Aeroporto di Cortina d'Ampezzo-Fiames

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Aeroporto di Cortina d'Ampezzo-Fiames
Codice IATACDF
Codice ICAOLIDI[senza fonte]
Nome commercialeAeroporto di Cortina d'Ampezzo "Sant'Anna"
Descrizione
TipoCivile
GestoreAeralpi
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
Posizione4,5 km da Cortina d'Ampezzo
Costruzione1962
Altitudine AMSL1 299 m
Coordinate46°34′27.4″N 12°06′54.4″E / 46.574278°N 12.115111°E46.574278; 12.115111Coordinate: 46°34′27.4″N 12°06′54.4″E / 46.574278°N 12.115111°E46.574278; 12.115111
Mappa di localizzazione
Piste
Orientamento (QFU)LunghezzaSuperficie
18/361000Conglomerato bituminoso
Aeroporto inattivo e non accessibile
Statistiche
Passeggeri in transitoinattivo dal 1976

L'Aeroporto di Cortina d'Ampezzo-Fiames era un piccolo aeroporto oggi dismesso costruito in seguito al boom turistico che investì l'Ampezzano con i VII Giochi olimpici invernali del 1956.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il campo di volo venne attrezzato con lo scoppio della prima guerra mondiale, allorché il Corpo Aeronautico si trovò nella necessità di allestire una pista di fortuna per eventuali atterraggi di emergenza per velivoli impegnati in missione sul territorio austriaco; se ne trova traccia in un documento del 1915 dove la pista di Cortina viene citata insieme ad altri campi di volo del Cadore e della provincia di Belluno[1]. Il campo di volo era situato ad una quota di 1115 metri e fu operativo dalla primavera del 1915 all'autunno del 1917. Di forma irregolare, aveva un fondo ghiaioso ed acquitrinoso ed era spesso soggetto a condizioni meteorologiche proibitive [2]. Fu utilizzato dai Caudron G.4 della 48ª squadriglia, impegnati in missioni di ricognizione in una vasta aerea del fronte bellunese a supporto della IV Armata. Durante la prima guerra mondiale ebbe sei atterraggi di Caudron, di cui tre portarono alla distruzione dell'aereo a causa del fondo impraticabile o innevato. [3]

Terminata la guerra e con lo sviluppo crescente del turismo, nel 1929 il Ministero dell'Aeronautica autorizzò la costruzione di un "campo di fortuna" in località Fiames: i lavori non furono però eseguiti per mancanza di fondi dell'amministrazione provinciale di Belluno e la costruzione dell'aeroporto venne così revocata nel 1931.

Fu solo nel 1962 che, commissionata dalla società Aeralpi e sotto la direzione dell'ex pilota militare Cesare Rosà, già attivo durante la seconda guerra mondiale, la struttura venne ultimata in località Fiames e intitolata "pista di Sant'Anna".[4] L'aeroporto, dotato di una pista lunga circa mille metri,[5] iniziò l'attività con voli irregolari fino al 1968. Il 4 gennaio dello stesso anno morì assassinato il principale azionista dell'Aeralpi, il conte Cesare Acquarone, e l'impresa dovette chiudere. L'aeroporto rimase dunque inutilizzato fino al 20 dicembre 1975, giorno in cui l'Alialpi, una piccola società locale appositamente creata, riprese le attività. Fu inaugurato un servizio di aerotaxi che collegava a Cortina le città di Bolzano, Venezia e Milano attraverso un accordo con la Società SOREM di Roma, che mise a disposizione gli aeromobili. I prezzi dei biglietti erano rispettivamente di 10.000, 15.000 e 25.000 lire.

Dopo il suo abbandono operativo l'aeroporto si è gradualmente trasformato in parcheggio attrezzato per veicoli da campeggio e la pista occupata da caravan e camper; rimane utilizzabile la piazzola per elicotteri conservata per l'elisoccorso alpino. Della vecchia struttura aeroportuale rimane visibile un hangar in lamiera.

