Ipogeo

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Ipogeo dei Volumni, profilo ovest, rielaborazione 3D
Ipogeo di Piazza Duomo, Ortigia
Ipogeo Lagrasta a Canosa di Puglia

Un ipogeo (hypógheios) è una costruzione sotterranea di interesse storico e antropologico, realizzata interamente dall'uomo o come riadattamento di cavità naturali.[1] Gli ipogei sono studiati dalla speleologia in cavità artificiali (già speleologia urbana).

L'uso del termine[modifica | modifica sorgente]

Il termine ipogeo può essere usato come aggettivo e come sostantivo. Usandolo come aggettivo si può usare per indicare qualcosa che si sviluppa sottoterra, come la flora ipogea o la fauna ipogea.

Parlando di ambienti ipogei ci si riferisce semplicemente ad ambienti sotterranei, o cavità, che possono essere sia naturali, come le grotte di origine carsica, che artificiali.

Parlando di ipogei l'aggettivo si sostantivizza e si riferisce generalmente alle sole cavità artificiali o riadattate; di queste, è in particolare diffusa l'identificazione dell'ipogeo con il sepolcro e la catacomba, cioè con l'uso funerario o cultuale.[2]

Classificazione degli ipogei[modifica | modifica sorgente]

La Artificial Cavities Commission dell'Union Internationale de Spéléologie, basandosi largamente sul lavoro della Società Speleologica Italiana, ha redatto nel 2013 un documento che stabilisce uno schema per la classificazione degli ipogei.[3]

I criterii usati nella classificazione sono:

  • l'età;
  • la tecnica costruttiva;
  • la funzione o scopo;
  • la forma e lo sviluppo della struttura;
  • il rapporto con l'ambiente circostante;
  • il rapporto con gli eventi storici.

Età[modifica | modifica sorgente]

L'età di un ipogeo può andare dalla preistoria ai giorni nostri. Per identificare il periodo di costruzione si usano le lettere dalla a (preistoria) alla n (XX secolo e a seguire), distribuite più densamente col progredire del tempo.

Tecnica costruttiva o categoria[modifica | modifica sorgente]

Le cavità di origine artificiale possono essere ricavate per escavazione completamente sotterranea (cavità scavate nel sottosuolo), ad esempio gallerie in suoli duri come la pietra, oppure costruite in un fossato fatto a cielo aperto, le cui pareti vengono rivestite e sia poi coperto da un tetto, come certe trincee (cavità costruite nel sottosuolo).

Quando invece l'uomo scava per riadattare cavità naturali, ad esempio espandendole, o per raggiungerle dall'esterno, si parla di cavità artificiali miste. Se tali interventi sono limitati e magari indiretti si definiscono invece grotte con interventi antropogeni.

Esistono poi due casi particolari. Specie nelle aree urbane, è comune che costruzioni in origine di superficie finiscano nel sottosuolo per le nuove costruzioni dell'uomo, o per l'azione della natura; si parla in questi casi di cavità ricoperte. Nel caso di strutture come i bunker, costruzioni superficiali molto simili agli ipogei più classici, si parla invece di cavità artificiali anomale.

Funzione o tipo[modifica | modifica sorgente]

Le opere idrauliche comprendono tunnel per il drenaggio di zone umide e per il controllo del livello di riserve idriche, naturali e non; l'intercettazione di falde acquifere e in generale di fonti d'acqua, con relativi acquedotti, cisterne per la riserva e redistribuzione, pozzi per il prelievo. Sono comprese inoltre ghiacciaie, fognature e canali navigabili sotterranei.

Fra le opere insediative civili sono inclusi, ad esempio, i Sassi di Matera e qualsiasi abitazione sotterranea. In gran parte abbandonate, vengono ancora costruite in Cina, ma nell'antichità alcuni di questi insediamenti hanno raggiunto dimensioni notevoli. Sempre civili sono le cantine, e magazzini, silos, stalle e persino piccionaie ed arnie sotterranei, oltre che impianti per la produzione di olio e di corde. In questo tipo sono inclusi anche rifugi temporanei come quelli dei pastori, o nascondigli di pirati e banditi.

Le opere di culto si dividono fra i luoghi di culto e le opere sepolcrali. I primi includono ninfei, mitrei, eremi e monasteri, nonché chiese e cappelle. Le seconde sono catacombe, necropoli e cripte. I due usi possono sovrapporsi.

Le opere militari includono fortificazioni e collegamenti sotterranei, tunnel di mina e contromina, postazioni di sparo, rifugi di guerra per civili e postazioni di comando protette. Queste opere sono state molto utilizzate nelle guerre mondiali, ad esempio sulla Linea Maginot, Linea Sigfrido e Linea Metaxas.

Il gruppo delle opere estrattive cave e miniere di diversi materiali e quindi dalle caratteristiche diverse, ma anche sondaggi minerari e coltivazioni sotterranee, tipicamente di funghi.[4]

Le vie di transito infine includono ampie gallerie anche di epoca etrusca e cunicoli non ricollegabili a un uso militare. Ricadono in questo tipo anche le discenderie, pozzi obliqui di cui non è certo lo scopo o l'appartenenza ad opere dallo scopo accertato.

Va notato che di una stessa opera, perdurando nel tempo, può esser fatto più di uno dei precedenti usi.

Esempi di ipogei[modifica | modifica sorgente]

Costituiscono un esempio di costruzioni sotterranee gli ipogei etruschi. Vi è presenza di essi anche in alcune zone di Umbria, Sardegna, Puglia, Sicilia e Basilicata.

Il termine è anche indicato nella descrizione di ambienti ipogei che si possono trovare sotto alcune chiese, come ad esempio nel complesso monumentale di Sant'Agnese fuori le mura, dove fu edificato il mausoleo di Costantina, l'attuale Mausoleo di Santa Costanza, sulla Via Nomentana. È una struttura semi-ipogea, divisa in tre navate da due filari di sette colonne, con gallerie che girano a U sovrastando l'endonartece, come era usuale nelle costruzioni di Costantinopoli. Un altro esempio simile è riscontrabile nella Basilica di San Lorenzo fuori le mura, sulla via Tiburtina.

Elenco di alcuni ipogei[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mario Parise et al, 2013, op. cit.
  2. ^ Vocabolario online - Ipogeo in Treccani.it. URL consultato il 13 febbraio 2014.
  3. ^ Mario Parise et al, 2013, op. cit.
  4. ^ Queste ultime ricadono in questa classificazione perché da esse, come per le miniere, si ricava qualcosa.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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