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Palo del Colle

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Palo del Colle
comune
Palo del Colle – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Città metropolitana di Bari-Stemma.png Bari
Amministrazione
Sindaco Domenico Conte (centrodestra) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 41°03′N 16°42′E / 41.05°N 16.7°E41.05; 16.7 (Palo del Colle)Coordinate: 41°03′N 16°42′E / 41.05°N 16.7°E41.05; 16.7 (Palo del Colle)
Altitudine 177 m s.l.m.
Superficie 79,71 km²
Abitanti 21 700[1] (dicembre 2014)
Densità 272,24 ab./km²
Frazioni Auricarro
Comuni confinanti Binetto, Bitetto, Bitonto, Toritto
Altre informazioni
Cod. postale 70027
Prefisso 080
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 072033
Cod. catastale G291
Targa BA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti Palesi
Patrono Santissimo Crocifisso di Auricarro
Giorno festivo 16 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Palo del Colle
Palo del Colle
Posizione del comune di Palo del Colle all'interno della città metropolitana di Bari
Posizione del comune di Palo del Colle all'interno della città metropolitana di Bari
Sito istituzionale

Palo del Colle (Pàle in dialetto palese, anticamente designata con Terra di Palo[2], fino al 1863 chiamata Palo) è un comune italiano di 21.700[3] abitanti della città metropolitana di Bari situato a circa 17 km dal capoluogo pugliese.

Unico nella zona, il centro abitato insiste su un colle alto 177 m s.l.m. dominato dal Settecentesco "Palazzo Filomarino Della Rocca", dall'edificio della chiesa matrice "Santa Maria La Porta" e dal Trecentesco campanile in stile romanico pugliese, tra i più imponenti e maestosi di Puglia, indicato dai Palesi con il nomignolo: u Spiàune ("lo Spione"). Famoso è il Palio del viccio che vi si svolge il martedì grasso.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale con una superficie di 79,06 km²[4]. estendendosi tra le quote altimetriche 104 e 325[5] incastonato tra quelli di Bitonto (a Nord-Ovest), Bitetto, Binetto (a Est) e Toritto (a Sud), si presenta come una zona rurale e paesaggistica unitaria caratterizzata dalla presenza prevalente di uliveti intervallati da vigneti nonché da mandorleti e frutteti; di macchie mediterranee e di alberi ornamentali di alto fusto (generalmente di pini ma non soltanto). Il dolce declinare collinoso da Nord-Est in direzione Sud verso le Murge e la presenza di tre lame di cui la più importante, denominata Lamasinata che dopo aver avuto origine nel territorio di Palo (non molto lontano dal centro abitato, attraversandolo perifericamente in direzione della frazione di Auricarro), procedendo su quelli di Bitetto e Modugno, sfocia nel Mare Adriatico, dunque di Bari, caratterizzano ulteriormente questo territorio.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Generalmente mediterraneo, il clima di Palo, secondo la classificazione dei climi di Köppen, appartiene alla fascia "D" ossia al clima freddo delle medie latitudini caratterizzato da inverni freschi spesso sferzati da venti freddi balcanici ed estati calde e lunghe e non raramente anche torride per l'azione di venti caldi sciroccali. Le temperature medie invernali si aggirano intorno gli 8 °C e quelle estive ai 23 °C con piovosità annua di poco meno 600 mm con il verificarsi di gelate causate dalle forti escursioni termiche riscontrate nella stagione primaverile.

La tabella sottostante mostra i dati dei valori medi registrabili nell'area delle "Murge basse" applicabili al comune di Palo del Colle inserito appunto in quest'area climatologica pugliese.[7]

Palo del Colle Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 10,5 11,4 13,6 17,4 22,2 26,5 29,1 29,3 25,4 20,2 15,7 12,1 11,3 17,7 28,3 20,4 19,5
T. mediaC) 7,3 7,9 9,8 12,9 17,3 21,4 24,0 24,1 20,8 16,3 12,2 9,0 8,1 13,3 23,2 16,4 15,3
T. min. mediaC) 4,2 4,3 6,0 8,5 12,3 16,2 18,8 19,0 16,2 12,4 8,6 5,8 4,8 8,9 18,0 12,4 11,0
Precipitazioni (mm) 61 64 58 42 39 30 21 27 47 68 74 66 191 139 78 189 597
Umidità relativa media (%) 78,4 77,1 75,1 72,0 69,1 65,2 61,6 63,6 70,7 77,3 79,3 79,4 78,3 72,1 63,5 75,8 72,4

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La messe di ritrovamenti archeologici del territorio (costituiti prevalentemente da tombe con il loro corredo funerario) sembra avvalorare l'origine pre-romana dell'abitato, plausibilmente da ascriversi a popolazioni italiche piuttosto che a coloni provenienti dalla Grecia.[9] Alla presenza tali insediamenti è stato ricondotto l'antroponimo Palionenses, citato nella Naturalis historia da Plinio il Vecchio tra gli antichi abitanti della Regio II.

Secondo lo storico Cirielli[10], tale antroponimo andrebbe ricondotto al toponimo Palìon, mutato in epoca romana in Palium e poi in Palum.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Cappella Ficarella detta Francavilla[modifica | modifica wikitesto]

Cappella Santa Maria dei Martiri[modifica | modifica wikitesto]

Cappelletta dell'Immacolata[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Madonna della Stella[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa della Madonna della Stella (Palo del Colle).

La chiesa è ubicata sulla strada che conduce alla frazione bitontina di Palombaio.

Chiesa della Madonna delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Madonna di Juso[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa ubicata nei pressi della strada provinciale che conduce a Binetto, venne edificata nel XIV secolo. La facciata semplice, con unica porta d'ingresso è sormontata da un piccolo campanile a vela. L'edificio di pianta rettangolare è diviso in due ambienti, comunicanti tra di loro da due archi a tutto sesto. Nella chiesa si conservano dipinti, raffiguranti schiere di santi e immagini della vergine Maria. Alcuni dipinti di pregevole fattura, sono attribuibili al pittore quattrocentesco, Giovanni di Francia. La chiesa è cinta da alti muri a secco con unico cancello d'accesso, sormontato da un campanile a vela, che originariamente era ubicato sulla chiesa di S. Giovanni, nella terra vecchia di Palo, demolita negli anni '50 del '900.

