Frazioni dell'Aquila

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1leftarrow blue.svgVoce principale: L'Aquila.

Santuario della Madonna d'Appari a Paganica

Il territorio comunale dell'Aquila, il nono in Italia per estensione[1], include 59 frazioni alcune delle quali sono ormai aggregate alla struttura urbana del capoluogo e possono essere considerate a tutti gli effetti quartieri. Nella maggior parte dei casi queste frazioni derivano dagli antichi castelli che nel XIII secolo promossero la fondazione dell'Aquila; alcune di esse sono state riaccorpate amministrativamente all'Aquila solo nel XX secolo (la Grande Aquila) nel tentativo di ricreare l'unione politica tra L'Aquila e il suo contado.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Quarti dell'Aquila.
Mappa dei quattro quartieri principali dell'Aquila: i quarti non includono soltanto il nucleo abitato dell'Aquila, ma anche i confini della relative frazioni

Il territorio del circondario aquilano è molto complesso per classificazione. Nella conca aquilana, attorno la città vera e propria, si sviluppano in maniera circolare in senso orario, le seguenti frazioni maggiori: Roio Piano, San Vittorino, Coppito, Collefracido, Sassa, Preturo, Collebrincioni, Aragno, Tempera, Paganica, Bazzano, Onna, Monticchio, Bagno, Pianola, Sant'Elia. Le frazioni inoltre sono suddivise nei cosiddetti "Quarti", ossia quattro suddivisioni-quartieri storici della città: Quarto San Giorgio, Quarto Santa Maria, Quarto San Pietro e Quarto San Giovanni d'Amiterno.

La complessità di alcune frazioni risiede nella loro particolarità, e nella loro formazione di minuscoli agglomerati sparsi, come il comprensorio di Bagno, Roio e Sassa, frazioni suddivise in altri piccoli borghi circostanti, come Roio Piano, Pagliare di Sassa, Sassa Scalo, Poggio Santa Maria, Civita di Bagno, Bagno Grande-Piccolo, e così via. Invece alcune frazioni come Paganica, Coppito e Bazzano mantengono il loro centro storico sviluppato a forma ellittica attorno il vecchio castello.

Qui è riportato l'elenco delle frazioni maggiori.

L'Aquila Nord

L'Aquila Est

L'Aquila Sud

  • Bagno (Civita di Bagno, Bagno Grande-Piccolo, Vallesindola)
  • Pianola
  • Roio (Poggio, Colle, Roio Piano)
  • Collefracido

L'Aquila Ovest

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'Aquila.
Rovine di Amiternum

La storia delle frazioni aquilane comincia nell'era sabino-vestina dell'VIII secolo a.C., quando esistevano gli abitati di Amiternum (oggi presso San Vittorino), e Forcona (Civita di Bagno). Tali abitati furono conquistati da Roma nel III secolo a.C., e municipalizzati. Amiterno era il centro nevralgico della vita pre-aquilana, tanto che vi nacquero personalità come lo storico Sallustio. Dopo il disfacimento dell'impero romano, già dal VII secolo Amiterno cominciò a soffrire della mancanza di un governo, e come altri posti della penisola fu invasa dai Longobardi. Nel frattempo venne martirizzato il santo Massimo d'Aveia (oggi Fossa), e a Forcona venne eretta nell'VIII secolo la prima Cattedrale di San Massimo, tuttora esistente nelle sue imponenti rovine. Così nacque la primitiva Diocesi di Amiterno, soppressa da quella aquilana nel 1257.

