Casamassima

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Casamassima
comune
Casamassima – Stemma Casamassima – Bandiera
Casamassima – Veduta
Via Paliodoro, il paese azzurro
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Apulia.svg Puglia
Città metropolitanaCittà metropolitana di Bari-Stemma.png Bari
Amministrazione
SindacoGiuseppe Nitti (liste civiche) dal 24-6-2018
Territorio
Coordinate40°57′N 16°55′E / 40.95°N 16.916667°E40.95; 16.916667 (Casamassima)Coordinate: 40°57′N 16°55′E / 40.95°N 16.916667°E40.95; 16.916667 (Casamassima)
Altitudine223 s,l,m, m s.l.m.
Superficie78,43 km²
Abitanti19 786[1] (31-8-2018)
Densità252,28 ab./km²
Comuni confinantiAcquaviva delle Fonti, Adelfia, Capurso, Cellamare, Noicattaro, Rutigliano, Sammichele di Bari, Turi, Valenzano
Altre informazioni
Cod. postale70010
Prefisso080
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT072015
Cod. catastaleB923
TargaBA
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanticasamassimesi
Patronosan Rocco
Giorno festivoseconda domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casamassima
Casamassima
Casamassima – Mappa
Posizione del comune di Casamassima all'interno della città metropolitana di Bari
Sito istituzionale

Casamassima (Casamàsseme in dialetto barese), chiamato anche Paese Azzurro, è un comune italiano di 19 786 abitanti della città metropolitana di Bari in Puglia, inserito in vari progetti di valorizzazione e promozione turistica per via dell'antico borgo azzurro.

Fa parte del club dei Borghi Autentici d'Italia[2].

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Secondo un'antica leggenda, fu fondata da Fabio Massimo detto il Temporeggiatore, il quale, durante le guerre Puniche, creò un accampamento (in latino, castrum). Quindi, "accampamento dei Massimo": castrum maximi, da cui il nome "Casamassima" = casa dei Massimo. Molti storici sostengono ora che Casamassima abbia il significato di "casa più grande".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Casamassima vive per secoli sotto molte signorie pugliesi, costantemente alle dipendenze dei feudi di paesi confinanti come Conversano e Acquaviva delle Fonti, per poi accrescere la sua importanza. Testimonianza di questo periodo è il castello presente nel centro storico di Casamassima. Fino agli anni ottanta, il comune resta però a vocazione agricola e confinato in un piccolo centro, ma in seguito, con la Strada Statale 100, oltre che con l'apertura del centro direzionale Baricentro e di un ipermercato, inizia un periodo di grande espansione abitativa, con la costruzione di condomini e villette a schiera in zone prima di aperta campagna. Dai primi anni del XXI secolo si moltiplicano le istanze per ristrutturare il centro storico, la cui colorazione delle case, sempre più in via di recupero dopo anni di abbandono, (introdotta come ex voto alla Maria Santissima di Costantinopoli per sfuggire ad una pestilenza nel XVII secolo), lo rende noto come il Paese Azzurro.

Il Borgo Antico di Casamassima è di chiara impronta medievale, e si è sviluppato dall'VIlI secolo attorno ad una Torre Normanna che si è poi am­pliata, trasformandosi in una dimora padronale detta castello. Il borgo è singolare e pittoresco con le suggestive viuzze di bianche chianche (basole di pietra), i chiassi (vicoli ciechi), le corti e le abitazioni caratteristiche, un tempo tutte ricoperte di calce azzurra, della quale si conservano in più punti le tracce secolari con una notevole stratificazione.

Verità e leggende si incrociano nella storia pluri-­secolare di Casamassima, ma la più affascinante è quella in cui a un certo punto il Borgo Antico diventò tutto azzurro, per un voto fatto nel XVII secolo dall'allora signore di Casamassima Michele Vaaz alla Madonna di Costantinopoli, che preservò il borgo dall'epidemia di peste diffusa in tutto il territorio. Per riconoscenza il duca Vaaz ordinò di dipingere il caseggiato a calce viva aggiungendo il colore azzurro del manto della Madonna, oggi raffigurata sotto l'arco di via Santa Chiara.

Negli anni '60 il pittore milanese Vittorio Viviani, affascinato dalla singolare cromaticità delle case di questo borgo, lo immortalò nelle sue tele battezzandolo il Paese Azzurro.

