Acquaviva delle Fonti

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Acquaviva delle Fonti
comune
Acquaviva delle Fonti – Stemma
Acquaviva delle Fonti – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Città metropolitana di Bari-Stemma.png Bari
Amministrazione
Sindaco Davide Francesco Ruggero Carlucci (PD - SEL - Viva - Nuova Acquaviva) dal 19-6-2013
Territorio
Coordinate 40°54′N 16°51′E / 40.9°N 16.85°E40.9; 16.85 (Acquaviva delle Fonti)Coordinate: 40°54′N 16°51′E / 40.9°N 16.85°E40.9; 16.85 (Acquaviva delle Fonti)
Altitudine 300 m s.l.m.
Superficie 132,03 km²
Abitanti 20 807[1] (31-03-2016)
Densità 157,59 ab./km²
Frazioni Baronaggio, Cacascola, Curtomartino, Malano, Molignana, Scappagrano ecc.
Comuni confinanti Adelfia, Casamassima, Cassano delle Murge, Gioia del Colle, Sammichele di Bari, Sannicandro di Bari, Santeramo in Colle
Altre informazioni
Cod. postale 70021
Prefisso 080
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 072001
Cod. catastale A048
Targa BA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 610 GG[2]
Nome abitanti acquavivesi
Patrono Sant'Eustachio, SS. Maria di Costantinopoli
Giorno festivo 20 maggio, 1º martedì di marzo, 1º martedì di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Acquaviva delle Fonti
Acquaviva delle Fonti
Posizione del comune di Acquaviva delle Fonti all'interno della città metropolitana di Bari
Posizione del comune di Acquaviva delle Fonti all'interno della città metropolitana di Bari
Sito istituzionale

Acquaviva delle Fonti (Iacquavìve in dialetto locale[3], fino al 1863 chiamata Acquaviva) è un comune italiano di 20 807 abitanti[1] della città metropolitana di Bari, in Puglia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina sorge ad un'altitudine media di 300 metri sul livello del mare nell'entroterra pugliese, sulla Bassa Murgia barese, non distante sia dalla costa adriatica che da quella ionica. Acquaviva deve il suo nome alla grande falda acquifera che scorre nel suo sottosuolo.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è mediterraneo con inverni freschi e variabili, e con estati abbastanza secche. La media annuale delle precipitazioni si attesta sotto i 600 mm, a causa dello sbarramento orografico a Sudovest, con piogge più frequenti durante l'autunno e l'inverno e meno frequenti durante l'estate (dove non mancano però temporali pomeridiani). Le temperature estive sono, di giorno, mitigate dal Mare Adriatico grazie alla brezza marina che spira da Nord-Est, e di notte dalla brezza di terra che spira invece da Sud-Ovest; inoltre i 300 metri di altitudine regalano situazioni leggermente più fresche rispetto al primo entroterra barese. Le massime giornaliere si attestano dunque soltanto su 26-31 °C, con occasionali massime sopra i 35 °C (durante l'arrivo dell'Anticiclone Africano, soprattutto con correnti favoniche sud-occidentali). Le notti estive hanno invece come media 17-23 °C. Le temperature invernali sono di 9-14 °C per le massime e di 4-9 °C per le minime. Tra l'autunno e l'inverno può fare la sua comparsa la nebbia. Quella da irraggiamento si manifesta nelle notti di alta pressione, quella da avvezione con correnti umide meridionali in risalita dal Mar Ionio. Si possono inoltre verificare brinate e gelate notturne, tuttavia le minime raramente scendono sotto i -3 °C. La caduta della neve avviene quasi esclusivamente durante le ondate di aria fredda provenienti dai Balcani, grazie all'azione "umidificatrice" dell'Adriatico che conferisce umidità alle fredde masse d'aria nordorientali.

La stazione meteorologica di Acquaviva delle Fonti, gestita da un privato, fa parte della rete nazionale "MeteoNetwork-Meteo.it".[4][5]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le sue origini non sono certe. Alcuni studiosi ritengono che sia sorta intorno al IV-V secolo a.C. nella zona di Salentino (collina situata a pochi chilometri dall'abitato e dominante una grande zona pianeggiante e molto fertile); altri sostengono che i primi insediamenti acquavivesi si potrebbero far risalire al periodo che intercorre fra il VI e VIII secolo d.C. È cosa certa, che a Salentino vi fu un insediamento antico perché gli scavi effettuati nel 1976 ne diedero conferma. Infatti furono portati alla luce diverse abitazioni complete di focolari ed a fianco ad esse furono ritrovate le sepolture con scheletri umani.

