Riserva naturale Lama Bianca di Sant'Eufemia a Maiella

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Riserva naturale Lama Bianca
Monte Amaro Majella.jpg
Vetta del monte Amaro, punto più alto della riserva
Tipo di areaRiserva naturale statale orientata
Codice WDPA31161
Codice EUAPEUAP0024
Class. internaz.Categoria IUCN IV: area di conservazione di habitat/specie
StatiItalia Italia
Regioni  Abruzzo
Province  Pescara
ComuniSant'Eufemia a Maiella
Superficie a terra14 km²
Superficie a terra1407 ha
Provvedimenti istitutiviD.M. 05/06/1987[1]
L. 394/1991[1]
GestoreReparto Carabinieri Biodiversità
di Pescara[1]
Mappa di localizzazione
Coordinate: 42°06′22.43″N 14°04′15.94″E / 42.106231°N 14.071094°E42.106231; 14.071094

La riserva naturale Lama Bianca di Sant'Eufemia a Maiella, nota semplicemente come riserva naturale Lama Bianca[2], è un'area naturale protetta di 1407 ha, istituita nel 1987 e situata nel comune di Sant'Eufemia a Maiella, in provincia di Pescara[3].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La fonte Lama Bianca, presente all'interno della riserva

Posta a sud-ovest della riserva naturale Valle dell'Orfento I e a ovest della riserva naturale Fara San Martino-Palombaro, con le quali confina[2], l'area protetta di Lama Bianca occupa una superficie di 1407 ha, pari a 14 km², con un dislivello che spazia da un minimo di 1000 m s.l.m. ai 2793 m s.l.m. del monte Amaro situato a sud-ovest[4], ricadendo all'interno del territorio del comune di Sant'Eufemia a Maiella e comprendendo a ovest una parte della Valle dell'Orta[5]. La denominazione di Lama Bianca, propria del bosco che ricopre la parte medio-bassa della riserva, fa riferimento alle rupi rocciose d'alta quota e alla loro colorazione, tipica della pietra della Maiella[6]. La riserva si trova per gran parte immersa nel verde di pinete e faggete[7], sottoposte a taglio regolamentato nei mesi invernali[2], al fine di ricavare carbone e legna da ardere e allo stesso tempo convertire le ceppaie del bosco ceduo in alberi a fustaia e selezionare le matricine per favorire la ricrescita della vegetazione[8], e comprende tratti adibiti a pascolo e, nelle zone sommitali, ampi altipiani[4], ma manca della presenza di valli glaciali, che caratterizzano le dorsali del massiccio della Maiella[1]. L'intero areale è attraversato da una rete di sentieri del parco nazionale della Maiella, realizzati dal Corpo forestale dello Stato rimuovendo il pietrame e rullando il tracciato di antiche vie che si internavano con una pendenza compresa tra il 5 e l'8% tra la vegetazione e aggiungendo nel sottosuolo del pietrisco ghiaioso, così da compattare il terreno e contenere il ristagno dovuto all'azione dell'acqua piovana, con percorsi che passano per le cinque fonti presenti, tra cui la fonte Lama Bianca, che trae il nome dalla riserva[8]. La progressiva variabilità altimetrica della zona tutelata, unita alla derivante mutabilità del clima, annovera la presenza di quattro ambienti naturali diversi (subatlantico, boreale, mediterraneo-altomontano e alpico), ognuno caratterizzato da un proprio spettro corologico delle varie specie vegetali che vi prosperano[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La riserva è stata istituita con decreto ministeriale del 5 giugno 1987 come riserva naturale statale orientata[1]. Con la legge n. 394 del 1991 è stata inclusa nel territorio del parco nazionale della Maiella, collocata all'interno della zona A[1]. Il 21 maggio 1992 è stata riconosciuta all'interno della direttiva habitat come «sito di importanza comunitaria»[4].

Flora[modifica | modifica wikitesto]

La genziana delle nevi, tipica specie floreale della riserva

La flora annovera diverse varietà di specie arboree, erbacee e floreali, così distribuite:

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

L'astore, rara specie faunistica della riserva

Diversificata è la fauna, che comprende, per i grandi e i piccoli mammiferi, specie di arvicola delle nevi[7], camoscio appenninico, capriolo, cervo, faina, gatto selvatico, lupo appenninico, martora, orso bruno marsicano[1] e volpe[9]; dei grandi mammiferi, il camoscio appenninico, il capriolo e il cervo[3] sono frutto di reintroduzioni[4]. Gli uccelli sono presenti con circa 120 specie[4], tra cui esemplari di aquila reale, astore[6], coturnice[5], crociere, falco pecchiaiolo, falco pellegrino, fringuello alpino, gracchio alpino, gracchio corallino, lanario, merlo dal collare, passera scopaiola, picchio dorsobianco, piviere tortolino[7] e sordone[1]. Tra i rettili, vi è la rara vipera dell'Orsini, presente negli anfratti rocciosi d'alta quota[1], mentre tra gli anfibi, vi sono la salamandra pezzata e l'ululone dal ventre giallo, che vivono presso gli ambienti umidi[4]. Tra gli invertebrati, si distinguono la Parnassius apollo, una rara specie endemica di farfalla[1], il Trechus montis-majellettae e la Perizoma barrassoi, entrambi scoperti e descritti in loco rispettivamente nel 1932 e nel 2006[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Rgpbio.it.
  2. ^ a b c d Regione.abruzzo.it.
  3. ^ a b Parks.it.
  4. ^ a b c d e f g h i j Carabinieri.it.
  5. ^ a b Agraria.org.
  6. ^ a b c Parcomajella.it.
  7. ^ a b c d e Abruzzoturismo.it.
  8. ^ a b Cartellonistica della riserva redatta dal Corpo forestale dello Stato.
  9. ^ a b AA.VV. (1997), vol. 2, p. 221.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Il Parco Nazionale della Majella. Guida ai 38 Paesi del Parco, in Collana ai Parchi d'Abruzzo, vol. 1 e 2, Pescara, Multimedia Edizioni, 1997, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]