Chiesa del Purgatorio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa del Purgatorio (Palo del Colle).

Di fronte alla Chiesa Matrice sorge la Chiesa del Purgatorio. Fu costruita nel 1669-73, mentre la facciata è del 1708. È un fulgido esempio di stile barocco. II portale centrale è arricchito di un piccolo gruppo di sculture, cui sovrasta un orologio solare del 1881. II robusto e severo campanile è del 1734. Questa chiesa fu costruita per i nobili di Palo.

Chiesa dello Spirito Santo[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Domenico[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Madonna del Carmine e San Francesco da Paola[modifica | modifica wikitesto]

Dal catasto onciario di Palo del 1633, si apprende l'esistenza della cappella dedicata alla Madonna del Carmine, che venne demolita nel 1883, perché pericolante. Era ubicata nell'attuale via Ruggiero, anticamente chiamata " giro del Carmine ". La nuova chiesa venne edificata nel 1893, alle spalle della chiesa madre e nelle vicinanze della vecchia cappella. Dedicata a Maria Santissima del monte Carmelo e San Francesco da Paola è sede dell'omonima confraternita e custodisce i simulacri dei due santi.

Chiesa di San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Giuseppe. Prospetto.

Nel 1836 l'assemblea degli affiliati alla pia associazione Congrega di San Giuseppe e di San Vincenzo de' Paoli (istituitasi a Palo il 14 giugno 1789 nella non più esistente cappella di San Nicola), deliberò di edificare una nuova chiesa dedicata al culto di San Giuseppe[11]. Su proposta del Comune fu deciso, con deliberazione decurionale del 20 marzo 1836, di costruire il manufatto su un terreno demaniale situato a valle del centro abitato, odierna Piazza Diaz, denominata Lago (in realtà uno stagno creatosi per la particolare conformazione urbanistica della cittadina: era una zona dove confluivano, ristagnando pericolosamente, le acque meteoriche provenienti dalla cima del colle. L'accumularsi di detriti, immondizie e crisiale – residui delle saponerie esistenti all'epoca -, rendevano questo luogo particolarmente esiziale per la salute della popolazione. In questo contesto, dunque, si giustifica la proposta dell'Amministrazione comunale: la costruzione del tempio avrebbe comportato lavori di bonifica risolvendo, prevenendoli, gravi problemi di natura sanitaria e di igiene pubblica). A tal proposito il Comune cedette un'area, pari a ordini tre e passi 13 dell'antica misura napoletana[12], alla Congrega con la dichiarazione esplicita che il suolo doveva servire per erigere il nuovo tempio con due sottanini adiacenti per uso di sagrestia e di deposito e il prospetto della chiesa doveva fronteggiare la strada detta del lago (odierna Corso Garibaldi). Su progetto dell'architetto Domenico Fallacara di Bari, assistito dal figlio Vincenzo, i lavori, eseguiti dall'imprenditore edile Giuseppe Conte e dal figlio Gaetano, iniziarono il 25 luglio 1837 con la posa solenne della prima pietra da parte del direttore spirituale della Congrega – don Domenico Andriola – e ultimati nel 1841. Il 5 settembre dello stesso anno fu benedetta e inaugurata dal medesimo sacerdote.

I costi sostenuti risultarono maggiori rispetto ai fondi raccolti e disponibili attraverso oblazioni e donazioni varie dei fedeli e il disavanzo fu ripianato da don Giuseppe Frasca Santeramo prima e alla morte di questi dalla di lui vedova donna Domenica Valentini la quale si dimostrò, nel tempo, vera benefattrice nei riguardi sia della Congrega che della fabbrica della chiesa. Infatti il 19 febbraio 1851, donò un capitale censo di 120 ducati all'associazione e nel 1853 fece costruire, a sue spese, il campanile (direttore tecnico dei lavori: ingegnere don Vincenzo Danisi) dotandolo di campana (realizzata a Palo dal Ripandelli). Nel 1855, sempre a proprio carico, fu pavimentata la chiesa e nel 1857 realizzato l'altare maggiore in marmo. Dotò inoltre il nuovo tempio di innumerevoli arredi sacri risultando, alla fine, notevole il pio apporto della nobildonna tanto da indurre la Congrega, in segno di ringraziamento e riconoscenza perpetue, a dichiarare, con delibera del 26 luglio 1857, la chiesa di San Giuseppe di patronato della suddetta benefattrice. Sull'architrave del timpano del prospetto principale, è incisa un'iscrizione in latino che tramanda e testimonia ai posteri la volontà espressa nella delibera suindicata.Tra le opere d'arte che arricchiscono la chiesa di San Giuseppe, si segnalano il quadro del Crocifisso (collocato sull'omonimo altare) donato dal sig.Giovanni Nardi e la tela della Fuga in Egitto, opera della pittrice Anna Rolli (1816-1851).

