Fototrappolaggio

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Una Tigre di Sumatra immortalata grazie ad una fototrappola.

Il fototrappolaggio è una tecnica fotografica utilizzata per documentare animali molto elusivi.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Consiste nel posizionamento di una stazione fotografica collegata ad un sensore: l'animale entrando nel raggio di azione del sensore attiva lo scatto. Oggi esistono in commercio fototrappole molto sofisticate e di dimensioni estremamente compatte, che racchiudono al loro interno un sensore a infrarossi passivo che rileva il passaggio di un animale o persona davanti all'obbiettivo; ciò provoca lo scatto della foto o l'inizio di un filmato. Tali dispositivi sono completamente programmabili dall'utente e possiedono anche un illuminatore notturno dotato di led all'infrarosso attivi, in grado di rendere visibile la scena anche nel buio più assoluto.

Le fototrappole vengono in genere fissate ad un albero mediante cinghie o altri supporti, e grazie alla loro autonomia che in condizioni di stand-by può essere di parecchie settimane o mesi, sono in grado di monitorare le abitudini della fauna selvatica presente nell'ambiente in cui l'apparecchio è installato. Ultimamente le fototrappole sono state dotate anche di un'interfaccia GSM in grado di inviare le immagini riprese tramite la normale rete di telefonia mobile. Non è raro il loro utilizzo anche per la sorveglianza del territorio da parte delle Forze dell'Ordine, al fine di prevenire reati di bracconaggio e contro l'ambiente in genere.

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