Basilica di San Bernardino

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Basilica di San Bernardino
L'Aquila, Basilica di San Bernardino 2007 by-RaBoe.jpg
Esterno della basilica
Stato Italia Italia
Regione Abruzzo Abruzzo
Località L'Aquila
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Bernardino da Siena
Diocesi Arcidiocesi dell'Aquila
Architetto Nicola Filotesio
Stile architettonico rinascimentale, barocco
Inizio costruzione 1454
Completamento 1472
Sito web Dal sito del Ministero dell'Interno

Coordinate: 42°21′01.14″N 13°24′08.21″E / 42.350316°N 13.40228°E42.350316; 13.40228

La basilica di San Bernardino è una basilica cattolica che si trova all'Aquila.

Venne eretta, con l'adiacente convento, fra il 1454 ed il 1472 in onore di san Bernardino da Siena. Le spoglie del santo sono custodite all'interno della basilica in un apposito mausoleo.

Nel 1902 è stata dichiarata monumento nazionale.[1] Nel maggio del 1946 papa Pio XII l'ha elevata alla dignità di basilica minore[2].

Il terremoto del 6 aprile 2009 ne ha gravemente danneggiato l'abside ed il campanile[3].

Dal dicembre 2014 il sito è in gestione al Polo museale dell'Abruzzo.

Il 2 maggio 2015 è riaperta al pubblico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le vicende della fondazione della basilica sono legate alla figura del santo che, nonostante fosse da tempo malato, nel 1444 si recò all'Aquila per tentare di riappacificare due fazioni in lotta fra loro. Alla sua morte, avvenuta il 20 maggio proprio nel capoluogo abruzzese, la cittadinanza chiese e ottenne da papa Eugenio IV il permesso di custodirne le spoglie.

Scorcio dell'interno

La prima fase dei lavori, più volte interrotti, cominciò nel 1454 e si concluse nel 1472 con la realizzazione della cupola, che consentì lo spostamento delle spoglie all'interno della basilica.

La Basilica in una incisione di Strafforello Gustavo (1899)

Solo successivamente si passò alla realizzazione della facciata sotto la direzione di Silvestro dall'Aquila. Alla morte di quest'ultimo, avvenuta nel 1504, i lavori si fermarono e la facciata rimase incompiuta per quasi vent'anni. Nel 1524 l'incarico venne affidato a Nicola Filotesio, meglio noto come Cola dell'Amatrice, e venne finalmente portato a termine nel 1542.

In seguito al terremoto del 1703 l'interno venne completamente ricostruito in stile barocco ad opera di tre celebri architetti dell'epoca: Cipriani, Contini e Biarigioni. Nel 1724 Ferdinando Mosca realizzò lo splendido soffitto in legno che venne dipinto da Girolamo Cenatiempo. Quest'ultimo è anche l'autore degli affreschi nella cappella che ospita il mausoleo. Nel 1773 Donato Rocco di Ciccio realizzò l'altare maggiore.

Un ulteriore violento terremoto ha colpito L'Aquila il 6 aprile 2009 danneggiando la parte absidale della basilica e distruggendo parzialmente l'antico campanile. Hanno, inoltre, subito lesione di grave entità anche il tamburo della cupola, le pareti longitudinali e il complesso limitrofo del convento.

Il giorno del sisma, il presidente del gruppo Montepaschi di Siena, Giuseppe Mussari, ha garantito in diretta televisiva un ingente intervento finanziario per consentire il restauro della basilica[4]. Il costo stimato per il restauro della basilica è oltre i 40 milioni di Euro, per un periodo di intervento di oltre 10 anni[5].

Il 2 maggio 2015 la basilica riapre al pubblico dopo sei anni di lavori di ricostruzione, che hanno riguardato la cupola e il campanile seriamente danneggiati dal terribile terremoto del 2009.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La basilica è situata in pieno centro storico, lungo la strada che prende il nome di Via San Bernardino, a pochi passi da Corso Vittorio Emanuele. È posta a coronamento di una monumentale scalinata che da Piazza Bariscianello arriva fino alla basilica creando un notevole impatto scenografico per chi proviene da via Fortebraccio. Una seconda scalinata la pone rialzata rispetto al livello della strada e ne fa da sagrato.

