Aeroporto di Brindisi-Casale

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Aeroporto di Brindisi-Casale
Areoportro BDS 2.JPG
L'ingresso dell'aeroporto di Brindisi
Codice IATABDS
Codice ICAOLIBR
Codice WMO16320
Nome commercialeAeroporto "Papola Casale" di Brindisi
Aeroporto del Salento
Descrizione
TipoCivile
GestoreAeroporti di Puglia S.p.A.
Gestore torre di controlloENAV
StatoItalia Italia
RegionePuglia Puglia
Posizione3 km a nord di Brindisi
Costruzione1923
Classe ICAO4D/3C
Cat. antincendioICAO
Altitudine AMSL14 m
Coordinate40°39′29″N 17°56′48″E / 40.658056°N 17.946667°E40.658056; 17.946667Coordinate: 40°39′29″N 17°56′48″E / 40.658056°N 17.946667°E40.658056; 17.946667
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
LIBR
LIBR
Sito webwww.aeroportidipuglia.it
Piste
Orientamento (QFU)LunghezzaSuperficie
13/313.330
PAPI - ILS
05/231.950
PAPI
Statistiche (2017)
Passeggeri in transito2 321 147[1]
Movimenti aeromobili18 867
Cargo (tonnellate)89
Assaeroporti

L'Aeroporto di Brindisi-Papola Casale (IATA: BDSICAO: LIBR) o Aeroporto del Salento è un aeroporto italiano che serve Brindisi e il Salento. Il contiguo aeroporto militare, che sfrutta le stesse aree di decollo, è invece intitolato ad Orazio Pierozzi, aviatore della prima guerra mondiale. Si trova a circa 6 km dal centro cittadino e a circa 35 km da Lecce, ed è raggiungibile con un servizio di bus e navette.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'aeroporto nasce negli anni venti con la costruzione di una pista militare. Lo sviluppo commerciale, invece, iniziò subito dopo con la compagnia Ala Littoria, che collegava Brindisi a Roma. L'attività aeroportuale fu poi interrotta nel 1943 per cause collegate alla seconda guerra mondiale, fu poi ripresa regolarmente a partire dal 1947.[2] Dopo l'8 settembre 1943 arriva il 4º Stormo.

Durante il dopoguerra la compagnia di bandiera, l'Alitalia, subentrò sulla rotta e oltre al volo per Roma si aggiunse quello per Catania.
Sempre in questi anni cominciarono i lavori di ampliamento dell'aerostazione passeggeri e lo scalo brindisino viene utilizzato sempre più per i voli diretti nel Medio Oriente, data la completa momentanea inagibilità di Corfù. Inoltre tra gli anni sessanta e settanta viene allungata la seconda pista.
Dal 1965 ospitava il 13º Gruppo caccia fino al 1º luglio 1993. Dal 1970 al 1974 la Olympic Airways collega Brindisi con Corfù e, sempre nel '74, l'ATI Aero Trasporti Italiani inaugura un volo BrindisiBariGenovaMilano Linate.

Negli anni ottanta le strutture dell'aeroporto vengono modificate e si realizzano nuovi edifici, tra cui una caserma dei Vigili del Fuoco ed una struttura per il traffico merci.

Con il successo che lo scalo ha vissuto negli ultimi anni, anche grazie a numerose compagnie low cost che la collegano a importanti scali nazionali e europei, l'aeroporto è stato recentemente oggetto di importanti ammodernamenti ed ampliamenti.

Con Decreto Interministeriale dell'11 settembre 2008, l'aeroporto ha assunto lo stato giuridico di aeroporto civile appartenente allo Stato, aperto al traffico militare. Nel 2009 l'aeroporto ha avuto una crescita del 10,9% trasportando 1.082.423 passeggeri, superando per la prima volta la soglia del milione.

Il 4 febbraio 2010 la compagnia low cost irlandese Ryanair ha aperto nell'aeroporto di Brindisi una base con due velivoli basati.[3]

Durante il 2012, l'84º Centro C/SAR del 15º Stormo dell'Aeronautica Militare, presente dal marzo 1978, è stato trasferito sulla Base Aerea di Gioia del Colle.