Il primo documento casamassimese del 962[modifica | modifica wikitesto]

Il primo documento di Casamassima è appena due anni dopo il Placito capuano, il primo documento ufficiale della lingua italiana.

Primo documento di Casamassima del 962

Nel 962, in Casamassima, Sikeprando ed Eregarda, coniugi, vendono a Kalolohanne un pezzo di vigneto pel prezzo di cinque soldi costantini, la donna cum consensu e voluntate di suo fratello Garzanito e del parente Kolahure vende la quarta parte del suo morgincap.

Un'antica usanza longobarda era quella del "morgincap", cioè una parte dei beni che il marito donava alla propria sposa il giorno dopo la prima notte di nozze.

Il documento, conservato nell'archivio della Cattedrale di Bari, è certamente una delle poche tracce esistenti che attesti la presenza di Casamassima come comunità ben organizzata.

Assalto alla torre campanaria di Casamassima da parte degli ungheresi[modifica | modifica wikitesto]

Resistere e morire passando alla storia come eroi. Oppure fare atto di sottomissione al re d'Ungheria tradendo la propria regina di Napoli per avere in cambio salva la vita e preservando la propria patria da sicura distruzione? Non era facile per i nostri padri scegliere la strada migliore davanti al dilemma che in quel momento si trovavano davanti.

Nel 1347 Ludovico, re d'Ungheria, sdegnato per la barbara morte avvenuta il 17 settembre 1345 di suo fratello Andrea, marito di Giovanna I, regina di Napoli, comparve a Napoli con quindicimila cavalli e fanterie senza numero, annunciando la morte dei regicidi. Sostenuta da Papa Clemente VI, la regina Giovanna fece ritorno a Napoli per riprendersi il Regno. Immediatamente si crearono due partiti. Le città che parteggiavano per la regina e coloro che invece sostenevano gli ungheresi. In provincia di Bari il più ardente sostenitore della regina Giovanna era Pipino, conte Palatino di Altamura. Ma gli ungheresi non se ne stavano con le mani in mano cercando di portare dalla propria parte quante più città possibili.

Molti casali furono atterrati. Bari, Palo del Colle e Corato resistettero perché cinte di buone fortezze e doppio fossato.

Rutigliano e Casamassima si fortificarono e fecero opposizione ma l'ebbero assai male.

Nell'agosto del 1348 a Rutigliano, dopo un'iniziale resistenza, quando videro cadere i primi feriti, cominciarono con voce piangevole a gridare dai terrazzi, dai loggiati, dal campanile "pietà, misericordia, eccoci sotto la vostra ubbidienza".

La vicina Casamassima, volendo serbarsi fedele alla regina, confidando nella vantaggiosa struttura del campanile molto più simile a una fortezza, cercò pure di resistere. Gli abitanti misero in salvo suppellettili e ogni oggetto prezioso e le consorti e i bambini e le adulte donzelle rinchiudendole nella chiesa maggiore.

Gli uomini si divisero: parte sulle mura, parte dietro le porte e circa duecento salirono sul campanile portandovi parecchi sassi. Malispirito scorse subito le intenzioni dei casamassimesi di non volersi arrendere. Pertanto fece requisire tutto il bestiame e poi dette via all'assedio.

I soldati scacciano subito i paesani dalle mura e dalle porte sferzando, uccidendo, rubando e consumando tutte le cose. Restava solo la chiesa. Dopo un'iniziale resistenza "fu il diavolo che, maestro qual egli è di tutte le maligne intraprese, suggerì a taluni Lombardi di spedire distaccamenti nel bosco dei dintorni per raccogliere legna, fascine e stoppie e portarli in paese accatastandole sotto la chiesa."[3]. Altri si procurarono olii, grassumi e materiali bituminosi a cui appiccare il fuoco.

Così le fiamme, continuamente alimentate, avvolsero il campanile per due giorni e due notti. Ma la disperazione rendeva più decisi i casamassimesi a resistere. Tutto finì, però, quando le pietre del campanile, cotte dalle fiamme, cominciarono a sbriciolarsi.

In poco tempo, infatti, tutto il fabbricato si disfece con fracasso spaventevole e il campanile diventò una montagna di macerie e di uomini.

