Triggiano

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Triggiano
comune
Triggiano – Stemma
Triggiano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Apulia.svg Puglia
Città metropolitanaCittà metropolitana di Bari-Stemma.png Bari
Amministrazione
SindacoAntonio Donatelli (lista civica)
Data di istituzione17 marzo 1861
Territorio
Coordinate41°04′N 16°55′E / 41.066667°N 16.916667°E41.066667; 16.916667 (Triggiano)Coordinate: 41°04′N 16°55′E / 41.066667°N 16.916667°E41.066667; 16.916667 (Triggiano)
Altitudine60 m s.l.m.
Superficie20,11 km²
Abitanti26 161[1] (31-5-2021)
Densità1 300,9 ab./km²
Comuni confinantiBari, Capurso, Noicattaro
Altre informazioni
Cod. postale70019
Prefisso080
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT072046
Cod. catastaleL425
TargaBA
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona C, 1 258 GG[3]
Nome abitantitriggianesi
PatronoMaria SS. della Croce, san Rocco da Montpellier (compatrono)
Giorno festivoterza domenica di settembre (Maria SS. della Croce)

16 agosto, terza domenica di agosto (san Rocco)

Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Triggiano
Triggiano
Triggiano – Mappa
Posizione del comune di Triggiano all'interno della città metropolitana di Bari
Sito istituzionale

Triggiano (Triggiàne in dialetto barese) è un comune italiano di 26 161 abitanti della città metropolitana di Bari in Puglia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale si estende a breve distanza dalla costa adriatica nell'area pianeggiante nota come Conca di Bari, pochi chilometri a sud del capoluogo. Orograficamente si caratterizza per la presenza di lama San Giorgio, che, provenendo dai territori di Casamassima e Rutigliano, giunge al mare nei pressi dell'omonima località della costa di Bari. Lungo il percorso della lama si aprono numerose grotte, indice della natura carsica del sottosuolo.

Anteriormente all'epoca fascista, al territorio comunale apparteneva anche il territorio costiero denominato "San Giorgio", annesso in epoca fascista (Legge n. 17 dell'11 gennaio 1934, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 20 del 25 gennaio 1934) al Comune di Bari, insieme ad altri del litorale.[4]

Triggiano (vista panoramica)

L'altitudine del centro abitato è 60 metri s.l.m.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Le grotte che sorgono numerose nel territorio di Triggiano hanno restituito diverse testimonianze del suo popolamento in epoca neolitica. Al III secolo a.C. risalgono invece i ritrovamenti, tra i quali la tomba scoperta nel 1902 in contrada San Lorenzo, che fanno ritenere plausibile l'esistenza di un agglomerato urbano. Tuttavia, la prima testimonianza scritta della città risale al 983 d.C., quando l'arcivescovo Pavone concede a Leone, figlio di Argiro, la pieve di San Martino in loco Triviani.[5] Il nome Trigiano appare invece in un testamento del 1054.[6]

Sulle origini del toponimo sono state formulate almeno tre ipotesi, nessuna delle quali è peraltro suffragata da prove documentali. La prima lo fa derivare da quello dell'imperatore Traiano, che promosse la realizzazione della via consolare Traiana che attraversava la Puglia da Benevento a Brindisi, lambendo il territorio triggianese. Una seconda congettura è quella secondo cui Trivianus sta ad indicare il trivio formato dall'intersezione di via Ponte, principale asse viaria interna all'abitato, con le attuali via Carlo Alberto e via della Marina Vecchia, strade dirette rispettivamente verso Bari e verso la costa. La prevalenza ora dell'una ora dell'altra ipotesi ha determinato per lo stemma comunale l'alternanza fra effigie dell'imperatore romano e la stilizzazione di tre strade intersecantesi. La storiografia recente ritiene tuttavia più plausibile una terza ipotesi, che attribuirebbe l'origine del toponimo al nome di qualche possidente di epoca romana (forse chiamato Trebius) che aveva ampi possedimenti nella località.

Età moderna e contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1466, la costituzione dell'universitas triggianese sanciva l'ottenimento di una certa autonomia amministrativa da Bari, ufficializzata poi con lo statuto concesso nel 1543 dalla duchessa di Bari Bona Sforza. Nel 1557 Bona Sforza donò Triggiano ai Pappacoda, che la reggeranno in qualità di principi fino al 1768. A partire dal XVI secolo fu avviato lo sviluppo di un borgo in muratura, esterno alle mura col fossato che delimitavano il castrum originario. Secondo lo storico locale Battista,[senza fonte] questa rinascita urbanistica avvenne in concomitanza con l'insediamento a Triggiano di una colonia greco-albanese attirata dalle terre che l'universitas concedeva per favorire il popolamento del centro abitato.

