Giuseppe Moscati

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San Giuseppe Moscati
San Giuseppe Moscati.jpg

Laico

Nascita Benevento, 25 luglio 1880
Morte Napoli, 12 aprile 1927
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione Basilica di San Pietro, 16 novembre 1975, da Papa Paolo VI
Canonizzazione Basilica di San Pietro, 25 ottobre 1987, da Papa Giovanni Paolo II
Santuario principale Chiesa del Gesù Nuovo, Napoli
Ricorrenza 12 aprile
Attributi Camice da medico
Patrono di Anatomo-patologi, Pastena di Amalfi (compatrono)

San Giuseppe Moscati (Benevento, 25 luglio 1880Napoli, 12 aprile 1927) è stato un medico italiano. È stato canonizzato da papa Giovanni Paolo II nel 1987 ed è tra i santi più popolari del XX secolo[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

San Giuseppe Moscati bambino

La famiglia Moscati proveniva da Santa Lucia di Serino,[2], paese in provincia di Avellino. Qui nacque, nel 1836, Francesco, padre di Moscati, il quale dopo essersi laureato in giurisprudenza, divenne giudice al tribunale di Cassino, Presidente del Tribunale di Benevento, Consigliere di Corte d'Appello, prima ad Ancona e poi a Napoli. A Cassino, Francesco incontrò e sposò Rosa De Luca dei Marchesi di Roseto[3], la quale diverrà madre di nove bambini, tra i quali Giuseppe sarà il settimo. Il padre portò spesso la sua famiglia nel paese nativo durante i periodi di vacanza e di riposo dal lavoro.

La famiglia si trasferì da Cassino a Benevento nel 1877 in seguito alla nomina di Francesco Moscati a presidente del tribunale beneventano[4]. La famiglia Moscati alloggiò per un primo periodo in Via S.Diodato nelle vicinanze dell'ospedale Fatebenefratelli, e si trasferì in un secondo momento in Via Porta Aurea. Il 25 luglio 1880, all'una di notte, nel palazzo Andreotti, nacque Giuseppe Maria Carlo Alfonso Moscati.

Atto di nascita di San Giuseppe Moscati, rinvenuto nel registro degli Atti di Nascita dell'anno 1880, conservato presso l'archivio di Stato Civile del Comune di Benevento

Egli ricevette nello stesso luogo il battesimo, sei giorni dopo la sua nascita (31 luglio)[4], da Don Innocenzo Maio. Intanto il padre, promosso consigliere di Corte d’Appello, si trasferì nel 1881 ad Ancona con la famiglia[5]. Nel 1883, dopo la morte dei fratelli Domenico e Alfonso a causa del terremoto di Casamicciola del 28 luglio, Francesco si recò in pellegrinaggio con i suoi cari a Loreto[6]. Giuseppe ricevette i primi esempi di vita cristiana dal padre.

Nel 1884 Francesco Moscati, trasferito alla Corte d'Appello di Napoli[7], si stabilì con la famiglia a Via S.Teresa al Museo, 83. Più tardi i Moscati passeranno a Port'Alba, Piazza Dante e infine a Via Cisterna dell'Olio, 10.

L'8 dicembre del 1888, “Peppino” ricevette la prima comunione nella Chiesa delle Ancelle del Sacro Cuore da mons. E. Marano[8]. In questa chiesa i Moscati incontravano sovente il Beato Bartolo Longo, fondatore del Santuario di Pompei. Accanto alla chiesa viveva Caterina Volpicelli, poi Santa, alla quale la famiglia era spiritualmente legata.

Nel 1889, Giuseppe si iscrisse al ginnasio presso l'Istituto Vittorio Emanuele a Piazza Dante, mostrando sin da ragazzo interesse per lo studio,[9] e consegui la maturità nel 1894.[10]

Nel frattempo, nel 1892, iniziò ad assistere il fratello Alberto infortunatosi seriamente per una caduta da cavallo durante il servizio militare: da questo episodio cominciò a maturare la sua passione per la medicina[11].

