Madonna di Costantinopoli

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Icona della Madonna di Costantinopoli venerata a Marittima

Madonna di Costantinopoli è uno dei titoli attribuiti a Maria, madre di Gesù Cristo, dalle Chiese cristiane, in merito a presunte apparizioni dopo l'Assunzione in Cielo, che avrebbero avuto luogo nella città di Costantinopoli, e quindi ad un'icona miracolosa realizzata nella città e copiata numerose volte.

Iconografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Odigitria.

Nel V secolo venne realizzata a Costantinopoli un'icona della Vergine nella posizione odigitria, afferente all'iconografia attribuita a san Luca, che venne considerata protettrice della città. Nel corso dei secoli ne sono state realizzate svariate copie, diffuse nel Mediterraneo orientale, secondo l'ottica teologica orientale per cui la copia di un'icona conserva le proprietà dell'originale, Ciò ha ispirato una conseguente devozione popolare, oltre i confini dell'Asia minore, in particolar modo in Italia meridionale, dopo il 1528, quando la fine di un'epidemia di peste, scoppiata a Napoli durante un assedio, fu attribuita all'icona della Madonna.

Apparizioni[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa riconoscono almeno quattro apparizioni mariane nell'antica capitale dell'Impero romano d'Oriente.

A Leone I il Trace (455)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 455, secondo la leggenda, il futuro imperatore Leone I, in qualità di soldato, stava accompagnando un non-vedente in una passeggiata fuori città, quando avrebbe prima sentito una voce chiamarlo dall'alto, poi visto la Vergine Maria. L'apparizione gli avrebbe predetto la sua futura elezione al trono imperiale e la guarigione del cieco dalla propria disabilità, nonché avrebbe esortato l'erezione di un santuario in suo nome. Dopo il compimento delle profezie, Leone I fece costruire una chiesa sul luogo della riferita mariofania.

A un giovane ebreo (552)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 552 la Madonna sarebbe apparsa a un bambino ebreo per motivarlo, con successo, a rifuggire dai maltrattamenti del padre. Il bambino e sua madre si sarebbero fatti battezzare in seguito all'evento.

Alla cittadinanza (626)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 626 il patriarca Sergio I fece appello alla popolazione affinché invocasse con lui l'intercessione a Maria per resistere all'assedio persiano. All'undicesimo giorno sarebbe stata avvistata una signora dall'aspetto nobile, affiancata da due serve, diretta da una chiesa verso l'accampamento dei persiani; gli astanti l'avrebbero scambiata per l'imperatrice, in missione diplomatica. La donna sarebbe scomparsa dopo aver effettuato una deviazione nel proprio tragitto; ciò avrebbe scatenato una non meglio precisata bagarre nel campo nemico, tale da far desistere i Persiani dall'assedio. I fedeli della città interpretarono l'evento come un intervento della Madonna, camuffata da nobildonna.

Alla madre di santo Stefano il Giovane (714)[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'agiografia, i genitori del futuro santo Stefano il Giovane avevano difficoltà nel concepire figli e la donna, in particolare, si recava assiduamente in chiesa per pregare Maria di intercedere per una sua gravidanza. Nel 714, Maria le sarebbe apparsa comunicandole

« La tua sofferenza è finita, la tua preghierà verrà esaudita. »

Nel corso dell'anno la donna partorì Stefano e lo consacrò a Dio; il bambino fu un sacerdote, avversatore dell'iconoclastia, che morì martire.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]