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

La più antica notizia, apparentemente certa, circa l'esistenza di una chiesa di S.Rocco fuori da le mura a Palo, la si apprende dal Liber Baptizator (anni 1555-1575; A.S.p di Santa Maria La Porta di Palo del Colle) alla data del 1º gennaio 1556[13]. Ulteriori informazioni in merito emergono dai Catasti Onciari del 1663 e del 1752 che fanno riferimento rispettivamente a San Rocco e alla strada di S.Rocco; dunque non è certo che all'epoca esistesse una chiesa bensì forse una zona, una contrada al Santo riferendosi. Comunque sia nel XVIII secolo un edificio dedicato al Taumaturgo doveva risultare in rovina tanto da indurre la Canfraternita di S.Rocco (fondatasi con regio assenso di Ferdinando IV il 23 ottobre 1789[14]) a costruire una nuova chiesa in onore di S.Rocco con delibera del 14 marzo 1790[15] I lavori sembrano essere stati iniziati nel 1798 così come suggerirebbe una lapide marmorea, collocata sulla destra dell'ingresso che si apre su via XXIV maggio, contenente la lista dei benefattori che contribuirono all'edificazione dell'edificio datata appunto in quell'anno[16]. Da ricerche di archivio effettuate nel XX secolo da don Matteo Giuliani, si apprende che nel 1824 il manufatto già richiedesse lavori di restauro. Nel 1828 furono raccolti nuovi fondi (dopo quelli del 1824 che finanziarono ristrutturazioni che non produssero i risultati sperati) e commissionati a Giuseppe Conte i lavori di costruzione di un sottano tutt'oggi esistente. Nel 1843 furono abbattute le vecchie volte e innalzati i muri laterali e la parete posteriore (le vetuste furono sostituite da due a vela e altrettante a botte in sequenza alternata) e ripristinati gli altari. L'opera fu affidata a Girolamo Lovero che l'eseguì su progetto dell'architetto Vincenzo Fallacara di Bari e terminati il 14 ottobre 1843.[17] Nel 1867 si aggiunse l'altare maggiore marmoreo – oggi della Madonna di La Salette – e tra il 1884 e il 1888 si provvide ad ampliare, la chiesa, a Nord, con la costruzione di un manufatto di pari volumetria e nel medesimo stile del primo creando un nuovo prospetto e portale - il medesimo che si affaccia sull'odierna piazza Dante -. Infine nel 1898 venne aggiunto il campanile. La facciata di levante, dunque, è tutto ciò che resta dell'antica e originaria chiesa (la preesistente ai lavori di ampliamento della seconda metà dell'Ottocento). Tra le opere d'arte che arricchiscono questa chiesa, vanno citate la statua in legno raffigurante San Rocco del 1797 – opera di Riccardo Brudaglio di Andria[18] -; gli affreschi del pittore barese Umberto Colonna del 1958:[19]S.Rocco pellegrino e la Madonna di La Salette. Una statua settecentesca raffigurante la medesima Madonna; una di San Michele Arcangelo e una di S.Luigi coeve alla prima. Meritano menzione, inoltre, un dipinto del 1937 di S.Teresa del Bambino Gesù del Colonna e due tele dell'Ottocento collocate nella sagrestia: la prima raffigurante L'apparizione dell'Arcangelo Gabriele a Tobia e la seconda il Sacro Presepio. L'organo acquistato dalla Confraternita nel 1886 per la somma di L. 250 (che sostituì il preesistente del 1820[20]),chiusa per restauro verrà riaperta il 2 agosto 2015.

Chiesa di San Vito Martire[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è stata edificata, grazie al generoso contributo di Francesco Muscatiello, che per grazia ricevuta, volle fortemente la costruzione di un edificio sacro in onore del Santo. La chiesa fu' consacrata nel 1921 e divenne parrocchia nel 1931. L'edificio a forma rettangolare è diviso in tre navate ed ha un catino absidale che reca un bel mosaico del Cristo Redentore. La facciata della chiesa, ha una zona centrale cuspidata, rifinita con un susseguirsi di colonnine con al culmine, una nicchia contenente l'Immagine della Vergine. Due ali spioventi più basse, concludono la facciata. Sulla medesima ci sono ben tre rosoni, di cui quello più grande è posto al centro della facciata. Si accede alla chiesa tramite un portone centrale, dove due colonne con capitelli, sorreggono un timpano triangolare. La facciata è impreziosita da un mosaico di San Vito martire che riporta la seguente frase : IN. HONOREM. S. VITY MARTYRIS. FRANCISCO. MUSCATIELLO. D. A.D. MCMXXI. Sul lato destro della chiesa si erge un campanile a tre piani e nel mezzo, orologi scandiscono il tempo dell'omonimo quartiere. A Palo del Colle, il 15 giugno di ogni anno, si festeggia San Vito martire, portando in processione il simulacro del Santo.

Chiesa di Santa Maria La Porta[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa madre intitolata a Santa Maria la Porta, protettrice di Palo del Colle, venne edificata nel sec. XII e ampliata / ristrutturata nel 1500, a cura della Regina Bona Sforza, ( Regina di Polonia e duchessa della terra di Palo ). La facciata principale, prospiciente piazza della Minerva, ha una zona centrale cuspidata e ali laterali spioventi più basse. Quattro bifore ed un grande rosone centrale, ornato da statue e bassorilievi, quali Giuditta con la testa di Oloferne e Ercole con il leone Nemeo, concludono la facciata. Si accede da un portale centrale, qualificato dalla presenza di elementi architettonici, quali capitelli corinzi posti su plinti, che sorreggono il timpano, adornato da angeli e dall'immagine di Santa Maria la Porta. Due portali minori affiancano il portone centrale. La facciata nord, prospiciente piazza S. Croce, è costituita da un trasetto cuspidato , contenente un grande rosone adornato da sculture e da due bifore. Sempre sul lato nord della matrice, si eleva il campanile trecentesco, comunemente chiamato " spione ". Alto 49 metri e culminante con cuspide piramidale, contiene su tutte le facciate, aperture a bifora, trifora e quadrifora. La facciata sud, prospiciente la terra vecchia di Palo, conserva un gran bel rosone, adornato anch'esso da sculture. L'edificio ha uno sviluppo longitudinale a tre navate, separate tra loro da una successione di archi a tutto sesto, poggianti su una serie di colonne. Sopra gli archi insiste un cornicione a mensola che sorregge i matronei composti da trifore. Infine sul cleristorio si aprono sei monofore per lato. Il soffitto è costituito da capriate in legno. Le navate laterali, terminano con fornici d'attacco al transetto e sono sormontate da bifore. La navata laterale di sinistra, termina con una cappella, che ospita l'immagine lignea del S.S. Crocifisso di Auricarro, Patrono di Palo del Colle, inoltre la medesima navata, ospita il simulacro ottocentesco di Santa Maria la Porta. Un arco trionfale con stucchi settecenteschi, delimita lo spazio fra le navate e l'area presbiterale. Il presbiterio è sormontato da una cupola, poggiante su un tamburo cilindrico. La cupola insiste su quattro archi sorretti da pilatri, modellati da lesene scanalate e rivestite di stucco. Sulla parete di fondo, si apre un catino absidale, affrescato con angeli in ascesa e con la Trinità tra gloria d'angeli. Nell'abside trova posto un altare settecentesco, donato dal Principe Giovan Battista Filomarino, feudatario di Palo. Due ancone ospitano un dipinto bizantino ed uno ottocentesco di Santa Maria la Porta. Per due scale simmetriche, poste ai piedi del presbiterio, si accede alla cripta dedicata al S.S. Sacramento. La cripta è composta da campate quadrate con volte a crociera, sostenute da pilastrini. Si conserva un altare dedicato al S.S. Sacramento, realizzato in lamine d'argento e rame dorato del 1751, dello scultore di scuola napoletana, Francesco Avellino. Nella medesima, si conserva il corpo di Santa. Damaride, proveniente dalle catacombe di S. Ippolito in Roma. Da una porta, si accede ad un vano di quota più bassa rispetto al piano di calpestio della cripta. Questo vano suddiviso in tre file di pilastri è coperto da voltine e si estende sotto la navata centrale della chiesa superiore. Questo vano che la tradizione vuole come testimonianza della prima chiesa, fino al 1800, veniva usato come sepolcreto. La chiesa conserva uno splendido fonte battesimale del 1500 e molte lapidi commemorative di famiglie nobili e alti prelati, che nel corso della storia hanno reso omaggio a questo edificio e alla comunità palese. L'edificio conserva dipinti e tele di pregevole fattura artistica di vari pittori, alcuni noti, quali Il fiammingo Gaspar Hovic, il quercia e il bitontino Carlo Rosa.