Dopo gli studi liceali si iscrisse, nel 1897, alla Facoltà di Medicina; il padre lasciò libera scelta ai figli che seguirono liberamente le proprie inclinazioni: Peppino optò per la medicina, ma nell'ottica di considerare l'attività del medico come un sacerdozio[12].

Francesco Moscati morì nello stesso anno, colpito da emorragia cerebrale: il 21 dicembre morì dopo aver partecipato alla messa nella chiesa dell'Arciconfraternita dei Pellegrini. Da quel momento Gennaro, primogenito della famiglia, gli si sostituì nelle cure della casa[13].

Il 3 marzo 1900, Giuseppe ricevette la cresima da monsignor Pasquale De Siena, vescovo ausiliare di Napoli.[14].

Medico, ricercatore, insegnante[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 agosto 1903 si laureò a pieni voti e merito di stampa con una tesi sull'urogenesi epatica. Dopo pochi mesi si presentò ai concorsi per assistente ordinario e per coadiutore straordinario agli Ospedali Riuniti degli Incurabili, superando entrambe le prove[15]. Si impiegò all'Ospedale degli Incurabili dove rimase per cinque anni.

Il 2 giugno 1904 morì il fratello Alberto a causa del trauma cranico e delle complicanze riportate in seguito alla caduta da cavallo[16].

Giuseppe Moscati, terzo da sinistra seduto, giovane docente tra i suoi primi studenti

Nell'aprile del 1906, mentre il Vesuvio iniziò a eruttare ceneri e lapilli su Torre del Greco, mettendo in pericolo un piccolo ospedaletto succursale degli Incurabili, si recò sul posto, contribuendo a salvare gli ammalati, poco prima del crollo della struttura[17]. Nel 1908, dopo aver superato il concorso di assistente ordinario per la cattedra di Chimica Fisiologica, iniziò a svolgere attività di laboratorio e di ricerca scientifica nell'Istituto di Fisiologia.

Nel 1911 un'epidemia di colera colpì Napoli e Moscati fu chiamato dall'Ispettorato della Sanità Pubblica, presso il quale presentò una relazione sulle opere necessarie per il risanamento della città, in parte condotte a compimento. Fu inoltre proposto per la libera docenza in chimica biologica.[18]

A trentun'anni vinse il concorso di coadiutore negli Ospedali Riuniti[19]. Nello stesso anno, gli fu conferita la libera docenza in chimica fisiologica, su proposta di Antonio Cardarelli, e iniziò l'insegnamento d'indagini di laboratorio applicate alla clinica e di chimica applicata alla medicina secondo programmi del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione.[20]

Sempre nel 1911 Moscati fu inviato da Gaetano Rummo come corrispondente per l'inglese e il tedesco della testata "La riforma Medica", da lui fondata prima come quotidiano, poi come settimanale e poi come quindicinale.[21] Fu anche socio della Reale Accademia Medico-chirurgica e direttore dell'Istituto di Anatomia Patologica.

Targa commemorativa affissa sul palazzo in cui è vissuto Moscati a Napoli

Insegnò all'Ospedale degli Incurabili dal 1911 al 1923. Inoltre, sempre nel 1911, partecipò al Congresso internazionale di fisiologia tenutosi a Vienna, approfittando dell'occasione per visitare anche Budapest[22].

La notte del 25 novembre 1914 la madre, affetta da diabete, morì[23]. Prima di morire disse ai figli: Figli miei, mi fate morire contenta. Fuggite sempre il peccato, che è il più grande male della vita.

Allo scoppio della prima guerra mondiale presentò domanda di arruolamento volontario, ma la domanda venne respinta per tenerlo a prestare soccorso ai soldati feriti di ritorno dal fronte. Venne nominato direttore del reparto militare dal 1915 al 1918[24]. In questo periodo visitò circa 3000 soldati.

La giornata di Moscati era così organizzata: al mattino si recava a visitare gratuitamente gli indigenti dei quartieri spagnoli prima di prendere servizio in ospedale, per poi visitare al pomeriggio i malati nel suo studio privato. Moscati considerava necessario per occuparsi del malato, il considerarlo non come semplice portatore di una malattia da guarire, ma come persona da curare sotto l'aspetto fisico e anche emotivo spirituale.