La fertilità delle terre a valle, la ricchezza delle acque sorgive o qualche devastazione furono le cause che spinsero gli abitanti a spostarsi verso l'attuale centro urbano. Il toponimo in epoca latina era: Aquaviva . L'attuale Acquaviva, infatti, sorge sui resti degli antichi villaggi di Malano, Ventauro, San Pietro, San Marco, Sant'Angelo e Salentino. Acquaviva fin dall'età più remota crebbe rapidamente, rispetto agli altri villaggi, grazie al suo clima e alla presenza delle falde acquifere ed è grazie a quest'ultima ricchezza che, dopo molti secoli, al nome Acquaviva è stato aggiunto “delle Fonti”.

L'acqua sotterranea, raccolta nelle falde, era sfruttata per scopi agricoli e tirata su dalla noria, secondo il linguaggio locale la ‘ngegne, che era una macchina attivata da un asino o da un mulo che girava in circolo all'infinito (tutt'oggi questo oggetto è visibile in piazza Vittorio Emanuele).

Il suo nome comunque risulta tra le sedi episcopali dei primi tempi della Chiesa. Durante il Medio Evo fu distrutta dai barbari e gli abitanti superstiti errarono nei dintorni trovando precariamente ricovero in deserti abituri, finché l'imperatore Ludovico II liberò queste contrade dalle scorrerie dei Longobardi e dei Saraceni.

Appartenuta successivamente ai normanni, che edificarono il Castello, passò agli svevi, agli angioini e agli aragonesi. Passato al principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, il feudo di Acquaviva fu assegnato in dote nel 1456 alla di lui figlia Caterina sposa del duca d'Atri Giulio Antonio Acquaviva, assieme ai feudi di Noci, Turi, Conversano Castellana, Bitonto, Bitetto e Gioia. Nel 1499 il feudo di Acquaviva apparteneva alla contea di Conversano.

Il marchesato di Acquaviva, assieme alla contea di Gioia, passato nel 1597 a Giosia e al di lui figlio Alberto Acquaviva d'Aragona, fu messo in vendita nel 1614 da quest'ultimo per dissesti finanziari.

In tale data in Napoli presso la Regia Camera della Sommaria era affisso il bando d'asta con l'apprezzo stimato dai Regi Tavolari e Acquaviva era così descritta:Acquaviva è una terra ricca e populata, 1700 fuochi (8.500 abitanti) di sito bellissimo, presenta comodità di negoziare ogli (oli) stando nel cuore della provincia ricchissima di tale frutto. La vicinanza al mare offre la possibilità di smaltirlo, per Venetia, Ferrara et per altri infiniti luoghi.

Famiglia De Mari

La vendita di Acquaviva, assieme a Gioia, avvenne il 4 marzo 1614 per acquisto da parte di uomo d'affari genovese marchese Paride Pinelli. Nel 1623, alla morte di quest'ultimo, il feudo di Acquaviva e Gioia fu tenuto in fitto per 35 anni (1629-1664) da Giangirolamo Acquaviva d'Aragona, dal genovese Antoniotto Spinola, dal marchese Caracciolo di Santeramo e poi dal principe di Cassano, Gaspare Ayerbo. Nel 1663 Giovanni Girolamo Molignani, sulle ceneri di una precedente accademia poetico-letteraria, fonda l'Accademia dei ravvivati. Il feudo fu comprato finalmente nel 1665 per 216.000 ducati dal genovese marchese di Assigliano Carlo de Mari. Il nuovo feudatario, con il quale iniziò il dominio della famiglia De Mari che si protrarrà per oltre un secolo e mezzo, fissò la sua dimora nel vecchio castello di Acquaviva delle Fonti trasformandolo in uno splendido palazzo baronale.