Sempre in quest'epoca le frazioni come Bagno, Paganica e Coppito si sviluppano come piccoli villaggi raccolti dentro le mura attorno il castello. Tali castelli nel 1254, secondo la leggenda, erano arrivati a 99, e fondarono la nuova città di Aquila, come centro rappresentativo e commerciale di tutti i piccoli castelli della conca. Tuttavia altre fonti riportano che intorno al 1230 la città era stata già fondata da Federico II di Svevia, e che nel '33 era compresa nel neonato Giustizierato d'Abruzzo, con capoluogo Sulmona. Dopo una prima distruzione nel 1259 da parte di Manfredi di Sicilia, la città crebbe sempre di più nella sua floridezza. Le frazioni intanto mantenevano il loro controllo nei piccoli feudi, collaborando con il signore della città, e il rapporto con la nuova Aquila era così forte che le prime chiese fondate nella città portavano il nome dei castelli fondanti, come San Pietro a Coppito, San Biagio d'Amiterno e Santa Maria di Roio. La suddivisione della città in Quarti avvenne nel 1276 ad opera di Lucchesino da Firenze[2], già Capitano della Città, secondo l'uso dei comuni della Toscana, ed è collegata alle vicende che portarono alla fondazione dell'Aquila avvenuta per ragioni economiche e politiche nel XIII secolo. Le insegne di ciascuno dei quattro Quarti sono ancora visibili nel gonfalone cittadino insieme allo stemma civico[3].

Piazza Umberto I di Paganica

I castelli si trovarono in serio pericolo nel 1424 quando scoppiò una guerra tra Aragonesi e Angioini con coinvolto il Regno di Napoli. Il condottiero Braccio da Montone decise di punire severamente Aquila, sempre dichiaratasi angioina, e iniziò appositamente distruggendo i castelli fondatori uno per uno, per impedire che la città venisse difesa e rifornita. Successivamente acquartierò le truppe presso le mura, sperando di prendere la città per fame. Ma Braccio venne sconfitto dall'arrivo dei generali Piccolomini e Caldora. Da questo momento i castelli più antichi iniziarono a subire una lenta decadenza, tanto che con la dominazione spagnola nel XVI secolo molti, compresa soprattutto Paganica, persero il dritto di autonomia, dipendendo sempre di più in ambito giuridico-legislativo da Aquila. Il terremoto dell'Aquila del 1703 peggiorò notevolmente la situazione, dato che fu uno dei più potenti della storia di L'Aquila.

Evoluzione della Grande Aquila
La suddivisione del "contado aquilano" dopo l'annessione al Regno d'Italia.
L'annessione dei comuni limitrofi al comune di Aquila degli Abruzzi per la creazione della "Grande Aquila"; Pizzoli conserverà buona parte del suo territorio ma perde la frazione di San Vittorino.
La situazione nel dopoguerra: Lucoli riconquista l'autonomia, Pizzoli perde definitivamente il territorio di San Vittorino.

Ormai i borghi erano ridotti a semplici centri feudali capeggiati da signorotti che detenevano solo il controllo dei feudi attorno il borgo, e che rispondevano al sovrano della città. Nel 1927 il regio decreto di Benito Mussolini riformò tutta la provincia, e l'intero assetto urbano di L'Aquila. Si trattava dell'attuazione del progetto "Grande Aquila", ossia l'inglobamento urbano di 8 comuni facenti parte del gruppo storico dei castelli, ridotti improvvisamente a frazioni, per incrementare il numero della popolazione, facendolo lievitare a circa 50.000 unità, cosicché L'Aquila potesse diventare il capoluogo degli Abruzzi e Molise. I comuni soppressi erano Arischia, Aragno, Assergi, Camarda, Bagno, Sassa, Roio, Lucoli, Preturo e Paganica. Solo Lucoli nel 1947 riottenne l'autonomia di comune. Negli anni '60 le frazioni come Bazzano, Roio, Coppito e Preturo subirono un notevole sviluppo economico, grazie alla costruzione di palazzi nuovi e di impianti industriali e commerciali. A Colle di Roio venne costruito il Polo didattico della Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi dell'Aquila, e a Preturo lo scalo dell'Aeroporto dei Parchi. Ad Assergi venne inaugurato un importante comprensorio sciistico, nonché i Laboratori Nazionali del Gran Sasso.

Il terremoto dell'Aquila del 2009 ha nuovamente messo in crisi la situazione delle frazioni, molte delle quali dimezzate di popolazione per la distruzione delle case. Onna, dove ci fu l'epicentro, è stata rasa al suolo, con soltanto la chiesa parrocchiale superstite. Da un lato c'è stato un impoverimento di questi borghi, ma dall'altro il piano di ricostruzione immediato delle new-town del progetto dell'allora Ministro Guido Bertolaso, nonostante inchieste e scandali. Inoltre al dicembre 2015 risultava che centri come Onna e Bazzano, con finanziamenti europei di imprese costruttrice private estere, risultassero quasi completamente ricostruiti, seguendo anche il metodo del restauro certosino dei monumenti storici come chiese e palazzi.