Nel 1916 supplì il professor Malerba nel corso ufficiale di chimica fisiologica.[20] Un anno dopo (1917), sostituì il prof. Bottazzi nell'insegnamento di chimica clinica[25]. Sempre nel 1917 rinunciò alla cattedra universitaria e all'insegnamento, per continuare il lavoro in ospedale.[26]

Il consiglio d'amministrazione dell'Ospedale Incurabili lo nominò primario nel 1919, e il 2 maggio 1921 Giuseppe Moscati inviò al Ministero della Pubblica Istruzione la domanda per essere abilitato per titoli alla libera docenza in Clinica Medica Generale; il 6 giugno 1922 la Commissione nominata dal Ministero esaminò i titoli e lo ritenne idoneo a conseguire tale libera docenza esonerandolo all'unanimità, in virtù dei lavori proporsti, dalla discussione dei lavori presentati, dalla lezione e dalla prova pratica.[27]

Quando nel gennaio 1922 venne sperimentata l'insulina, Moscati la utilizzò a Napoli, organizzando un gruppo di persone per la cura del diabete.

Il 18 luglio 1923 compì un viaggio a Edimburgo per il Congresso internazionale di fisiologia, passando per Roma, Torino, Parigi, Londra, Lourdes[28]. Rientrerà a Napoli il 10 agosto.

Numerose sue ricerche furono pubblicate su riviste italiane ed internazionali, tra le quali le ricerche pionieristiche sulle reazioni chimiche del glicogeno.[senza fonte]

Morte e canonizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 aprile 1927, dopo aver preso parte alla messa e aver atteso ai suoi compiti in Ospedale e nel suo studio privato, verso le 15 si sentì male, e spirò sulla sua poltrona. Aveva 46 anni e 8 mesi[29].

La notizia della sua morte si diffuse rapidamente, e alle esequie vi fu una notevole partecipazione popolare. Il 16 novembre 1930 i suoi resti furono traslati dal Cimitero di Poggioreale alla Chiesa del Gesù Nuovo, racchiusi in un'urna bronzea, ad opera dello scultore Amedeo Garufi.[30]

Il pontefice Paolo VI lo proclamò beato il 16 novembre 1975[30]. Fu proclamato santo il 25 ottobre 1987 da Giovanni Paolo II.

La sua festa liturgica si celebrava il 16 novembre[31]; il Martirologio Romano del 2001 lo riportò invece al dies natalis del 12 aprile: "A Napoli, san Giuseppe Moscati, che, medico, mai venne meno al suo servizio di quotidiana e infaticabile opera di assistenza ai malati, per la quale non chiedeva alcun compenso ai più poveri, e nel prendersi cura dei corpi accudiva al tempo stesso con grande amore anche le anime."

La concezione del rapporto tra scienza e fede[modifica | modifica wikitesto]

Medico e ricercatore[32], dedicò la sua attività e in generale alla carità, all'assistenza dei sofferenti, curandoli gratuitamente e anche aiutandoli economicamente.[senza fonte]

Moscati sosteneva che non dovesse esserci contraddizione o antitesi tra scienza e fede: entrambe dovevano concorrere al bene dell'uomo.[33]. Vedeva l'Eucarestia come centro della propria vita[34] ed era fortemente legato al culto della Vergine. Si preparava durante l'anno alle festività della Madonna digiunando nei giorni in cui ciò era richiesto. Inoltre, anche in età giovanile, scelse la castità.[35]

La sua concezione del rapporto tra fede e scienza si riassume in un suo pensiero: «Non la scienza, ma la carità ha trasformato il mondo, in alcuni periodi; e solo pochissimi uomini son passati alla storia per la scienza; ma tutti potranno rimanere imperituri, simbolo dell'eternità della vita, in cui la morte non è che una tappa, una metamorfosi per un più alto ascenso, se si dedicheranno al bene.»

