Biogeografia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

La biogeografia studia la distribuzione geografica a diverse scale spaziali e temporali degli organismi viventi, la loro localizzazione e i processi che li influenzano[1].

Scienza con campo di indagine integrato alla geografia analizza estensione, sviluppo, sovrapposizione degli areali, aree di transizione, avvicendamenti nel tempo e associazioni degli organismi, delle comunità biologiche, delle specie, prevedendo o definendo profili spazio temporali.

Gli organismi le comunità biologiche e le specie variano tipicamente seguendo gradienti geografici come latitudine, altitudine, isolamento, l'idoneità dell'habitat e processi che possono influenzare la catena alimentare, la fotosintesi, la produzione primaria e i cicli biogeochimici[1].

Si parla di zoogeografia se lo studio riguarda la distribuzione di animali; fitogeografia (o geobotanica) per specificare se lo studio riguarda la distribuzione di piante.

La conoscenza delle variazioni numeriche e di frequenza degli organismi nello spazio riveste una importanza vitale oggi tanto quanto in passato, come segno dell'adattamento delle specie e del riconoscimento di ambienti geograficamente prevedibili.

In ambito ecologico studia in che modo la distribuzione degli organismi è integrata, come è influenzata e come interagisce spazialmente nell'ecosistema, nel breve periodo; Gli ecosistemi a sua volta richiedono flussi energetici e materia che regolano cicli e processi, più o meno lunghi e stabili; Si parla di un ecosistema composto da differenti habitat e utilizzando il termine nicchia ecologica si descrive il ruolo funzionale svolto da un organismo o specie, nello spazio fisico da esso occupato (se l'habitat è "l' indirizzo" la nicchia è la "professione").

La biogeografia storica studia invece come la distribuzione spaziale degli organismi o delle specie si modifica o si è modificata, nello spazio e nel tempo di lungo periodo, considerando tempi geologici e raggruppamenti tassonomici[2]; Il tipo di distribuzione delle specie nelle diverse aree geografiche può essere descritto anche attraverso una combinazione di eventi storici, come ad esempio la speciazione, l'estinzione, la deriva dei continenti, e le glaciazioni

La biogeografia moderna combina informazioni ed idee da diversi ambiti di ricerca, dalle caratteristiche fisiologiche ed ecologiche che limitano la dispersione dell'organismo, ai fenomeni geologici e climatologici che operano a scala globale e in un ambito temporale evolutivamente ampio; fattori ciclici delle temperature per esempio, agiscono sulla selezione naturale delle piante e degli animali che caratterizzano un determinato "paesaggio ecologico" di una regione, e la temperatura dell'aria insieme alle precipitazioni è elemento determinante del clima[1].

Ecosistemi e mosaici di ecosistemi compongono il "paesaggio ecologico" che si configura mediante la stima dei parametri di: Eterogeneità, connettivita' e frammentazione[3].

Partendo in pratica da una scala percettiva/esplorativa per comprendere i fattori che influenzano la distribuzione degli organismi, si arriva all' utilizzo di Sistemi di Informazione Geografica (GIS) per predire i trend futuri di distribuzione[4]. Spesso i modelli matematici ed il GIS sono utilizzati per risolvere problemi ecologici che includono qualche aspetto spaziale[5].

La ricerca in campo biogeografico mette in correlazione concetti e informazioni di ecologia con biologia evoluzionistica; Particolare rilevanza inoltre assume la geografia fisica nella descrizione della superficie terrestre e la geomorfologia per interpretare le cause e la genesi, tenendo conto di dati strutturali e dell' incessante azione esercitata dagli agenti geodinamici. In periodi di cambiamenti ecologici, la biogeografia include lo studio delle piante ed animali in "habitat rifugio" del passato e del presente, la loro distribuzione provvisoria e la sopravvivenza localizzata di alcune popolazioni[6].

Introduzione[modifica | modifica wikitesto]

I principali fattori che determinano la distribuzione geografica delle formazioni vegetali sono: La presenza della luce, il calore con i cicli delle temperature, la presenza di acqua con il ciclo idrologico, fattori climatici, il rapporto fra la vegetazione con il tipo di suolo e strategie di adattamento; I principali fattori che determinano la distribuzione geografica delle associazioni e delle specie animali sono: Le condizioni di vita con la disponibilità di cibo e la riproduzione, il movimento con periodi di attività e riposo, ritmi biologici con tipicità termoregolatrici e metaboliche, la distribuzione della copertura vegetale con i suoi principali fattori e strategie di adattamento.