Elenco alfabetico[modifica | modifica wikitesto]

Indice
0 - 9 A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z ?

A[modifica | modifica wikitesto]

  • Aquilio
Antichissimo castello posto alle pendici del colle di Roio, ad ovest del capoluogo. Nato a ridosso del fiume Aterno, in una zona ricca di sorgenti, ebbe un ruolo importante nelle vicende della fondazione dell'Aquila e, con ogni probabilità, della scelta del suo nome.
Oggi dell'antico sito non rimane nulla, se non delle comuni case, che si trovano proprio sotto Poggio di Roio e il parco naturale di Monteluco, presso via Giovanni Gronchi.
Chiesa di San Franco - Santa Maria Assunta (Assergi)
Piccolo centro di origine normanna, originariamente conosciuto con il nome di Ragna, situato ad oltre 1000 metri d'altitudine all'interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a nord est del capoluogo. Di particolare interesse architettonico sono la chiesa romanica di Santa Maria Maddalena e quella di Santa Maria della Vittoria. Fino al 1927 Aragno era contenuto nel comune di Camarda e oggi conta circa 400 abitanti.
Anticamente conosciuto come Oriscola, è un borgo posto a circa 800 metri d'altitudine al limite nord orientale del territoriale comunale, in un'area ricca d'acqua e legname che hanno contribuito alla sua ascesa economica e politica: nell'antichità infatti, dai boschi del circondario (bosco di Chiarino) veniva ricavato un olio da illuminazione ricercato in tutta Italia. Il paese, sede del Museo del legno, è meta di passeggiate e itinerari turistici a causa della vicinanza con il Gran Sasso e della sua posizione strategica nella gola che divide la Valle dell'Aterno da quella del Vomano. Fino al 1927 Arischia è stata comune autonomo. Nel 2009 è stata gravemente danneggiata dal terremoto del 6 aprile; conta circa 1300 abitanti.
Centro di origine vestina (nei suoi dintorni si trovano i ruderi dell'antica Prifernum), era conosciuto in epoca romana come Castrum Asserici, da cui deriva il nome del castello che contribuì alla fondazione dell'Aquila (Sercio, di cui è ancora visibile la cinta muraria) e quello attuale. Situato proprio a ridosso del massiccio del Gran Sasso, a poca distanza dalla funivia che porta a Campo Imperatore, è sede dell'ente Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e dei Laboratori nazionali del Gran Sasso. Tra le emergenze architettoniche del paese si ricorda soprattutto la Chiesa di Santa Maria Assunta con facciata romanica simile a quella della Basilica di Santa Maria di Collemaggio e cripta scavata nella roccia. Assergi conta poco più di 500 abitanti.

B[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una delle ville dell'omonimo centro diffuso (anticamente Balneum cum Villis) che si sviluppa su un'area di vaste dimensioni alle pendici del Monte Ocre, a sud est dell'Aquila. È stato uno dei castelli che ha contribuito alla fondazione della città e vanta numerose valenze storiche. È ulteriormente suddivisa in due parti, denominate Bagno Grande e Bagno Piccolo, e insieme alle altre ville ha formato fino al 1927 un comune autonomo e oggi conta circa 600 abitanti.
Piccolo centro posto alle pendici del monte omonimo, ad est del capoluogo. Di origine vestina (anticamente noto come Offidium) ha un ruolo importante nella fondazione dell'Aquila nella quale è presente la chiesa capoquarto di Santa Giusta (originariamente San Giorgio) collegata proprio al castello di Bazzano. Un'altra chiesa di Santa Giusta costituisce poi la principale emergenza architettonica del paese: si tratta di una chiesa medievale realizzata su preesistenze normanne la cui facciata a capanna è riconosciuta come una delle più importanti espressioni dell'architettura aquilana pre-fondazione. Fino al 1927 era inglobato nel comune autonomo di Paganica.

