Base aerea di Sigonella

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Base aerea di Sigonella
Sigonella Airport, Sicily.png
Ingresso della base
Codice IATA NSY
Codice ICAO LICZ
Nome commerciale Aeroporto "Cosimo Di Palma"
Descrizione
Tipo militare
Gestore Aeronautica Militare
Stato Italia Italia
Regione Sicilia
Posizione Sigonella (SR, CT)
Costruzione 1959
Altitudine AMSL 24 m
Coordinate 37°24′06″N 14°55′20″E / 37.401667°N 14.922222°E37.401667; 14.922222Coordinate: 37°24′06″N 14°55′20″E / 37.401667°N 14.922222°E37.401667; 14.922222
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
LICZ
LICZ
Sito web www.cnic.navy.mil/Sigonella/
Piste
Orientamento (QFU) Lunghezza Superficie
10L/28R 2442
10R/28L 2462

[senza fonte]

L'aeroporto Cosimo Di Palma di Sigonella è un aeroporto militare italiano, sede del 41º Stormo AntiSom e dell'11º Reparto Manutenzione Velivoli dell'Aeronautica Militare Italiana.

Ospita, inoltre, la Naval Air Station Sigonella (abbreviata in NAS Sigonella o NASSIG) della Aviazione di marina statunitense e un complesso ricettivo di nome MWR, comprendente un centro commerciale ("NEX") e varie strutture ricettive tra cui un campo sportivo e un bowling nonché vari ristoranti, il tutto accessibile anche al pubblico civile oltre che a quello militare.

La base è utilizzata inoltre per operazioni della NATO.[1] È situata in Sicilia, tra la contrada Sigonella di Lentini, nella provincia di Siracusa, e i comuni di Catania e, della provincia, Belpasso e Motta Sant'Anastasia.

Il NAS si trova nella parte ovest della grossa struttura aeroportuale, nella cui parte est ha, invece, sede il 41º Stormo. Dispone di due piste parallele e in comune: la 10L/28R (2442 x 30m) e la 10R/28L (2462 x 45m).

Codici

  • ICAO: LICZ
  • IATA: NSY

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo campo di volo a Sigonella fu costituito durante la Seconda guerra mondiale dalla Regia Aeronautica come pista satellite della base aerea di Gerbini.

La stazione venne concepita nei primi anni 1950, quando i piani per dare alloggio agli aerei antisommergibile P-2 Neptune della US Navy, che in precedenza si trovavano a Hal Far, nell'isola di Malta, cominciarono a evidenziare la necessità di maggiori spazi. Quando divenne evidente la carenza di spazi a Malta, la U.S. Navy chiese l'appoggio della NATO per utilizzare una base in Sicilia. L'Italia concesse il territorio sotto un accordo temporaneo firmato il 25 giugno del 1957. La costruzione dell'area amministrativa Stati Uniti della NAF I venne cominciata nel 1958. La base, classificata come "United States Naval Air Facility (NAF) Sigonella", venne stabilita il 15 giugno del 1959; avendo come ufficiale in capo il capitano Walter J. Frazier. Verso la fine di agosto 1959, l'aeroporto NAF II era disponibile per il volo diurno (sotto le regole del volo a vista) (VFR); e si registrarono 24 voli il 31 agosto.

Uno dei primi edifici di Sigonella era quello che attualmente ospita la sede locale dello American Forces Network.[2] Nel 1958, lo stesso edificio era adibito a luogo di controllo della derattizzazione e del controllo di altri animali e insetti nocivi per la salute umana: all'epoca era ancora diffusa la malaria nella zona, al punto che i dipendenti italiani della base (oggi circa 800), ricevevano un'apposita indennità.

A causa della sua particolare posizione compresa tra i fiumi Dittaino a nord e Gornalunga a sud, la base è da sempre soggetta al rischio di inondazioni. La prima inondazione di Sigonella avvenne nel settembre del 1959. Il ponte Dittaino che unisce la NAF I e la NAF II si trovava sotto circa due metri d'acqua il 20 settembre dello stesso anno. Tutto il traffico dovette essere deviato attraverso Catania.

Il distintivo del 41º Stormo dell'AMI

Intanto il 1º ottobre 1965, con disposizione dello stato maggiore dell'Aeronautica Militare venne ricostituito il 41º Stormo Antisom (con l'87º Gruppo e l'88º Gruppo Antisom) e venne ubicato a Sigonella.[3]

Nel 1980 la base NAF venne riclassificata come Naval Air Station; l'attuazione della "doppia decisione" - durante la crisi degli euromissili - comportò che fosse dislocata, al suo interno, parte della dotazione dei missili Cruise[4] che erano in via definitiva programmati per la base di Comiso.[5]

Nel 1983 l'aeroporto militare fu battezzato e intitolato al Capitano Pilota M.o.v.m. Cosimo Di Palma.

