Gravina di Laterza

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Gravina di Laterza
GravinaDiLaterza.jpg
Veduta della gravina
Class. internaz. SIC IT9130007(Direttiva 92/43/CEE)
Stati Italia Italia
Regioni Puglia Puglia
Province Taranto Taranto
Comuni Laterza
Superficie a terra 800 ettari ha
Gestore Oasi Lipu di Laterza
Sito istituzionale

La gravina di Laterza è una incisione erosiva profonda anche più di 200 metri, molto simile ai Canyon americani.

La gravina lambisce il comune di Laterza e si estende per 12 chilometri nel territorio rurale, con svariate anse, ed è profonda, in alcuni punti, più di duecento metri, e larga più di quattrocento.[1][2] Presenta anche pareti molto ripide, quasi verticali, utilizzate per arrampicate (free climbing).

Al suo interno è presente l'Oasi LIPU Gravina di Laterza per la tutela e la protezione degli uccelli. Infatti nella gravina sono presenti diverse specie di volatili come il Capovaccaio, il falco lanario, il corvo imperiale, il falco pellegrino, il grillaio e altre specie di rapaci, spesso endemici.[3][4]

La Gravina fa parte dell'area delle Gravine, di cui è la più grande nella provincia di Taranto, e la seconda in Europa, e del Parco naturale regionale Terra delle Gravine, istituito in Puglia nel 2005[5] per tutelarne il patrimonio paesaggistico e faunistico. È classificata tra i siti di interesse comunitario della Puglia SIC IT9130007(Direttiva 92/43/CEE).[6]

Composizione del territorio[modifica | modifica wikitesto]

La composizione del terreno è soprattutto di rocce calcaree risalenti al Cretaceo, quindi erose, dopo la loro emersione, dal torrente che vi scorre all'interno. Ci sono resti fossili di crostacei e molluschi di epoca preistorica, testimonianti l'habitat precedentemente all'emersione dei territori. I due principali tipi di roccia sono la calcarenite e il Calcare di Altamura, ben visibili nella parte superiore delle pareti. Le profonde fratturazioni della roccia hanno creato grotte e pinnacoli di grande carattere suggestivo, nonché importantissimi biomi per la nidificazione dell'avifauna.[7]

Flora e Fauna[modifica | modifica wikitesto]

La morfologia del territorio fa sì che ci sia una zona incontaminata sul fondo, difficilmente raggiungibile nonostante l'antropizzazione dei terreni circostanti, per cui molte specie animali e vegetali vi hanno trovato rifugio. Lungo le pareti rocciose sono presenti numerose grotte, sia di modeste dimensioni, in cui nidificano gheppi e falchi pellegrini, sia di grandi dimensioni, in cui troviamo il sopracitato Capovaccaio, il Corvo imperiale e il Gufo Reale, il grillaio oltre a numerose altre specie rapaci e non. Le grotte di piccole dimensioni, invece, sono abitate da otto specie di chirotteri. Inoltre nelle zone forestali adiacenti sono presenti cinghiali, faine, volpi, e specie di uccelli come l'Occhiocotto, le Cince, il Passero Solitario, la Monachella, la Sterpazzolina, lo Scricciolo, tipici della fauna mediterranea. Da segnalare specie come il geco di Kotschy e il colubro leopardino, due rettili presenti solo in puglia, poiché nel miocene era presente un ponte di terra con la penisola balcanica.[4] La flora è costituita prevalentemente dalla macchia mediterranea, ma gli speciali habitat presenti consentono la crescita di specie rare e transadriatiche, come le orchidee selvatiche (oltre 50 specie presenti), il leccio, il fragno, la quercia vallonea, la campanula versicolor.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia dell'Oasi e Habitat Naturale, oasilipugravinadilaterza.it. URL consultato il 01-06-2013.
  2. ^ La Gravina di Laterza, laterza.org. URL consultato il 01-06-2013.
  3. ^ LIPU - Oasi Gravina di Laterza
  4. ^ a b La Fauna dell'Oasi, oasilipugravinadilaterza.it. URL consultato il 01-06-2013.
  5. ^ LEGGE REGIONALE 20 dicembre 2005, n.18 - "Istituzione del Parco naturale regionale 'Terra delle gravine'", regione.puglia.it, 27 dicembre 2005. URL consultato il 28 giugno 2013.
  6. ^ AREE PROTETTE ISTITUITE AI SENSI DI NORME NAZIONALI E REGIONALI E SITI RETE NATURA 2000 IN PUGLIA (PDF), wwfsalento.it. URL consultato il 01-06-2013.
  7. ^ Origine e Geologia, oasilipugravinadilaterza.it. URL consultato il 01-06-2013.
  8. ^ La Flora dell'Oasi, oasilipugravinadilaterza.it. URL consultato il 01-06-2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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