Leucemia mieloide acuta

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Leucemia mieloide acuta
Auer rods.PNG
Aspirato di midollo osseo di un paziente affetto da leucemia mieloide acuta. Le frecce indicano i corpi di Auer.
Specialità oncologia e ematologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 205.0
ICD-10 C92.0 e C92.00
OMIM 602439 e 601626
MeSH D015470
MedlinePlus 000542
eMedicine 197802
Sinonimi
Leucemia non linfocitica acuta
Leucemia granulocitica acuta
Leucemia mieloblastica acuta

La leucemia mieloide acuta (LMA), nota anche come leucemia non linfocitica acuta, è una neoplasia della linea mieloide delle cellule del sangue, caratterizzata dalla rapida crescita di globuli bianchi anormali che si accumulano nel midollo osseo e interferiscono con la produzione di cellule del sangue normali. La LMA è la leucemia acuta più comune negli adulti e la sua incidenza aumenta con l'età. Nonostante sia una malattia relativamente rara, rappresentando circa l'1,2% delle morti per tumore negli Stati Uniti,[1] la sua incidenza è destinata ad aumentare con il progressivo invecchiamento della popolazione.

I sintomi della LAM sono causati dalla sostituzione del midollo osseo normale da cellule leucemiche, che provoca un calo di globuli rossi, piastrine e globuli bianchi normali. Questi sintomi comprendono l'affaticamento, mancanza di respiro, ecchimosi, sanguinamento e un aumento del rischio di contrarre un'infezione. Diversi fattori di rischio e alcune anomalie cromosomiche sono state identificate, ma una causa specifica non è chiara. Essendo una leucemia acuta, la leucemia mieloide acuta progredisce rapidamente e solitamente è fatale nel giro di settimane o mesi, se non trattata adeguatamente.

La condizione presenta diversi sottotipi; il trattamento e la prognosi variano tra di essi. La leucemia mieloide acuta viene curata nel 35%-40% delle persone con un'età inferiore ai 60 anni e nel 5%-15% in coloro di età superiore. Le persone anziane che non sono in grado di sopportare un regime intensivo di chemioterapia, presentano una sopravvivenza media di 5-10 mesi.[2] La mortalità varia, a seconda dell'età calcolata, da 2,7 a 18 ogni 100.000.[3]

Se viene trattata precocemente con la chemioterapia tanto da raggiungere una remissione; i pazienti possono continuare a beneficiare di un trattamento chemioterapico aggiuntivo o di un trapianto di cellule staminali ematopoietiche. Recenti ricerche sulla genetica della malattia hanno portato alla disponibilità di test che possono predire quale farmaco o farmaci siano in grado di raggiungere migliori risultati per un particolare paziente, così come per quanto tempo il paziente può sopravvivere. Il trattamento e la prognosi della LMA differiscono da quelle della leucemia mieloide cronica, in parte perché la differenziazione cellulare non è la stessa; la condizione acuta coinvolge percentuali più elevate di cellule dedifferenziate e indifferenziate, tra cui un numero maggiore proliferazione di elementi cellulari immaturi chiamati "blasti" (mieloblasti, monoblasti e megacarioblasti).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima descrizione pubblicata di un caso di leucemia nella letteratura medica risale al 1827, quando il medico francese Alfred-Armand-Louis-Marie Velpeau la descrisse su un fioraio di 63 anni, che aveva sviluppato una condizione caratterizzata da febbre, debolezza, calcoli urinari e un sostanziale ingrossamento del fegato e della milza. Velpeau aveva notato che il sangue di questo paziente aveva una consistenza "come pappa" e aveva ipotizzato che cuò fosse dovuto ai globuli bianchi.[4] Nel 1845, alcuni pazienti deceduti con un ingrossamento della milza e con cambiamenti nei "colori e nelle consistenze di loro sangue" soono stati segnalati dal patologo di Edimburgo J.H. Bennett; egli ha usato il termine "leucocythemia" ("leucocitemia") per descrivere questa condizione patologica.[5]

Il termine "leucemia" è stato coniato, nel 1856, da Rudolf Virchow, il famoso patologo tedesco. Come pioniere nell'uso del microscopio ottico in patologia, Virchow è stato il primo a descrivere l'eccesso anormale delle cellule bianche del sangue nei pazienti con una clinica compatibile a quella descritta da Velpeau e Bennett. Essendo Virchow incerto dell'eziologia delle cellule bianche in eccesso nel sangue, egli ha usato il termine "leucemia" come puramente descrittivo (in greco: "sangue bianco"), per riferirsi alla condizione.[6]