Gli incidenti e la chiusura[modifica | modifica wikitesto]

L'11 marzo 1967, a causa della forte nebbia che gravava sulla zona, il Twin Otter 100 con marche I-CLAI operato dalla Aeralpi fra Milano e Cortina con tre passeggeri a bordo si schiantò contro il Col Visentin presso la sella di Fadalto durante la tratta di volo da Venezia a Cortina. Rimasero uccisi i due membri dell'equipaggio e tre dei quattro passeggeri a bordo.[6][7] Il 31 maggio 1976 un Cessna 206 della Società Alialpi con matricola: I-CCAM (Numero di costruzione: U206-02128) tentò di decollare in condizioni di forte vento: il pilota, senza esperienza di volo in montagna, staccò con grande difficoltà e solo a fine pista, l'aereo stallò in virata precipitando al suolo e incendiandosi uccidendo i sei a bordo, alcuni dei quali erano consiglieri del Comune di Cortina d'Ampezzo.[8] Quello fu ufficialmente l'ultimo volo all'aeroporto di Cortina d'Ampezzo.

L'aeroporto fu convertito in eliporto, ottenendo però scarsissimo successo.

I tentativi di riapertura[modifica | modifica wikitesto]

Per tutti gli anni ottanta numerosi imprenditori cercarono di convincere il comune di Cortina d'Ampezzo a riaprire l'aeroporto, senza tuttavia riuscire nell'intento.[4] e, dopo diversi tentativi da parte di istituzioni e varie "cordate" di investitori locali, nel 2015 veniva ipotizzato un nuovo piano di riapertura della struttura capeggiato da un comitato denominato Cortinairport. Nelle previsioni del comitato ci sarebbe il ripristino e l'allungamento della pista e la messa in opera di sistemi di avvicinamento strumentale. Il piano veniva presentato all'ENAC con l'aspettativa da parte del comitato Cortinairport che l'aeroporto possa essere agibile per l'appuntamento sportivo dei Campionati mondiale di sci del 2021.[9] L'ENAC ha espresso parere favorevole alla ricostruzione dell'aeroporto nel luglio 2017 [10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ altri campi d'emergenza si trovavano a Pieve di Cadore, Agordo, Sappada, Fonzaso
  2. ^ Renato Callegari, I nidi delle aquile. Campi di aviazione della grande guerra nel Veneto, Stamperia Cetid S.r.l., 2015, p. 174, ISBN 978-88-907567-7-1.
  3. ^ Renato Callegari, Il Fronte del cielo. Guida all'Aviazione nel Veneto durante la Grande Guerra. 1915-1918 (PDF), vol. 10, Comune di Istrana, 2012, p. 219. URL consultato il 22 settembre 2015.
  4. ^ a b Organo di stampa ufficiale dell'Aero Club "Francesco Baracca" & Scuola Nazionale Elicotteri "Guido Baracca", Lugo di Romagna, Cortina d'Ampezzo: dopo 35 anni nasce l'eliporto, in L'eco della pista n. 7, vol. 7, p. 23. URL consultato il 22 settembre 2015.
  5. ^ Con le ali sulle Dolomiti: l'aeroporto di Cortina d'Ampezzo, su Fiorenza de Bernardi, http://www.fiorenzadebernardi.it. URL consultato il 21 settembre 2015.
  6. ^ Quattro morti sull'aereo Milano-Cortina, su La Stampa, http://www.archiviolastampa.it, 12 marzo 1967, p. 13. URL consultato il 21 settembre 2015.
  7. ^ (EN) ASN Aircraft accident de Havilland Canada DHC-6 Twin Otter 100 I-CLAI Col Visentin, su Aviation Safety Network, http://aviation-safety.net. URL consultato il 21 settembre 2015.
  8. ^ L'aerotaxi di Cortina precipita e si incendia: sei morti nel rogo, su La Stampa, http://www.archiviolastampa.it, 1º giugno 1975, p. 17. URL consultato il 21 settembre 2015.
  9. ^ Cortina, piano per riaprire l’aeroporto, in Corriere del Veneto, http://corrieredelveneto.corriere.it, 25 agosto 2015. URL consultato il 21 settembre 2015.
  10. ^ (IT) Cortina, l'Enac dice sì a riapertura aeroporto. Scettici gli abitanti. Zaia: "Deve essere pronta per i mondiali 2021" - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 18 luglio 2017. URL consultato il 30 gennaio 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Fiorenza de Bernardi - Nel 1967 Primo Ufficiale Aeralpi, prima donna italiana pilota commerciale, pioniera dei voli commerciali su Cortina-Fiames (nelle pagine interne è presente l'intera storia dell'aeroporto dalla prima guerra mondiale ad oggi)
  • Per una lettura completa sull'utilizzo della pista durante la Prima guerra mondiale, Un aeroporto a Cortina, in Manuale di Volo