Crisi di Sigonella[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Crisi di Sigonella.

Nell'ottobre del 1985, durante la presidenza di Ronald Reagan negli Stati Uniti e il governo di Bettino Craxi in Italia, ebbe luogo una grave crisi politico-militare, riguardante un aereo di linea egiziano con a bordo il terrorista palestinese Abu Abbas e un gruppo di altri quattro terroristi, che avevano sequestrato e poi rilasciato la nave italiana Achille Lauro (dopo aver liberato tutti i passeggeri della nave ad eccezione di Leon Klinghoffer, affetto da paraplegia, di religione ebraica, con passaporto statunitense, che era stato trucidato) e che avevano ottenuto un aereo e un salvacondotto del governo egiziano, garantendogli il trasferimento a Tunisi, dove allora aveva sede l'OLP.

Tuttavia l'aereo di linea venne dirottato da caccia della United States Naval Aviation e costretto ad atterrare nella vicina base aerea di Sigonella. Appena atterrato l'aereo egiziano venne circondato da militari della "VAM", la vigilanza dell'Aeronautica Militare Italiana e da vari Carabinieri. Poco dopo, un forte contingente di soldati americani della Delta Force, appena sbarcati da un velivolo atterrato poco dopo senza notifica alle autorità italiane, circondò i militari italiani che presidiavano il velivolo egiziano, esigendo con la minaccia delle armi, su territorio italiano, la consegna immediata dei terroristi alle autorità statunitensi.

Informato della situazione, Bettino Craxi si oppose, e ordinò ai VAM in forza alla base e ai Carabinieri presenti e a quelli appena arrivati a rinforzo di circondare a loro volta il reparto della Delta Force, esigendo la loro partenza immediata, che avvenne poco dopo. Ne seguì una delle più aspre crisi nelle relazioni Italia-Stati Uniti del dopoguerra. I terroristi furono presi in consegna dalle autorità italiane (e vennero rinchiusi in carcere a Siracusa), mentre Abu Abbas fu trasferito a Roma, e successivamente liberato e fatto partire con un volo ad hoc. Abbas fu poi catturato dagli Stati Uniti in Iraq nel 2003 e morì poco dopo, sotto custodia statunitense.

Il principale deposito logistico nel Mediterraneo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002 al 41º Stormo Antisom dell'AMI è stato aggiunto l'86º gruppo Antisom.

Il 1º aprile del 2004, la Defense Logistics Agency (DLA) USA istituì il "deposito della Difesa" Sigonella nell'area NAS II, per servire come base di rifornimento per il Mediterraneo. È divenuta la più attrezzata base logistica in appoggio alla 6ª Flotta americana nel Mediterraneo. La DLA fornisce anche il carburante e il deposito di proprietà della NAS II.

L'alluvione del 2005[modifica | modifica wikitesto]

L'alluvione del 2005 - fonte: US Defense Dpt.

Sigonella ha subito una seconda pesante inondazione per via degli straripamenti del Dittaino e del Gornalunga, dopo quella del 1959, nel dicembre del 2005, quando dovettero essere evacuati 200 effettivi con le loro famiglie dalla vicina area residenziale del villaggio I Marinai. La base di NAS II restò non operativa per un paio di giorni, il tempo necessario per riattivare le forniture essenziali e sgombrare gran parte del fango dalle strade interne e dalle piste.

Composizione base dell'AMI[modifica | modifica wikitesto]

La base dell'Aeronautica Militare, intitolata al capitano pilota Cosimo Di Palma, Medaglia d'oro al V.M., è sede del 41º Stormo AntiSom "Athos Ammannato", con l'88º Gruppo Volo e l'86 °C.A.E. (Centro Addestramento Equipaggi) con velivoli Breguet Br 1150 Atlantic. È sede anche dell'11º Reparto Manutenzione Velivoli. A breve gli Atlantic saranno sostituiti dall'ATR P-72.

Dal 5 novembre al 5 dicembre 2012 l'aeroporto è stato aperto anche al traffico civile, in seguito alla momentanea chiusura per lavori del vicino Aeroporto di Catania-Fontanarossa.

Dall'ottobre 2015 comandante dell'aeroporto e dello stormo è il colonnello pilota Federico Fedele.[6]

Composizione NAS[modifica | modifica wikitesto]

La pista

La componente statunitense (NAS) si compone di due sezioni denominate NAS I, ricadente nel territorio di Motta Sant'Anastasia, e NAS II, ricadente nella zona di confine dei restanti tre comuni, a circa 16 km a ovest della città di Catania e a 39 km a sud del vulcano Etna.