Grazie allo sviluppo di nuove tecnologie, vennero rapidamente fatti ulteriori progressi nella comprensione della leucemia mieloide acuta. Nel 1877, Paul Ehrlich ha sviluppato una tecnica di colorazione del sangue, che gli ha permesso di descrivere in dettaglio i globuli bianchi normali e anormali. Wilhelm Ebstein ha introdotto il termine "leucemia acuta" nel 1889 per differenziare le leucemie a progressione rapida e con esito fatale dalle leucemie croniche più indolenti.[7] Il termine "mieloide" è stato coniato da Franz Ernst Christian Neumann nel 1869, il primo a riconoscere che i globuli bianchi nascono nel midollo osseo (dal greco: μυєλός, myelos = (osso) osseo) rispetto alla milza. La tecnica dell'esame del midollo osseo per la diagnosi di leucemia è stato descritto nel 1879 da Mosler.[8] Infine, nel 1900, il mieloblasto, che è la cellula maligna della leucemia mieloide acuta, è stata caratterizzata da Otto Naegeli, che divise le leucemie in mieloidi e linfocitiche.[9][10]

Nel 2008, la leucemia mieloide acuta è diventata il primo genoma di una neoplasia ad essere completamente sequenziato. Il DNA estratto dalle cellule leucemiche è stato poi confrontato con la pelle inalterata, dimostrando che le cellule leucemiche presentavano mutazioni genetiche acquisite su diversi geni che non erano state precedentemente associate con la malattia.[11]

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

L'incidenza aumenta con l'aumentare dell'età, maggiormente diffusa dall'età dei 60 anni.[12] mentre quella totale è di 3,7 su 100.000 persone. Per quanto riguarda il sesso è leggermente più frequente in quello maschile.[13]

Segni e sintomi[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte dei segni e sintomi della leucemia mieloide acuta sono causati dalla sostituzione delle normali cellule del sangue con cellule leucemiche. La mancanza della normale produzione di globuli bianchi rende il paziente suscettibile alle infezioni.[14] Un calo nella conta dei globuli rossi (anemia) può causare stanchezza, pallore e mancanza di respiro. Una carenza di piastrine può portare alla comparsa di lividi o ad un sanguinamento in seguito a traumi minori.

I primi segni di leucemia mieloide acuta sono spesso vaghi e non specifici, e possono essere simili a quelli dell'influenza o altre malattie comuni. Alcuni sintomi generalizzati includono febbre, affaticamento, perdita di peso o perdita di appetito, mancanza di respiro, anemia, ecchimosi o sanguinamento, petecchie (macche piatte, di dimensioni a capocchia di spillo, sotto la pelle e causate da sanguinamento), dolori alle ossa e alle articolazioni, addome e persistenti o frequenti infezioni.[14]

L'ingrossamento della milza può verificarsi nei casi di leucemia mieloide acuta, ma è in genere lieve e asintomatica; molto più raramente si riscontra epatomegalia (ingrossamento del fegato). L'ingrossamento dei linfonodi appare raramente in questa condizione, a differenza della leucemia linfoblastica acuta. La cute viene coinvolta nel circa il 10% del tempo sotto forma di cloroma. Raramente può verificarsi la sindrome di Sweet, un'infiammazione paraneoplastica che coinvolge la pelle.[14]

Alcuni pazienti con la LMA possono andare incontro ad un gonfiore delle gengive a causa dell'infiltrazione di cellule leucemiche nel tessuto gengivale. Raramente, il primo segno di leucemia può essere lo sviluppo di una massa solida leucemica o di un tumore al di fuori del midollo osseo, chiamato cloroma. Di tanto in tanto, una persona può non mostrare alcun sintomo e la leucemia può essere scoperta solo casualmente nel corso di un esame del sangue di routine.[15]

Fattori di rischio[modifica | modifica wikitesto]

Sono stati identificati un certo numero di fattori di rischio per lo sviluppo della leucemia mieloide acuta, tra cui: altre malattie del sangue, esposizioni a sostanze chimiche, radiazioni ionizzanti e fattori genetici.

Preleucemia[modifica | modifica wikitesto]

Alcune malattie del sangue "preleucemiche", come la sindrome mielodisplasica o la malattia mieloproliferative, sono in grado di evolvere in leucemia mieloide acuta; il rischio esatto dipende dal tipo di preleucemia.[16]

Esposizione a sostanze chimiche[modifica | modifica wikitesto]

L'esposizione alla chemioterapia antitumorale, in particolare gli agenti alchilanti, può aumentare il rischio di sviluppare successivamente la LMA. Il rischio è più alto dopo circa da tre a cinque anni dopo la chemioterapia.[17] Altri agenti chemioterapici, specialmente la podofillotossina e le antracicline, sono stati associati con le leucemie correlate al trattamento, e spesso sono correlate con specifiche anomalie cromosomiche nelle cellule leucemiche.[18]

