Piazza del Palazzo (L'Aquila)

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Piazza del Palazzo
L'Aquila 2011 by-RaBoe-211.jpg
La piazza con, in primo piano, il monumento a Sallustio e, sullo sfondo, il palazzo Margherita con la torre civica.
Altri nomiPiazza Palazzo
Nomi precedentiPiazza San Francesco
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàL'Aquila
QuartiereQuarto di Santa Maria
Informazioni generali
Tipopiazza
Superficie3,134
IntitolazionePalazzo Margherita
Collegamenti
Intersezionicorso Principe Umberto, via delle Aquile, via Andrea Bafile, via Cavour, via Teofilo Patini, via Pietro Marrelli
Luoghi d'interessemonumento a Gaio Sallustio Crispo, palazzo del Convitto, palazzo Margherita, torre civica
Mappa

Coordinate: 42°21′03.71″N 13°23′55.07″E / 42.35103°N 13.39863°E42.35103; 13.39863

Piazza del Palazzo o Piazza Palazzo, anticamente Piazza San Francesco, è una piazza dell'Aquila.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La piazza si forma nel periodo immediatamente successivo alla fondazione dell'Aquila. Anticamente, già nella seconda metà del XIII secolo, fu caratterizzata dall'insediamento dei Francescani che qui innalzarono la scomparsa chiesa di San Francesco a Palazzo con annesso convento.[1]

All'inizio del secolo successivo fu, insieme alla piazza del Duomo, sede di mercato configurandosi come «spazio plurimo»[2] in seguito all'edificazione del Palazzo del Capitano, cui si affiancò la torre civica, anticamente più alta dell'attuale.[3] Nel 1355 fu costituita la “Magnifica Camera” che reggeva la vita politica aquilana e che trovò poi posto nel Palazzo della Camera, cui si accedeva da una propaggine della piazza. Piazza del Palazzo divenne così una polarità civile autonoma, in antitesi alla polarità religiosa della piazza del Duomo.[3]

Il monumento a Gaio Sallustio Crispo al centro della piazza.

Il rinnovamento cinquecentesco di Palazzo Margherita consolidò l'importanza di piazza Palazzo, ulteriormente potenziata dall'insediamento dei Gesuiti in piazza Santa Margherita nel XVII secolo. Si determinò in questa fase uno spazio urbano complesso incentrato sulla nuova sede comunale, affiancato dall'asse decumanico dell'antica via Romana, che si sviluppava su più fronti.[2]

Con le distruzioni causate dal terremoto dell'Aquila del 1703, l'assetto del sistema di piazze fu profondamente modificato, in conseguenza della ricostruzione del Palazzo Margherita e della chiesa di San Francesco, ma anche della creazione di via delle Aquile e della nuova configurazione in stile barocco dell'adiacente piazza Santa Margherita.[4]

Nel 1816 la piazza divenne sede il liceo ginnasio Domenico Cotugno, in origine ospitato presso il convento dei francescani. La sede municipale venne ulteriormente rinnovata, tra il 1838 ed il 1848, nell'attuale veste neorinascimentale;[4] in questo periodo venne inoltre realizzata la fontana monumentale che si stagliava al centro della piazza, sostituita poi nel 1903 dall'attuale monumento a Gaio Sallustio Crispo.[5] Nella seconda metà dell'Ottocento venne inoltre edificato il Palazzo del Convitto che sostituì l'originario complesso francescano.

In seguito al sisma del 2009, piazza del Palazzo è stata inclusa nella zona rossa e dichiarata inaccessibile per alcuni mesi, venendo riaperta solamente nel 2010 in seguito a vibranti proteste.[6]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

«Sotto a questi portici si fa la solita passeggiata serale, comune a tutte le città italiane. Seguendo la piccola facciata ad est del palazzo di faccia a quello, che colla sua vecchia e grigia torre portante una delle campane più grandi d’Italia, faceva parte un dì del palazzo della Asburghese Margherita, figlia di Carlo V, si entra nel Liceo Ginnasiale dell’Aquila e nella biblioteca provinciale, meritevole d’essere veduta tra le più importanti dell’Italia Meridionale.»