Durante l'assalto alla torre campanaria di Casamassima è venuto fuori l'eroismo e il patriottismo dei casamassimesi, questa volta sfortunati.

Il "Paese Azzurro"[modifica | modifica wikitesto]

Chiasso Bongustai, il Paese Azzurro

Nel 1658 sbarcarono a Bari marinai con la peste, che contagiarono sin da subito oltre 20 mila abitanti del capoluogo di regione, portandoli alla morte. Nel XVII secolo Odoardo Vaaz, signorotto locale, con l'intenzione di voler allontanare la peste dal paese e per fare un voto alla Maria Santissima di Costantinopoli, ordinò tramite un'ordinanza la tinteggiatura del caseggiato, dei monumenti e delle chiese aggiungendo il colore azzurro alla calce viva, probabilmente solfato di rame. La peste fu così allontanata dal paese e venne edificata una chiesetta, dedicata appunto alla Maria Santissima di Costantinopoli.[4]

Negli anni 60 il pittore milanese Vittorio Viviani, passando da Casamassima, rimane incantato da questa caratteristica unica nello scenario pugliese e immortala scene di vita quotidiana nel borgo in alcune sue tele, definendo Casamassima "Il Paese Azzurro".

Passeggiando tra i vicoli del borgo antico è frequente incontrare stratificazioni e tracce di calce azzurra su antichi stabili, testimonianza del passato casamassimese, della storia e dell'unicità di tale centro che, a differenza dei classici borghi bianchi pugliesi, presenta varie tonalità cromatiche di azzurro.

Il progetto "Paese Azzurro" è un elemento su cui da alcuni anni sempre più esperti studiano la realizzazione di un brand turistico, accompagnati dalla Pro Loco, associazioni locali, cittadini ed enti come il GAL SEB, l'Associazione "Borghi Autentici d'Italia", la Regione Puglia con gli enti turistici regionali e provinciali.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Via Paliodoro, il Paese Azzurro

La Torre dell'Orologio sorge presso una delle porte di ingresso al centro storico, quella che si affaccia sulla piazza principale, piazza Aldo Moro. Nella stessa piazza si trovano anche la chiesa del Purgatorio, una delle chiese più importanti del paese insieme alla chiesa madre (che si trova invece in pieno centro storico) e un monumento alla Vittoria. Nel centro storico, oltre alla già citata chiesa Madre, c'è il "castello" (in realtà un palazzo nobiliare), l'ex orfanotrofio Addolorata (detto anche Monacelle), l'ex convento di Santa Chiara. Altro luogo degno di nota di Casamassima è il cimitero militare polacco di Casamassima, visibile dalla S.S.100 Bari-Taranto.

Nel borgo è bene ricordare la presenza della casa del poeta armeno Hrand Nazariantz, vissuto a Casamassima.[5]

Il monastero di Santa Chiara[modifica | modifica wikitesto]

Il monastero di Santa Chiara è il più imponente edificio del centro storico e fu fondato nel 1573 da Antonio Acquaviva d'Aragona con denaro della sorella Donna Dorotea. Costruito come orfanotrofio, un secolo dopo (1600) diventa Monastero delle Clarisse. Nel corso degli anni ha subito varie modifiche e trasformazioni: dopo l'Unità d'Italia fu soppresso e adibito, nel tempo, a carcere, scuola, cine-teatro e abitazione.

Il prospetto su via Scesciola presenta un bugnato a piano terra, un lungo belvedere di coronamento con le grate in ferro. All'interno del chiostro si possono osservare due lati con archi su pilastri a bugne e al centro una cisterna sopraelevata.

Chiesa Matrice di Santa Croce[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, edificata su di un'altra del sec. XII - XIII, ha una struttura muraria a conci levigati e regolari.

Addossato alla chiesa troviamo il campanile in conci di pietra regolari, di due piani diviso da cornici ornate. Il primo piano ha bifore con archetti girati sui capitelli, inclusi in un arco superiore posato su mensole. Al secondo piano vi è un loggiato con parapetto forato a scacchiera.

È costituita internamente da tre ampie navate con cappelle, in cui, tra le tante opere di notevole interesse, vi sono una fonte battesimale del 1200 e la statua di San Rocco, protettore della città.