"Il Prof.Moscati" afferma Vincenzo Adinolfi "non coltivava le scienze mediche per scopo commerciale, ma per puro sollievo e conforto al suo nobile spirito, così come traeva conforto dal culto religioso"[36].

Il miracolo per la canonizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Ai fini della canonizzazione, la Chiesa cattolica ritiene necessario un secondo miracolo, dopo quello richiesto per la beatificazione: nel caso di Giuseppe Moscati, ha ritenuto miracolosa la guarigione di Giuseppe Montefusco, ammalato di leucemia, avvenuta nel 1979.

Secondo la ricostruzione agiografica, Giuseppe Montefusco, di Somma Vesuviana, nel 1978 era ventenne, e cominciò ad avere disturbi a causa dei quali, il 13 aprile dello stesso anno, fu ricoverato all'ospedale Cardarelli di Napoli, dove gli fu diagnosticata una leucemia acuta mieloblastica. Mentre non rispondeva alle terapie ed era considerato senza speranze di guarigione, sua madre sognò una notte la foto di un medico in camice bianco: dopo essersi consultata con il parroco si recò alla Chiesa del Gesù Nuovo, dove riconobbe nella foto di Giuseppe Moscati il medico visto in sogno. Furono rivolte allora al Moscati, allora beato, preghiere collettive e il Montefusco, nel giugno 1979, guarì, interrompendo ogni cura e riprendendo il lavoro di fabbro.

Il caso fu sottoposto alla Congregazione per le Cause dei Santi che, il 27 marzo 1987, promulgò il decreto sul miracolo, confermando "La modalità della guarigione relativamente rapida, completa e duratura, non spiegabile secondo le conoscenze mediche"[37].

Il 25 ottobre 1987, in piazza San Pietro, papa Giovanni Paolo II canonizzò Giuseppe Moscati; alla cerimonia era presente anche Giuseppe Montefusco, che in quell'occasione donò al Papa un volto di Gesù in ferro battuto, da lui realizzato.

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essersi laureato, Moscati iniziò a comporre lavori a carattere medico. Così nascono articoli su giornali italiani ed esteri.[38]

Elenco delle pubblicazioni compilato dallo stesso Moscati[modifica | modifica wikitesto]

