Athos Ammannato

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Athos Ammannato
Athos Ammannato.jpg
Il capitano pilota MOVM Athos Ammannato
11 novembre 1911 – 20 febbraio 1941
Nato aRoma
Morto aMar Mediterraneo
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegia Aeronautica
CorpoAviazione Legionaria
SpecialitàBombardamento
Anni di servizio1934-1941
GradoCapitano
GuerreGuerra d'Etiopia
Guerra di Spagna
Seconda guerra mondiale
CampagneInvasione italiana dell'Egitto
Operazione Compass
BattaglieBattaglia di Punta Stilo
Comandante di235ª Squadriglia, 60º Gruppo, 41º Stormo Bombardamento Terrestre
Decorazionivedi qui
Studi militariRegia Accademia Aeronautica di Caserta
dati tratti da Testi delle motivazioni di concessione delle Medaglie d'Oro al Valor Militare [1]
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Athos Ammannato (Roma, 11 novembre 1911Cieli del Mediterraneo, 20 febbraio 1941) è stato un ufficiale e aviatore italiano, che dopo aver preso parte alla guerra d'Etiopia e alla guerra civile spagnola ricoprì l'incarico di Capitano pilota della Regia Aeronautica nel corso della seconda guerra mondiale, dove fu decorato con la Medaglia d'oro al valore militare alla memoria.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Roma l’11 novembre 1911, figlio di Valentino e Ines, e dopo aver frequentato il Collegio Militare di Roma[N 1] nell’ottobre 1931 entrò nella Regia Accademia Aeronautica di Caserta, Corso Leone, da cui uscì con il grado di sottotenente pilota il 6 settembre 1934. Con l’avvicinarsi dello scoppio della Guerra d'Etiopia chiese, di essere assegnato ai reparti di volo operanti in Africa Orientale Italiana nel corso partecipando attivamente alle operazioni belliche dal dicembre 1935 all'aprile 1936. Per le azioni di guerra svolte in questo teatro operativo fu decorato con una Medaglia d’argento al valor militare. Rimase in colonia anche dopo il termine delle ostilità, partecipando alle grandi operazioni di polizia coloniale fino al marzo 1937, venendo decorato con una Medaglia di bronzo al valor militare.

Rientrato in Patria, qualche tempo dopo partì per combattere nella guerra di Spagna, dove si distinse nuovamente tanto da essere decorato con una seconda Medaglia d’argento al valor militare.

La campagna in Africa settentrionale[modifica | modifica wikitesto]

Un esemplare di Savoia-Marchetti S.79 esposto presso il Museo storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle.
L'avanzata del Maresciallo d'Italia Graziani e la controffensiva del generale Wavell, 13 settembre 1940 - 7 febbraio 1941

Dopo l'entrata in guerra dell'Italia, avvenuta il 10 giugno 1940, gli venne affidato il comando[1] della 235ª squadriglia appartenente al 60º Gruppo[2] del 41º Stormo Bombardamento Terrestre,[3] allora al comando del colonnello Enrico Pezzi,[4] ed equipaggiata con i bombardieri Savoia-Marchetti S.79 Sparviero inizialmente basata a Gela[3] in Sicilia. Durante il corso delle prima operazioni belliche, tra cui la battaglia di Punta Stilo]],[3] fu decorato con la terza Medaglia d'argento al valor militare. Nell'ottobre del 1940 lo Stormo si rischierò[5] in Africa settentrionale dapprima presso l'aeroporto di Benina,[5] poi su quello di Castelbenito[N 2], in seguito presso l'aeroporto di Tmimi[N 3] a 100 km ad ovest di Tobruk.

Nel corso della sua permanenza in Africa settentrionale[5] partecipò a missioni di bombardamento sia per il supporto all'offensiva italiana iniziale che si arrestò a Marsa Matruth,[6] ma soprattutto operò per il contrasto alla controffensiva inglese della fine del 1940 che con la 6ª Divisione australiana nel corso dell'Operazione Compass quasi distrusse la decima armata italiana[7].

Il 20 febbraio 1941,[5] di ritorno da una missione, la sua squadriglia ebbe l’ordine di rientrare[6] in Italia. Decollato dal campo d’aviazione di Zavia,[5] il suo aereo cadde[5] in mare colpito da un fulmine mentre sorvolava il golfo di Napoli, nel Mediterraneo centrale, causando la morte di tutto l’equipaggio. Per onorarne il coraggio fu decretata la concessione della Medaglia d’oro al valor militare alla memoria.[1]

Oltre che una via di Roma, al capitano Athos Ammannato è stato intitolato il 1º maggio 1971 il 41º Stormo dell'Aeronautica Militare.