L'opera di trasformazione di Carlo De Mari e dei suoi successori sul castello è radicale: essi lo trasfigurarono completamente, portandolo ad un assetto molto prossimo a quello attuale, avente lo status di palazzo nobiliare. La dinastia de Mari fu caratterizzata e costellata da dispotismo, usurpazioni e sfruttamento sul popolo di Acquaviva, Gioia e Castellaneta sino all'abolizione della feudalità del 1806.

Feudatari[modifica | modifica wikitesto]

XII secolo[modifica | modifica wikitesto]

  • Cornulo (1129);
  • Roberto Brizio (1136);
  • Roberto Gurgulione (1145).

XIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

  • Filippo Cinardi (1240);
  • Consiglio da Bari (1266);
  • Galgano de Marra (1269);
  • Guglielmo I de Sateguevilla (1270);
  • Guglielmo II de Sateguevilla (1270);
  • Guglielmo III de Sateguevilla (1282);
  • Guglielmo d'Alneto (1284).

XIV secolo[modifica | modifica wikitesto]

XV secolo[modifica | modifica wikitesto]

XVI secolo[modifica | modifica wikitesto]

  • Prospero Colonna (1503);
  • Andrea Matteo Acquaviva d'Aragona (1505);
  • Giovanni Antonio Donato Acquaviva d'Aragona (1511);
  • Giovanni Girolamo I Acquaviva d'Aragona (1554);
  • Alberto Acquaviva d'Aragona, undecimo duca d'Atri e conte di Gioia (1575);
  • Giosia Acquaviva d'Aragona, duodecimo duca d'Atri (1597).

XVII-XVIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Concattedrale[modifica | modifica wikitesto]

La concattedrale di Sant'Eustachio, edificata nel XII secolo dal feudatario normanno Roberto Gurgulione, fu ristrutturata ed espansa intorno alla seconda metà del Cinquecento dal conte Alberto Acquaviva d'Aragona e conserva oggi lo stile rinascimentale. Le decorazioni all'interno sono state eseguite nell'Ottocento.

Palazzo De Mari-Alberotanza[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso del Palazzo De Mari

Costruito dal principe Carlo de Mari alla fine del XVII secolo inglobando un torrione dell'ex castello normanno. Il monumentale palazzo fu opera dell'architetto genovese Riccobuono. Presenta sulla facciata principale una triplice balconata balaustrata sul grandioso portale d'ingresso di gusto napoletano. Particolare successione di maschere apotropaiche sotto il cornicione, presenta una corte interna con loggiato al primo piano e stemma araldico dei principi de Mari. Presenta oltre cento ambienti interni. Il palazzo passò nel secolo XIX a D.Sante Alberotanza, nobile di Mola di Bari.

Chiesa di Santa Maria Maggiore[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Maria Maggiore risale al XVI secolo e fu completata nel 1620. È in stile barocco.

Oasi "Gioacchino Carone"[modifica | modifica wikitesto]

L'Oasi "Gioacchino Carone", gestita dal WWF Italia, tutela 2,5 ettari di bosco che si sviluppano lungo la destra del canale detto Lama Baronale[6][7].

Masserie fortificate[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune al 31 dicembre 2013 erano 634. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[9]:

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Acquaviva delle Fonti è sede dell'Ente Ecclesiastico Ospedale Regionale Francesco Miulli, uno degli ospedali più grandi della Regione Puglia.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni 80 il comune di Acquaviva ha rivestito un'importanza strategica ed economica notevole in tutta l'area barese stante la presenza, sul suo territorio, del presidio ospedaliero Miulli e di realtà industriali importanti attive nel settore caseario, dell'impiantistica e dei servizi. Alla metà degli anni 90 è iniziato il declino e il recesso della piazza acquavivese che, lentamente e complice le scelte degli amministratori locali, ha perso il prestigio di un tempo a vantaggio di altri comuni viciniori. L'ospedale regionale Francesco Miulli e una zona industriale ricca di PMI garantiscono ai residenti un reddito pro-capite fra i più alti di tutto il Meridione Italiano (dati ISTAT 2007).

