Francesco II del Balzo

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Domenico Gagini, Francesco II del Balzo, 1470 ca.
Stemma della famiglia del Balzo

Francesco del Balzo (Andria, 1410Andria, 8 agosto 1482) è stato un nobile italiano, fu 3º duca di Andria, 4º conte di Montescaglioso, 2º conte di Bisceglie, conte di Copertino e Tricase.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era figlio di Guglielmo, secondo duca di Andria, e di Antonia, figlia di Federico di Brunforte, conte di Bisceglie.

Il 31 gennaio 1443 Francesco partecipa al primo Parlamento generale del Regno di Napoli convocato da Alfonso d'Aragona a Benevento, che l'anno prima lo aveva conquistato. Nel 1438 il sovrano lo nomina consigliere del Regio Consiglio, con la provvigione annua di mille ducati, e lo invia, nell'estate del 1451, quale proprio ambasciatore presso la corte dell'imperatore Federico III.

Il nuovo re Ferdinando (Ferrante) d'Aragona nel giugno del 1458 invia Francesco alla corte del papa Callisto III per ottenere l'investitura del Regno e, dopo la morte di questi, presso il papa Pio II a rallegrarsi dell'elezione ed a prestargli omaggio. Nel 1459 il re lo invia a rappresentarlo alla dieta di Mantova che doveva preparare la crociata contro gli Ottomani che avevano conquistato Costantinopoli.

Approfittando della lontananza dal Regno del duca d'Andria, il principe di Taranto, Giovanni Antonio Orsini, cercò di conquistare Andria difesa dal figlio Pirro obbligando Francesco a rientrare precipitosamente nel suo feudo. Ma, nonostante l'intervento del re, l'assedio riprese nel 1462 con la capitolazione della città e la cattura di Francesco.

Dopo la vittoria Aragonese a Troja 1462 contro gli armati del Duca Giovanni d'Angiò ed i baroni napoletani ribelli tra i quali vi erano il Principe di Taranto ed il Principe di Rossano Marino Marzano, Francesco rientrò in possesso del feudo di Andria ottenendo anche la carica di Gran Connestabile del Regno e Presidente del Regio Consiglio.

Francesco del Balzo morì, secondo alcuni in fama di santità, l'8 agosto 1482, come afferma la lapide posta sulla sua tomba[1]. Il suo corpo è custodito, mummificato, nella chiesa di San Domenico ad Andria. Sovrasta l'arca un busto attribuito a Francesco Laurana o secondo altre ipotesi a Domenico Gagini, che lo rappresenta vestito da terziario con un collare su cui è il motto "Ne quid nimis".

Il 26 gennaio 1426 sposò Sancia di Chiaromonte (sorella di Isabella, moglie del re di Napoli Ferdinando d'Aragona), figlia di Tristano Conte di Copertino e di Caterina del Balzo-Orsini, che morirà il 30 marzo 1468 e dalla quale ebbe Jacopo, Pirro, Caterina, Antonia, Anghilberto, duca di Nardò, e probabilmente Baldassare, Protonotario Apostolico dell'Abbazia San Michele Arcangelo di Montescaglioso.

Francesco fu anche un modesto letterato: nel 1451 scrisse la Historia inventionis et translationis gloriosi corporis s. Richardi Anglici confessoris et episcopi Andriensis[2], una relazione agiografica relativa al ritrovamento del corpo di san Riccardo di Andria, patrono della città, avvenuto il 23 aprile 1438.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nella Cronaca di Notar Giacomo (Cronaca di Napoli, a cura di P. Garzilli, Napoli 1845, p. 150) è scritto che morì nell'agosto del 1483
  2. ^ La Historia fu poi edita nel 1659 nella Italia sacra di F. Ughelli-N. Coleti (VII, Venetiis 1721, coll. 1257-62) e negli Acta Sanctorum Iunii (II, Antverpiae 1698, pp. 248 ss.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Riccardo D'Urso, Storia della città di Andria, Napoli 1842, pp. 91 s., 102-13;
  • G. Mazzatinti, Sulla leggenda della visita fatta da Nicolò V al corpo di s. Francesco, in "Miscellanea francescana", I (1886), pp. 18–21;
  • D. de Fabriczy, Un busto del Quattrocento in Andria, in "Rassegna d'arte", VII (1907), pp. 51 ss.;
  • G. B. Picotti, La Dieta di Mantova, Venezia 1912,
  • G. D'Agostino, Il Mezzogiorno aragonese, in Storia di Napoli, IV, 1, Napoli 1974, p. 236;
  • Antonello del Balzo di Presenzano, A l'asar Bautezar! I del Balzo ed il loro tempo, Napoli 2003.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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