Vi è un dibattito circa il rischio dell'esposizione chimica professionale al benzene e ad altri solventi organici aromatici come causa della leucemia mieloide acuta. Il benzene e molti dei suoi derivati ​​sono noti per essere cancerogeni in vitro. Mentre alcuni studi hanno suggerito un legame tra l'esposizione professionale al benzene e all'aumento del rischio di leucemia mieloide acuta,[19] altri hanno suggerito un rischio attribuibile, eventuale, molto limitato.[20]

Radiazioni[modifica | modifica wikitesto]

Elevate quantità di esposizione alle radiazioni ionizzanti possono aumentare il rischio di sviluppare leucemia mieloide acuta. I sopravvissuti ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki presentavano un tasso aumentato di LMA,[21] così come i radiologi esposti ad alti livelli di raggi X prima dell'adozione delle moderne pratiche di sicurezza dalle radiazione.[22] Le persone trattate con radioterapia per il tumore alla prostata, il linfoma non-Hodgkin, il tumore del polmone e il tumore alla mammella hanno più alte probabilità di acquisire la condizione.[23]

Genetica[modifica | modifica wikitesto]

Sembra esistere un rischio ereditario per la leucemia mieloide acuta. Sono stati riportati maggiori casi di LAM in alcune famiglie risetto a quello medio.[24][25][26][27] Diverse condizioni congenite possono aumentare il rischio di leucemia; la più comune è probabilmente la sindrome di Down, che è associato con ad un aumento da 10 a 18 volte del rischio di sviluppo della malattia.[28]

Fisiopatologia[modifica | modifica wikitesto]

Diagramma che mostra lo sviluppo della leucemia mieloide acuta.

La cellula maligna nella leucemia mieloide acuta è il mieloblasto. Nell'emopoiesi normale, il mieloblasto è un precursore immaturo dei globuli bianchi mieloidi; un mieloblasto normale matura gradualmente in globuli bianchi. Nella leucemia mieloide, tuttavia, un unico mieloblasto accumula modifiche genetiche che "congelano" la cellula nel suo stato immaturo e impediscono la differenziazione.[29] Tale mutazione da sola non causa la leucemia; tuttavia, quando tale "arresto nel differenziazione" è combinato con altre mutazioni che perturbano i geni che controllano la proliferazione, il risultato è la crescita incontrollata di cellule immature che comporta l'instaurarsi dell'entità clinica della leucemia mieloide acuta.[30]

Gran parte della diversità e l'eterogeneità della condizione è dovuta al fatto che la trasformazione leucemica può verificarsi in una serie di diversi passi lungo il percorso di differenziazione.[31] I moderni schemi di classificazione per la LMA riconoscere le caratteristiche e il comportamento della cellula leucemica, possono dipendere dalla fase in cui la differenziazione si è fermata.

Anomalie citogenetiche specifiche si possono trovare in molte persone con leucemia mieloide acuta; i tipi di anomalie cromosomiche hanno spesso un significato prognostico.[32] Le traslocazioni cromosomiche codificano proteine anomale, di solito fattori di trascrizione le cui proprietà alterate pssono causare la "differenziazione arresto".[33] Ad esempio, nella leucemia promielocitica acuta, la t(15;17) produce una proteina di fusione PML-RARa che si lega al recettore dell'acido retinoico elemento nei promotori di diversi geni specifici mieloidi e inibisce la differenziazione mieloide.[34]

I segni e sintomi clinici della condizione derivano dalla crescita delle cellule leucemiche che tendono a spostare o interferire con lo sviluppo delle normali cellule del sangue nel midollo osseo.[35] Questo porta a neutropenia, anemia e trombocitopenia. I sintomi della leucemia mieloide acuta sono, a loro volta, spesso a causa del basso numero di questi elementi del sangue. In rari casi, le persone con leucemia mieloide acuta possono sviluppare un cloroma o un tumore solido di cellule leucemiche extramidollari, che può causare vari sintomi a seconda della sua posizione.[14]

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

Midollo osseo: mieloblasti con corpi di Auer visti nella leucemia mieloide acuta

Il primo indizio per una diagnosi di leucemia mieloide acuta è in genere un risultato anormale su un esame emocromocitometrico completo. Mentre un eccesso di globuli bianchi anormali (leucocitosi) viene frequentemente riscontrato e i blasti leucemici vengono talvolta notati, la condizione può presentarsi con una diminuzione isolata delle piastrine, dei globuli rossi o anche con un basso numero di globuli bianchi (leucopenia).[36] Mentre una diagnosi presuntiva di leucemia mieloide acuta può essere fatta mediante l'esame dello striscio di sangue periferico quando si riscontrano blasti leucemici circolanti con colorazione di Giemsa, per una diagnosi definitiva di solito è necessaria una biopsia del midollo osseo.