Dopo il 1768 il titolo di principi di Triggiano passò alle famiglia Filomarino e poi ai Brancaccio.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria Veterana[modifica | modifica wikitesto]

Fu costruita a metà del XVI secolo su un preesistente edificio di culto medievale, risalente probabilmente al 1080 che, nonostante l'impianto basilicale a tre navate, era divenuto troppo piccolo per le esigenze di culto della cittadina.[7]

Dopo che un nubifragio la danneggiò gravemente nel 1681, la chiesa venne restaurata sotto la direzione di fra Filino da Molfetta. Al 1746 risale l'apparato iconografico interno, opera di Nicola De Filippis, allievo del pittore napoletano Paolo De Matteis: i soggetti dei dipinti variano da scene bibliche a momenti della vita della Vergine, quali la Natività, la Presentazione al Tempio, l'Incoronazione e lo Sposalizio con san Giuseppe. A un precedente momento risale invece la pregevole tela del cenacolo di Gaspar Hovic.

A partire dal XIX secolo la chiesa fu ampliata a più riprese: nel 1832 venne costruita una nuova cappella, e dal 1907 al 1913 furono modificati la facciata cinquecentesca, della quale venne conservato solo il rosone, e gli interni, decorati in stile liberty. Nel 1982 in seguito a sondaggi sotto il piano di calpestio sono state ritrovate le fondamenta della chiesa medievale.[8]

Altri monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria della Croce, inaugurata nel 1608 (come da epigrafe dell'architrave del portone centrale riportante MDCVIII), costruita in stile barocco e a navata unica su una preesistente edicola votiva.
  • Chiesa della Madonna degli Angeli e convento dei Cappuccini, edificati nel 1616. La Chiesa è stata consacrata solo nel 1744. Nel 1949 i locali del Convento sono stati ampliati.
  • Chiesa di San Rocco, situata nei pressi della Villa Comunale, intitolata al compatrono di Triggiano.
  • Chiesa di San Giuseppe, situata lungo la principale arteria cittadina Corso Vittorio Emanuele.
  • Chiesa del Santissimo Crocifisso, un tempo collocata nell'antico cimitero soppresso e spostato altrove, oggi sede di una comunità parrocchiale.
  • Masseria fortificata detta "Villa del Reddito", risalente al XVI secolo, con torri e mura di precedente costruzione medioevale, voluta dai Conti Tanzi di Blevio, di origine lombarda, fiduciari della Duchessa di Bari, che donò loro la tenuta al margine dei confini tra Bari e Triggiano. Rilevanti i residui affreschi delle sale al piano nobile ed il portale stemmato con motto. Dai Tanzi prese il nome un famoso e particolare prodotto locale, appunto la "Pera Tanzi", ottenuta con vari innesti ed elaborati incroci per un frutto piccolo ma saporito nelle particolari condizioni della zona.
  • Chiesa rupestre di San Martino, di epoca iconoclasta, posta in varie grotte.
  • Fontana Dell’Acqua, opera d'arte moderna edificata nel 2006 nella piazza dedicata al Cav. Rocco Lombardi.

Centro comunale polifunzionale e biblioteca comunale[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 settembre 2018 viene inaugurata, in via Rocco Dicillo, la sede del Centro comunale polifunzionale, dove trova sede anche la biblioteca comunale. Dal 2019 ha sede l'evento dedicato all'artista Massimo Troisi organizzato da Piero Bagnardi e I Comisastri.

Feste patronali[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa di San Rocco compatrono di Triggiano, terza domenica di agosto;
  • Festa della Madonna della Croce patrona di Triggiano, terza domenica di settembre.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole secondarie di II grado[modifica | modifica wikitesto]

Hanno sede a Triggiano:

  • I Licei "Cartesio", indirizzi Classico, Linguistico, Scientifico, Scienze Applicate. L'Istituto nasce nel 1975 quale sezione staccata del Liceo Scientifico "Fermi" di Bari, per diventare autonomo nell'anno scolastico 1988/89.
Sede ITET de Viti de Marco
  • L'Istituto Tecnico Economico e Tecnologico "de Viti de Marco", indirizzi Amministrazione Finanza e Marketing, Sistemi Informativi Aziendali, Turismo e Biotecnologie ambientali (quest'ultimo nella sede associata di Valenzano). Viene istituito nell'anno scolastico 1991/92. Nel marzo 2018 la scuola viene selezionata dalla giuria interregionale del Concorso nazionale della Banca d'Italia "inventiamo una banconota", categoria "scuola secondaria di secondo grado" ed avente tema lo spreco d'acque e denaro, a partecipare alla fase nazionale.