C[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Giusta di Bazzano
Panorama di Roio Piano dal Colle (Monteluco)
Antico borgo situato sulla strada che dall'Aquila sale verso il Gran Sasso, a circa 800 metri d'altitudine. Con il suo circondario costituiva, sino al 1927 un comune autonomo mentre oggi presente visibili danneggiamenti dovuti al terremoto del 2009. La frazione ha la tipica forma di un borgo medievale arroccato sulla roccia, con in posizione dominante la torre del castello. Tra i monumenti la torretta del Treo e la chiesa di San Giovanni.
  • Cansatessa
Paese posto all'estremità occidentale del quartiere di Pettino, sulla strada che dall'Aquila va verso San Vittorino (L'Aquila) e l'antica città romana di Amiternum. Può oggi essere considerato parte della struttura urbana della città.
Chiesa di Santa Maria Assunta (Poggio Santa Maria)
  • Casaline
Piccolo centro posto a quasi 1000 metri d'altitudine sul colle di Preturo, centro con cui ha costituito, fino al 1927, un comune autonomo. Conta circa 100 abitanti.
  • Cermone
Località situata sulla confluenza della cosiddetta Via Amiternina con la strada che dall'Aquila sale verso l'alto Aterno. Rappresenta l'estremità meridionale del circondario di Arischia con cui ha costituito, fino al 1927, un comune autonomo.
Paese posto a ridosso del borgo di Preturo ad oltre 700 metri d'altezza, in una posizione panoramica con vista sulla Valle dell'Aterno. Fino al 1927 è stato inglobata nel comune autonomo di Preturo mentre nel 2009 è stato scelto come principale sito destinato ad ospitare gli sfollati del terremoto passando da 300 abitanti ad oltre 2000.
  • Civita di Bagno
facente parte del nucleo di Bagno Grande, trovandosi sotto il borgo, presso un laghetto naturale, il piccolo centro fu abitato sin all'epoca dei Vestini, che fi fondarono la città di Furcunium (la storica Forcona). Il piccolo abitato non si è più ripreso dopo il terremoto del 1703, constando di poche case e qualche chiesa. Fino al 1257 fu la sede ufficiale della Diocesi di Amiterno, con la primitiva Cattedrale di San Massimo, di cui oggi restano ampie porzioni, come la pianta rettangolare, le tre absidi, parte del colonnato interno e il campanile.
  • Colle di Preturo
si trova sopra Preturo, risalente al XIV secolo. Di interesse il palazzo baronale.
  • Colle di Sassa
faceva parte del comune di Sassa, prima della soppressione del 1927 a frazione. Benché di antiche origini, il feudo di Sassa contribuì alla fondazione del quartiere di San Giovanni d'Amiterno all'Aquila. Dopo il terremoto del 1703, la frazione ha assunto un aspetto settecentesco-moderno, in cui si conserva di antico soltanto la chiesa di Sant'Antonio. Con il dilagare della costruzione edile, si è fusa con la località Brecciasecca.
  • Colle Roio
dell'antico comune di Roio Piano, il Colle è la parte più alta, alle pendici di Monteluco, dove oggi c'è la sede della Facoltà universitaria di Ingegneria, e un parco naturale. Distrutto nel 1703, di antico resiste la chiesetta della Madonna del Colle, del XIII secolo. Nel 1927 divenne parte della frazione di Roio Piano.
piccolo villaggio che nel XIII secolo fu molto influente nella costruzione dell'Aquila nel 1254. Federico II negli anni '30 del '200 concesse ai villaggi aquilani delle terre come proprietà, e così Collebrincioni edificò la parte nord della nuova città aquilana, nel rione di San Silvestro, quartiere chiamato Branconio. Fu completamente ricostruito più a valle dall'antico villaggio dopo il 1703.
  • Collefracido di Sassa
paese a 9 km da L'Aquila, completamente ricostruito dopo il 1703, benché oggi abbia un aspetto moderno per la presenza di costruzioni antisismiche dopo il 2009.
Collemare di Sassa
Chiesa Madonna dei Ciccani a San Martino di Sassa (AQ)
piccolo centro dal nucleo circolare, ricostruito dopo il 1461, ricostruito ancora dopo il sisma del 1703. Il centro ha un tipico aspetto settecentesco signorile, con case di pietra rivestite in intonaco.
  • Coppito
l'antica Poppleto, divenne un "castello" nel XII secolo, e nel 1254 fondò il quarto San Pietro Coppito della nuova città aquilana. Dopo il terremoto del 1703, il vecchio castello fu inglobato nelle nuove case ricavate da esso e oggi è difficilmente leggibile se non per qualche bastione. Dopo il terremoto del 2009 la frazione è stata interessata dal progetto edilizio C.A.S.E. con un forte sviluppo urbano per collegare la frazione alla zona Pile di L'Aquila, ossia il centro moderno, mediante la costruzione del nuovo ospedale San Salvatore, e il grande viale della Comunità Europea.

