Mezzogiorno (Italia)

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Mezzogiorno
Mezzogiorno d'Italia.jpg
Stati Italia Italia
Territorio Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo,
Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata,
Coat of arms of Calabria.svg Calabria,
Regione-Campania-Stemma.svg Campania,
Regione-Molise-Stemma.svg Molise,
Coat of Arms of Apulia.svg Puglia,
Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Sardegna-Stemma.svg Sardegna (cfr. testo)
Superficie 123 024 km²
Abitanti 20,637,360 [1] (18-07-2019)
Densità 167,75 ab./km²
Mezzogiorno.svg

Il Mezzogiorno o Meridione d'Italia è una macro-regione economica comprendente l'Italia meridionale e quella insulare.

L'estensione geografica corrisponde al bacino territoriale, storico e culturale un tempo occupato dai due Regni di Sicilia e di Napoli (ufficialmente nominati Regnum Siciliae ultra Pharum e citra Pharum, ovvero "Regno di Sicilia al di là del Faro" e "al di qua del Faro"), i quali nel 1816 sarebbero stati riuniti nel più grande stato preunitario italiano, il Regno delle Due Sicilie (occupante la superficie dell'attuale Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia)[2][3][4][5][6]; la Sardegna non vi rientra, per quanto nei dati sia comunque di solito aggregata alla definizione di Mezzogiorno per via delle simili condizioni economiche[7][8].

Lo sviluppo di questa macroregione è oggetto di studi da parte di enti quali la Svimez[9], con sede a Roma, e l'Associazione studi e ricerche per il Mezzogiorno[10], con sede a Napoli.

L'appartenenza dell'isola di Sardegna alla suddetta macroregione è controversa, in virtù del posizionamento geografico, della storia del tutto peculiare, della specificità linguistica e culturale, nonché di svariate differenze socio-economiche rispetto alle altre regioni considerate.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Italia meridionale e Italia insulare.
Mappa cronologica dei principali eventi sismici nel Mezzogiorno.

Il Mezzogiorno italiano confina a nord-ovest con il Lazio, nord-est con le Marche, e a est, ovest e sud con il mar Mediterraneo. Il suo territorio è prevalentemente collinare-montuoso, le pianure più estese sono: il Tavoliere delle Puglie (seconda pianura più estesa della penisola italiana), la pianura salentina, il Campidano, la piana di Metaponto, la piana del Sele, la Piana di Sibari, piana di Catania e la Pianura Campana.

È attraversato da nord a sud dalla catena montuosa degli Appennini, le vette più elevate sono il Gran Sasso d'Italia 2.912 m, monte Amaro 2.793 m, monte Miletto 2.050 m (Massiccio del Matese), il monte Terminio 1.783 m e il Monte Cervialto 1.809 m (Appennino campano), il monte Pollino 2.248 m, serra Dolcedorme 2.267 m, monte Papa 2.005 m, monte Alpi 1.900 m (Appennino lucano), monte Botte Donato 1.930 m Appennino calabro, Montalto (Aspromonte) 1.956 m Aspromonte che rientra nel territorio del Parco nazionale dell'Aspromonte, di cui costituisce una delle principali attrattive; il monte Cervati 1.899 m e il monte Gelbison (o Sacro Monte di Novi Velia) i quali si trovano ambedue nel parco Nazionale del Cilento, il Roccamonfina alto 1.006 m.

I mari che bagnano le regioni del Mezzogiorno sono l'Adriatico, lo Ionio e il Tirreno; pertanto, si potrebbero classificare in:

Il tempio di Apollo a Kyme (Cuma)

Le città che hanno ottenuto il riconoscimento di città metropolitana sono Napoli, Palermo, Bari, Cagliari, Catania, Messina e Reggio Calabria.

Il clima è tipicamente mediterraneo, mentre in Sicilia è di tipo subtropicale.

Il territorio meridionale è caratterizzato da elevata attività sismica; si segnalano il terremoto dell'Irpinia, che provocò 2.914 morti e 280.000 sfollati, e ancora prima quello di Messina del 1908, tuttora il più grave disastro naturale mai registrato in Europa.