Palazzo Monacelle, sede della biblioteca comunale ed ex Palazzo De Bellis

Il complesso delle Monacelle[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso è frutto di un adattamento di un ex-palazzo appartenente ad un'importante famiglia del luogo: la famiglia De Bellis. L'ultimo proprietario, Don Domenico Console, acquistò il palazzo e lo fece diventare un orfanotrofio dove fu data educazione civile e religiosa a giovani fanciulle. All'interno dell'orfanotrofio fu istituito un Conservatorio musicale femminile, uno dei più importanti della provincia e molto apprezzato dal Regno di Napoli. Dopo l'unità d'Italia fu adibito a caserma di Carabinieri, albergo e a scuola elementare, compromettendo l'originale tessuto dell'immobile.

Attualmente è sede di alcuni uffici comunali e di una ricca biblioteca con aule studio, aule informatiche, un dotato auditorium e una pinacoteca appartenente alla Fondazione Don Sante Montanaro, oltre alla presenza dell'eco-museo del SAC Pecutezia.

Auditorium dell'Addolorata[modifica | modifica wikitesto]

Ex chiesa del 1800 in stile barocco, costruita da don Domenico Console ed annessa al Conservatorio delle Monacelle. Oggi è un auditorium molto frequentato per convegni, presentazioni e concerti. Ha un bellissimo campanile con cuspide a cipolla.

Chiesa del Purgatorio[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa del Purgatorio è un edificio di stile barocco, con un imponente campanile, edificato tra il 1722 e il 1758 nella centralissima piazza Aldo Moro. È sopra elevata rispetto al piano stradale e presenta un ampio sagrato, è ad un'unica navata con numerose cappelle all'interno. Ospita la Confraternita del Purgatorio e la statua della Madonna del Carmine, patrona della città.

Casamassima, tracce di azzurro

Palazzo Amenduni[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo Amenduni si trova nei pressi di via Castello e rappresenta uno dei più grandi, imponenti ed importanti palazzi del borgo antico di Casamassima.

È un edificio seicentesco, simile ad un fortilizio, con una piccola terrazza che affaccia su via Castello ed una più lunga sul prospetto posteriore con un ampio giardino.

Il portale principale è sovrastato da un balcone (più specificatamente un mugnano) settecentesco, sulla chiave dell'arco vi + lo stemma della famiglia di nobili Amenduni

Palazzo Ducale Vaaz[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo Ducale Vaaz è una delle attrattive più importanti del borgo, anch'esso testimone delle "tracce d'azzurro" sulle facciate, che conserva tutt'oggi l'impianto originario. Edificato nel 1100, è stata un'antica dimora padronale, residenza dei feudatari Vaaz, famiglia ebrea di origine portoghese. Durante gli anni, fino al 1800, risiedettero gli Acquaviva d'Aragona, i De Ponte e i Caracciolo.

L'accesso è caratterizzato da un prezioso e raffinato portale cinquecentesco, con il tradizionale bugnato a punta di diamante del XVI secolo d’ispirazione spagnola.

Ex Palazzo De Bellis[modifica | modifica wikitesto]

L'ex Palazzo De Bellis è situato nell'attuale via Roma, altro non è che il Palazzo-Convento delle Monacelle.

Il Palazzo venne adattato a Convento Monacelle quando l'ultimo proprietario lo donò all'Orfanotrofio dell'Addolorata. Il nome "Monacelle" deriva dall'abbigliamento delle giovani donne disagiate che qui furono accolte ed ospitate per toglierle dalle strade.

"Arco delle Ombre" nel Paese Azzurro

Arco delle Ombre[modifica | modifica wikitesto]

Secondo una leggenda antica l'arco era dimora di fantasmi, che transitavano ininterrottamente al suo interno.

In realtà tale storia deriva dal fatto che, quando ancora non vi era la pubblica illuminazione e si transitava con i lumi e le candele, osservando l'arco da lontano, le ombre delle sagome di chi vi transitava dava l'impressione della presenza di fantasmi.

L'arco delle ombre è oggi uno degli unici monumenti ancora ricoperti d'azzurro.

Arco Madonna di Costantinopoli[modifica | modifica wikitesto]

Sotto l’arco in via Santa Chiara appare l’affresco seicentesco della Madonna di Costantinopoli, al cui mantello si è ispirato il Duca Vaaz per dipingere il borgo di azzurro, quale voto per aver salvaguardato il popolo dalla peste. Da qui si è vicini all'antico rione Scesciola.