Media[modifica | modifica wikitesto]

L'informazione cittadina è curata dal settimanale gratuito L'Eco... di Acquaviva[10], edito dall'associazione Progetto Spazio 2000 e distribuito gratuitamente, e La Piazza[11], bimestrale edito dall'associazione omonima. Ad essi si affiancano l'emittente televisiva TeleMajg[12], che trasmette via etere in forma analogica, digitale e in live streaming, e i giornali telematici www.acquavivalive.it e www.acquavivanet.it.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

In piazza Vittorio Emanuele è situato il "Teatro comunale Sebastiano Arturo Luciani" edificato i primi del Novecento e di proprietà comunale. Dal 1983 versa in stato di abbandono a causa della scadenza del contratto di gestione. Negli ultimi anni è stato sottoposto a interventi di restauro interni ed esterni al fine di non comprometterne la staticità. Attualmente sono allo studio dell'amministrazione comunale ipotesi di utilizzo e/o riconversione della struttura.

Il 18 dicembre 2011 la compagnia Teatro Egò[13], di Santeramo in Colle esordisce con "La Signorina Papillon" completamente rinnovata, al Teatro dell'Oratorio di S. Domenico di Acquaviva delle Fonti.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1930 e il 1931 fu girato ad Acquaviva uno degli ultimi film muti del cinema italiano, intitolato Idillio infranto. Il regista era Nello Mauri e la protagonista femminile sua moglie, l'attrice milanese Ida Mantovani. Il resto del cast era costituito da attori dilettanti, tra cui gli altri due protagonisti: Pasquale Iacobellis e Michele Silecchia.[14]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio di Acquaviva delle Fonti, tra il gennaio e l'aprile del 1960 sulla via vecchia di Sannicandro di Bari, a poca distanza dal centro abitato di Acquaviva, fu realizzata una base USA, soprannominata dal popolino il “Campo dei Missili”. Qui era situata per l'esattezza la base n. 9 della 2ª Squadriglia del 111º Gruppo nata per ospitare i PGM-19 Jupiter, missili termonucleari a medio raggio (ovvero con portata tra i 1000 e i 5500 km) puntati verso l'Unione Sovietica. Sette basi furono altresì operative dal 1958 al 1963 sulle Murge lungo il tracciato della via Appia a Spinazzola, Gravina, Casal Sabini-Altamura, Ceraso-Altamura, Gioia del Colle, Laterza e Mottola, mentre due basi furono localizzate in Basilicata, presso Irsina e Matera. Ciascuna delle basi aveva installato al suo interno tre missili Jupiter, ognuno dei quali con potenza pari a circa cento bombe atomiche come quella lanciata su Hiroshima. Il 1º marzo 1957 venne lanciato il primo missile IRBM (Intermediate Range Ballistic Missile) Jupiter dalla base statunitense di Cape Canaveral. Poco più di due anni dopo, a partire dal 5 settembre 1959 cominciò l'installazione del “sistema d'arma Jupiter” in Italia, operazione che si concluse il 20 giugno 1961, quando anche l'ultima base divenne operativa. Nel gennaio 1963 gli USA comunicarono al governo italiano la decisione, presa durante gli sviluppi della crisi dei missili di Cuba, di smantellare le basi. Nel giugno dello stesso anno, l'ultimo missile Jupiter fu rimosso dalla Murgia e imbarcato oltreoceano.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Festa della Madonna di Costantinopoli[modifica | modifica wikitesto]

La festa patronale della Madonna di Costantinopoli si svolge in quattro giorni culminando nel primo martedì di settembre.

Già a partire dalla settimana precedente l'immagine della Vergine viene portata in processione in sette giorni nelle sette parrocchie di Acquaviva (peregrinatio Mariae). La domenica mattina, dopo la celebrazione, vi è il rito dell'Intronizzazione. Il martedì mattina si celebra in piazza il solenne pontificale, al termine del quale il sindaco consegna le chiavi della città nelle mani della Protettrice, e la sera l'immagine della Madonna viene portata in processione. La festa religiosa si conclude il mercoledì sera, quando l'immagine della Madonna esce nuovamente dalla Cattedrale per la processione di saluto intorno a piazza Vittorio Emanuele II.

La domenica sera si svolge il corteo storico che rievoca l'ingresso del quadro così come tramandato dalla leggenda (si narra che l'icona provenga da Costantinopoli e che, giunta a Bari via mare, sia stata portata ad Acquaviva su un carro trainato da buoi).