Colonie greche nella Magna Graecia

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'Abruzzo, Storia della Campania, Storia della Puglia, Storia della Basilicata, Storia della Calabria, Storia della Sicilia e Storia della Sardegna.

Primi insediamenti umani[modifica | modifica wikitesto]

Cartina del sud Italia in epoca augustea

Le prime tracce umane nel Mezzogiorno risalgono al paleolitico in base ai ritrovamenti di utensili tipo "amigdala" a Capri (NA) e a Castelpagano (BN) e i manufatti di tipo "musteriano" a Palinuro (SA), Tufara (CB), Grottaminarda (AV), Nerano (NA) e Montemiletto (AV)[11]. Considerando, inoltre, i più antichi nuclei indo-europei dei Siculi (1000-650 a.C.) e dei Sanniti (1000 a.C.)[12], l'Italia meridionale fu colonizzata dai greci che, nell'VIII secolo a.C. con un flusso migratorio originato da singole città greche, fondarono città come Zankle (Messina), Syrakousai (Siracusa), Akragas (Agrigento), Gela, Pithekusa (sull'isola di Ischia), Rhegion (Reggio di Calabria), Kroton (Crotone), Kyme (Cuma), Metapontion (Metaponto) e Taras (Taranto)[13]. Le colonie greche, che si estendevano dalla Calabria alla Sicilia, dalla Campania alla Puglia, divennero così la culla della civiltà europea e non solo.

In Sardegna, all'elemento etnico locale si affiancò invece quello fenicio, caratterizzato da rapporti perlopiù pacifici lungo le zone costiere, e in seguito cartaginese, attivamente contestato dalle tribù autoctone. La battaglia del Mare Sardo delineò definitivamente la sfera d'influenza punica nel Mediterraneo occidentale.

Impero romano e bizantino[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Italia romana, Regioni dell'Italia augustea e Regno di Sicilia.
Cartina politica del sud Italia nel 1112.

A partire dal IV secolo a.C. fu progressivamente conquistata dai romani, che diedero grande impulso alle unità urbane, costruendo strade, città, templi, palazzi, acquedotti e altre infrastrutture, imponendosi definitivamente dopo la seconda guerra punica[13]. Prima con le invasioni barbariche e poi con i Bizantini, vide l'alternarsi di molte entità politiche (Normanni, Svevi, Aragonesi, ecc...) che ne occuparono quasi tutto il territorio. Gli ultimi signori del Meridione, poco prima della sua incorporazione all'allora Regno di Sardegna sabaudo, furono i Borbone di Napoli i quali, riunendo in una sola entità i due domini costituenti l'antico Regno di Sicilia, avrebbero retto il più esteso stato italiano fino al 1861.

Il Regno di Sicilia nel 1154.

Regno delle Due Sicilie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Suddivisione amministrativa del Regno delle Due Sicilie.
Province e distretti delle Due Sicilie.

Nel XIX secolo il Regno delle Due Sicilie, sotto i Borbone, ebbe un'economia vivace, aperta a iniziative industriali a livello nazionale ed europeo(le Officine di Pietrarsa, la più grande industria metalmeccanica in Italia all'unificazione che fu riprodotta in miniatura dall'Ansaldo). Il sistema bancario meridionale, inoltre, era solido e non aveva bisogno di grandi aiuti esteri; esistevano inoltre due complessi per produrre locomotive siti nel meridione: Pietrarsa e Guppy[14] L'economia vantava, inoltre, il maggiore numero di società per azioni in Italia, prima compagnia di navigazione del Mediterraneo, la più alta quotazione di rendita dei titoli di Stato e inoltre anche la più grande industria navale d'Italia per numero di operai e grandezza.[15]. Inoltre, il bilancio del Regno delle Due Sicilie era in attivo, pur avendo una "spesa sociale" non indifferente[16]. A tutto ciò non corrispondeva però uno sviluppo omogeneo del territorio che, escluso la Campania, non aveva nessuna ferrovia prima dell'unità d'Italia.

Unità d'Italia: la questione meridionale e il meridionalismo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Risorgimento, Spedizione dei Mille, Dibattito storiografico sulla Spedizione dei Mille e Assedio di Gaeta (1860).
La batteria Santa Maria della fortezza di Gaeta dopo l'assedio. Sullo sfondo, la squadra navale che partecipò ai bombardamenti.