Chiesa di Santa Maria Assunta in San Sebastiano[modifica | modifica wikitesto]

In principio fu' edificata una cappella in onore di Santa Maria Assunta, molto probabilmente nel 1350, in seguito allo scampato eccidio, durante l'assedio del feudo, da parte delle truppe di re Luigi d'Ungheria ( 15-17 luglio 1349 ), che rasero al suolo l'antica Auricarro, fatta eccezione dell'antica chiesa di Santa Maria della Croce. Nel 1667 la confraternita di Santa Maria Assunta, acquista un immobile attiguo la vecchia cappella, dove verrà costruita la nuova chiesa. Nel 1764 , la medesima confraternita, acquista un altro immobile attiguo la chiesa, per costruirvi la sacrestia. Nel 1950 , dopo restauri, diventa parrocchia. La chiesa presenta una semplice facciata, conclusa da un frontone cuspidato, con unico portale d'ingresso e da una finestra arcuata. Un campanile a due piani ne completa la facciata principale. La pianta della chiesa è costituita da un'unica navata e con volta a botte. Nella chiesa si conservano tele ottocentesche, raffiguranti la nascita di Maria, l'Assunzione, l'Annunciazione e la visita di Maria a Elisabetta. Si conservano statue in cartapesta raffiguranti la via Crucis, portate in processione dai devoti il Venerdì Santo. Di pregevole fattura artistica la statua in cartapesta leccese, di S.Antonio da Padova, realizzata dal cav. G. Manzo nel 1927. La chiesa ha custodito tra il 1829 e il 1842, il corpo di Santa Damaride ( oggi custodito nella cripta della Chiesa Madre ), proveniente dalle catacombe si San Ippolito in Roma.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Curci[modifica | modifica wikitesto]

È situato in via San Domenico (attualmente denominata via Umberto I) dal civico 37 in su. Al suo interno è presente un arco con affresco votivo (detto Curci).

Palazzo Della Mura[modifica | modifica wikitesto]

È situato in Piazza Santa Croce accanto alla Chiesa del Purgatorio. Costruito nel 1400, la sua facciata presenta paramento con conci di pietra a faccia vista, e due archetti che snelliscono la struttura severa del palazzo.

Palazzo Filomarino Della Rocca[modifica | modifica wikitesto]

Incorporando i resti dell'antico castello svevo, edificato dal feudatario Amerigo de Saveriis o Savarin, su volere dell'imperatore Federico II di Svevia nel 1255, il Palazzo del Principe (così indicato dai palesi) domina lo skyline della sommità del colle. Attribuito alla magnanimità[21] di Giambattista Filomarino III, l'opera risulta non completata poiché Giacomo Filomarino, ultimo feudatario di Palo, non ebbe modo di terminare i lavori in seguito all'abolizione del Feudalesimo con il diffondersi, nell'Europa del tempo, dei principi veicolati dalla Rivoluzione francese. L'edificio è stato fatto oggetto, recentemente, di lavori di restauro (durante i quali è stato possibile notare l'attacco dei muri portanti in pietra sulla roccia madre - non livellata – in alcuni punti che, insieme a locali con volte e archi a sesto acuto, i costoloni, le volte a crociera, incisione dei lapidei, finestre tompagnate e monofore visibili nel cortile interno e nell'androne d'ingresso, testimoniano la presenza della vecchia struttura medievale[22]) e restituito alla comunità locale. Nel complesso, pur risultando deturpato nell'espressione architettonica originaria con l'inserimento (in tempi moderni) di balconi e l'apertura di finestre soprattutto lungo il prospetto maggiore che si affaccia su "Piazza Santa Croce"; suddiviso oggi in unità abitative private, locali a deposito e sedi di attività commerciali e di aggregazione sociale, l'opera con il corpo centrale modulato su tre livelli di aperture orizzontali e una serie di lesene a scandirne la verticalità; quattro corpi di fabbrica secondari angolari avanzati rispetto al principale e il monumentale ingresso sormontato dal lapideo blasone della nobile famiglia dei Filomarino d'Aspide, preserva i caratteri stilistici di un edificio neoclassico.

Palazzo Frasca[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Guaccero[modifica | modifica wikitesto]

È situato sulla strada di accesso al Paese arrivando da Bitonto. Nel 2012 è stato oggetto di una profonda ristrutturazione.

Palazzo Perrone[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Ricchioni[modifica | modifica wikitesto]

Costruito dall'architetto Luigi Castellucci nel 1867 in perfetto stile neoclassico.

Palazzo San Domenico[modifica | modifica wikitesto]

Corrisponde all'attuale sede del Comune in Via Umberto I.

