coordinate 42°42′00″N 13°15′00″E / 42.7°N 13.25°E42.7; 13.25 (Accumoli)Coordinate: 42°42′00″N 13°15′00″E / 42.7°N 13.25°E42.7; 13.25 (Accumoli)
Altitudine 855 m s.l.m.
Superficie 86,89 km²
Abitanti 653[1] (31.12.2011)
Densità 7,52 ab./km²
Frazioni Cassino, Cesaventre, Colleposta, Collespada, Fonte del Campo, Grisciano, Illica, Libertino, Macchia, Macchiola, Mole, Poggio Casoli, Poggio d'Api, Roccasalli, San Giovanni, San Giovanni Vecchio, Terracino, Tino, Villanova
Comuni confinanti Amatrice, Arquata del Tronto (AP), Cittareale, Norcia (PG), Valle Castellana (TE)
Altre informazioni
Cod. postale 02011
Prefisso 0746
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 057001
Cod. catastale A019
Targa RI
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 921 GG[2]
Nome abitanti accumolesi
Patrono Beata Vergine Addolorata
Giorno festivo 15 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Accumoli
Posizione del comune di Accumoli nella provincia di Rieti
Posizione del comune di Accumoli nella provincia di Rieti
Sito istituzionale

Accumoli è un comune italiano di 653 abitanti della provincia di Rieti, nella regione Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Situata all'altitudine di 855 m s.l.m. nell'Appennino umbro-marchigiano, Accumoli appartiene alla Comunità montana del Velino. Fino al 1927 era parte della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Il comune di Accumoli è, insieme a quello confinante di Arquata del Tronto, l'unico in Italia a confinare con tre regioni (Abruzzo, Marche e Umbria) diverse da quella di appartenenza (Lazio).

Clima[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il comune ha origine nel XII secolo, quando il territorio nella Valle del Tronto era sotto il dominio dei Normanni e in seguito del Regno di Napoli. Cascia minacciava l'estremo confine del Regno, così per rafforzarlo, i governatori locali decisero di riunire sotto un'unica città i tanti villaggi sparsi per la Valle del Tronto. Dopo la dominazione degli Orsini, la città fu attaccata dalla Francia nel 1527.

Le origini del nome

Ci sono 3 ipotesi sull'origine del nome Accumoli, il toponimo potrebbe derivare dal latino cumulus, "cumulo", a causa della grande costruzione di case (cumulo) da parte degli abitanti. La seconda è che potrebbe derivare dal latino ad-culum, ovvero "in cima". L' ultima ipotesi vuole che il nome derivi dall'aggregazione di tanti piccoli villaggi da parte dei Normanni.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Torre civica[modifica | modifica sorgente]

Salendo per via S. Tommasi si trova la Torre civica del XII secolo. Larga in pianta, quadrata e slanciata, resta come simbolo delle antiche libertà comunali. È unica nel suo genere in tutta la Valle del Tronto. Innestato alla sinistra della Torre Civica si erge il Palazzo del podestà. È un organismo orizzontale, a conci di arenaria squadrati e lisci, scandito al piano terra da due arcate, tipiche dei palazzi pubblici medioevali. Oggi è sede di uffici comunali.

Palazzo del Guasto[modifica | modifica sorgente]

Un altro monumento è il Palazzo del guasto del XV secolo. Qui tra il 1427 e il 1433 predicò S. Bernardino come si evince dal monogramma su una delle sue finestre.

Palazzo Marini[modifica | modifica sorgente]

Grande struttura tardomanierista adattata al pendio della strada. Si caratterizza per un portale incorniciato da bugnato a punta di diamante e da colonne tortili con capitello ionico a zampe di elefante. D'ispirazione tardomanierista partenopea sono anche gli affreschi presenti nelle sale interne. Notevoli i soffitti a cassettoni e il monumentale camino. Al culmine dell'abitato nei pressi dell'antica rocca si erge Palazzo Cappello un edificio del XV secolo a cinque piani.

La struttura cinquecentesca ingloba una parte costruita o ricostruita in un periodo successivo riconoscibile dalla tecnica costruttiva. Infatti la parte originale è tutta in pietra a vista squadrata e con finestre monumentali mentre la parte aggiunta. L'edificio è stato usato come caserma dei Carabinieri a partire dal 1864 a 3 anni dalla costituzione dello Stato Italiano e quindi probabilmente una delle prime caserme della nuova Italia.

Ci sono 3 accessi all'edificio di cui due monumentali uno dal lato est a livello delle cantine e che raggiunge il primo piano con uno scalone in arenaria da cui si può entrare nel palazzo a mezzo di una ampia scala elicoidale, che permette di scendere alle cantine di secondo livello o salire al piano nobile. Questa scala interamente costruita in loco con gradini in arenaria incastrati nel muro ed appoggiati al centro seguendo un'elicoidale, è una rarità architettonica, probabilmente unica. Dall'entrata monumentale a Nord/ovest, riservata alle carrozze, si accede attraverso un ampio passaggio con volta piena a tutto sesto al cortile interno, caratterizzato da un loggiato su tre ordini con colonne in arenaria e capitelli corinzi nei primi due ordini, mentre il terzo, costruito in seguito, con più semplici capitelli dorici.

Dal cortile si accede al loggiato a mezzo di una scala monumentale costruita anch'essa in un secondo periodo. Si racconta che l'ultimo piano, i cui interni sono rimasti grezzi fino al 1996, sia stato costruito con l'intento di toglier un'ora di sole al tramonto al sottostante Palazzo Marini.

Monumento a Salvatore Tommasi[modifica | modifica sorgente]

Opera dell'architetto pitiglianese Enrico Lattes che realizzò l'opera nel 1927. Si trova all'ingresso del borgo.

Palazzo Organtini[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palazzo Organtini.

Edificio a tre piani che si caratterizza per le sue sale affrescate. Notevoli i soffitti a cassettoni e l'ampio "Salone dei ricevimenti", anch'esso affrescato con dipinti di quell'epoca.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Il comune rappresenta il confine sud dei Dialetti italiani mediani.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

La patrona del paese, la Beata Vergine Maria Addolorata viene festeggiata la prima o la seconda domenica di settembre.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo naturalistico di Accumoli

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

La frazione di Terracino, a 1.165 m sl.m., è la più alta del comune.

Collespada[modifica | modifica sorgente]

Collespada, reso famoso dai suoi racconti, dov'era la casa dei nonni e dove visse gran parte della sua gioventù, oggi in provincia di Rieti, era difatti in territorio aquilano e venne trasferito al Lazio nel ventennio fascista.[4]

Poggio d'Api[modifica | modifica sorgente]

La frazione di Poggio d'Api (1080 m s.l.m.) presenta sorgenti di acqua ed è sede dell'oasi WWF del Lago Secco (1500 m s.l.m.). Tale oasi è la più a sud d'Europa a contenere un particolare tipo di tritone alpino.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Nell'anno 2008 è entrato a far parte del consorzio "Riviera delle Palme".

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti, Accumoli passò dalla provincia dell'Aquila a quella di Rieti.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Stefano Petrucci lista civica Sindaco
2009 in carica Stefano Petrucci lista civica Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ISTAT data warehouse
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ I racconti di Collespada Tiziano Thomas Dossena. L'Idea Magazine #7 Vol. II, NY 2001

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]