F[modifica | modifica wikitesto]

  • Filetto di Camarda
è uno dei borghi più antichi, sempre dipeso dal comune di Camarda, soppresso nel 1927. Il borgo medievale si presenta nella tipica forma di villaggio arroccato, con la centro la chiesa parrocchiale. Al di fuori si trovano delle grotte rupestri, e un'abbazia molto antica (XI secolo), dedicata ai Santi Crisante e Daria.
  • Foce di Sassa
dell'antico villaggio, constante di poche case, non è rimasto nulla perché unito al moderno centro aquilano, percorso oggi da via del Monacesco e via del Fabbro.
Brecciasecca
  • Forcelle
è una delle frazioni più lontane dal capoluogo, quasi confinante col comune di Tornimparte, a sud-ovest. Consta di un piccolo agglomerato di case-pagliare, con una chiesetta barocca della Madonna del Rosario.

G[modifica | modifica wikitesto]

  • Genzano di Sassa
prima del 2009 era una località amena e con poche case di campagna. Dopo il terremoto è stata individuata come terremo fertile per la costruzionedi nuovi edifici antisismici. Attualmente è in forte sviluppo edilizio.
  • Gignano
si trova a 3 km dalla città. Negli anni '60 si è notevolmente sviluppata, essendo attraversata dalla strada regionale 17. Il suo nucleo principale è incentrato nel Largo Tre Vasche, assieme a via delle Cave.

M[modifica | modifica wikitesto]

  • Menzano
una delle frazioni più distanti, legata a Casaline, all'estremo confine con il Lazio. Il villaggio attuale risale all'800, probabilmente ricostruito in seguito al sisma del 1703, benché le testimonianze architettoniche facciano capire che si tratti di un villaggio rurale legato alla potenza feudale di un barone aquilano, visto l'unico palazzo signorile situato nel centro. Anche la chiesa principale è molto piccola e semplice.
si trova presso la frazione Onna, e risale al XIV secolo. Il suo fulcro è il Monastero di San Nicola di Bari. La frazione si è estesa dopo la ricostruzione post-sisma del 2009, che interessò anche Onna.

O[modifica | modifica wikitesto]

antico centro medievale, raso al suolo dal terremoto del 1703, è stato purtroppo l'epicentro del nuovo terremoto dell'Aquila del 2009, con la distruzione del 90% delle case, e danneggiamento della chiesa di San Pietro. Il programma di ricostruzione è stato affidato ad un'impresa tedesca, che lavorò molto bene, riportando la chiesa nel 2015 all'antico splendore, e intorno al 2016 il completamento di gran parte delle case. Per conservare l'aspetto antico neoclassico delle case, con la tipica entrata ad arco con cornice decorata, si decise di ricostruite le case in cemento armato con robuste fondamenta, e l'aspetto esterno in stile pseudo-antico, rifacendosi allo stile originale. In progetto è anche la costruzione di una nuova rete stradale che permetta alla frazione di essere meglio collegata alla via principale che porta alla zona industriale di Bazzano, e successivamente a L'Aquila.

