Casa di Jacopo di Notar Nanni

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Casa di Jacopo di Notar Nanni
L'Aquila - Casa di Jacopo e Nicola di Notar Nanni 01.jpg
facciata su via Bominaco
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneAbruzzo
LocalitàL'Aquila
Indirizzovia Bominaco, 20-24
Coordinate42°21′06.3″N 13°23′58.1″E / 42.35175°N 13.399472°E42.35175; 13.399472Coordinate: 42°21′06.3″N 13°23′58.1″E / 42.35175°N 13.399472°E42.35175; 13.399472
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXV secolo
Stilemedievale, rinascimentale
Realizzazione
TutelaWiki Loves Monuments Logo notext.svg

L'edificio noto come Casa di Jacopo (o Nicola[1]) di Notar Nanni è un palazzo storico dell'Aquila.

Facciata e torretta rinascimentale, via Bominaco

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una delle abitazione della famiglia di Notar Nanni che, originaria di Civitaretenga, si stabilì all'Aquila, e precisamente nel quarto di Santa Maria, nel XV secolo[2]. Il presunto proprietario era un mercante di bestiame, seta e zafferano assai conosciuto in città; grande amico di Bernardino da Siena, Jacopo di Notar Nanni gli costruì a sue spese il mausoleo dove ancora oggi riposa il santo nella basilica a lui dedicata.

Danneggiato dal sisma del 2009, il palazzo è stato restaurato tra il 2016 e il 2017.

Particolare dello loggia.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Viene considerato uno dei rari esempi in città di architettura mista medievale (per l'articolazione interna e l'utilizzo di elementi quali la cornice marcapiano e i capitelli ionici) e rinascimentale (per la presenza del cortile e di bifore e logge prettamente cinquecentesche)[3]. Della tipologia della casa a blocco, rappresenta dunque lo stile residenziale di passaggio tra le abitazioni unifamiliari che avevano caratterizzato il medioevo aquilano e i palazzi seicento-settecenteschi[4].

L'edificio si presenta complesso sia in pianta che in prospetto ed è costituito da due case contigue. Al pian terreno, di gusto prettamente medievale, è il portone principale che si apre su via Bominaco abbellito, nel concio di chiave, dallo stemma della casata vale a dire da due torri che inquadrano il trigramma bernardiniano[2]. Il piano nobile, evidenziato da una cornice a tortiglione, è caratterizzato da bifore di stile gotico-rinascimentale. Infine il terzo piano, che si sviluppa su una porzione dell'edificio, presenta una loggia con tre archi a tutto sesto, aperta su due lati e abbellita dallo stemma della famiglia[3].

Da un ingresso secondario, situato sempre su via Bominaco, si accede, attraverso un porticato sormontato da un'altana, al cortile di forma quadrangolare, forse il più antico della città[3]. All'interno sono conservati, tra le altre cose, il dipinto olio su tela Ritratto di bambino attribuito a Teofilo Patini e un'incisione su rame raffigurante la Madonna con San Giovanni Battista, San Luca e San Pietro Celestino, riproduzione di una più famosa opera di Marcantonio Franceschini[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Touring Club Italiano, pag.105
  2. ^ a b Moretti, Dander, pag.24
  3. ^ a b c Colapietra, pag.109
  4. ^ Clementi, Piroddi, pag.103
  5. ^ Colapietra, pag.120

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Clementi, Elio Piroddi, L'Aquila, Bari, Laterza, 1986;
  • Raffaele Colapietra (con Mario Centofanti, Carla Bartolomucci e Tiziana Amedoro), L'Aquila: i palazzi, L'Aquila, Ediarte, 1997;
  • Mario Moretti, Marilena Dander, Architettura civile aquilana dal XIV al XIX secolo, L'Aquila, Japadre Editore, 1974;
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005;

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