Grotta del Vento

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Grotta del Vento
Grottadelvento flickr02.jpg
Stalattiti calcaree
StatoItalia Italia
RegioneToscana Toscana
ProvinceLucca Lucca
ComuniVergemoli-Stemma.png Vergemoli
Altitudine650 m s.l.m.
Profondità40 m
Coordinate44°02′02.76″N 10°21′27″E / 44.0341°N 10.3575°E44.0341; 10.3575Coordinate: 44°02′02.76″N 10°21′27″E / 44.0341°N 10.3575°E44.0341; 10.3575
Mappa di localizzazione: Italia
Grotta del Vento
Grotta del Vento

La grotta del Vento (in dialetto locale Buca del Vento) è situata nella catena montuosa delle Alpi Apuane, sotto il monte Pania a Vergemoli nel comune di Fabbriche di Vergemoli, in provincia di Lucca (Toscana).

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

È una tra le più importanti grotte turistiche d'Europa. Ha tre percorsi turistici per la durata di 1, 2, o 3 ore e due itinerari avventura. L'itinerario di un'ora percorre gallerie caratterizzate dalla grande abbondanza di concrezioni tutte "vive" e di diversi colori. L'itinerario da due ore comprende il precedente percorso e prosegue scendendo di 75 metri fino a raggiungere la parte più profonda della grotta che è percorsa da un piccolo torrente sotterraneo. L'itinerario da tre ore comprende i primi due percorsi e prevede la risalita di un pozzo perfettamente verticale alto circa 80 metri. I tre percorsi turistici sono attrezzati con sentieri in cemento, corrimano e impianto elettrico. I due percorsi avventura, molto entusiasmanti ma adatti solo a chi non soffre di vertigini, percorrono un grande pozzo attrezzato solo con scale a pioli e corde per la sicura, il ritorno avviene tramite un'avvincente calata nel vuoto.

La Grotta ha un dislivello complessivo è di circa 120 metri ed è lunga circa 4500. L'unico ingresso conosciuto è a 640 m sul livello del mare, ma sicuramente ne esistono altri attorno ai 1400 m altrimenti non esisterebbe il forte vento che la caratterizza. Il vento è dovuto alla differenza di temperatura tra interno ed esterno. La temperatura interna è costante tutto l'anno ed è di 10,7 °C. In estate la temperatura interna risulta essere più bassa di quella esterna, di conseguenza l'aria interna essendo più densa quindi più pesante di quella esterna tende a scendere e ad uscire dall'ingresso inferiore. In inverno succede esattamente il contrario. All'ingresso turistico è stata registrata una velocità del vento superiore ai 40 km/h.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A causa del forte vento freddo l'ubicazione dell'ingresso era nota agli abitanti di Fornovolasco fin dal 1800. In quel periodo venne costruita una piccola capanna proprio sul piccolo "foro soffiante" per sfruttare il vento come frigorifero naturale. Dalle informazioni che si hanno pare che la prima persona ad entrare all'interno della Grotta, agli inizi del Novecento, sia stata una bambina di quattro anni conosciuta con il nomignolo di Betta che, per gioco s'insinuò in questo piccolo "foro soffiante". Il passaggio era troppo piccolo per un adulto e la bambina percorse solo 10 metri e tornata all'esterno raccontò ai giovani, che la convinsero ad entrare, che la galleria continuava. La curiosità spinse questi giovani ad allargare l'ingresso e ad esplorare i primi 30 metri. In quel punto dove finalmente il soffitto si alzava e la progressione diventava più semplice, fu la paura per l'ignoto che li spinse a tornare all'esterno.

Le prime spedizioni scientifiche, condotte da speleologi, iniziarono nel 1929 con un'esplorazione del Gruppo Speleologico Fiorentino. Scoprirono i primi 60 metri di galleria, si arrestarono davanti ad un sifone, una galleria a forma di U riempita d'acqua. Loro pensarono di aver raggiunto il fondo della grotta e che terminasse con un lago. Solo nel 1961 gli speleologi del Gruppo Speleologico Bolognese arrivando in un periodo di forte siccità riuscirono superare il sifone e a esplorare i primi 600 metri di gallerie. Da allora si sono susseguite varie esplorazioni che hanno portato lo sviluppo complessivo a circa 4500 metri.

Reperti fossili[modifica | modifica wikitesto]

All'interno di essa sono stati scoperti vari reperti fossili: delle ossa di alcuni esemplari di orso delle caverne e il fossile di un piccolo roditore preistorico, probabilmente caduto in un anfratto, dato che all'interno della grotta le forme di vita sono molto scarse.

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