Il midollo osseo o il sangue vengono esaminati al microscopio ottico, così come mediante la citometria a flusso, per diagnosticare la presenza di leucemia, per differenziare la leucemia mieloide acuta dagli altri tipi di leucemia (per esempio dalla leucemia linfoblastica acuta) e per classificare il sottotipo di malattia. Un campione di sangue o di midollo osseo viene, in genere, testato anche per anomalie cromosomiche di citogenetica di routine o ibridazione fluorescente in situ. Gli studi genetici possono anche essere effettuati per cercare specifiche mutazioni nei geni, come FLT3 e nucleofosmina, che possono influenzare l'esito della malattia.[37]

La diagnosi e la classificazione delle LMA può essere difficile e dovrebbe essere eseguita da un ematopatologo qualificato o da un ematologo. In casi più semplici, la presenza di alcune caratteristiche morfologiche (come corpi di Auer) o specifici risultati nella citometria possono distinguere la leucemia mieloide acuta da altre leucemie; tuttavia, in assenza di tali caratteristiche, la diagnosi può essere più difficile.[38]

LE due classificazioni più comunemente utilizzate pe la leucemia mieloide acuta sono il più vecchio sistema franco-americano-britannico (FAB) e il più recente dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Secondo i criteri OMS ampiamente utilizzati, la diagnosi viene formulata dimostrando il coinvolgimento di più del 20% di sangue e/o del midollo osseo da parte dei mieloblasti leucemici, tranne che nelle tre forme migliori prognosi con anomalie genetiche ricorrenti in cui la presenza della anomalia genetica è indipendentemente dalla percentuale di blasti.[39][40] La classificazione FAB è maggiormente restrettiva, richiedendo una percentuale di almeno il 30% di blasti nel midollo osseo o nel sangue periferico per la diagnosi di leucemia mieloide acuta.[41] La malattia deve essere accuratamente differenziata dalle condizioni "preleucemiche" come le sindrome mielodisplasica e la sindrome mieloproliferativa, che devono essere trattate in modo diverso.

Poiché la leucemia promielocitica acuta (LPA) vanta la più alta curabilità e richiede un'unica forma di trattamento è importante stabilire o escludere rapidamente la diagnosi di questo sottotipo di leucemia. L'ibridazione fluorescente in situ eseguita sul sangue o sul midollo osseo è spesso usata per questo scopo, essendo facile identificare la traslocazione cromosomica [t(15;17)(q22;q12)] che caratterizza il sottotipo. Vi è anche la necessità di rilevare molecolarmente la presenza di proteine di fusione PML/RARA, che sono un prodotto oncogenico di tale traslocazione.[42]

Classificazione FAB[modifica | modifica wikitesto]

La classificazione franco-americano-britannico prevede 7 forme differenti:[43]

Forma Antigeni Diffusione Sottoforme
M1- Mieloblastica senza maturazione CD13 - CD31 - CD33 - CD34 - HLA-DR Dal 15 al 20% Nessuna
M2 - Mieloblastica con maturazione CD13 - CD15 - CD31 - CD33 - HLA-DR Dal 25 al 35% Nessuna
M3 - Promielocitica tipica CD13 - CD31 - CD33 Dal 25 al 30% M3v (Promielocitica microgranulare)
M4 - Mielomonoblastica CD11c - CD13 - CD14 - CD15 - CD31 - CD33 - HLA-DR Dal 20 al 25% Nessuna
M5 - Monoblastica CD11b - CD11c - CD13 - CD14 - CD15 - CD31- CD33 dal 2 al 15% M5a (senza maturazione) M5b (con maturazione)
M6 - Eritroblastica Glicoforina A dal 3 al 5% Nessuna
M7 Megacarioblastica CD41 CD42 CD61 dal 1 al 3% Nessuna

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

Il trattamento consiste nella chemioterapia, radioterapia sino al trapianto di midollo osseo. Si utilizzano l'ARA-C, adriamicina e idarubicina

Prognosi[modifica | modifica wikitesto]

Peggiora con l'avanzare dell'età. Dal 1960 grazie a nuovi farmaci essa è generalmente migliorata arrivando ad una remissione completa nel 65-75% dei casi.

Gravidanza[modifica | modifica wikitesto]

La leucemia è raramente associata con la gravidanza, con circa solo 1 caso su 10.000 donne incinte.[44] Il trattamento dipende principalmente dal tipo di leucemia. Le leucemie acute richiedono normalmente, un precoce trattamento aggressivo, nonostante i notevoli rischi di difetti nel feto e di aborto spontaneo, soprattutto se la chemioterapia viene somministrata durante il primo trimestre, il periodo evolutivamente più sensibile.[44]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  43. ^ Si inserisce inoltre anche una forma M0 intesa come leucemia mieloide minimamente differenziata"
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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