Casamassima , Il Paese Azzurro
Via Scesciola, il Paese Azzurro

Rione Scesciola[modifica | modifica wikitesto]

Particolarissimo rione, dall’affascinante nome arabo "Shawash’ala" (labirinto) e dove l’azzurro comincia a trapelare dai muri con le sue suggestive stratificazioni. È un rione di piccole case contadine caratterizzate da un locale a piano terra (sottano), un locale al piano rialzato (soprano) e raggiungibile da una scala esterna in pietra, detta vignale. Ai lati dell’unica finestra vi troviamo delle mensole a sbalzo per sostenere un’asse di legno per essiccare fichi o altro.

Via Paliodoro e Chiasso Bongustai[modifica | modifica wikitesto]

Via Paliodoro e Chiasso Bongustai sono gli scorci più amati e più fotografati del paese azzurro.

Via Paliodoro è la strada più azzurra del borgo con le numerose case contadine in gran parte ristrutturate ed abbellite da fiori e oggetti della tradizione. Numerose targhe indicano un riconoscimento al miglior recupero da parte della Pro Loco.

Scendendo per la caratteristica via Sacramento, ci inoltriamo in Chiasso Bongustai: un chiasso tra i più suggestivi, in cui vi era l’antico forno del Duca. Oggi è tutto dipinto di celeste e tale colorazione rende il luogo particolarmente attrattivo.[4]


Aree Naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il Bosco di Marcedd (o bosco di Marcello) rappresenta la più grande area verde del paese, è ricco di elementi paesaggistici unici nel Mediterraneo in cui ci si può immergere per affascinanti percorsi naturalistici e cicloturistici[6]. È ubicato a circa tre chilometri a sud - est del centro abitato, nelle vicinanze della masseria Uaciduzzo-Paglia Arsa e nell'alveo di Lama San Giorgio.

L'area anticamente era il letto di un fiume che partiva dal monte Sannace di Gioia del Colle. Attualmente è caratterizzata dalla presenza di macchia bassa e rada, costituita da gruppi di essenze per lo più arbustive: il lentisco, la fillirea e la calicotome spinosa, cui si associano la quercia coccifera, l'olivastro, l'osiride, l'asparago, il thè siciliano, il cisto di Montpellier e il perastro. Raramente è possibile trovare degli esemplari di fragno e roverella.

Molto più ricchi di specie sono i percorsi sub steppici del bosco e caratterizzati per lo più dalla presenza di graminacee, annuali e perenni, di diverse specie difficilmente tipizzabili.

Il Bosco di Marcedd rientra da anni in un progetto per la realizzazione di una riserva naturale regionale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 458. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[8]:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

  • Primo Circolo Didattico di Scuola Primaria "G. Marconi"
  • Secondo Circolo Didattico di Scuola Primaria "G. Rodari"


  • Scuola Secondaria di Primo Grado "D. Alighieri" sede Centrale
  • Scuola Secondaria di Primo Grado "D. Alighieri" sede Succursale
  • Istituto Superiore Ettore Majorana, intitolato al poeta armeno Hrand Nazariantz che nel borgo di Casamassima vi risiedette con la seconda moglie

Università[modifica | modifica wikitesto]

Presso il Baricentro è ubicata la sede centrale dell'università LUM - Libera Università Mediterranea

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • La Biblioteca Comunale, situata all'interno di Palazzo Monacelle, dispone di circa 10.000 volumi, tra cui più di 300 libri antichi e di alto valore.

Alla biblioteca comunale è annessa la Sezione Separata dell'Archivio Storico Comunale, istituita nel 1983, in cui si conservano documenti dal 1808 in poi ed è sotto tutela della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Regione Puglia.

Sono presenti sale lettura/studio e sale multimediali.

  • La Biblioteca Interfacoltà dell'università LUM - Libera Università Mediterranea, situata all'interno dell'omonima università, dispone di circa 11.000 monografie, 160 periodici in formato cartaceo e 30 in formato elettronico, 15 banche dati e riviste online, fondo librario di 1000 testi.

Sono presenti sale lettura/studio e sale multimediali.