Piazza Santa Croce[modifica | modifica wikitesto]

La piazza è situata nel punto più alto del Paese. Anticamente chiamata "Largo della Croce " è dedicata al Santo Patrono della cittadina, il S.S.Crocifisso di Auricarro. Qui troneggiano sul resto dell'abitato i monumenti più importanti: la Chiesa Matrice col suo campanile, la Chiesa del Purgatorio, il Palazzo del Principe e il Palazzo della Mura, ovvero i vecchi simboli del potere spirituale e di quello temporale. La piazza coincide con l'incrocio di varie strade, spazio che in passato generalmente era dedicato al foro boario e che poi è divenuto la piazza principale del paese. È questo uno schema tipico pugliese dove l'urbanizzazione "extra moenia" ha come elemento di cerniera rispetto alle parti più antiche proprio la grande piazza: intorno a questo nucleo, partendo dalla zona a sud è nato il primo suburbio contadino esterno alle mura. La successiva espansione è avvenuta secondo una scacchiera dalla maglia estremamente ridotta e con vie molto strette. È questo un tipico caso di espansione otto-novecentesca fatta di piccole case di sottoproletariato contadino dagli standard abitativi molto ridotti, che si conserva ancora nel quartiere San Vito, chiamato così dall'omonima chiesa.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[23]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

La presenza straniera ammonta a 396 cittadini pari all'1,8% circa del totale dei residenti[24].

Dialetto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetti della Puglia.

Introduzione[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto palese (u dialétte palàise) appartiene al gruppo dei dialetti della Puglia centrale. Come qualsiasi altro idioma locale, la "parlata" palese si è strutturata e formata nel tempo modificandosi con l'avvicendarsi dei vari popoli che hanno interessato la Terra di Bari. Un susseguirsi di avvenimenti storici e conseguenziali influenze sul dialetto medesimo che giustificano – almeno in parte – l'attuale struttura fonosintattica e morfologica. Non è un caso che nel lessico sopravvivano termini provenienti dallo spagnolo, francese (es.sciafférre = autista dal fr. chauffeur; buàtte = scatola dal fr. boite), longobardo, arabo (es:lemòne = limone dall'arabo. limun; caràffe = caraffa dall'arabo. carrafa; marànge = arancia dall'arabo. narangí) e bizantino. Mancando studi sistematici e specialistici – supportatati da scientifica coerenza –, la "volgarizzazione" del palese, in termini letterari e grafologici, è affidata all'opera di studiosi ed appassionati di storia locale e non. Rimane da segnalare la diversa dizione che contraddistingue il "corrente-popolare" da quello "arcaico-ingentilito" (quest'ultima sempre più rara e quasi scomparsa del tutto), la prima caratterizzata da una pronuncia più aperta (es. faròine = It. farina), la seconda più chiusa (faríne).

Morfologia e fonosintassi (cenni)[modifica | modifica wikitesto]

Accento[modifica | modifica wikitesto]

Sulle "a" è sempre grave, sulle "i" e "u" acuto. Sulle vocali "e" e "o" è grave quando hanno suono aperto (es.arəlògə = orologio; sèccə = seppia…) acuto se stretto (fórə = fuori; méelə = miele…). In ogni caso ha sempre funzione tonica e nelle parole piane non viene utilizzato sulle "a", "i" e "u" se non quando serve per altre esigenze. Nelle parole sdrucciole è sempre utilizzato e sulle "e" e "o" assume anche funzione fonica.

Trascrizione e dizione[modifica | modifica wikitesto]

Le "a", "à", "i", "í", "u", "ù" si pronunciano come le corrispettive – atone e toniche – italiane, mentre le "è" e "ò" come le aperte (sempre in sillaba tonica). Le "é" e "ó" – in sillaba tonica – come le italiane chiuse. La vocale "e" muta indistinta (o schwa), come nel francese mère (= madre), non è mai accentata (es.melàunə = melone) e può essere trascritta con il segno ə[25] (quindi: melàune o məlàunə; pape o Papə = Papa...). Con il segno "u" si trascrivono gli articoli "il" e "lo" (u dialéttə = il dialetto; u sfalzòinə = lo sfalzino), restando invariato il genere femminile "la" (la Madónnə = la Madonna...). Gli articoli determinativi plurali si trascrivono con il segno "i" (i múarsə = i morsi; i làmiə = le volte; i acérrə = gli uccelli…), assumendo valore di semivocale o semiconsonante, insieme a "j", all'inizio di parole seguite da vocali accentate (u jàzzə = il giaciglio; u uàchə = il lago) o intervocaliche (es. assàjə = assai). I suoni corrispondenti agli italiani "chi" di chiacchiere e "cchi" di secchio, "ghi" di ghiaccio, "gghi" di agghiacciare…si trascrivono rispettivamente con chj, cchj, ghj e gghj (es. chjàcchjərə; sicchjə; ghjàccə; agghjacciàjə…). La "c" con suono duro (come in "che") può essere trascritto con il segno "k". La "g" di figlio…in ghjə o gghjə (gghjə). Le parole che contengono sck, vanno pronunciate come nel napoletano scala (vale a dire il suono sc nell'italiana scempio seguito dal suono k, per esempio). Nel palese va registrata l'abbondante presenza di variazioni vocaliche – all'interno dei fonemi medesimi – dovute alle alterazioni delle stesse (in sillabe toniche) sotto l'influsso delle vocali delle sillabe finali – metafonesi –[26]. Molti vocaboli nel cambiare genere o nel passare dal singolare al plurale, cambiano aspetto (la məgghjéerə = la moglie, i məgghjíarə = le mogli; u patrèunə = il padrone, la patràunə = la padrona; u vécchjə = il vecchio, i víacchjə = i vecchi…).

