Pietramontecorvino

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Pietramontecorvino
comune
Pietramontecorvino – Stemma
Pietramontecorvino – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione Puglia-Stemma it.png Puglia
ProvinciaProvincia di Foggia-Stemma.png Foggia
Amministrazione
SindacoRaimondo Giallella (PD) dal 27-5-2013
Territorio
Coordinate41°33′N 15°08′E / 41.55°N 15.133333°E41.55; 15.133333 (Pietramontecorvino)Coordinate: 41°33′N 15°08′E / 41.55°N 15.133333°E41.55; 15.133333 (Pietramontecorvino)
Altitudine456 m s.l.m.
Superficie71,65 km²
Abitanti2 698[1] (28-2-2017)
Densità37,66 ab./km²
Comuni confinantiCasalnuovo Monterotaro, Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo della Daunia, Celenza Valfortore, Lucera, Motta Montecorvino, Volturino
Altre informazioni
Cod. postale71038
Prefisso0881
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT071039
Cod. catastaleG604
TargaFG
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantipetraioli
Patronosant'Alberto da Montecorvino
Giorno festivo16 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pietramontecorvino
Pietramontecorvino
Pietramontecorvino – Mappa
Posizione del comune di Pietramontecorvino nella provincia di Foggia
Sito istituzionale

Pietramontecorvino (Préte in dialetto petraiolo[2]) è un comune italiano di 2.698 abitanti[1], situato a nord-ovest di Lucera, della provincia di Foggia, in Puglia. Fa parte del circuito I borghi più belli d'Italia ed è Bandiera arancione del Touring Club Italiano.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Pietramontecorvino sorge nel Subappennino Dauno a 456 m s.l.m., su uno sperone roccioso che domina il Guado degli Uncini, una vallata percorsa dal torrente Triolo, affluente di destra del Candelaro. Il territorio comunale ha un'altimetria variabile fra i 153 e i 950 m s.l.m. con una superficie complessiva di 71,16 km².

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione, l'abitato trae origine da quello di Montecorvino, un piccolo centro di probabile origine bizantina, attestato quale sede vescovile nel 1018. Dopo un periodo di relativa floridezza, nel 1137 Montecorvino fu distrutta da Ruggero il Normanno ed allora una parte degli abitanti si stanziarono in località Pietra, dove trovarono rifugio in alcune grotte poste su uno sperone roccioso.

Nel 1195 Pietra, nota allora come Castel di Pietra o Pietra di Monte Corvino, era feudo dei normanni Guglielmo e Ruggero de Parisio (privilegio confermato anche da Papa Alessandro IV nel maggio 1255) mentre nel 1268 era infeudata a Guglielmo de Parisio[3], figlio di Ruggero, nonché ribelle contro Carlo I d'Angiò. Alla fine del XIII secolo, in pochi anni la baronia di Pietra passò tra le mani di Giovanni Bertaldo (1269), Leonardo Cancellario (1274), Enrico Vademont (1283), fino a che, nel 1290 il feudo venne ceduto al principe di Salerno Carlo Martello, primogenito di Carlo II d'Angiò e di Maria d'Ungheria, che due anni dopo lo cedette al conte di Belmonte. Il conte di Telese Bartolomeo Siginulfo, eminente personaggio della corte angioina, fu feudatario di Pietra dal 1306 al 1309 quando, accusato di adulterio con la moglie di Filippo della Capitanata, fratello del re, il feudo venne confiscato e passò fra i possedimenti della corona. Nel 1337 divenne signore di Pietra Carlo de Cabannis, figlio di uno schiavo moro della corte napoletana che emancipatosi divenne vice siniscalco del Regno. Nel 1345, Carlo de Cabannis fu accusato di aver ordito l'assassinio di Andrea, marito della regina Giovanna I di Napoli e venne condannato a morte. La baronia passò quindi di mano in mano fra numerosi altri feudatari.

Nel 1433 la piccola diocesi di Montecorvino venne soppressa e nel 1441 l'abitato venne saccheggiato dagli aragonesi, impegnati nella guerra contro gli angioini per la successione al trono di Napoli. Il 5 dicembre 1456 un violentissimo terremoto completò la distruzione di Montecorvino, che alcuni anni dopo risultava completamente disabitata.