  • Ureogenesi epatica, 1903. Tesi di laurea pubblicata;
  • Un nouvel appareil pour la détermination des sucres même en petites quantités, 1906, estratto da: "Archives Internationale de Physiologie";
  • La salda d'amido iniettata nell'organismo. Effetti sulla coagulazione del sangue, ricerche sperimentali del dott. Giuseppe Moscati, Napoli, Tip. editrice Tocco e Salvietti, 1906, estratto da: “Atti della R. Accademia medico-chirurgica di Napoli”, N. 2. 1906;
  • La salda d'amido iniettata nell'organismo nota 2.: ritenzione dell'amido e trasformazione in glicogeno: ricerche sperimentali del Dott. Giuseppe Moscati, Napoli, Tip. Ed. Tocco e Salvietti, 1906, estratto dagli: "Atti della R. Accademia Medico-Chirurgica di Napoli" n. 2. 1906;
  • La salda d'amido iniettata nell'organismo nota 3: applicazioni in terapia, Napoli, Tip. Ed. Tocco e Salvietti, 1906, estratto dagli: "Atti della R. Accademia Medico-Chirurgica di Napoli" n. 2. 1906;
  • Über das Verhalten der in den Organismus eingeführten Stärkelösung, Ablagerung der Stärke und Umwandlung in Glykogen (Mit zwei Tafeln), estratto da: "Hoppe-Seyler's Zeitschrift für Physiologische Chemie" n. 3. 1906;
  • Il glicogeno nella placenta muliebre andamento e meccanismo della sua scomparsa dopo l'emissione. Valore medico legale: ricerche sperimentali del Dott. Giuseppe Moscati, Napoli, Tip. A. Tocco e Salviati, 1907, estratti dagli: “Atti della R. Accademia Medico-Chirurgica di Napoli”, n. 2. 1907;
  • Il glicogeno negli espettorati: valore diagnostico e prognostico, estratto da: "Riforma Medica",anno XXII, n. 26;
  • Das Glykogen in der menschlichen Placenta. Verlauf und Mechanismus seines Verschwindwns nach der Austreibung. Gerichtlich medizinische Bedeutung, estratto da: "Hoppe-Seyler's Zeitschr. f. Phys. Chemie", 1907;
  • Quantità del glicogeno nei muscoli dell'uomo andamento della sua scomparsa dopo la morte: ricerche sperimentali del Dott. Giuseppe Moscati, Napoli, Tip. A. Tocco e Salvietti, 1907, estratti dagli: “Atti della R. Accademia Medico-Chirurgica di Napoli”, n. 2. 1907;
  • Der Glykogengehalt der menschlichen Placenta und seine Abnahme nach dem Tode, estratto da: "Beiträge z. Chem.-Physiologie und Pathologie" bis 12, 1907;
  • Le glycogène dans le placenta humain, estratto da: "Riproduzione dell'Archives Italiennes de Biologie", Tome XLIX, fasc. I;
  • Quantité de glycogène dans le muscles de l'homme, Cours de sa dispariture après la mort, estratto da: "Riproduzione dell'Archives Italiennes de Biologie", Tome XLIX, fasc. II;
  • Influenza della cloroformizzazione nel glicogeno muscolare, Napoli, 1910;
  • L'ammoniaca dell'urina nelle varie diete, estratto da: "Giornale Internazionale di Scienza Medica", 1911;
  • Influenza del riposo e del movimento sulla eliminazione di ammoniaca con l'urina, estratto da: "Giornale Internazionale di Scienza Medica", 1911;
  • L'urea: ricerche sperimentali, estratto da: "Giornale Internazionale di Scienza Medica", 1911;
  • Penetrazione di amido nelle vie aeree, estratto da: "Nuova Rivista Clinico-terapeutica", 1911;
  • Potere d'assorbimento della cistifellea, estratto da: "Riforma Medica", 1911;
  • Indagine chimico-fisica del peptone nell'urina, estratto da: "Riforma Medica", 1911;
  • Azione della chimica sull'autolisi epatica e splenica. Ricerche sperimentali del dott. Giuseppe Moscati, Napoli, Tip. della Riforma Medica, 1910; estratto da: “Riforma Medica”, anno 26., n. 48;
  • Alcuni effetti della privazione dell'ipofisi cerebrale nei cani secondo un nuovo metodo orbitario, estratto da: "Atti R. Accad. medica chirur.", Napoli, 1914;
  • Peritonite tubercolare nei cani normali ed ipofisiprivi, estratto da: "Atti R. Accad. medica chirur.", Napoli, 1914;
  • Esperimenti in animali privati dell'ipofisi cerebrale con un nuovo metodo orbitario, estratto da: "Atti R. Accad. medica chirur.", Napoli, 1915;
  • Misure di quantità dei liquidi di versamento nelle sierose, estratto da: "Atti R. Accad. medica chirur.", Napoli, 1916;
  • Peritoniti tubercolari sperimentali, estratto da: "Atti R. Accad. medica chirur.", Napoli, 1916;
  • Cisti colloide dell'apice del polmone, estratto da: "Atti R. Accad. medica chirur.", Napoli, 1916;
  • Il boro nell'organismo animale, estratto da: "Archivio Scienze Biologiche", n. 3, 1922;
  • Azione dei cianuri sui muscoli lisci, estratto da: "Atti R. Accad. medica chirur.", Napoli, 1922;
  • Determinazione della quantità di sangue col metodo ottico. La quantità di sangue nelle nefriti, estratto da: "Riforma Media", 1922;
  • Sul cosiddetto antagonismo tra surrenale e pancreas, estratto da: "Folia Medica", 1922;
  • Vie linfatiche dall'intestino ai polmoni, estratto da: "Riforma Medica", 1923.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alfredo Cattabiani, Santi d'Italia, BUR, Milano, 1993, ISBN 88-17-25854-7
  2. ^ Ercolano Marini Il prof. Giuseppe Moscati della Regia Università di Napoli, F. Giannini e Figli, Napoli 1930 pag.11
  3. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.12
  4. ^ a b Ercolano Marini, op.cit., pag.13
  5. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.15
  6. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.17
  7. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.21
  8. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.22
  9. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.29
  10. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.30
  11. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.33
  12. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.34
  13. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.34-35
  14. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.39-42
  15. ^ Alfredo Marranzini, Giuseppe Moscati, Un esponente della scuola medica napoletana, Edizioni ADP, Roma 2004, vol. 2, pag. 24
  16. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.49-50
  17. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.51-53
  18. ^ Alfredo Marranzini, op. cit., pag. 104
  19. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.60-61
  20. ^ a b Alfredo Marranzini, op. cit., pag. 149
  21. ^ Alfredo Marranzini, op. cit., pag. 115
  22. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.59
  23. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.69
  24. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.100
  25. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.104
  26. ^ Alfredo Marranzini, op. cit., pag. 69
  27. ^ Alfredo Marranzini, op. cit., pag. 206
  28. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.186-194
  29. ^ San Giuseppe Moscati - Medico povero - Beatificazione e Canonizzazione
  30. ^ a b Alfredo Marranzini, op. cit., pag. 26
  31. ^ San Giuseppe Moscati - Medico povero - Beatificazione e Canonizzazione
  32. ^ Pagina dedicata del DISF
  33. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.71
  34. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.175
  35. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.79-81
  36. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.135
  37. ^ Dal sito dedicato
  38. ^ Ercolano Marini, op.cit., pag.397-399