Piccolo lessico[modifica | modifica wikitesto]

  • abbèuse = abuso
  • àgghie = aglio (Allium sativum);
  • arrepàie = conservare;
  • avà = avere;
  • azzàrde = azzardo;
  • banne = bando;
  • béstie = bestia;
  • bubbù = upupa (Upupa epops);
  • cadàie = cadere;
  • callare = stufa;
  • cappíadde = cappello;
  • cùrte = corto;
  • delàure = dolore;
  • descùrse = discorso;
  • dòie = giorno;
  • érve = erba;
  • éuve = uva;
  • fàlze = falso;
  • fecàzze = focaccia;
  • fraffàlle = farfalla;
  • gàgge = gabbia;
  • ghézze = ghiandaia (Garrulus glandaria);
  • grànne = grande;
  • gràste = grasta = vaso da fiori;
  • iàitə = bietole (Beta vulgaris);
  • iòie = io;
  • làrghe = largo;
  • lattéughe = lattuga (Lactuca sativa);
  • litre = litro;
  • lùmbre = more di rovo (Rubus fruticosus L.);
  • maccaràune = maccherone;
  • màile = mela (Malus communis L.);
  • màite = catasta;
  • màzze = mazza;
  • méste = maestro;
  • nàiva = neve;
  • nettàte = nottata;
  • nzíarte = innesto;
  • ognéune = ognuno;
  • ótre = otre;
  • pàcce = pazzo;
  • ppàne = pane;
  • pàsce = pace;
  • pòiche = gazza (Pica pica);
  • pròise = vaso da notte;
  • quàgghie = quaglia (Coturnix coturnix);
  • quàire = pelle;
  • ratavíadda = rastrello;
  • ruòine = rovina;
  • ruzze = ruggine;
  • salviétte = salvietta;
  • samméuche = sambuco (Sambucus nigra L.);
  • scarràsse = fessura;
  • sparèsce = sparire;
  • spàrge = asparagi (Asparagus officinalis);
  • spreuàie = potare;
  • súanne = sonno;
  • tammùrre = tamburo;
  • tarànde = tarantola;
  • terròzzue = carrucola;
  • tòine = tino;
  • tùne = tondo;
  • úagghie = olio;
  • úaresce = orzo;
  • úarte = orto;
  • velànze = bilancia;
  • viàndə = vento;
  • vìcce = tacchino (Meleagris gallopavo);
  • vósche = bosco;
  • vràzze = braccio;
  • zàuche = fune.

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

  • Cognjugaziónə du Módə Andicatìvə Preséndə du vèrbə Jéssə.[27]Preséndə:Jòjə sò, Tèuə sí, Jiddə/Jèddə jè, Nèuə sòimə, Vèuə sòitə, Lórə sòndə|Passàtə próssəmə: Jòjə sò statə, Tèuə sí statə, Jiddə/Jèddə è statə, Nèuə sòimə statə, Vèuə sòitə statə, Lóre sò statə|Ambərféttə: Jòiə jièrə, Tèuə íarə, Jiddə/Jèddə jèrə, Nèuə jièrəmə, Vèuə jíarəvə, Lóre jièvənə|Trapassàtə próssəmə: Jòjə èra statə, Tèuə íra statə, Jiddə/Jèddə èra statə, Nèuə jièrəmə statə, Vèuə jíarəvə statə, Lórə èrənə statə|Passàtə remótə: Jòjə fùabbəchə, Tèuə fùastə, Jiddə/Jèddə fù, Nèuə fùmmə, Vèuə fùastə, Lórə fùrənə|Trapassàtə remótə: Jòjə fùbbəchə statə, Tèuə fùastə statə, Jiddə/Jèddə fù statə, Nèuə fùmmə statə, Vèuə fùastə statə, Lórə fùrənə statə|Futùrə sèmbləcə: Jòjə è jèssə, Tèuə ada jèssə, Jiddə/Jèddə ó jèssə, Nèuə ama jèssə, Vèuə avìta jèssə, Lórə ònna jèssə|Futùrə anderiórə: Jòjə è jèssə statə, Tèuə ada jèssə statə, Jiddə/Jèddə o jèssə statə, Nèuə ama jèssə statə, Vèuə avìte jèssə statə, Lórə ònna jèssə.
  • Séttə, quattòrdəcə, vindèunə e vindóttə, la majèstə mè dâtə i bóttə, mi è ddâtə fòrtə fòrtə, sétte, quattòrdəcə, vindèunə e vindóttə.[28]
  • Jòjə sò jòjə e ttèuə sí ttèuə: ci jè u cchiù mmàmbrə də tutteddèuə?[29]
  • "E jè sùbbətə sàirə"[30]

"Ognjéunə stasséulə saupə u córə də la tèrrə / trafìttə da nu ràsc də sàulə / e jè sùbbətə sàirə".

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

A Palo del Colle è stato girato il film Tutto l'amore che c'è con un cast che annovera tra gli altri Vittoria Puccini e Gérard Depardieu, per la regia di Sergio Rubini.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Scuole Primarie: 3
  • Scuole Secondarie di I grado: 3

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca Comunale "Mons. G.M. Giuliani" fu fondata nel 1946 da un comitato di cittadini palesi indirizzati da monsignor Giuliani, che la diresse sino al 1974. Nel 1952 ottenne riconoscimento giuridico da parte dell'amministrazione comunale.[31] Il patrimonio bibliografico conta complessivamente cinquantamila unità, tra le quali il fondo antico e raro costituito da pergamene che riproducono diplomi di laurea sette e ottocenteschi in Medicina, Giurisprudenza e Teologia dell'Università di Napoli, quattro atlanti geografici settecenteschi del Bonghi, con incisioni in rame, e tre tele coeve di scuola napoletana.La biblioteca è anche sede dell'Archivio Storico comunale, in fase di riordino, che comprende una sezione preunitaria e l'altra successiva all'unità d'Italia. Di notevole interesse storico-artistico-culturale è un manoscritto musicale membranaceo del XII secolo.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Dall'anno accademico 2013/2014 la città ospita la nuova sede dell'unica accademia teatrale stabile della Puglia, ovvero ITACA, una scuola triennale per attori e registi. Le attività didattiche si svolgono presso il Laboratorio Urbano Rigenera, del quale l'accademia è ente gestore. La scuola è diretta dal regista teatrale palese Nicola Vero.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • Radio Onda Stereo[32]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Faro Palese (periodico trimestrale).