Le varie specie di animali e vegetali presenti in ogni singolo luogo, (grande o piccolo che sia) non vivono in maniera indipendente, ma hanno fra loro relazioni di diversi tipi (commensalismo, mutualismo, simbiosi, predazione, parassitismo, ecc.) esse formano una "comunità biologica" denominata biocenosi; Gli organismi di tale comunità convivono e interagiscono in un determinato "ambito fisico" (aria, acqua, rocce-suolo) detto biotopo; Il biotopo e la biocenosi ad esso associata formano un ecosistema[7] le cui componenti, viventi e non viventi, organico e inorganico, si influenzano e si modellano reciprocamente; Ambienti relativamente omogenei, nei quali ad una determinata formazione vegetale (caratterizzata da alcune specie dominanti) si accompagna una data associazione animale (più o meno tipica) vengono denominati biomi.[8]

Queste differenze spiegano l'esistenza della biogeografia .

Fattori geomorfologici contribuiscono a differenziare gli habitat degli ecosistemi e nel tempo le modifiche possono essere così marcate da modificare il limite geografico della potenziale distribuzione delle comunità biotiche; Disturbi causati da calamità possono danneggiare o distruggere gli ecosistemi e modificare gli habitat.

Gli effetti biogeografici sono maggiormente apprezzabili nelle isole. Questi habitat sono spesso aree di ricerca semplificate perché l'ecosistema è maggiormente condensato rispetto alla distribuzione che si riscontra nella terra ferma[9]; Charles Darwin fu uno dei primi scienziati a riconoscere l'importanza di queste località geografiche in uno dei suoi scritti[10]. Nel: "L'Origine delle specie", ben due capitoli sono dedicati alla distribuzione geografica delle specie.

La biogeografia presuppone un approccio di studio di tipo "integrato" che può comprendere una fase analitica (disaggregata) per singole discipline, con una fase di sintesi (ri-aggregativa) dell'insieme degli elementi considerati nelle singole discipline, in rapporto di continuità e dinamicità tra loro, potendo evidenziare e rappresentare correlazioni, l' integrazione degli elementi considerati, la scala rappresentativa o un periodo storico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La biogeografia come teoria scientifica si sviluppò a partire dai lavori di Alexander von Humboldt (1769–1859)[11], Hewett Cottrell Watson (1804–1881)[12], Alphonse de Candolle (1806–1893)[13], Alfred Russel Wallace (1823–1913)[14] e Philip Lutley Sclater (1829–1913)[15].

XVIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

Le prime scoperte che contribuirono alla nascita e sviluppo della biogeografia come scienza iniziano con i primi esploratori europei. Durante il XVIII secolo, la maggior parte delle conoscenze erano limitate da fattori religiosi. Grazie alla classificazione linneiana iniziò ad essere possibile classificare sistematicamente gli organismi provenienti dai nuovi territori. Wallace in particolare studiò la distribuzione di fauna e flora nel bacino del Rio delle Amazzoni e nell'arcipelago Malese, dove raccoglieva esemplari destinati ai collezionisti europei. Per Wallace la biogeografia forniva prove a supporto della teoria dell'evoluzione per selezione naturale, che egli formulò in maniera indipendente da Darwin. Tra le sue scoperte più importanti dal punto di vista biogeografico figura l'identificazione della cosiddetta Linea di Wallace, una linea di demarcazione che corre tra Bali e Lombok, tra il Borneo e il Sulawesi, e separa due regioni biogeografiche chiaramente distinte, Asia e Wallacea.

la pubblicazione della Teoria della Biogeografia Insulare da parte di Robert MacArthur e E.O. Wilson nel 1967 successivamente mostrò come la ricchezza di specie di un certo ecosistema sia prevedibile sulla base di fattori quali l'area dell'habitat disponibile e i tassi d'immigrazione e di estinzione delle specie all'interno dell'area.[senza fonte]

Paleobiogeografia[modifica | modifica wikitesto]