P[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa cimiteriale di San Giustino (Paganica)
Chiesa del Castello (Paganica)
importantissima frazione aquilana, nonché una delle più antiche e più grandi. Le sue origini risalgono prima del 1254, quando il feudo costruì l'attuale Quarto Santa Maria Paganica nell'Aquila, il rione storico maggiore, con la simbolica chiesa capoquarto. Nel 1424 subì l'assedio di Braccio da Montone per la sua fedeltà alla città, e nuovamente nel 1703 fu gravemente danneggiata dal terremoto, che favorì la lenta decadenza del comune, deperimento già avviato dal potere spagnolo nella città aquilana. Il vecchio castello fu abbattuto, e con i resti fu costruita la chiesa di Santa Maria del Presepe, nel punto più alto della città. Nel '700-'800 appartenne, prima come feudo, e poi come amministrazione, alla famiglia Dragonetti-De Torres. Nel 1927 con regio decreto Pagnica fu ridotta allo status di frazione aquilana, nonostante le furiose proteste contro il progetto fascista della Grande Aquila, ossia di fondere molte frazioni, e 7 comuni, con la città, per portarla allo status di capoluogo ufficiale abruzzese, con almeno 50.000 unità. Nuovamente fu danneggiata dal terremoto nel 2009, con epicentro nella vicina Onna, e lentamente ricostruita, anche se i lavori non sono stati ancora completati.
Pagliare di Sassa: il corso
  • Pagliare di Sassa
piccolo agglomerato urbano che fino al 1927 componeva il comune sparso di Sassa. Danneggiato nel 2009, si è risollevato con la costruzione di 11 edifici antisismici per le case irrimediabilmente compromesse. Il villaggio ha un aspetto ottocentesco, essendo stato sempre un borgo feudale, con di interesse la chiesa di San Pietro e il Palazzo Campione (XIX secolo)
  • Palombaia di Sassa
piccolissimo agglomerato urbano pressoché moderno, presso Sassa. Di interesse fuori dall'abitato la chiesa rurale di San Pietro al Morrone.
villaggio medievale del XIII secolo, posto vicino Paganica, esattamente all'inizio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Tipico paese arroccato su uno sperone roccioso, con in posizione dominante la chiesa parrocchiale di San Pietro. Danneggiato dal terremoto del 2009, è in fase di ripresa.
Palazzo Silone di Pettino
benché abbia origini molto antiche, risalenti al II secolo a.C. nella romana Pitinum, oggi è un'area prevalentemente moderna. L'antica via Claudia Nova era destinata ad uso agricolo, con il piano regolatore del 1917, e ancor prima veniva usata come zona estiva per lo svago della borghesia aquilana. Dopo il terremoto del 1703 le antiche ville andarono distrutte, e si decise, negli anni '60, la costruzione del casello autostradale L'Aquila Ovest dell'Autostrada dei Parchi. Essendo il territorio molto vasto, lo sviluppo edilizio dilagò, assieme alla costruzione di centri commerciali e palazzi istituzionali, diventando oggi il punto nevralgico della nuova L'Aquila commerciale e moderna, assieme a Coppito.
  • Pianola