Ammodernamenti e ampliamento 2007[modifica | modifica wikitesto]

L'interno dell'Aeroporto del Salento

L'ammodernamento, per quanto riguarda l'aerostazione civile, concerne la messa a norma secondo il protocollo europeo di Schengen per il controllo e la sicurezza dei passeggeri (Misure di sicurezza Schengen ed Extra Schengen). Ma sono state interessate alla ristrutturazione anche l'area parcheggi e gli uffici dell'area manageriale della struttura. Di seguito i numeri dell'attuale aerostazione:

  • Superficie coperta piano interrato: 1.430 m2
  • Superficie coperta piano terra: 8.380 m2
  • Superficie coperta 1º piano: 3.700 m2
  • Superficie coperta palazzina autonoleggio: 385 m2
  • Totale superficie: 13.895 m2
  • Banchi check-in: 17 banchi
  • Attesa, partenza e imbarchi: 8 gate
  • Ritiro bagagli: n. 3 nastri

Ampliamento del 2018[modifica | modifica wikitesto]

  • Le sale d’imbarco dell'aerostazione sono state ampliate, per circa mq. 1500
  • I gates sono passati da otto a tredici.
  • Al primo piano dell’aerostazione è stata ricollocata tutta l’area dei controlli di sicurezza
  • Attivato il nuovo sistema automatizzato per l’accesso dei passeggeri, (lettore ottico delle carte d’imbarco e porte automatiche) si compone di cinque varchi, uno dei quali riservato alla corsia «Fast Track».
  • All’esterno, sul fronte land side, in corrispondenza delle porte d’ingresso e di uscita dell’aerostazione, sono state realizzate due pensiline di copertura.
  • Ampliamento del piazzale sosta aeromobili, la cui capacità è passata da otto a dieci stand.
  • È stata poi elevata (dalla «C» alla «E») la categoria del raccordo «B» di collegamento tra la pista RWY 05/23 e il piazzale di sosta aeromobili, idoneo alla movimentazione di aerei ad alta capacità (Boeing 747, Airbus A330)
  • parcheggio dei mezzi di rampa
  • nuove torri faro
  • ripristino piazzale sosta aeromobile esistente[4]

Base militare, forze di pace e aiuti umanitari[modifica | modifica wikitesto]

Fiat G.91 PAN delle Frecce Tricolori posto come gate guardian all'ingresso dell'aeroporto
Vista laterale del G.91

Sulla Base operano attualmente le seguenti entità operative:

  • Distaccamento Aeroportuale A.M.;
  • Area Control Centre (ACC) di ENAV;
  • Servizio Coordinamento e Controllo per l'A.M.;
  • Ufficio di Sorveglianza Tecnica presso FIAT AVIO ed AGUSTA;
  • 13º Servizio Tecnico Distaccato;
  • Sezione Distaccata Motori
  • Due Aziende Aeronautiche (l'AGUSTA, che pur operando in un proprio stabilimento, ha un accesso diretto per gli aeromobili in collaudo; AERONAVALI, che effettua revisioni di velivoli utilizzando tre hangar della Base;
  • Centro Servizi Globali delle Nazioni Unite (UNGSC), base logistica a supporto delle operazioni di pace (dal 23 novembre 1994);
  • Base di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite (UNHRD) gestita dal World Food Programme (dal 1º giugno 2000);

Gestita dal World Food Programme (WFP), la Base di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite (UNHRD) è in grado di inviare aiuti di prima necessità in qualsiasi parte del mondo entro 24-48 ore. Dall'aeroporto di Brindisi sono partiti voli umanitari gestiti da UNHRD per con di numerose agenzie ONU, governi e organizzazioni non governative (ONG) con beni di primo soccorso e attrezzature logistiche per l'Afghanistan, l'Iraq, il Sudan in occasione del conflitto del Darfur (2003), per i Paesi del sud est asiatico devastati dallo Tsunami (2004), per il Niger a seguito della carestia del 2005, il terremoto in Pakistan (2005), e per il Myanmar colpito dal ciclone Nargis (2008).

L'Aeroporto è anche utilizzato come Base di emergenza dai vettori operanti nel basso Adriatico / Canale d'Otranto e Base per i velivoli che effettuavano attività di tiro presso il Poligono di Punta della Contessa.

La base militare è stata anche base di partenza per alcune missioni di ricognizione in Kosovo ed ex-Jugoslavia.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

L'Ilyushin 76 basato all'Aeroporto di Brindisi dal 2004 al 2008

Nell'ambito delle operazioni della base UNHRD e del World Food Programme, dal 1 aprile 2004 un Ilyushin 76 tragato UN e con il logo WFP è stato basato presso l'aeroporto di Brindisi. Il velivolo, della capacità di carico di circa 45 tonnellate, fu a disposizione di numerose organizzazioni internazionali per garantire una risposta più veloce alle emergenze umanitarie. Durante lo Tsunami del 2004 questo Ilyushin 76 fu spostato nella regione nella fase più critica della riposta umanitaria per poi tornare a Brindisi e rimanerci fino al 2008.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Statistiche dicembre 2017 | Assaeroporti.
  2. ^ Francesco Gorgoni, Trasporto Aereo e Società - L'Aeroporto Civile di Brindisi, Prima Edizioni, 1993.
  3. ^ Ryanair annuncia 2 nuove basi a Bari e Brindisi.
  4. ^ Ecco il nuovo aeroporto di Brindisi Ampliati scalo e piazzali di sosta. URL consultato il 28 febbraio 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]