Nel NAS I ha sede la parte più propriamente amministrativa della NAS, assieme alle scuole, l'ospedale, la stazione radiotelevisiva e le attività ricreative (centro commerciale, cinema-teatro, ristoranti, cappella interreligiosa, campi sportivi).

Il NAS II, con i restanti uffici, i grossi magazzini merci, i reparti operativi e altre attività ricreative minori (bar, clinica medica) ha sede nell'aeroporto. Da essa dipendono alcuni distaccamenti, tra i quali il più importante è quello situato vicino a Niscemi, ove ha sede il Niscemi Naval Radio-Transmitter Facility, punto nevralgico per le comunicazioni radio della US Navy con tutte le proprie unità marine, terrestri e aeree nella zona del Mediterraneo. Dal momento che si trova vicino al centro geografico del mar Mediterraneo, l'aeroporto, soprannominato The hub of the Med, si trova in una posizione eccellente per sostenere le operazioni intraprese dalla Sesta Flotta della U.S. Navy, e da altre unità militari degli U.S.A. e della NATO nel Mediterraneo.

Velivoli U.S. operanti[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli aeromobili che volano da questa base insulare vi sono UAV Reaper e Global Hawk, aerei da trasporto dell'USAF, aerei da rifornimento in volo e aerei-spia U-2. Più specificamente navali sono i P-3 Orion (anti-sommergibile) e, fino al 2006, erano presenti gli elicotteri navalizzati MH-53E "Sea Dragon" afferenti allo HC-4 (Helicopter Combat Support Squadron 4) "Black Stallion" della U.S. Navy; nel 2006, quest'ultimo reparto venne ridispiegato nella base di Norfolk in Virginia e poi sciolto nel 2007. È uno dei punti di sosta più frequentemente adoperati dagli aerei da trasporto degli Stati Uniti, nella rotta tra il CONtinente degli Stati Uniti (CONUS) - Sudovest dell'Asia e Oceano Indiano.

Attualmente ospita:

  • Mezzo squadron (gruppo nella terminologia italiana) di pattugliamento marittimo a rotazione
  • La Stazione di Computer e Telecomunicazioni Navale:[7] Naval Computer and Telecommunications Station Sicily
  • L'Ospedale Navale americano
  • Un battaglione mobile del Genio Navale (i cosiddetti Seabee, da CBs - Construction Battalions)

È la casa per più di 7.000 militari, personale civile e familiari.

Cambio di missione - MUOS e Global Hawk[modifica | modifica wikitesto]

A partire dalla fine della guerra fredda e col presentarsi di nuovi scenari strategici concentrati nel medio-oriente e con differenti tipologie di minacce rispetto al passato, il NAS Sigonella ha conosciuto un inesorabile cambiamento di missione che ha portato, nel corso degli anni, a un profondo impatto in termini di personale militare presente e mezzi dislocati in loco e utilizzati. In particolare è stato chiuso lo squadrone elicotteri HC-4. Nel contempo si è andata via via potenziando una serie di missioni operative strategiche che hanno visto e vedranno in Sigonella un punto nevralgico. Tra queste spiccano la missione telecomunicazioni (con la controversa installazione di una stazione (Naval research test facility) del sistema di comunicazioni satellitari MUOS a Niscemi), la missione Trasporto e Logistica (con l'ammodernamento degli hangar e dei depositi merci), il pattugliamento e la ricognizione a largo raggio con aerei senza pilota (droni) del tipo Global Hawk, per i quali sono stati approntate le strutture.

La U.S. Naval Computer and Telecommunication Station Sicily controlla, inoltre, la stazione radio base 'Ulmo' di contrada Ulmo nel comune di Niscemi dove si trovano 41 antenne per le comunicazioni radio HF, VLF ed ELF a lunga portata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sigonella diventa base strategica ecco le slides riservate della Nato - Palermo - Repubblica.it.
  2. ^ https://www.cnic.navy.mil/Sigonella/TenantCommands/AFN/index.htm AFN Sigonella.
  3. ^ http://www.aeronautica.difesa.it/Organizzazione/Reparti/Repartivolo/Pagine/41Stormo.aspx.
  4. ^ Craxi and Andropov Row as Italy Receives Cruise by James Buxton. The Financial Times (London, England), Monday, November 28, 1983; pg. [1]; Edition 29,182.
  5. ^ Italy: Financial Times Survey: Lebanon Role Marks New Approach, The Financial Times (London, England), Monday, March 26, 1984; pg. II; Edition 29,281.
  6. ^ http://www.aviation-report.com/cambio-al-vertice-della-base-aerea-di-sigonella-e-al-41-stormo/.
  7. ^ https://www.cnic.navy.mil/Sigonella/TenantCommands/NCTS/index.htm NCTS Sicily.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]