Internet[modifica | modifica wikitesto]

  • palesi.it[33]
  • palesementeindipendenti.it[34].
  • palodelcolle.net[35]

Associazioni culturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Archeoclub d'Italia "Palion"
  • Centro di promozione Culturale "Il seme e la rondine", attivo dal 2007 nella tutela del territorio, dell'ambiente e del patrimonio storico-artistico locale;[36]
  • Associazione "Cercasi un fine", scuola di formazione all'impegno sociale e politico presente dal 2008;[37]
  • "LiberAggiunta": associazione di volontariato;
  • Libera Università "Domenico Guaccero"(UTE Associata Federuni)
  • Pro Loco: attiva dal 1972, opera con l'intento di valorizzare la storia, i beni - culturali e ambientali - e le tradizioni folkloristiche locali con l'organizzazione di eventi (particolarmente interessanti risultano il Palio del Viccio e Il corteo storico della regina Bona) finalizzati a stimolare e favorire un interesse e flusso turistico verso la cittadina[38]
  • Fondazione Vittorio Bari O.N.L.U.S., costituitasi in Palo del Colle il 12 maggio 2013, questa associazione si prefigge di perpretare l'opera e la memoria dell'artista Palese Vittorio Bari (1974-2012) con l'obiettivo, tra gli altri dichiarati, di istituire e gestire in futuro (in collaborazione con i vari enti territoriali locali – politici, culturali e sociali) un Centro Culturale Polivalente[39].
  • Diapason: Associazione Culturale ed Artistica, nata nel 2013, si occupa di cultura, teatro e canto.[40]
  • L'Onda Perfetta: associazione di volontariato nata nel febbraio 2013. L'associazione è impegnata nel campo dell'immigrazione e promuove le differenze interculturali, il volontariato e la partecipazione attiva dei cittadini. La stessa si propone finalità di solidarietà sociale, favorisce e sostiene processi di integrazione dei cittadini immigrati alla vita civile, sociale, culturale, politica ed economica, cercando di rafforzare l'amicizia e le buone relazioni tra i diversi popoli puntando soprattutto alla conoscenza di usi e costumi di altri paesi del mondo e all'informazione sui diritti e doveri degli immigrati nel territorio italiano.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Palio del viccio: il martedì grasso si tiene una corsa di cavalli tra i rioni cittadini con in palio un viccio (tacchino in dialetto); per vincerlo occorre forare con una lancia un vescica sospesa a diversi metri di altezza. Spettacolare è l'abilità del cavaliere che, per poter centrare la minuscola vescica, esegue acrobazie equestri cavalcando quasi in piedi. Il resto della manifestazione continua con la sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati per poi finire con la degustazione del tacchino, cucinato in tutte le salse, nella principale piazza del paese.
  • Festa di Santa Croce:Il 3 maggio ad Auricarro, frazione agricola del paese, si svolge la tradizionale, festa religiosa dedicata al Santo Patrono ed in memoria del Santo Crocifisso che la tradizione vuole sia stato rinvenuto in questa località. La parte religiosa rievoca tale ritrovamento con una processione per riportare il Crocifisso, che durante i mesi invernali è venerato nella Chiesa Matrice, nella chiesetta medioevale appositamente dedicata, successivamente il Parco di Auricarro diventa il palcoscenico della festa più propriamente laica. Tutte le campagne circostanti diventano il luogo d'incontro della prima scampagnata primaverile, per poi finire la serata con la tradizionale festa a base di musica sul sagrato del Parco. La festa viene anche ricordata per la rituale distribuzione del pane benedetto e la sfilata dei carri votivi ornati di fiori e trainati da buoi o cavalli, che accompagnano la processione. È tradizione, alla fine della festa spogliare i carri dei loro ornamenti.

Persone legate a Palo del Colle[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della città metropolitana di Bari.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Palo del Colle è servita da una stazione ferroviaria posta sulla linea Bari–Matera delle Ferrovie Appulo Lucane.

Inoltre ad alcuni chilometri di distanza, in località Bitetto, è posta la stazione RFI di Bitetto-Palo del Colle, posta sulla linea Bari–Taranto.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
10 aprile 1986 12 giugno 1990 Domenico Frisone Democrazia Cristiana Sindaco [41]
12 giugno 1990 22 marzo 1993 Nicola Cutrone Democrazia Cristiana Sindaco [41]
17 maggio 1993 24 aprile 1995 Tommaso Mastrandrea Democrazia Cristiana Sindaco [41]
24 aprile 1995 22 aprile 1996 Nicola Terlizzese centro-sinistra Sindaco [41]
22 aprile 1996 2 dicembre 1996 Gerardo Bisogno Comm. pref. [41]
6 dicembre 1996 28 maggio 2001 Antonio Schinaia centro-sinistra Sindaco [41]
28 maggio 2001 9 giugno 2005 Maria Mugnolo Porzia centro-sinistra Sindaco [41]
28 luglio 2005 30 maggio 2006 Maria Filomena Dabbicco Comm. straordinario [41]
30 maggio 2006 18 maggio 2011 Luigi Rosario Viola centro-sinistra Sindaco [41]
18 maggio 2011 in carica Domenico Conte movimento politico schittulli, lista civica: canonico, la puglia prima di tutto,
lista civica: controvento, lista civica: domenico conte sindaco,
PDL, moderati - popolari
Sindaco [41]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Associazioni sportive[modifica | modifica wikitesto]

  • A.S.D.Puma Calcio
  • A.S.D.C.Alisei
  • A.S.D.Atletico Palo
  • A.S.D. New Team
  • A.S.D.Fiamma Olimpia Palo
  • A.S.D.Liberty Palo militante nel campionato di Prima Categoria girone A stagione 2013/2014
  • A.P.D.Palo Sporting Club:parteciperà, per la stagione sportiva – Volley – 2009-10, al campionato regionale di serie C maschile.[42]
  • A.S.D. Winner Sport Palo
  • A.S.D. Kim yu Sin