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bergamini P. Laico cioè cristiano. San Giuseppe Moscati medico, Marietti, Genova 2003;
  • Cattabiani Alfredo, Santi d'Italia, BUR, Milano 1993;
  • Centore Giuseppe, San Giuseppe Moscati, Caserta, Brignoli Edizioni, 2013;
  • D'Onofrio Felice, Giuseppe Moscati, medico, docente, santo, Napoli, Campania Serafica, 1995;
  • Doldi Alessandro, Attività scientifica di san Giuseppe Moscati, Genova, 1998, estratti da: "Atti dell'Accademia ligure di scienze e lettere", Ser. 5., 54., 1997;
  • Doldi Alessandro, La formazione scientifica di Giuseppe Moscati, Genova, 2000, estratto da: "Atti dell'Accademia ligure di scienze e lettere", ser. 6., v. 2., 1999;
  • Immediata Beatrice, Giuseppe Moscati un uomo un medico un santo, Paoline Editoriale Libri, 2008;
  • Infusino Gianni, Un santo in corsia. Giuseppe Moscati, Cinisello Balsamo, Edizioni paoline, 1987;
  • Jelardi Andrea, Giuseppe Moscati e la scuola medica sannita del Novecento, Benevento, Realtà Sannita, 2004
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  • Marini E. Il prof. Giuseppe Moscati della Regia Università di Napoli, F. Giannini e Figli, Napoli 1930
  • Marranzini Alfredo, Giuseppe Moscati : modello del laico cristiano di oggi, presentazione di Mario Agnes, Nuova ed. riv. e aggiornata, Roma, A.V.E., 1989;
  • Marranzini Alfredo, Giuseppe Moscati, un'esponente della scuola medica napoletana, introduzione di Felice D'Onofrio, Roma, Orizzonte medico, 1980;
  • Papasogli Giorgio, Giuseppe Moscati, il medico santo, Cinisello Balsamo, edizioni Paoline, 1991;
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  • Rossiello Raffaele, L'anatomia patologica di s. Giuseppe Moscati, Messina, ESUR, 1992;
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  • Tripodoro Antonio, Giuseppe Moscati, il medico dei poveri, Milano, Paoline, 2004;
  • Santa Sede. Sacra congregazione per le cause dei santi, Il Decreto della eroicità delle virtù del venerabile Giuseppe Moscati professore della Università di Napoli, Napoli, Giannini, 1973;
  • 12 aprile 1927, necrologio di Giuseppe Moscati, a cura di Gennaro Moscati, Napoli, F. Giannini e Figli, 1927.

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