Attività teatrali[modifica | modifica wikitesto]

Casamassima vantava di uno spazio culturale degno di nota, l'ex Cinema Teatro Augusto, abbattuto per costruire nuove abitazioni.

Attualmente le opere e le rassegne teatrali sono organizzate dalla locale associazione teatrale "ACCA (Associazione Culturale Casamassimese Apulia)" e messe in scena presso il Laboratorio Urbano "Officine UFO", situato in via Amendola all'interno dell'ex-pretura.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

A Casamassima sono stati girati film, fiction e cortometraggi:

  • Il segno di zorro (film 1963)
  • 'Uerra (2009), cortometraggio premiato come "miglior cortometraggio internazionale"
  • Pietro Mennea - La freccia del Sud (2015), fiction Rai 1
  • Nel film "La banda degli onesti", Totò (che interpreta il portiere del palazzo, Antonio Buonocore) cita in un cameo la città di Casamassima, quando nel riporre le buste di posta nelle cassette dei condomini dice tra sè e sè :"Altobelli... Casamassima". L'ester egg è ben presto spiegato: Renato Altobelli, proiezionista di un cinema a Bari ed in seguito affermatosi come fotografo del paese di Casamassima, era un grande amico di Totò, il quale aveva deciso di citarlo in questa originale maniera
  • Liberi di scegliere (2018), fiction Rai 1
San Rocco e il suo mantello d'argento

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La Madonna del Carmine vista da Porta Orologio, con alle spalle la Chiesa del Purgatorio

Casamassima ha due patroni: la Madonna del Carmine, che si festeggia l'ultimo sabato/domenica di luglio, e san Rocco. La festa di san Rocco non si tiene nel giorno del 16 agosto, in cui vige la festa religiosa, ma la seconda domenica di settembre. La statua viene portata in processione con un ricco mantello di argento donato dai casamassimesi emigrati e ricoperto di gioielli in oro, donati di anno in anno dai devoti per grazia richiesta o ricevuta. Coincidendo la festa con i giorni iniziali dell'anno scolastico, c'è un detto che recita: "A san Rocco lascia la palla e prendi il fiocco", riferito a come si debba lasciare i giochi (simboleggiati dalla palla), per rimettersi il fiocco (elemento dei grembiuli del secolo scorso) e tornare a scuola.

Una famosa tradizione è inoltre quella delle "pupe della quarantana", che sono sette bambole, chiamate Anna, Pagano, Rebecca, Susanna, Lazzaro, Palma e Pasqua, che, esposte all'inizio della quaresima, vengono tolte, una alla volta, ogni domenica di Quaresima, fino alla Pasqua. Famosissimo è il carnevale di Casamassima (anche chiamata pentolaccia) dove ogni anno vanno in scena carri allegorici, balli, gruppi e scuole in maschera, premi, personaggi famosi e tanto divertimento. Molto conosciuta è la sagra del vino e le numerose sagre presenti in paese.

La Pentolaccia casamassimese[modifica | modifica wikitesto]

Era il 1977, quando un’enorme pentolaccia irruppe a Casamassima, con lo scopo di incuriosire il pubblico. Si trattò di una festa carnascialesca in cui questa pentolaccia rappresentò la protagonista indiscussa. Sin dalla successiva edizione, Casamassima scoprì di possedere un gruppo nutrito di artisti, uniti da un forte spirito di amicizia.

Nacque così la prima associazione casamassimese di carristi e di artisti della cartapesta: l'associazione "U Car"

Da quell'anno la Pentolaccia ha reso Casamassima popolare nell'hinterland regionale con sfilate di carri allegorici in cartapesta di prima e seconda categoria, esibizioni di associazioni, scuole di danza, gruppi mascherati, ospiti speciali e la protagonista indiscussa: il grande pentolone di cartapesta, la Pentolaccia, che regala doni, sorrisi e gioia alle centinaia e centinaia di persone che raggiungono il paese nel primo weekend di Quaresima.

La Pentolaccia Casamassimese è insignita dal 2012 della Medaglia dell'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e dal 2016 fa parte dei Carnevali Storici del Ministero per i beni e le attività culturali.

Pentolaccia Casamassimese

Nel 2019 la manifestazione si svolgerà il 9 e 10 marzo.