La famiglia di Ammannato[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte del capitano Athos Ammannato, gli succedette nel comando della 235ª Squadriglia il fratello Aramis Ammannato. Il padre di entrambi era un bersagliere maestro di scherma anche del principe Umberto di Savoia e battezzò i suoi tre figli Athos, Aramis e Porthos come i tre moschettieri del romanzo di A.Dumas. Tutti e tre i fratelli frequentarono l'Accademia Aeronautica e furono ufficiali della Regia Aeronautica decorati al valor militare. Aramis Ammannato perse la vista nel 1945 durante la bonifica di ordigni inesplosi nell'aeroporto di Frosinone ed è stato per anni presidente dell'IKK Internationaler Kriengsblinder Kongress (Congresso Internazionale delle Associazioni dei Ciechi di Guerra)[8]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Intrepido comandante di squadriglia, baldo combattente di tre guerre, quattro volte decorato al valor militare, volontario per le più aspre ed ardite azioni belliche, aveva portato sempre brillantemente a termine in un'aura di entusiasmo e di fede, tra i rischi più gravi, tutte le missioni affidategli. Sulla via del ritorno da un volo di guerra alturiero, compiuto su velivolo terrestre, scompariva nel mare che la sua ala vittoriosa aveva tante volte sorvolato. Alla memoria. Cielo del Mediterraneo e della Marmarica, 11 giugno 1940]-20 febbraio 1941.[9]»
— Regio Decreto 2 luglio 1942[10]
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Pilota da bombardamento ardito ed entusiasta partecipava a numerose azioni belliche, alcune delle quali a grande raggio, portando coraggiosamente a termine tutte le missioni affidategli, quantunque alcune volte il cattivo funzionamento del motore rendesse il volo oltremodo rischioso, costante esempio di attaccamento al dovere, di sereno sprezzo del pericolo di coraggio e di audacia. Cielo di Neghelli-Hellot-Giggiga-Harrar-Dagamedò-Sassabaneh, 29 dicembre 1935-27 aprile 1936
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Volontario in missione di guerra per l’affermazione degli ideali fascisti, partecipava, quale capo equipaggio di apparecchio da bombardamento, a numerose difficili azioni, rientrando talvolta alla base colpito dalla reazione antiaerea nemica. Con ammirevole e cosciente sangue freddo, sosteneva arditamente violenti scontri con la caccia avversaria, contribuendo con la sua perizia, all’abbattimento di un avversario. Cielo di Spagna, novembre 1938-marzo 1939
— Regio Decreto 15 aprile 1940
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Comandante di squadriglia da bombardamento terrestre, compiva alla testa del suo reparto, numerose azioni su basi e unità navali nemiche, raggiungendo ottimi risultati e confermando, in vari combattimenti e sotto il fuoco della reazione avversaria, doti di coraggio e valore professionale. Cielo del Mediterraneo Centrale, 11 giugno-2 settembre 1940
— Regio Decreto 30 gennaio 1941
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
«Pilota di apparecchio da bombardamento di provata perizia, dopo aver dato sul fronte somalo, continua dedizione per tutta la durata della campagna, riaffermava il suo valore nelle operazioni di grande polizia coloniale. Sempre pronto a completare le operazioni di bombardamento con mitragliatrici a bassa quota pur di apportare al fante attaccato la più fraterna assistenza guerresca costituiva elemento sicuro per la bella affermazione della sua arma. Nel corso di un’azione di spezzonamento sul forte nucleo di ribelli nei pressi del presidio di Debra Sina e nello Scioa, sebbene con l’apparecchio menomato negli organi del motore, spinto da alto senso del dovere e nonostante la forte reazione nemica, persisteva nel martellamento dell’avversario fino a completo esaurimento delle munizioni di bordo, abbandonando il cielo dell’obiettivo soltanto dopo essersi assicurato dell’efficacia del tiro. Esempio di elette qualità militari ed alto senso del dovere. Cielo dell’Impero, maggio 1936-30 marzo 1937

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Frequentando le palestre, presso i Padri Stimmatini di Santa Croce in via Flaminia e, in seguito nelle società sportive e negli istituti superiori, si dimostrò un valente atleta.
  2. ^ Attualmente Bin Gashir l'odierno aeroporto internazionale di Tripoli.
  3. ^ Oggi Al Tamimi, in Marmarica.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica 1969, p. 122.
  2. ^ Dunning 1988, p. 42.
  3. ^ a b c Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica 1977, p. 138.
  4. ^ Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica 1977, p. 140.
  5. ^ a b c d e f Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica 1977, p. 139.
  6. ^ a b Dunning 1988, p. 43.
  7. ^ (EN) Sergente Maggiore Fiorenzo Milella, Biplane fighter aces. URL consultato il 5 giugno 2007.
  8. ^ Valentino Ammannato, su digilander.libero.it. URL consultato il 5 giugno 2007.
  9. ^ Sito del Quirinale.
  10. ^ Bollettino Ufficiale 1942, dispensa 30, pag.1471, e dispensa 39, pag.2054.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Chris Dunning, Combat Units od the Regia Aeronautica. Italia Air Force 1940-1943, Oxford, Oxford University Press, 1988, ISBN 1-871187-01-X.
  • I reparti dell'Aeronautica Militare, Roma, Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica, 1977.
  • Vincenzo Lioy, L'Italia in Africa. L'opera dell'Aeronautica. Eritrea Somalia Etiopia (1919-1937) Vol.2, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1965.
  • Franco Pagliano, Aviatori italiani: 1940-1945, Milano, Ugo Mursia Editore, 2004, ISBN 88-425-3237-1.
  • Franco Pagliano, Storia di diecimila aeroplani, Milano, Edizioni Europee, 1954.
  • Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, Testi delle motivazioni di concessione delle Medaglie d'Oro al Valor Militare, Roma, Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, 1969.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]