piccolo centro di case contadine presso Poggio di Roio. Di antico v'è una chiesa del XVII secolo. Dopo il terremoto del 2009 è stato scelto come postazione per lo sviluppo edilizio di nuovi edifici antisismici. Era famoso nell'aquilano per il suo presepe vivente negli anni 80-90.
  • Pile
usata nel passato come località estiva e agricola dalla borghesia aquilana, dagli anni '60 l'area è stata interessata da un forte sviluppo edilizio, collegato all'uscita del casello autostradale L'Aquila Ovest. Tra le imprese più redditizie ci sono il centro commerciale L'Aquilone, il Decathlon, l'Hotel Amiternum, e lo sbocco del Corso della Comunità Europea, costruito dopo il 2009. Il luogo di culto principale è la chiesa di San Giovanni Battista.
Aeroporto dei Parchi (Preturo)
  • Pizzutillo
piccolo villaggio, fusosi completamente negli anni '60 con il capoluogo.
villaggio molto antico, detto castello, assieme a Roio Piano, che nel 1254 fondò con altri borghi il capoluogo aquilano, costruendo nel quarto di San Giovanni la chiesa della Madonna di Roio. Danneggiato dal terremoto del 1703, ha un aspetto settecentesco,-ottocentesco, benché avendo subito anche le conseguenze del terremoto del 2009. Già nel 1806, sotto il governo di Giuseppe Bonaparte, Poggio divenne frazione di Roio Piano, più a valle, e nel 1927 subì lo smacco di Mussolini, divenendo con tutto il comprensorio di Roio unica frazione di L'Aquila. La zona è molto famosa per il Santuario della Madonna di Roio, dove si trova una statua miracolosa della Vergine.
piccolo borgo, sempre stato frazione del comune di Sassa, poi soppresso nel 1927. Benché danneggiato lievemente dal terremoto del 2009, il borgo si è risollevato grazie a vari agriturismi, molto frequentati per la zona boschiva incontaminata sopra cui poggia il borgo, e per la devozione verso il santuario di Santa Maria Assunta, appena fuori il centro.
  • Pozza di Preturo
posto a sud del comune principale, presso una piana, fu edificato come villaggio feudale subito dopo il 1703 dalla famiglia Quinzi, cove installò il proprio palazzo governativo. Dopo il terremoto del 2009 è stato scelto come località fertile dove costruire case antisismiche.
  • Pratelle
si trova presso Pile, ossia la zona nuova di L'Aquila, ed è compresa nella moderna via Pratelle Sant'Antonio.
essendo già presente nell'VIII secolo a.C. come villaggio dei Sabini, nel XII secolo si sviluppò nuovamente come piccolo borgo medievale, che nel 1254 contribuì alla fondazione dell'Aquila. Benché distrutto nel 1703, il borgo si è risollevato, diventando uno dei comuni più grandi del Distretto di Aquila, voluto da Giuseppe Bonaparte nel 1806. Anche il sisma del 2009 non ha particolarmente inciso sulla vitalità del centro che, benché divenuto frazione nel 1927, oggi è una delle contrade maggiori del capoluogo, punto nevralgico del trasporto abruzzese per la presenza dell'Aeroporto dell'Aquila-Preturo. Vi sono state costruite dal progetto C.A.S.E. anche nuovi edifici antisismici per l'emergenza terremoto.