Scuole secondarie di I grado[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede a Triggiano la scuola media "De Amicis Dizonno", con sezioni anche ad indirizzo musicale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della città metropolitana di Bari.

I collegamenti principali sono rappresentati dalla Strada Statale 100 e dalla provinciale 240 (già strada statale 634 delle Grotte Orientali) che si distacca proprio dalla SS 100.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Triggiano sorge lungo la ferrovia Bari-Martina Franca-Taranto delle Ferrovie del Sud Est, denominata "linea 1". Nel luglio 2019 iniziano i lavori di interramento della stazione ferroviaria (insieme a quella di Capurso), di elettrificazione e raddoppio della linea stessa nella tratta tra Mungivacca e Noicattaro.[10]

Ferrovie dello Stato Italiane ha annunciato la costruzione di una fermata nell'ambito del progetto della linea ferroviaria AV/AC Napoli - Bari, in particolare della nuova tratta Bari Sud.[11]

Autolinee[modifica | modifica wikitesto]

Il trasporto pubblico urbano CUTS è garantito dal 2015 grazie ai fondi del Programma europeo di cooperazione territoriale Grecia - Italia 2007 - 2013.[12]

La mobilità extraurbana è garantita dalla rete di autobus delle Ferrovie del Sud Est di carattere regionale che la collegano a Bari, Cellamare, Casamassima, Capurso, Noicattaro, Rutigliano, Conversano, Castellana Grotte e Putignano.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1 marzo 1989 27 febbraio 1991 Francesco Denicolò Democrazia Cristiana Sindaco [13]
27 febbraio 1991 26 luglio 1991 Giovanni Campobasso Partito Socialista Italiano Sindaco [13]
26 luglio 1991 5 novembre 1991 Vito D'Alesio Democrazia Cristiana Sindaco [13]
3 gennaio 1992 2 dicembre 1992 Nicola Pompilio Democrazia Cristiana Sindaco [13]
2 dicembre 1992 8 luglio 1993 Alfonso Magnatta Commissario prefettizio [13]
8 luglio 1993 28 aprile 1997 Vitangelo Dattoli Indipendente Sindaco [13]
28 aprile 1997 28 maggio 2001 Vitangelo Dattoli Coalizione civica di centro-sinistra Sindaco [13]
28 maggio 2001 20 ottobre 2005 Francesco Denicolò Coalizione civica di centro-destra Sindaco [13]
20 ottobre 2005 30 maggio 2006 Carlomaria Latorre Commissario prefettizio [13]
30 maggio 2006 20 maggio 2011 Michele Cassano Sinistra Sindaco [13]
20 maggio 2011 12 giugno 2016 Vicenzo Denicolò Centro-sinistra Sindaco [13]
12 giugno 2016 in carica Antonio Donatelli Coalizione civica Sindaco [13]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Per la stagione 2021-2022:

Pharma volley Giuliani settore giovanile e B2

Che hanno cessato l'attività sportiva:

  • Associazione U.S.D. Fides Triggiano.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Che hanno cessato l'attività sportiva:

  • Associazione Sportiva Dilettantistica Calcistica Triggiano.
  • A.S.D. A.C. Triggiano.
  • A.S.D. Eagles Triggiano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2021 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Legge n. 17 dell'11 gennaio 1934 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 20 del 25 gennaio 1934 Archiviato il 31 ottobre 2016 in Internet Archive., parte prima)
  5. ^ Codice Diplomatico Barese, vol. I
  6. ^ Chartularium Cupersanense.
  7. ^ Sito web ufficiale del comune di Triggiano
  8. ^ Tour virtuale del complesso ipogeico, oggi visitabili.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  10. ^ FSE, anello ferroviario Bari: interramento tratta Triggiano - Capurso, elettrificazione e rinnovo binari, chiude la linea 1 (via Conversano) - Altre società - FSNews, su www.fsnews.it. URL consultato l'11 agosto 2019.
  11. ^ Sito web FS della tratta AV/AC Napoli - Bari
  12. ^ Sito web ufficiale del comune di Triggiano
  13. ^ a b c d e f g h i j k l http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincenzo Roppo, Trivianum - Memorie Storiche del Comune di Triggiano, Bari, 1924.
  • Daniele da Triggiano, Storia di Triggiano, Oria, 1946
  • Pasquale Battista: Triggiano al tramonto del X secolo (sulle origini), Bari, 1983

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN132611191 · WorldCat Identities (ENlccn-n86136209
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