In seguito all'Unità d'Italia, la mancata integrazione economica della parte appena annessa del Paese diede origine, a partire dal 1870, alla "questione meridionale" e a una corrente di pensiero e ricerca storica detta "meridionalismo"[17].

Dopo il 1880, a seguito della crisi agraria che interessò il Mezzogiorno, si inasprì la povertà delle regioni meridionali, favorendo una massiccia emigrazione verso le Americhe. La crisi fu determinata dal crollo delle esportazioni dei prodotti agrari a causa della politica nazionale economica riguardante i dazi sui manufatti industriali stranieri: senza dazi alle frontiere, infatti, i manufatti nazionali erano molto più costosi di quelli stranieri. Ciò, unito all'introduzione da parte dei paesi stranieri di dazi sui prodotti italiani, causò la rovina del settore agricolo meridionale e veneto. Le esportazioni di prodotti agrari crollarono. Le campagne furono letteralmente abbandonate ed ebbero inizio le prime ondate d'emigrazione[18][19][20][21].

Nel corso del Novecento le direttrici migratorie si spostarono verso l'Europa centrale e settentrionale (Francia, Germania, Svizzera e Belgio) e, soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, verso l'Italia settentrionale (segnatamente Piemonte e Lombardia) quando la ricostruzione richiamò manodopera per il lavoro nelle fabbriche.

Tutti i governi che si sono succeduti nel corso del XX secolo si sono adoperati, spesso con scarsi risultati, con interventi speciali sulle aree interessate, al fine di diminuire lo squilibrio che a molti livelli lasciava il Mezzogiorno lontano dalle restanti regioni italiane, a partire dalla legge speciale per il risanamento di Napoli, voluta fortemente da Francesco Saverio Nitti.

Durante il periodo fascista, parte dell'attuale Lazio (il circondario di Sora e quello di Gaeta) fu scorporata dalla ex provincia di Terra di Lavoro del Regno delle Due Sicilie e quindi dal Mezzogiorno. Lo stesso accadde a territori abruzzesi come l'area di Amatrice, Cittaducale e Leonessa, assegnata al Lazio da Mussolini.

Dopo la seconda guerra mondiale, fu istituito un apposito ente pubblico che aveva funzioni di realizzare politiche incentivanti la produzione e sussidiarie delle economie locali: la Cassa per il Mezzogiorno (CASMEZ). L'attività di tale ente, che soprattutto nei suoi primi venti anni di vita aveva contribuito a ridurre il divario tra il Mezzogiorno e il resto del Paese, è cessata negli anni novanta ed è stata più volte oggetto di sospetti per una presunta gestione clientelare da parte della politica a partire dagli anni settanta.

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Demografia d'Italia.
Napoli
Palermo
Bari

La popolazione residente nel Mezzogiorno ammonta a 20.793.065 abitanti[1] suddivisa come segue:

Regioni[modifica | modifica wikitesto]

Regione Capoluogo Abitanti Superficie

(km²)

Densità

(ab./km²)

Comuni Province
Abruzzo Abruzzo Coat of Arms of L'Aquila, Italy.svg L'Aquila 1.323.077[22] 10.831,84 121,61 305 4: L'Aquila, Chieti, Pescara, Teramo
Basilicata Basilicata Potenza (Italia)-Stemma.png Potenza 571.774[22] 10.073,32 56,62 131 2: Matera, Potenza
Calabria Calabria Catanzaro-Stemma.png Catanzaro 1.966.032[22] 15.221,90 132,05 409 4 e 1 città metropolitana: Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibo Valentia, Reggio Calabria (Città metropolitana)
Campania Campania CoA Città di Napoli.svg Napoli 5.842.303[22] 13.671,00 426,69 550 4 e 1 città metropolitana: Avellino, Benevento, Caserta, Napoli (Città metropolitana), Salerno
Molise Molise Stemma campobasso città rosso.png Campobasso 311.004[22] 4.438,00 69,95 136 e 8 Unioni di Comuni 2: Campobasso, Isernia
Puglia Puglia CoA Città di Bari.svg Bari 4.068.544[22] 19.540,9 0 207,52 258 5 e 1 città metropolitana: Bari (Città metropolitana), Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto
Sardegna Sardegna Cagliari-Stemma.png Cagliari 1.655.331[22] 24.100,02[23] 68,54 377 4 e 1 città metropolitana :Cagliari (Città metropolitana), Nuoro, Oristano, Sassari, Sud Sardegna
Sicilia Sicilia Palermo-Stemma uff.png Palermo 5.059.917[22] 25.832,39[24] 195,01 390 6 e 3 Città Metropolitane: Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani

Comuni più popolosi[modifica | modifica wikitesto]

Sassari
Siracusa
Pescara
Giugliano in Campania
Andria

Di seguito si riporta l'elenco della popolazione residente nei comuni con più di 50.000 abitanti[25].

In corsivo i comuni non capoluogo. In grassetto i comuni capoluogo di regione.

# Comune Regione Provincia Abitanti Superficie

(km²)

Densità

(ab./km²)

Note Altitudine

(m s.l.m.)

1 CoA Città di Napoli.svg Napoli Campania Campania Napoli Napoli 972.212[22] 119,02 8.139,27 (30/06/2016) 17
2 Palermo-Stemma.svg Palermo Sicilia Sicilia Palermo Palermo 671.531[22] 160,59 4.178,6 (30/06/2016) 14
3 CoA Città di Bari.svg Bari Puglia Puglia Bari Bari 325.183[22] 117,39 2.770,51 (30/06/2016) 5
4 Catania-Stemma.png Catania Sicilia Sicilia Catania Catania 314.318[22] 182,9 1.706 (30/06/2016) 7
5 Messina-Stemma.png Messina Sicilia Sicilia Messina Messina 237.603[22] 213,23 1.106,95 (30/06/2016) 3
6 Simbolo Taras.jpg Taranto Puglia Puglia Taranto Taranto 200.385[22] 249,86

Acque interne: 71,53 km² (28,63%)

