Centocelle

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il quartiere di Roma sito in questa zona, vedi Prenestino-Centocelle.
Centocelle
Rom flughafen 01.jpg
Panoramica aerea di Centocelle e del parco
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
ProvinciaRoma Roma
CittàRoma-Stemma.png Roma Capitale
CircoscrizioneMunicipio Roma V
Data istituzione29-30 luglio 1977[1]
Codice7A
Superficie3,00 km²
Abitanti56 408 ab.[2] (2015)
Densità18 802,67 ab./km²

Coordinate: 41°53′08.51″N 12°34′00.99″E / 41.885697°N 12.566943°E41.885697; 12.566943

Centocelle è la zona urbanistica 7A del Municipio Roma V (ex Municipio Roma VII) di Roma Capitale. Si estende sull'intero quartiere Q. XIX Prenestino-Centocelle.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La zona confina:

Il Parco archeologico di Centocelle è esterno alla zona urbanistica, sebbene ne prenda il nome, e rappresenta l'area verde più importante a disposizione degli abitanti del quartiere, da cui lo separa la via Casilina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Centocelle ebbe un grande sviluppo con la nascita e lo sviluppo dell'adiacente ed omonimo aeroporto, il primo aeroporto italiano, entrato ufficialmente in funzione il 15 aprile 1909 quando Wilbur Wright venne a dare una serie di dimostrazioni del Flyer. Parte dei villini che in esso ancora si ergono erano le abitazioni del personale militare, ufficiali e sottufficiali dell'aeroporto. Proprio per la presenza di questo obiettivo militare la zona fu fatta oggetto di numerose incursioni aeree alleate nel corso della Seconda guerra mondiale. La successiva urbanizzazione della città ridusse l'operatività dell'aeroporto ad eliporto.

Durante gli anni quaranta Centocelle aveva il suo punto centrale in piazza dei Mirti e la via principale in via dei Castani, costeggiate da piccole case basse a uno-due piani.

Nella piazza sorgeva un'osteria con un pergolato, dove risiedeva il comando partigiano di zona nel periodo in cui, nei primi mesi del 1944, Centocelle divenne "zona liberata", mentre tutto intorno si estendeva il tracciato dei binari delle ferrovie vicinali.

Al di là di questi due luoghi, c'erano strade in terra battuta, che si addentravano nella campagna circostante verso la marrana allora presente che scorreva in una valletta. Questi sentieri avevano tutti intorno casupole, disposte disordinatamente su un terreno leggermente ondulato.

Con caratteristiche più vivibili rispetto al vicino Quarticciolo, Centocelle accoglieva operai dell'industria romana, artigiani, piccoli commercianti, contadini e tranvieri, che ne abitavano le case migliori.

Finita la guerra a partire dagli anni cinquanta fino agli anni settanta si ebbe un periodo di costruzione selvaggia che stravolse la natura dei luoghi come gran parte della periferia. Tuttavia fu messo in atto un vero e proprio piano regolatore ben visibile dalla perimetralità delle strade del quartiere.

Nell'aprile 1951 la futura regina Elisabetta II del Regno Unito fa visita al Borgo Ragazzi don Bosco in via Prenestina per osservare il sistema di integrazione e formazione dei giovani di quartiere [3][4][5].

Nel 1979 il militante di destra Alberto Giaquinto fu assassinato da un agente di polizia in piazza dei Mirti.

Dal 2006 al 2015 il quartiere è stato interessato dalla costruzione della linea C della metropolitana, che lo collega da un lato con il centro della città e dall'altro con la direttrice Casilina, mediante tre fermate: Gardenie, Mirti e Parco di Centocelle.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 novembre 2017, al quartiere Centocelle viene assegnata la medaglia d'oro al merito civile.[6]

Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«Dopo l'armistizio la Comunità locale si distinse per lo straordinario impegno profuso, al fianco dei militari italiani, nella strenua difesa del locale aeroporto militare, poi occupato dai paracadutisti tedeschi, e, quindi, divenendo obiettivo di numerosi e violenti bombardamenti da parte delle truppe alleate, che provocarono molte vittime civili e ingenti danni all'abitato. Durante i nove mesi dell'occupazione nazifascista, nonostante i patimenti, la popolazione seppe reagire con indomito coraggio, partecipando attivamente alla lotta partigiana, ponendo in essere varie azioni di sabotaggio a danno delle truppe tedesche e subendo le relative rappresaglie, durante le quali numerose persone furono arrestate, torturate e fucilate, e molti giovani inviati ai campi di lavoro. Fulgido esempio di lotta comune, orientata alla conquista della libertà e della democrazia.»
— Settembre 1943/giugno 1944 - Quartiere "Centocelle" - Roma

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

A Centocelle è legata anche la figura di Pier Paolo Pasolini, il quale cita il quartiere nel romanzo Ragazzi di vita con riferimenti a Via Tor de' Schiavi, e nel suo primo film Accattone girato nei dintorni dell'attuale V Municipio; una scena mostra Piazza di San Felice da Cantalice in cui sono coinvolti il protagonista stesso e Stella.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

I monumenti e altri luoghi di interesse corrispondono a quelli del quartiere Prenestino-Centocelle.

Odonimia[modifica | modifica wikitesto]

Piazza dei Gerani il capolinea tranviario ATAC (1988)
Piazza dei Mirti al crepuscolo

Il nome Centocelle è conosciuto da diversi secoli in quanto deriva da Centum Cellae, una cittadella militare fatta costruire dall'imperatore Costantino I, dove trovavano alloggio cento dei migliori cavalieri della guardia imperiale, gli Equites Singulares Augusti e i loro cavalli.

Mentre la via di Centocelle è esterna al quartiere Prenestino-Centocelle (si trova infatti sul lato sud della via Casilina a fare da confine ai quartieri Tuscolano e Don Bosco), l'odonomastica di zona è essenzialmente a tema botanico.

Con il viale della Primavera, l'omonimo largo e via del Vivaio, troviamo le seguenti vie e piazze:

Il tema botanico è ripreso nella parte sud della confinante zona urbanistica 7B Alessandrina.

Le strade dell'area nord del quartiere delimitata da via delle Palme e via delle Rose fino alla via Prenestina, sono dedicate a studiosi di botanica:

Una strada è dedicata al fondatore di opere per sordomuti Filippo Smaldone, mentre un'altra è chiamata via del Ponticello per la presenza di un piccolo ponte sopra un fosso e non più esistente.

Le strade dell'area trapezoidale a sud-ovest, delimitata da via dei Glicini e via Tor de' Schiavi, via Casilina e viale della Primavera, sono dedicate a comuni del Lazio:

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma C.svg È raggiungibile dalle stazioni Gardenie, Parco di Centocelle e Mirti.

Il tram 5 la collega attraverso la Prenestina alla Stazione Termini e il 19 a San Pietro. Il Capolinea è a Piazza dei Gerani

Ferrovia Roma-Giardinetti.svg
 È raggiungibile dalla stazione Centocelle.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Delibera consiliare n. 2983 del 29-30 luglio 1977.
  2. ^ Roma Capitale - Roma Statistica. Popolazione iscritta in anagrafe al 31 dicembre 2015 per zone urbanistiche.
  3. ^ I primi 65 anni del Borgo Ragazzi don Bosco, in BRDB, 30 ottobre 2013. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  4. ^ CinecittaLuce, Elisabetta d'Inghilterra a Roma, 16 giugno 2012. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  5. ^ Regina Elisabetta in visita al Borgo Ragazzi don Bosco (JPG), su borgodonbosco.it.
  6. ^ Presidenza della Repubblica, Medaglia d'oro al merito civile.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Patrizia Gioia e Rita Volpe (a cura di), Centocelle I. Roma S.D.O. le indagini archeologiche, vol. 1, Soveria Mannelli, Rubbettino Editore, 2004, ISBN 978-88-498-0598-7.
  • Rita Volpe (a cura di), Centocelle II. Roma S.D.O. le indagini archeologiche, vol. 2, Soveria Mannelli, Rubbettino Editore, 2007, ISBN 978-88-498-1942-7.
  • Alessandro Portelli, Città di parole. Storia orale di una periferia romana, Roma, Donzelli Editore, 2007, ISBN 978-88-6036-109-7.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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