Il Corteo Storico Corrado IV di Svevia[modifica | modifica wikitesto]

L'evento, che si svolge solitamente nella seconda domenica di ottobre, rievoca un episodio storico realmente avvenuto nell’aprile del 1252, documentato da una pergamena originale conservata nell’Archivio Storico della Biblioteca di Bari. Corrado IV di Svevia, figlio ed erede legittimo dell’Imperatore Federico II di Svevia, attraversò la terra di Casamassima e restituì il feudo a Roberto da Casamaxima, al cui padre Giovanni era stato tolto da Federico II.

I quattrocento personaggi storici del tempo, con preziosissimi, pregiatissimi e nobilissimi abiti in voga nella società di quel tempo, sono accompagnati a sfilare da artisti di strada, sbandieratori, musici, danzatrici, mangiafuoco, cavalieri, giocolieri e teatranti.

L'evento si svolge sotto gli auspici della Presidenza della Repubblica, dei Consolati Onorari a Bari della Repubblica Federale di Germania e del Regno del Belgio, fregiandosi di due medaglie del Presidente della Repubblica Italiana.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della città metropolitana di Bari.

Il paese è collegato al resto della Puglia tramite la linea ferroviaria delle Ferrovie del Sud Est. È collegata anche con un servizio autobus delle stessa Ferrovie del Sud Est, delle autolinee Miccolis, autolinee Mastrorocco e Sabato Viaggi.

Inoltre è collegata anche con città europee tramite le autolinee Marino e con le altre regioni con le autolinee Marozzi e GBS.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La Stazione di Casamassima è posta sulla tratta "Bari-Putignano (via Casamassima)" delle Ferrovie del Sud Est e collega il paese con il capoluogo di Regione e altri comuni limitrofi con treni ogni ora.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
26 ottobre 1988 1º dicembre 1989 Romano Franco Bardoscia Democrazia Cristiana Sindaco [9]
1º dicembre 1989 8 giugno 1993 Domenico Antonio Orofino Democrazia Cristiana Sindaco [9]
8 giugno 1993 28 aprile 1997 Maria Paola Susca Bonerba Pierini - Sindaco [9]
28 giugno 1997 14 maggio 2001 Maria Paola Susca Bonerba Pierini sinistra Sindaco [9]
14 maggio 2001 7 ottobre 2002 Giuseppe Emilio Carelli centro-destra Sindaco [9]
18 novembre 2002 27 maggio 2003 Rosa Maria Padovano Comm. straordinario [9]
10 giugno 2003 13 aprile 2008 Domenico Vito De Tommaso centro-sinistra Sindaco [9]
29 aprile 2008 30 novembre 2010 Domenico Vito De Tommaso centro-sinistra Sindaco [9]
30 dicembre 2010 17 giugno 2011 Cinzia Carreri Comm. straordinario [9]
31 maggio 2011 12 settembre 2014 Domenico Birardi la puglia prima di tutto, UDC, PDL, nuovo psi,
movimento politico schittulli, libertà autonomia noi sud - altri
Sindaco [9]
12 settembre 2014 16 giugno 2015 Alfonso Magnatta Comm. straordinario [9]
16 giugno 2015 31 luglio 2017 Vito Cessa realtà italia, lista civica: vito cessa per casamassima,
SEL, lista civica: libera casamassima, PD
Sindaco [9]
1º agosto 2017 24 giugno 2018 Aldo Aldi Comm. straordinario [9]
24 giugno 2018 In Carica Giuseppe Nitti Liste Civiche Sindaco [9]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra calcistica del paese ha sempre militato in campionati di livello dilettantistico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2018.
  2. ^ Casamassima Borgo Autentico d'Italia, su borghiautenticiditalia.it.
  3. ^ Pietro Gioja, Conferenze istoriche sull'origine e su i progressi del comune di Noci in terra di Bari, 1839.
  4. ^ a b Giampaolo Montanaro, Casamassima: il paese azzurro, Levante, 2001, pp. 88.
  5. ^ HRAND NAZARIANTZ a CASAMASSIMA, su centrostudihrandnazariantz.blogspot.com.
  6. ^ NaturalMete - itinerari cicloturistici nel sud-est barese, su naturalmete.it.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2013 per sesso e cittadinanza, ISTAT.
  9. ^ a b c d e f g h i j k l m n http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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