Castello alfonsino

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Castello alfonsino
Brindisi molo vecchio zoom.jpg
Castello Alfonsino sul molo vecchio.
Ubicazione
StatoItalia Italia
Stato attualedistrutto e non aperto al pubblico
CittàBrindisi
Coordinate40°39′19.9″N 17°58′02.57″E / 40.655527°N 17.967381°E40.655527; 17.967381Coordinate: 40°39′19.9″N 17°58′02.57″E / 40.655527°N 17.967381°E40.655527; 17.967381
Informazioni generali
Informazioni militari
Funzione strategicaStruttura difensiva
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Il castello alfonsino (detto anche Castel Rosso, dal colore dei conci di carparo usati per la sua costruzione, o castello di Mare) è una complessa opera fortificata costruita sull'isola di Sant'Andrea, all'imboccatura del porto esterno di Brindisi. Il castello è contiguo al Forte a mare (o Forte di Brindisi[1]), i cui lavori di costruzione, iniziati nel 1558, regnante Filippo II d'Asburgo, figlio di Carlo V[Come Re di Napoli sarebbe Carlo IV], durarono ben 46 anni.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il castello alfonsino occupa il promontorio meridionale con forme irregolari che seguono la conformazione del luogo (ha subito anche crolli e ricostruzioni): all'interno è un salone decorato da un lavabo con stipiti in pietra (XVI secolo). Alla fine del XV secolo risalgono i due baluardi, rotondo quello verso l'interno, triangolare quello verso il mare aperto.

Caratteristico è il suo piccolo porto interno, cui si accede per un archivolto aperto nelle mura che verso il 1577 congiunsero le costruzione aragonese all'ampliamento spagnolo. Da una parte la struttura fortificata quattrocentesca con un portale; dall'altra la cosiddetta Opera a corno che segue i dettami dell'architettura fortificata cinquecentesca. Anche questa parte è preceduta da un portale adorno di stemmi.

L'isola è saldata alla sponda ovest da una diga che chiude la Bocca di Puglia, mentre tra l'isola e la sponda sud si protendono due dighe che restringono l'imboccatura del porto a 250 metri.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'isola era occupata almeno dall'XI secolo dall'antica abbazia benedettina di Sant'Andrea all'Isola (pochissimi i resti, in particolare capitelli, visibili al Museo archeologico provinciale Francesco Ribezzo di Brindisi), che però fu abbandonata dopo gli eventi che sconvolsero la città (XIV-XV secolo). Alfonso V d'Aragona nel 1445 decise così di costruire una prima torre, sorta come avamposto difensivo del porto all'estremità dell'isola; l'opera venne poi prolungata verso NE nel 1481 (castello alfonsino).

Dal 1558 al 1604 buona parte del resto dell'isola venne racchiusa da baluardi (Forte a mare), separandone l'ultimo tratto con un taglio nella roccia che funge da fossato e creando un sistema complesso di fortificazione a difesa dell'entrata del porto.

Al Forte a Mare sono legati diversi eventi bellici tra i quali si ricordano l'attacco di sedici galee veneziane (1528) sorprese dalle artiglierie da poco realizzate e l'assedio francese al controrivoluzionario Boccheciampe (1799). L'isola ha funzionato a lungo come lazzaretto; poi è stato in mano alla Marina Militare, fino a quando gravi danni alle strutture murarie causate da una mareggiata hanno convinto alla dismissione (1984).

La lunga ed importante fase di restauro dell'intero complesso è in fase di ultimazione, ciò nonostante la struttura viene periodicamente aperta a visite ed ospita eventi culturali, e si dibatte sulla sua destinazione (museale, ricettiva, congressuale).

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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