Cattedrale di San Cetteo

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Coordinate: 42°27′36.97″N 14°12′45.36″E / 42.46027°N 14.2126°E42.46027; 14.2126

Duomo Cattedrale di San Cetteo
Pescara - Duomo di San Cetteo2.jpg
Cattedrale di San Cetteo, Pescara
Stato Italia Italia
Regione Abruzzo Abruzzo
Località Pescara
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare San Cetteo
Diocesi Arcidiocesi di Pescara-Penne
Architetto Cesare Bazzani
Inizio costruzione 1933
Completamento 1939
Sito web diocesipescara, sancetteo.it

La cattedrale di San Cetteo è l'edificio di culto cattolico più importante della città di Pescara, chiesa madre dell'arcidiocesi di Pescara-Penne e sede dell'omonima parrocchia. È situata in via D'Annunzio e dedicata a san Cetteo, il patrono della città. Il nome originale della costruzione, Tempio della Conciliazione, è legato al concordato dell'Italia fascista con la chiesa cattolica.[1] La sua concezione si avvicina all'architettura neoromanica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione della chiesa è legata all'attività edilizia intensificatasi in città dopo l'istituzione della provincia di Pescara del 1927: la vecchia chiesa di San Cetteo situata in zona e ridotta in pessimo stato venne demolita per fare posto alla nuova[2] (sono da notare i resti della costruzione precedente sul marciapiede di fronte alla chiesa).

La costruzione della chiesa nuova fu fortemente voluta da Gabriele d'Annunzio, il quale mise a disposizione anche fondi finanziari propri.[3] D'Annunzio si consultò con l'architetto Cesare Bazzani e volle trovare in questa chiesa un luogo di sepoltura per la madre.[4] L'opera giunse a termine nel 1939, ma la facciata dovette essere ricostruita già dopo gli eventi della seconda guerra mondiale.

Il tempio divenne cattedrale parecchio tempo dopo, nel 1977.[3]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa imita chiaramente la tradizione abruzzese (soprattutto romanica), seguendo lo stile dell'antica chiesa di Santa Gerusalemme ivi situata intorno all'XI secolo: è tipica di questa e delle regioni limitrofe la facciata di forma rigorosamente rettangolare e decorata a rosoni,[5][6] una scelta condivisa da D'Annunzio e dall'architetto.

Sempre sulla facciata, i portali ad archi a tutto sesto mettono in evidenza la suddivisione interna in tre navate, scandita all'esterno da lesene. A sinistra della facciata, un campanile su base quadrata si conclude a pianta ottagonale, mentre a destra la facciata è fiancheggiata dal piccolo battistero.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Interno

Come accennato, ha un impianto architettonico a basilica a tre navate. La tripartizione è data da colonne in marmo; la chiesa è molto luminosa ed il suo coro è sottolineato da un'abside.[7][8]

La chiesa dispone di un transetto, rialzato come nella tradizione romanica: da un lato del transetto si trova una cappella dedicata a San Cetteo.[9]. Dall'altra parte, il transetto si conclude con la tomba di Luisa De Benedictis, madre di Gabriele D'Annunzio, alla quale Arrigo Minerbi ha dedicato il monumento funebre: si tratta di un'arca sormontata dalla figura di una giovane donna addormentata.

Altra tomba all'interno della cattedrale è quella di monsignor Antonio Iannucci, arcivescovo emerito dell'arcidiocesi di Pescara-Penne dal 1959 al 1990, tumulato il 16 ottobre 2008 nella sala del battistero.

All'interno della chiesa si trovano varie effigi di santi e anche un dipinto attribuito al Guercino che riproduce San Francesco d'Assisi.

Molto importante è anche l'organo presente all'interno della chiesa, in canne dorate, uno dei più famosi e migliori d'Abruzzo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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