Diocesi di Montecorvino

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Montecorvino
Sede vescovile titolare
Dioecesis Montis Corbini
Chiesa latina
Arcivescovo titolareAdolfo Tito Yllana
Istituita1968
StatoItalia
RegionePuglia
Diocesi soppressa di Montecorvino
Suffraganea diBenevento
ErettaXI secolo
Soppressa27 giugno 1818
aggregata alla diocesi di Lucera
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche

La diocesi di Montecorvino (in latino: Dioecesis Montis Corbini) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Montecorvino, sito archeologico posto a metà strada tra gli odierni abitati di Pietramontecorvino e Motta Montecorvino, venne istituita nel 1059 in seguito alle decisioni del concilio di Melfi. Fu sempre suffraganea dell'arcidiocesi di Benevento.

Secondo la vita di sant'Alberto[1], esisteva a Montecorvino già nella seconda metà dell'XI secolo un edificio di culto parvum et incultum; sant'Alberto, divenuto vescovo, ne fece costruire uno altum et celebre; questa cattedrale fu ricostruita dal vescovo Rao ed una cappella laterale fu adibita ad accogliere il sepolcro del santo. I resti di questa cattedrale sono ancora visibili oggi nel sito medievale.[2]

Tra i personaggi più illustri di Montecorvino si possono annoverare: sant'Alberto, vescovo della città, vissuto tra l'XI e il XII secolo, patrono della città e della diocesi; e Giovanni da Montecorvino, francescano, missionario in Estremo Oriente nella prima metà del XIV secolo, e primo vescovo di Khanbaliq, l'odierna Pechino.[3]

La città venne progressivamente abbandonata dalla popolazione nella prima metà del XV secolo. Nel 1433 o 1434 la diocesi venne unita aeque principaliter a quella di Vulturara. La città fu rasa al suolo dal violento terremoto del 5 dicembre 1456, che lasciò in piedi solo la torre di difesa.[4]

A seguito del concordato tra la Santa Sede e il regno di Napoli, le diocesi di Vulturara e Montecorvino furono soppresse il 27 giugno 1818 con la bolla De utiliori di papa Pio VII ed il loro territorio annesso a quello della diocesi di Lucera.

Dal 1968 Montecorvino è una sede vescovile titolare della Chiesa cattolica; dal 13 dicembre 2001 l'arcivescovo, titolo personale, titolare è Adolfo Tito Yllana, nunzio apostolico in Israele e a Cipro e delegato apostolico a Gerusalemme e in Palestina.

Cronotassi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi[modifica | modifica wikitesto]

  • Beato † [5]
  • Ermanno † (menzionato nel 1049)
  • Adeodato † (menzionato nel 1059)[6]
  • Sant'Alberto † (prima del 1081 - 5 aprile 1127 deceduto)
  • Riccardo I ? † (menzionato nel 1115)[7]
  • Ruggero I (Pietro) † (menzionato nel 1129 circa)
  • Pietro I † (menzionato nel 1142)[8]
  • Riccardo II † [9]
  • Roffredo † (menzionato nel 1179)
  • Anonimo † (menzionato nel 1182)[10]
  • Ramfredo † (menzionato nel 1202)[11]
  • Anonimo † (menzionato nel 1215)
  • Orso † (documentato nel 1218 e nel 1220)[12]
  • Rao † (documentato nel 1221 e nel 1223)[11]
  • Bartolomeo † (menzionato nel 1290)[13]
  • Bartolomeo † (menzionato nel 1304)
  • Ruggero II † (menzionato nel 1310)
  • Roberto † (? deceduto)
  • Pietro II, O.E.S.A. † (22 aprile 1353 - ? deceduto)
  • Giacomo † (23 maggio 1358 - ?)
  • Brizio † (? deceduto)
  • Bonometto, O.P. † (13 dicembre 1364 - ?)
  • Costantino da Termoli, O.E.S.A. † (3 novembre 1368 - dopo il 20 agosto 1388)[14]
  • Nicola (de Edio, O.P. ?) † (10 aprile 1400 - ?)[15]
  • Matteo da Campobasso † (? - 8 dicembre 1400 nominato vescovo di Termoli)
  • Tommaso † (8 dicembre 1400 - ?)
  • Matteo da Campobasso † (6 settembre 1409 - ? deceduto)
  • Antonio † (4 febbraio 1432 - 18 settembre 1433 o 9 aprile 1434[16] nominato vescovo di Vulturara e Montecorvino)
    • Sede unita a Vulturara (1434-1818)
    • Sede soppressa

Vescovi titolari[modifica | modifica wikitesto]

  • Francisco Ricardo Oves Fernández † (25 aprile 1969 - 26 gennaio 1970 nominato arcivescovo di San Cristóbal de la Habana)
  • Antonio Ravagli † (30 aprile 1970 - 14 dicembre 1981 deceduto)
  • Edward Eugeniusz Samsel † (17 maggio 1982 - 16 novembre 2000 nominato vescovo di Ełk)
  • Adolfo Tito Yllana, dal 13 dicembre 2001

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scritta nel 1499 da Alessandro Gerardino, vescovo di Vulturara e Montecorvino, su un'antica edizione redatta nel XII secolo dal vescovo Riccardo.
  2. ^ Maria Stella Calò Mariani, I "villages désertés" della Capitanata. Fiorentino e Montecorvino, in Atti del 27º convegno sulla preistoria-protostoria-storia della Daunia, San Severo 2007, pp. 56-57. Foto dei ruderi della cattedrale a p. 82.
  3. ^ La città di nascita di Giovanni da Montecorvino è contesa anche da Montecorvino Rovella in provincia di Salerno.
  4. ^ Foto aerea del sito e della torre in: Calò Mariani, op. cit., p. 81.
  5. ^ Secondo la biografia di sant'Alberto, Beato fu contemporaneo dell'erezione della città e della diocesi nell'XI secolo.
  6. ^ I vescovi Ermanno e Adeodato sono documentati da Cappelletti, ma ignoti a Ferdinando Ughelli nella sua Italia sacra.
  7. ^ Ughelli e Cappelletti collocano questo Riccardo I, quale immediato successore di sant'Alberto, nel 1115; in realtà le fonti documentarie pongono il biografo del santo patrono di Montecorvino dopo l'episcopato di Pietro, documentato nel 1142.
  8. ^ Martin-Noyé, op. cit., p. 533, nota 92. Secondo gli autori, questo Pietro potrebbe essere stato nominato metropolita di Benevento; a lui succede un Riccardo, a cui il metropolita ordina di scrivere la biografia di sant'Alberto.
  9. ^ Martin-Noyé, op. cit., p. 537.
  10. ^ Norbert Kamp, Kirche und Monarchie im staufischen Königreich Sizilien, vol. 4, Prosopographische Grundlegung: Bistümer und Bischöfe des Königreichs 1194 - 1266; Nachträge und Berichtigungen, Register und Verzeichnisse, München, 1982, p. 1471.
  11. ^ a b Kamp, op. cit., p. 1506.
  12. ^ Kamp, op. cit., p. 1544.
  13. ^ Kamp, op. cit., p. 1370.
  14. ^ Eubel ipotizza che questo Costantino possa essere l'omonimo vescovo trasferito a Termoli nel 1390.
  15. ^ Così Eubel. Secondo Gams, un vescovo di nome Nicola de Edio è eletto a Montecorvino l'8 dicembre 1402.
  16. ^ La prima data è quella proposta da Eubel (op. cit., II, p. 271); la seconda è quella riportata da Gams.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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