(E. R. Peterman, In viaggio negli Abruzzi, 1897[7])

La piazza è situata nel quarto di Santa Maria, all'interno del locale di Paganica secondo la storica suddivisione legata alla fondazione della città. Presenta una forma quadrangolare e si affianca all'asse decumanico di via Roma — che, in corrispondenza dello slargo, prende il nome di corso Principe Umberto — a poca distanza dall'incrocio detto dei Quattro Cantoni.

Nella sua conformazione, costituisce quasi una propaggine di piazza Santa Margherita, essendo da essa divisa dal solo Palazzo Margherita da cui prende la denominazione. In origine era invece denominata Piazza San Francesco in virtù della presenza della chiesa di San Francesco a Palazzo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il versante orientale della piazza con il palazzo del Convitto.
Il versante occidentale della piazza con il palazzo Margherita e la torre civica.

Architettura civile[modifica | modifica wikitesto]

Monumento a Gaio Sallustio Crispo
Fu realizzata nel 1903 ad opera di Cesare Zocchi, su impulso di alcune personalità influenti dell'epoca, tra cui l'archeologo e letterato Niccolò Persichetti. La sua collocazione al centro della piazza comportò il trasferimento dell'esistente fontana monumentale nella vicina piazza Santa Margherita.[5]
Palazzo del Convitto
Imponente edificio in stile neoclassico, abbellito da portici, costruito sulle fondamenta della chiesa di San Francesco a Palazzo e dell'annesso convento. Il palazzo è stato storica sede del liceo ginnasio Domenico Cotugno e della biblioteca provinciale Salvatore Tommasi, la principale d'Abruzzo. A lato del palazzo si trova una piccola fontana in ghisa che è conosciuta come Fontana dell'Angelo Muto.
Palazzo Margherita
Storica sede municipale e cuore della vita politica cittadina, nasce come Palazzo del Capitano nel XIV secolo, venendo poi rinnovato da Girolamo Pico Fonticulano nel Cinquecento per ospitare la nuova governatrice degli Abruzzi, Margherita d'Austria, che vi soggiornò tra il 1572 e il 1586.[8] Il complesso fu nuovamente rinnovato nel XIX secolo nelle fattezze attuali.
Torre civica
La torre costituisce l'unica parte rimasta del Palazzo del Capitano, su cui venne collocato nel 1374 un orologio pubblico che si riconosce essere come il terzo in Italia dopo quelli di Firenze e Ferrara. La torre ospitava la Reatinella, storica campana cittadina, prima che questa venisse fusa per contribuire alla costruzione del Forte spagnolo, mentre ancora oggi custodisce la Bolla del perdono emessa da Celestino V nel 1294.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alessandro Clementi, Elio Piroddi, p. 29.
  2. ^ a b Stefano Brusaporci, Mario Centofanti, Il Disegno della città e le sue trasformazioni (PDF), su ing.univaq.it. URL consultato il 17 febbraio 2019.
  3. ^ a b Alessandro Clementi, Elio Piroddi, p. 44.
  4. ^ a b Alessandro Clementi, Elio Piroddi, p. 137.
  5. ^ a b Gianfranco D'Alò, La fonte di Piazza Santa Margherita all'Aquila: progetto di restauro e risanamento conservativo, L'Aquila, L'Una, 2010.
  6. ^ L'Aquila: in 6.000 a 'rivolta carriole', in ANSA, 28 febbraio 2010.
  7. ^ Citazione, su provincia.laquila.it. URL consultato il 30 dicembre 2009.
  8. ^ Raffaele Colapietra, Mario Centofanti, p. 46.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., L'Aquila. Una città d'arte da salvare - Saving an Art City, Pescara, Carsa, 2009;
  • Orlando Antonini, Architettura religiosa aquilana, Todi (Pg), Tau Editrice, 2010;
  • Alessandro Clementi, Elio Piroddi, L'Aquila, Bari, Laterza, 1986;
  • Raffaele Colapietra, Mario Centofanti, Aquila. Dalla fondazione alla renovatio urbis, L'Aquila, Textus, 2009;
  • Mario Moretti, Marilena Dander, Architettura civile aquilana dal XIV al XIX secolo, L'Aquila, Japadre Editore, 1974;
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005;