Chiesa palatina

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Sono dette chiese palatine quelle costruzioni o parti di costruzioni che non venivano considerate di proprietà della chiesa cattolica, ma del "palazzo" cioè del regnante. Tale distinzione era molto importante in particolare dall'XI secolo in poi, dopo la decisione di papa Leone IX di far valere la Donazione di Costantino che riconosceva alla chiesa cattolica il possesso di "tutte le chiese di Dio al mondo". Perciò quando un regnante si faceva costruire una cappella privata nel proprio palazzo, per distinguerla da tutte le altre chiese e cappelle cristiane (ritenute di proprietà del papa), la si chiamava appunto palatina.

Tale appellativo passò poi a designare le cappelle private di ogni tipo, da quelle dei capi di Stato a quelle militari. Volendo imporre la propria presenza anche in queste proprietà private, a moltissime chiese palatine fu in seguito concesso il beneficio ecclesiastico con patronato, il che legava la struttura al servizio della chiesa sorvolando sulla questione della mera proprietà. Solo con il concordato dei patti lateranensi del 1929 la questione venne risolta con la rinuncia dello Stato a ogni pretesa sulle chiese palatine.

Le chiese palatine si distinguevano dalle altre chiese essenzialmente per le seguenti peculiarità:

  • dovevano venir istituite con un atto specifico del regnante che donava o designava il fondo per il luogo di culto,
  • rimanevano soggette all'autorità del regnante per la nomina degli ecclesiastici, autorità che comunque di norma si limitava alla facoltà di veto,
  • erano indipendenti dal vescovo,
  • non potevano concorrere a cariche ecclesiastiche superiori, cioè non potevano diventare parrocchie o diocesi, ecc.

Tra le più note chiese palatine è quella di Santa Barbara a Mantova, inserita nel complesso del Palazzo Ducale, storicamente conosciuta soprattutto perché autorizzata a ospitare riti diversi da quelli cattolici, nonché concerti di musica profana. È, tra l'altro, una delle poche chiese palatine a fregiarsi del nome di basilica, assieme alle basiliche palatine pugliesi del Regno delle Due Sicilie e, storicamente, la Basilica di San Marco a Venezia.