L'organo monumentale

La facciata[modifica | modifica wikitesto]

La facciata rinascimentale in pietra è stata edificata su progetto di Cola dell'Amatrice tra il 1524 ed il 1542. Secondo alcuni studiosi tale progetto è ispirato a quello di Michelangelo per la Chiesa di San Lorenzo a Firenze. Essa è ripartita in tre ordini con diversi stili decorativi: il primo è di ordine dorico, il secondo ionico ed il terzo corinzio. Nella trabeazione del primo ordine vi sono raffigurate delle metope, nel secondo ordine vi è una elegante serliana, mentre nel terzo sono siti tre grandi oculi. Quattro file di doppie colonne la suddividono verticalmente creando un suggestivo ed armonico disegno di nove quadrati su tre file. Il portale centrale, ulteriormente incassato fra colonne a spirale, ha nella lunetta un altorilievo di Silvestro dell'Aquila raffigurante la Madonna col Bambino fra i Santi Francesco d'Assisi e Bernardino da Siena.

Il mausoleo di San Bernardino

L'interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno è a croce latina con tre navate ed è lungo circa cento metri. Il suo aspetto fastosamente barocco è dovuto ai restauri seguiti al terremoto del 1703 che rasero al suolo la navata centrale, la cupola ed il tamburo.

Oggi la navata centrale dispone di un pregevole soffitto a cassettoni lignei, intagliati, dipinti e dorati, ad opera di Ferdinando Mosca da Pescocostanzo (1723-27), cui è attribuito anche il magnifico organo monumentale. Il soffitto venne poi dipinto da Girolamo Cenatiempo, allievo di Luca Giordano. Le navate laterali si aprono su numerose cappelle recanti cupole ottagonali.

L'ultima cappella a sinistra contiene l'elegante Mausoleo Camponeschi, ad opera di Silvestro dell'Aquila, mentre la seconda a destra presenta la Resurrezione, una pala d'altare in terracotta smaltata bianca su fondo azzurro, di Andrea della Robbia. Nella quarta cappella a destra si ammira la tela raffigurante l'Adorazione dei Magi del caposcuola Pompeo Cesura, allievo del Raffaello.

La quinta cappella a destra, molto grande rispetto alle altre, conserva il Mausoleo di San Bernardino. Venne commissionato a Silvestro dell'Aquila nel 1489 da Jacopo di Notar Nanni e fu completato dal nipote Angelo, detto L'Ariscola, nel 1505. Considerato il capolavoro della scultura rinascimentale aquilana[6], il mausoleo ha la base quadrilatera a due ordine di lesene decorate da nicchie con all'interno sculture sacre. Le spoglie del santo sono racchiuse in un'urna argentea moderna che sostituisce quella originale trafugata dai francesi. La volta della cappella e l'abside hanno affreschi di Girolamo Cenatiempo.

Tutte le immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco degli edifizi Monumentali in Italia, Roma, Ministero della Pubblica Istruzione, 1902. URL consultato il 27 maggio 2016.
  2. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy
  3. ^ Basiliche dell'Aquila tutte danneggiate, agi.it. URL consultato il 10 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 9 aprile 2009).
  4. ^ Il gruppo MPS restaurerà la basilica, eccolatoscana.myblog.it.
  5. ^ http://151.12.58.154/mbac/pdf/terremoto/15%20Chiesa%20di%20San%20Bernardino-Model.pdf
  6. ^ Guida alla Basilica di San Bernardino, abruzzoguidaturismo.it. (archiviato dall'url originale il 1 giugno 2009).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Touring Club Italiano - La Biblioteca di Repubblica, L'Italia - Abruzzo e Molise, Touring Editore, 2005.
  • Touring Club Italiano, Abruzzo: L'Aquila e il Gran Sasso, Chieti, Pescara, Teramo, i parchi e la costa adriatica., Touring Editore, 2005.

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