R[modifica | modifica wikitesto]

Facoltà di ingegneria universitaria a Poggio di Roio
borgo molto antico che si trova al confine con Fagnano Alto, a sud-ovest di L'Aquila, presso contrada Castello, dove si trova ancora un centro fortificato con mura di cinta ad ellisse.
principale sede del comune di Roio, che nel 1254 fondò L'Aquila, costruendo la chiesa rappresentante nel quartiere di San Giovanni d'Amiterno. Divenuto parte del Distretto aquilano nel 1806, nel 1927 fu ridotto allo status di frazione. Negli anni '60 vi fu costruita la sede della Facoltà d'Ingegneria dell'Università. Dopo il terremoto del 2009, a causa dei danni al borgo, furono costruiti edifici antisismici per 900 sfollati. Di interesse c'è la chiesa di San Marciano, posta alle porte del borgo, presso il cimitero, come di costume negli antichi villaggi normanni, stante a far comprendere l'antichità storica di Roio.
Convento di San Giuliano nell'omonima contrada

S[modifica | modifica wikitesto]

  • San Giacomo Alto
frazione prevalentemente moderna, situata a nord-est della città, verso Arischia. Il feuo fino al XIX secolo era territorio degli agostiniani, che in località Colle Sant'Onofrio avevano un monastero omonimo del XV secolo, oggi in rovina.
  • San Giuliano
situata in zona moderna di Pile-Pettino, presso l'uscita L'Aquila Ovest dal casello autostradale, deve il suo nome al Convento di San Giuliano, voluto da San Bernardino e San Giovanni da Capestrano nel XV secolo.
ultima frazione ad est dopo Onna, confinante con il comune di Barisciano. Antica frazione del XIV secolo, subì danni col terremoto del 1703, e nuovamente nel 2009, con il crollo quasi totale della chiesa parrocchiale. Tuttavia oggi è in fase ampia di sviluppo, grazie alla ricostruzione speciale della chiesa, completata nel 2015.
San Martino di Sassa
  • San Leonardo
Deve il nome al Monastero di San Leonardo, e si trova al confine con Montereale, a nord-ovest di L'Aquila.
  • San Marco di Preturo
deve il nome alla chiesa parrocchiale del XIV secolo. Il piccolo agglomerato urbano si è sviluppato negli anni '60.
fa parte del comprensorio di Sassa, divenuto frazione nel 1927.
  • San Sisto
fino a XVIII secolo zona rurale e zona di vacanze di piacere della nobiltà aquilana, deve il suo nome alla chiesa dedicata a San Sisto Papa. Collegato alla via della Stazione e al Borgo Rivera, dove si trova la Fontana delle 99 cannelle, la località, oggi agglomerato urbano moderno, è stata amministrata dalla famiglia de' Rivera, che costruì nel XVI secolo il Castello, divenuto sede di una cantina vinicola dopo il 2009.
Sorge sull'antica città di Amiternum, situata a circa 8 km a nord-ovest del capoluogo. È conosciuta per la presenza di catacombe paleocristiane presenti nel sottosuolo della chiesa di San Michele Arcangelo.
Frazione dell'Aquila, 2 km a sud est dal centro, sulla Strada Statale 17 Est. Posta sulla valle del fiume Aterno consta di abitazioni vecchie e nuove, di qualche realtà rurale e di piccole attività industriali. Nei suoi pressi passa il più lungo tratturo italiano, il Tratturo L'Aquila-Foggia.
  • Santa Barbara
in passato piccolo borgo di case rurali, negli anni '60 si è trasformato nella moderna via Santa Barbara del capoluogo.
  • Santa Rufina di Roio
costruito immediatamente dopo il 1703, ha subito gravi danni nel 2009, ed è stato il punto preciso di raccoglimento del progetto C.A.S.E per gli sfollati. Di astorico vi è appunto la chiesa omonima.
  • Santa Veronica
un tempo località a parte, negli anni '60 è stata inglobata nel moderno quartiere Torretta, contenente lo stadio comunale e il cimitero.
Chiesa di San Michele Arcangelo (San Vittorino)
  • Santi di Preturo
piccolo borgo a sud di Preturo, risalente all'XI secolo, per quanto concerne la chiesa abbazia di San Leonardo, appena fuori il centro. Il borgo, ricostruito dopo il 1703, è diventato attualmente famoso per la presenza di un campo da golf.
importante castello del XII secolo, nel 1254 fondò L'Aquila con altri borghi, e mantenne l'autonomia fino al 1806, quando venne inglobata nel Distretto aquilano, mantenendo però il controllo su un circondario omonimo. Tuttavia nel 1927 il comprensorio di villaggi sparsi fu racchiuso in un'unica frazione, Sassa appunto, dipendente dal capoluogo. Il comune possiede vari centri storici, come Sassa Centro, Pagliare e Collemare, con relative chiese storiche, come Santa Maria, Sant'Antonio e San Martino.

T[modifica | modifica wikitesto]

Fondata nel IX secolo dai Longobardi, la frazione attuale ha un aspetto settecentesco. Avendo fondato assieme a Paganica, nel 1254 il quarto Santa Maria nel nuovo centro aquilano, appartenne al circondario di Paganica voluto nel 1806 da Giuseppe Bonaparte, dipendente dal Distretto aquilano. Essendo sempre stata sottomessa a Paganica, nel 1927 entrò a far parte del complesso sistema di frazioni aquilane. Lo sviluppo degli anni '60 l'ha fatta quasi unire alla frazione di Paganica. Danneggiata in gran parte nel terremoto del 2009, è in ricostruzione.
  • Torretta
Quartiere moderno degli anni '60, includente lo stadio comunale e il cimitero. Tra gli anni '90 e gli anni 2010, per esigenze dovute all'accrescimento della popolazione, è stata costruita la chiesa parrocchiale di San Mario, che è stata aperta nel 2011.

V[modifica | modifica wikitesto]

  • Vallesindola
  • Vasche

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ È preceduta da Roma, Ravenna, Cerignola, Noto, Sassari, Monreale, Gubbio e Foggia
  2. ^ cfr. www.perdonanza-celestiniana.it, La divisione in Quarti
  3. ^ cfr. Massimo Ghirardi, Il Gonfalone dell'Aquila[collegamento interrotto]

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