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat a dicembre 2014
  2. ^ F. Polito; pag. 357; op.cit.in bibl.
  3. ^ Dati Istat - Popolazione residente all'31/12/2014
  4. ^ Palo del Colle: Clima e Dati Geografici, comuni-italiani.it. URL consultato il 29 maggio 2011.
  5. ^ Comune di Palo del Colle, P.U.G. (Piano Urbanistico Generale); Elaborato: REL (Relazione); febbraio 2006.
  6. ^ Classificazione sismica dei comuni italiani (a cura della Protezione Civile) (PDF), protezionecivile.it. URL consultato il 19 settembre 2009.
  7. ^ Dati climatici reperibili su Biopuglia, biopuglia.iamb.it. URL consultato il 4 giugno 2011.
  8. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani, confedilizia.it. URL consultato il 28 maggio 2011.
  9. ^ Storia di Palo: il nome
  10. ^ Citato in Storia di Palo
  11. ^ Francesco Polito; pag.335 e segg; op.cit.in bibl.
  12. ^ Polito; op.cit.; pag.337
  13. ^ Domenico Vessia; pag. 17; op.cit.in bibl.
  14. ^ F. Polito; pag. 237; op.cit.in bibl.
  15. ^ D.Vessia; pag. 17; op.cit.
  16. ^ D.Vessia; pag. 18; op.cit.
  17. ^ D.Vessia; pag. 21; op.cit.
  18. ^ F. Polito; pag. 237; op.cit.
  19. ^ D.Vessia; pag. 25; op.cit.
  20. ^ D.Vessia; pag. 29; op.cit.
  21. ^ non risultando noti committente, data di costruzione né l'architetto progettista; cfr. F. Polito; pag. 251; op.cit.in bibl.
  22. ^ Luca Tarantino nell'art.Torna a risplendere il Palazzo del Principe Filomarino; pagg. 11 e sgg; pubblicato suIl Faro Palese nr.2 Anno XXXIX; op.cit.in bibl. (Altre fonti)
  23. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  24. ^ Dati ISTAT 31-12-2009 Cittadini stranieri secondo i dati Istat 2009, demo.istat.it. URL consultato il 5 giugno 2011.
  25. ^ C.Dacchille in E zumb a la niní, pag. 8. Op.cit. in Bibl.
  26. ^ G.Colasuono e V. De Palo in Vocabolario del Dialetto di Palo del Colle, pag.13.Op. cit. in Bibl.
  27. ^ Coniugazione del verbo Essere, Modo Indicativo
  28. ^ Sette, quattordici, ventuno e ventotto, la maestra mi ha dato le botte, me le ha date forte forte, sette, quattordici, ventuno e ventotto
  29. ^ Io son io e tu sei tu: chi è il più sciocco di noi due ? – detto popolare –
  30. ^ "Ed è subito sera" – S. Quasimodo –: Ognuno sta solo sul cuor della terra / trafitto da un raggio di sole/ ed è subito sera.
  31. ^ L'amore per il paese natio; pagg. 153 e sgg; op.cit.in bibl.
  32. ^ Radio Onda Stereo Palo, radiondastereo.it. URL consultato il 19 settembre 2009.
  33. ^ Palesi.it. URL consultato il 20 settembre 2009.
  34. ^ www.palesementeindipendenti.it, palesementeindipendenti.it. URL consultato il 23 maggio 2011.
  35. ^ Città di Palo del Colle, palodelcolle.net. URL consultato il 30 novembre 2011.
  36. ^ D. Savino, G. Minerva, R. Cramarossa, "Il seme e la rondine", Il Faro Palese, ottobre 2007.
  37. ^ www.cercasiunfine.it, cercasiunfine.it. URL consultato il 3 ottobre 2009.
  38. ^ www.paloproloco.altervista.org, paloproloco.altervista.org. URL consultato il 28 agosto 2010.
  39. ^ Giuseppe Cardinale in La Fondazione Vittorio Bari O.N.L.U.S.; art. su Il Faro palese; anno XLII, nr. 2; pagg. 32 e 33; op. cit. in bibl.: Altre fonti
  40. ^ Diapason - Associazione Culturale ed Artistica
  41. ^ a b c d e f g h i j http://amministratori.interno.it/
  42. ^ Palo Sporting Club, palosportingclub.it. URL consultato il 19 settembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Polito, Per la storia di Palo, Palo del Colle, Casa Ed. Liantonio, 1934.
  • AA.VV, L'Amore per il paese natìo, Collana de "Il Faro Palese", Cassano delle Murge, Tip. Meridionale, 1977.
  • Giovanni Colasuonno, Storie di parole Pugliesi, Cassano delle Murge, Tipografica Meridionale, Ottobre 1980
  • Classe III sez. B – Scuola Media Statale "Domenico Guaccero" (Anno scolastico 1994-95) –, Via Umberto I – Ieri Oggi Domani –, Palo del Colle, Liantonio Editrice s.n.c.,1995.
  • Giovanni Lanzellotto, La Terra di Palo nella prima metà del Cinquecento, Bari, Schena Editore, Maggio 1995, ISBN 88-7514-837-6
  • G.Colasuonno e Vittorio De Palo, Vocabolario del Dialetto di Palo del Colle – Collana de "Il Faro" –, Bari, Levante Editori, settembre 1996, ISBN 88-7949-122-9
  • Domenico Vessia, La Chiesa di San Rocco in Palo del Colle – culto e storia –, Palo del Colle, Grafiche Ferrara, Aprile 1998.
  • Carmela Dacchille, Ama scəquà? Giochiamo?, Bari, Resta, Maggio 2004
  • Antonio Proce, Domenico Forges Davanzati e il Regno di Napoli nel 1799.
  • Francesco Saverio Colantuono, I Dialetti di Terra di Bari. Storia, fonematica e folklore, Bari, Levante Editore, 2005, ISBN 88-7949-366-3
  • Comune di Palo del Colle, Piano Urbanistico Generale, elaborati vari aggiornati al febbraio 2006.
  • Antonio Proce, I Padri Domenicani a Palo del Colle (1671-1809), Palo del Colle, Edizione del Centro di Ricerca Storica "Due Sicilie" – Acquaviva delle Fonti–, 2006.
  • Antonio Proce, La Chiesa del Purgatorio a Palo del Colle, opuscolo senza data e luogo di pubblicazione.
  • Carmela Dacchille, Ama dòisc i stròzzuə? Diciamo le frottole?, Bari, Tipografia Mare, Gennaio 2007
  • Cecilia Vulpis, La Chiesa Matrice – alla scoperta di culto e arte –, Comune di Palo del Colle – Assessorato alla Cultura –; Quaderni Monografici 5; Edizioni del Progetto Quaderni, Villa d'Agri, Ars Grafica S.r.l., settembre 2008.
  • Carmela Dacchille, E zumb a la ninì. Canti tradizionali di Palo del Colle, Bari, Edizioni La Matrice, Maggio 2009, ISBN 978-88-95614-10-6

Altre fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Trimestrale "Il Faro Palese", annate e numeri vari.

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