796,65 (30/06/2016) 3-431
7 Reggio Calabria Stemma.png Reggio di Calabria Calabria Calabria Reggio Calabria Reggio Calabria 182.703[22] 236,02 773,46 (30/06/2016) 31
8 Foggia-Stemma.png Foggia Puglia Puglia Foggia Foggia 151.975[22] 509,26 297,48 (30/06/2016) 76
9 Cagliari-Stemma.png Cagliari Sardegna Sardegna Cagliari Cagliari 154.411[22] 85,01 1.814,19 (30/06/2016) 23
10 Salerno-Stemma.png Salerno Campania Campania Salerno Salerno 135.066[22] 59,85 2.253,25 (30/06/2016) 2
11 Sassari-Stemma.png Sassari Sardegna Sardegna Sassari Sassari 127.745[22] 547,04 233,32 (30/06/2016) 225
12 Siracusa-Stemma.png Siracusa Sicilia Sicilia Siracusa Siracusa 122.086[22] 207,78 586,84 (30/06/2016) 17
13 Pescara-Stemma.png Pescara Abruzzo Abruzzo Pescara Pescara 120.565[22] 34,36 3.500,76 (30/06/2016) 4
14 Giugliano in Campania-Stemma.png Giugliano in Campania Campania Campania Napoli Napoli 123.276[22] 94,62 1.308,53 (30/06/2016) 97
15 Andria-Stemma.png Andria Puglia Puglia Barletta-Andria-Trani Barletta-Andria-Trani 100.365[22] 402,89 248,12 (30/06/2016) 151
16 Barletta-Stemma.png Barletta Puglia Puglia Barletta-Andria-Trani Barletta-Andria-Trani 94.660[22] 149,35 632,75 (30/06/2016) 15
17 Lecce-Stemma.png Lecce Puglia Puglia Lecce Lecce 94.982[22] 238,93 397,89 (30/06/2016) 49
18 Catanzaro-Stemma.png Catanzaro Calabria Calabria Catanzaro Catanzaro 90.435[22] 112,72 799,33 (30/06/2016) 320
19 Brindisi-Stemma.png Brindisi Puglia Puglia Brindisi Brindisi 88.126[22] 332,98 262,88 (30/06/2016) 15
20 Torre del Greco-Stemma.png Torre del Greco Campania Campania Napoli Napoli 85.927[22] 33,7 2.544,87 (30/06/2016) 43
21 Marsala-Stemma.png Marsala Sicilia Sicilia Trapani Trapani 83.205[22] 243,26 341,49 (30/06/2016) 12
22 Pozzuoli-Stemma.png Pozzuoli Campania Campania Napoli Napoli 81.592[22] 43,44 1.875,97 (30/06/2016) 28
23 Casoria-Stemma.png Casoria Campania Campania Napoli Napoli 77.433[22] 12,13 6.358,53 (30/06/2016) 60
24 Gela-Stemma.png Gela Sicilia Sicilia Caltanissetta Caltanissetta 75.522[22] 279,07 270,39 (30/06/2016) 46
25 Caserta-Stemma.png Caserta Campania Campania Caserta Caserta 76.257[22] 54,07 1.02,09 (30/06/2016) 68
26 Ragusa-Stemma.png Ragusa Sicilia Sicilia Ragusa Ragusa 73.276[22] 444,67 165,59 (30/06/2016) 502
27 Altamura-Stemma.png Altamura Puglia Puglia Bari Bari 70.455[22] 427,75 164,91 (30/06/2016) 467
28 Quartu Sant'Elena-Stemma.png Quartu Sant'Elena Sardegna Sardegna Cagliari Cagliari 70.944[22] 96,41 735,90 (30/06/2016) 6
29 Lamezia Terme-Stemma.png Lamezia Terme Calabria Calabria Catanzaro Catanzaro 70.749[22] 162,43 436,44 (30/06/2016) 216
30 Coat of Arms of L'Aquila, Italy.svg L'Aquila Abruzzo Abruzzo L'Aquila L'Aquila 69.627[22] 473,91 146,47 (30/06/2016) 721
31 Trapani-Stemma.png Trapani Sicilia Sicilia Trapani Trapani 68.665[22] 273,13 250,32 (30/06/2016) 3
32 Cosenza-Stemma.png Cosenza Calabria Calabria Cosenza Cosenza 67.584 37,86 1.779,77 (30/09/2014) 238
33 Potenza (Italia)-Stemma.png Potenza Basilicata Basilicata Potenza Potenza 67.367 175,43 377,85 (maggio 2014) 819
34 Afragola-Stemma.png Afragola Campania Campania Napoli Napoli 65.522 17,90 3.601,68 (30/04/2014) 43
35 Castellammare di Stabia-Stemma.png Castellammare di Stabia Campania Campania Napoli Napoli 64.506 17,81 3.740,48 (31/12/2010) 6
36 Caltanissetta-Stemma.png Caltanissetta Sicilia Sicilia Caltanissetta Caltanissetta 63.034 421,25 149,07 (30/12/2013) 149,07
37 Vittoria (Italia)-Stemma.png Vittoria Sicilia Sicilia Ragusa Ragusa 62.748 182,48 350,98 (30/08/2013) 168
38 Crotone-Stemma.png Crotone Calabria Calabria Crotone Crotone 60.884 182,00 349,53 (31/07/2014) 8
39 Matera-Stemma.svg Matera Basilicata Basilicata Matera Matera 60.384[22] 392,09 153,97 (30/06/2016) 401
40 Benevento-Stemma.png Benevento Campania Campania Benevento Benevento 60.385 129,00 465,33 (novembre 2014) 135
41 Molfetta-Stemma.png Molfetta Puglia Puglia Bari Bari 60.338 58,97 1.015,33 (31/12/2012) 15
42 Acerra-Stemma.png Acerra Campania Campania Napoli Napoli 59.567 54,71 1.094,83 (30/11/2014) 26
43 Marano di Napoli-Stemma.png Marano di Napoli Campania Campania Napoli Napoli 59.457 15,64 3.822,95 (31/01/2014) 151
44 Agrigento-Stemma.png Agrigento Sicilia Sicilia Agrigento Agrigento 59.010 245,32 242,54 (30/12/2013) 230
45 Olbia-Stemma.png Olbia Sardegna Sardegna Sassari Sassari 58.484 383,64 156,86 (30/9/2014) 10
46 Cerignola-Stemma.png Cerignola Puglia Puglia Foggia Foggia 58.213 (30/11/2014)
47 Manfredonia-Stemma.png Manfredonia Puglia Puglia Foggia Foggia 57.299 (30/06/2014)
48 Bitonto-Stemma.png Bitonto Puglia Puglia Bari Bari 56.043 (dicembre 2013)
49 Trani-Stemma.png Trani Puglia Puglia Barletta-Andria-Trani Barletta-Andria-Trani 55.810 (31/07/2013)
50 Portici-Stemma.png Portici Campania Campania Napoli Napoli 55.513 (30/09/2014)
51 Bisceglie-Stemma it.png Bisceglie Puglia Puglia Barletta-Andria-Trani Barletta-Andria-Trani 55.424 (01/01/2014)
52 Avellino-Stemma.png Avellino Campania Campania Avellino Avellino 55.205 (30/11/2014)
53 Teramo-Stemma.png Teramo Abruzzo Abruzzo Teramo Teramo 54.857[22] (30/06/2016)
54 Modica-Stemma.svg Modica Sicilia Sicilia Ragusa Ragusa 54.854 (31/12/2013)
55 San Severo-Stemma.png San Severo Puglia Puglia Foggia Foggia 54.305 (31/08/2014)
56 Bagheria-Stemma.png Bagheria Sicilia Sicilia Palermo Palermo 54.257 (30/09/2012)
57 Cava de' Tirreni-Stemma.png Cava de' Tirreni Campania Campania Salerno Salerno 53.520 (31/12/2010)
58 Montesilvano-Stemma.png Montesilvano Abruzzo Abruzzo Pescara Pescara 53.734[22] (30/06/2016)
59 Ercolano-Stemma.png Ercolano Campania Campania Napoli Napoli 53.057 (31/08/2013)
60 Aversa-Stemma.png Aversa Campania Campania Caserta Caserta 52.813 (01/01/2013)
61 Acireale-Stemma.png Acireale Sicilia Sicilia Catania Catania 52.792 (30/12/2013)
62 Chieti-Stemma.png Chieti Abruzzo Abruzzo Chieti Chieti 51.614[22] (30/06/2016)
63 Battipaglia-Stemma.png Battipaglia Campania Campania Salerno Salerno 50.485 (31/01/2013)
64 Scafati-Stemma.png Scafati Campania Campania Salerno Salerno 50.275 (30/09/2013)
65 Mazara del Vallo-Stemma.png Mazara del Vallo Sicilia Sicilia Trapani Trapani 50.096 (31/12/2011)