Il martedì sera, culmine della festa, secondo una tradizione risalente al 1848 avviene il lancio di una mongolfiera pesante circa un quintale e alta 21 metri[15][16].

Festa della Cipolla Rossa di Acquaviva delle Fonti[modifica | modifica wikitesto]

La città è nota per la dolcissima cipolla che cresce sulle sua terra, chiamata Cipolla Rossa di Acquaviva delle Fonti. La produzione è molto limitata (meno di 300 tonnellate all'anno) poiché la sua coltivazione utilizza ancora metodi tradizionali e rudimentali per preservarne l'aroma e la fragranza. La cipolla rossa di Acquaviva è celebrata con una sagra che si tiene alla fine di luglio di ogni anno.

Persone legate ad Acquaviva delle Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Politici

  • Vito Luciani (Bari, 1859-Acquaviva delle Fonti, 1951), politico e avvocato, deputato ininterrottamente dalla XXII alla XXVI legislatura, e Ministro delle Terre liberate dal Nemico del Governo Facta II dal 1º agosto 1922 al 31 ottobre 1922;
  • Silvio Cirielli, politico del PSDI, senatore della Repubblica durante la VI Legislatura;
  • Ferdinando Pappalardo (Acquaviva delle Fonti, 1947), docente universitario e politico del centro sinistra, senatore della Repubblica durante la XII e la XIII Legislatura;
  • Giuseppe Antonio Barbieri (1935), politico di centro destra, deputato della Repubblica durante la XII Legislatura;
  • Giuseppe Incardona (Acquaviva delle Fonti, 18 giugno 1941), politico di destra, ex segretario nazionale di Movimento Idea Sociale, stretto collaboratore di Pino Rauti;
  • Modesto Panetti (Acquaviva delle Fonti, 9 febbraio 1875 – Torino, 26 marzo 1957), ingegnere, politico e membro del Parlamento italiano. Senatore della Repubblica dal 1948 al 1953 e Ministro delle poste e delle telecomunicazioni nel governo Pella nel 1953.

Artisti

Musicisti

Studiosi

  • Modesto Panetti (Acquaviva delle Fonti, 9 febbraio 1875 – Torino, 26 marzo 1957), ingegnere aeronautico, politico e membro del Parlamento italiano
  • Antonio Lucarelli (Acquaviva delle Fonti, 20 marzo 1874 – Acquaviva delle Fonti, 10 settembre 1952), storico e meridionalista italiano;
  • Vito Carmelo Colamonico (Acquaviva delle Fonti, 27 luglio 1882 – Napoli, 31 dicembre 1973), geografo e accademico italiano
  • Cesare Colafemmina (Teglio Veneto, 1933-Grumo Appula, 2012), docente universitario e storico dell'ebraismo in Italia Meridioniale, insignito della civica benemerenza dal Comune di Acquaviva;
  • Vito Marino Caferra (Acquaviva delle Fonti, 1939),docente universitario,saggista, magistrato, ha rivestito l'incarico di presidente della Corte d'Appello di Bari.

Patrioti, benefattori

  • Giulio Cesare Luciani (Acquaviva delle Fonti, 1826 - Roma, 1914), patriota
  • Francesco Miulli (1712), avvocato e benefattore, autore del lascito testamentario con cui fu eretto l'Ospedale Generale Regionale "Miulli";
  • Giuseppe Maselli Campagna[17][18], (Acquaviva delle Fonti,24 aprile 1860 - Bari 31 marzo 1932), avvocato, giornalista e saggista italiano. Fondatore, con capitali propri, di una Banca Operaia ad Acquaviva delle Fonti, fondò e diresse la rivista "Archivio Pugliese del Risorgimento italiano";
  • Francesco Antonio Pepe[19], giurisperito e intellettuale liberale acquavivese morto durante i moti del 1799;
  • Francesco Supriani[20], intellettuale di animo liberale e democratico, fra i primi ad aderire alla repubblica napoletana del 1799.

Sportivi

Altri

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della città metropolitana di Bari.