La paleobiogeografia si sviluppa oltre la biogeografia ed include dati e considerazioni riguardanti la tettonica delle placce. Utilizza analisi molecolari confermate da resti fossili per dimostrare, ad esempio, che i passeriniformi sono evoluti in Australia o nell'adiacente Antartico (che al tempo si trovava molto più a nord e presentava un clima temperato). Durante il tardo Paleogene e a queste regioni, i passeriniformi si sparsero nel resto del continente Gondwana e nel sudest asiatico - la porzione di Laurasia al tempo più prossima al loro luogo di origine. Raggiunsero una distribuzione globale all'inizio del Neogene[16]. Senza sapere che al tempo della loro dispersione l'Oceano Indiano era molto più stretto di quanto non lo sia oggi, e che il Sud America era molto più vicino all'Antartico, sarebbe stato difficile per gli studiosi spiegare la presenza di tutti queste "antiche" linee filetiche di passeriniformi in Africa e Sud America come sottoordine Suboscine.

La paleobiogeografia inoltre permette di contestualizzare ipotesi che riguardano il tempo in cui sono avvenuti eventi biogeografici, come ad esempio la vicarianza e geodispersione, e fornisce informazioni indispensabili per la formazione di bioti regionali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Strahler, Alan H., 1943-, Fondamenti di geografia fisica, Zanichelli, 2015, ISBN 978-88-08-16754-5, OCLC 935310796. URL consultato il 27 maggio 2020.
  2. ^ Cox, C Barry, and Peter Moore, Biogeography : an ecological and evolutionary approach. Malden, MA: Blackwell Publications, 2005..
  3. ^ Rivista della Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali - NUMERO 44 - FEBBRAIO 2005, su www.parks.it. URL consultato il 21 luglio 2020.
  4. ^ Digital Taxonomy - Biogeography and GIS, su web.archive.org, 15 ottobre 2006. URL consultato il 2 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 15 ottobre 2006).
  5. ^ Whittaker, Robert J., Island biogeography : ecology, evolution, and conservation, Oxford University Press, 1998, ISBN 0198500211, OCLC 40076689. URL consultato il 2 aprile 2019.
  6. ^ Wayback Machine (PDF), su web.archive.org, 21 giugno 2010. URL consultato il 2 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2010).
  7. ^ Si veda anche la "La scala dei livelli di aggregazione e organizzazione della materia vivente" nella Voce Ecosistema terrestre.
  8. ^ Lupia Palmieri, Elvidio., La geografia generale con ... Il globo terrestre e la sua evoluzione di E. Lupia Palmieri e M. Parotto, 6. ed., Zanichelli, 2008, ISBN 978-88-08-11109-8, OCLC 956256287. URL consultato il 12 giugno 2020.
  9. ^ MacArthur R.H.; Wilson E.O. 1967. The theory of island biogeography..
  10. ^ Robert H. MacArthur e Edward O. Wilson, The Theory of Island Biogeography, Princeton University Press, 31 gennaio 2001, ISBN 9781400881376. URL consultato il 2 aprile 2019.
  11. ^ (FR) A. von Humboldt, Essai sur la geographie des plantes; accompagne d'un tableau physique des régions equinoxiales. Levrault, Paris, 1805.
  12. ^ (EN) H.C. Watson, Cybele Britannica: or British plants and their geographical relations. Longman, London, 1847–1859.
  13. ^ (FR) A. de Candolle, Géographie botanique raisonnée &c. Masson, Paris, 1805.
  14. ^ (EN) A.R. Wallace, The geographical distribution of animals. Macmillan, London, 1876.
  15. ^ (EN) Janet Browne, The secular ark: studies in the history of biogeography. Yale University Press, New Haven, 1983. ISBN 0-300-02460-6
  16. ^ (EN) Knud A. Jonsson e Jon Fjeldsa, Determining biogeographical patterns of dispersal and diversification in oscine passerine birds in Australia, Southeast Asia and Africa, in Journal of Biogeography, vol. 33, n. 7, 2006-7, pp. 1155–1165, DOI:10.1111/j.1365-2699.2006.01507.x. URL consultato il 25 aprile 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Zunino, Aldo Zullini, Biogeografia. La dimensione spaziale dell'evoluzione, CEA, 2004, ISBN 978-88-08-08707-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàThesaurus BNCF 12911 · GND (DE4006801-8
Geografia Portale Geografia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di geografia