Lama (geologia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Alta Murgia: lama coltivata a frumento

In Puglia si definiscono lame i solchi erosivi poco profondi, tipici del paesaggio pugliese, in cui corsi d'acqua effimeri convogliano le acque meteoriche dall'altopiano della Murgia verso il mare. Sono denominate lame anche i tratti terminali delle gravine, termine che designa invece incisioni profonde con sponde ripide.

Tali formazioni carsiche sono diffuse su tutto il territorio regionale ma principalmente nella città metropolitana di Bari e in parte della provincia di Taranto, in modo particolare a Palagiano. Lungo la costa barese si trovano le foci di ben nove lame che corrono dalla Murgia nord occidentale verso il mare Adriatico, mentre nel mar Ionio vi sono due lame importanti del comune ionico di Palagiano: la lama Lenne, che sfocia in mare, e la lama di Chiàtone che sfocia nel fiume Lato e muore sotto la torre del Lato nel mar Ionio.

Città metropolitana di Bari[modifica | modifica wikitesto]

Provincia di Taranto[modifica | modifica wikitesto]

  • Lama di Vite
  • Lama di Chiàtone
  • Lama di Calzo
  • Lama di Lenne
  • Lama d'Uva
  • Lama di Canale Cupo
  • Lama di Castellaneta

Lama di Canale San Martino

Provincia di Brindisi[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Le lame sono caratterizzate da terreni alluvionali formatisi nel corso del tempo, molto fertili, in contrapposizione ai terreni rocciosi calcarei tipici del territorio murgiano. Per tali ragioni, e per la presenza di acqua, sin dal neolitico le lame sono state sede di insediamenti antropici.

Lungo le pareti delle lame sono frequenti insediamenti rupestri scavati nel calcare tenero.

Di notevole interesse è la chiesa rupestre di Santa Candida l'esempio più importante del fenomeno rupestre nel territorio di Bari. La chiesa di Santa Candida, ricavata sul fianco destro della lama Picone, risale al IX-X secolo ed è citata nel Codice Diplomatico Barese del 1192.

Giurisprudenza[modifica | modifica wikitesto]

Il T.A.R. Puglia - Bari "Sezione III", nella Sentenza 11 giugno 2010, n. 2423[1], ha dato una definizione dei termini "lama o gravina", definendole, ai sensi dell'art. 1 co. 1 lett. c della L.R. 30/90, come l'alveo torrentizio interessato dal deflusso di acque meteoriche. Il giudice amministrativo specifica poi che:

« In geologia, rimarcandosi la tipicità del fenomeno carsico, si definisce "lama" l'alveo torrentizio poco profondo e quasi sempre asciutto, mentre si definisce gravina il solco torrentizio con carattere di gola; altri distinguono la lama dalla gravina in relazione al profilo della sezione, rispettivamente ad U e a V. Poiché dunque il termine lama e il termine gravina costituiscono species nell'ambito del genus torrenti, risulta evidente la sottoposizione delle stesse al vincolo paesaggistico già previsto dall'art. 82 co. 5 lett. c del D.P.R. 616/77 richiamata dall'art. 1 del D.L. 312/85, convertito con legge 431/85. »

Tale definizione assume notevole importanza in relazione alla tipicità territoriale del detto fenomeno geologico, infatti «tali peculiari configurazioni geologiche, caratteristiche del territorio pugliese, risultano tutelate con vincolo di inedificabilità dall'art. 51 lett. h della L.R. 56/80, tutela successivamente ribadita con la L.R. 30/90».

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Bari/Sezione%203/2006/200601028/Provvedimenti/201002423_01.XML

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fulvio e Titti Zezza, Il carsismo in Puglia, ADDA, 1999.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Puglia Portale Puglia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Puglia