Acquaviva delle Fonti è collegata direttamente all'autostrada A14 Bologna-Taranto, precisamente il casello di Acquaviva è quello successivo a Bari Sud in direzione Taranto.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Acquaviva delle Fonti, gestita da Ferrovie per l'Italia, è situata sulla direttrice Bologna-Taranto-Reggio Calabria.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 maggio 1985 9 agosto 1990 Giovanni Tria Democrazia Cristiana Sindaco [21]
9 agosto 1990 22 settembre 1992 Giovanni Tria Democrazia Cristiana Sindaco [21]
29 settembre 1992 10 maggio 1993 Carlo Laera Democrazia Cristiana Sindaco [21]
4 giugno 1993 20 dicembre 1993 Vitantonio Petrelli Democrazia Cristiana Sindaco [21]
20 dicembre 1993 1º luglio 1994 Giuseppe Maiullari Comm. straordinario [21]
1º luglio 1994 10 gennaio 1996 Giuseppe Nettis Progressisti Sindaco [21]
10 giugno 1996 16 aprile 2000 Nicola D'ambrosio centro-sinistra Sindaco [21]
1º maggio 2000 8 giugno 2000 Francesco Pistilli centro-destra Sindaco [21]
8 giugno 2000 28 maggio 2001 Alfonso Magnatta Comm. straordinario [21]
28 maggio 2001 30 maggio 2006 Francesco Pistilli centro-destra Sindaco [21]
13 giugno 2006 3 agosto 2009 Francesco Pistilli centro-destra Sindaco [21]
3 agosto 2009 30 marzo 2010 Maria Filomena Dabbicco Comm. straordinario [21]
13 aprile 2010 8 gennaio 2013 Francesco Squicciarini lista civica: compagnia delle arti, PD, io sud, UDC, IdV Sindaco [21]
8 gennaio 2013 11 giugno 2013 Fernando Mone Comm. pref. [21]
11 giugno 2013 in carica Davide Francesco Ruggero Carlucci lista civica: nuova acquaviva, SEL, PD, lista civica: viva! sindaco carlucci Sindaco [21]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il fallimento, nel 2011-2012 della "ACD Acquaviva", il calcio acquavivese è rappresentato dall'Atletico Acquaviva, che milita nel Campionato di prima categoria della città metropolitana di Bari. Negli altri sport di squadra, si annovera la "A.S.D. Basket Acquaviva Team" milita nel Campionato di Promozione maschile.

Il Gruppo Ciclistico Fausto Coppi, fondato nel 1981 è l'associazione sportiva cittadina più longeva. La "Amatori Atletica Acquaviva" comprende invece gli appassionati locali di atletica leggera.

Acquaviva delle Fonti è sede anche di un bocciodromo comunale sito in piazza Garibaldi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2016
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996.
  4. ^ MeteoAcquaviva.it Sito web della stazione meteorologica
  5. ^ Una stazione meteorologica anche ad Acquaviva - Acquavivanet
  6. ^ mappaLame
  7. ^ WWF Italy - Oasi Acquaviva delle Fonti
  8. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2013 per sesso e cittadinanza, ISTAT.
  10. ^ Sito web de L'Eco... di Acquaviva.
  11. ^ Sito web de La Piazza.
  12. ^ Sito web di TeleMajg.
  13. ^ Sito web del Teatro Egò
  14. ^ Vito Attolini - Apulia Film Commission.
  15. ^ "Luigi Maiulli, "U pallone" compie 160 anni, «L'Eco di Acquaviva», 8 settembre 2008, 9"
  16. ^ YouTube, 'Pallone della Madonna di Settembre 1º settembre 2009, Acquaviva delle Fonti"
  17. ^ giuseppe maselli campagna (PDF), emeroteca.provincia.brindisi.it.
  18. ^ AIB. DBBI20. Maselli Campagna, Giuseppe, su www.aib.it. URL consultato il 12 novembre 2015.
  19. ^ La Gazzetta del Mezzogiorno.it | I gloriosi rivoltosi della Puglia 1799, su www.lagazzettadelmezzogiorno.it. URL consultato il 13 novembre 2015.
  20. ^ Angelo Massafra, Patrioti e insorgenti in provincia: il 1799 in terra di Bari e Basilicata: atti del Convegno di Altamura-Matera : 14-16 ottobre 1999, Edipuglia srl, 1° gennaio 2002, ISBN 9788872283134. URL consultato il 13 novembre 2015.
  21. ^ a b c d e f g h i j k l m n o http://amministratori.interno.it/

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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