Nel 1580 ebbe inizio la dominazione feudale di Pietra (la Preta) ad opera dei duchi di Montalto di Tocco, che detennero il feudo sino all'eversione della feudalità, nel 1806. Nel 1862 la denominazione ufficiale del paese fu stabilita in Pietramontecorvino.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico di Pietramontecorvino - detto Terravecchia - mantiene in buona parte le peculiarità architettoniche dell'originario tessuto urbanistico medievale, con le abitazioni in tufo, che sono in parte ricavate scavando direttamente la roccia tufacea.

L'abitato, di forma circolare, era un tempo cinto da opere di fortificazione lungo le quali si aprivano le tre porte, dette Porta di Santa Caterina, Portella e Port'Alta, che conserva oggi un pregevole arco ogivale. La Torre Normanna, alta circa 30 metri, svetta non lontana da palazzo ducale, mentre poco lontana si trova l'ultima casa-torre superstite.

Chiesa di Santa Maria Assunta[modifica | modifica wikitesto]

Attestata dal 1328, la chiesa matrice di Pietramontecorvino fu probabilmente costruita alla fine del XII secolo. Nel XVIII secolo importanti lavori di ristrutturazione ne capovolsero l'orientamento originario, che prevedeva l'altare rivolto ad oriente. La scalinata esterna, il loggiato e il portale sono settecenteschi, mentre risalgono al nucleo originale dell'edificio il portale laterale, con triplice arco ogivale e bassorilievo dell'Agnus Dei, e il primitivo presbiterio gotico (oggi presso l'ingresso principale). L'interno conserva anche una cappella di gusto rinascimentale e il cenotafio della famiglia Tinto (1567). L'altare maggiore è barocco.

La quadrangolare torre campanaria, di tipico assetto medievale, è sormontata da una cupola maiolicata sui toni del verde e del giallo.

Palazzo Ducale[modifica | modifica wikitesto]

La presenza di uno stemma angioino e alcune bifore riccamente ornate attestano l'origine duecentesca del complesso che prende il nome di Palazzo Ducale, un edificio di tre piani la cui ala nobile, quella meridionale, presenta un ingresso sormontato da un mascherone che conduce nel salone di rappresentanza. sulla volta di questo compare un affresco con lo stemma dei duchi Montalto di Tocco e il motto "Duriora decoxi ("Ho frantumato cose più dure").

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1985 6 luglio 1989 Enzo Santangelo lista civica Sindaco [5]
6 luglio 1989 15 gennaio 1990 Alberto Barrasso lista civica Sindaco [5]
15 gennaio 1990 21 novembre 1994 Antonio Di Donato Partito Comunista Italiano, Partito Democratico della Sinistra Sindaco [5]
21 novembre 1994 30 novembre 1998 Antonio Di Donato Progressisti Sindaco [5]
30 novembre 1998 27 maggio 2003 Antonio Di Donato L'Ulivo Sindaco [5]
27 maggio 2003 15 aprile 2008 Saverio Lamarucciola Alleanza Nazionale Sindaco [5]
15 aprile 2008 27 maggio 2013 Saverio Lamarucciola lista civica Sindaco [5]
27 maggio 2013 in carica Raimondo Giallella lista civica: impegno e rinnovamento Sindaco [5]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Pietramontecorvino che milita nel girone molisano di Promozione. I colori sociali sono: il rosso ed il nero. È nata nel 2012.

Il 10/05/2015, presso lo stadio M. Lancellotta di Isernia, ha disputato la finale playoff contro l'A.D.S. Alife (CE). Vincendo l'incontro per due reti a zero l'A.S.D. Pietramontecorvino ha guadagnato l'accesso al campionato di Eccellenza per la stagione 2015/16.

L'A.S.D. Pietramontecorvino ha concluso il Campionato di Eccellenza Molisana 2015/16 al 9º posto totalizzando 37 punti. Mantiene il diritto di iscriversi al Campionato di Eccellenza Molisana 2016/17.

Al termine del Campionato di Eccellenza Molisana 2016/17 la squadra si è piazzata al 15º posto della classifica retrocedendo nel Campionato di Promozione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 493.
  3. ^ Alessandro De Troia, Guglielmo de Parisio. Un esempio di successione feudale in Capitanata nella transizione svevo-angioina, su academia.edu. URL consultato il 26 agosto 2016.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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