Note sulle principali unità urbane[modifica | modifica wikitesto]

  • Fra le città più popolose del Meridione d'Italia, vi sono 6 capoluoghi di regione: Napoli (Campania), Palermo (Sicilia), Bari (Puglia), Cagliari (Sardegna), Catanzaro (Calabria) e L'Aquila (Abruzzo);
  • Le 5 città più popolose del Mezzogiorno (Napoli, Palermo, Bari, Catania e Messina), assieme a Reggio Calabria (settima) e Cagliari (ottava), sono anche fra le 15 città metropolitane italiane;
  • Le prime 15 città sono anche dette "grandi città italiane", in quanto popolate da almeno 100.000 abitanti;
  • Fra le prime 15 città del Meridione d'Italia, ve ne sono 2 (Reggio Calabria e Pescara) a essere anche le più popolose delle rispettive regioni (Calabria e Abruzzo), pur non essendone capoluoghi di regione;
  • Fra le prime 15 città del Meridione d'Italia ve n'è solo una (Giugliano in Campania), a essere compresa fra le cosiddette "grandi città italiane", pur non essendo capoluogo di provincia;
  • Catania è la città non capoluogo di regione più popolosa d'Italia;
  • Giugliano in Campania è la città non capoluogo di provincia più popolosa d'Italia.
Le principali organizzazioni mafiose in Italia.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Economia d'Italia e Mafia in Italia.

Nonostante il mutamento avvenuto negli ultimi 30 anni, sussiste un profondo divario economico tra le regioni settentrionali e quelle meridionali. Basti pensare che per ogni euro di PIL al sud se ne producono due al centro-nord[26]. A peggiorare la situazione concorrono diversi fattori. In primis i problemi dell'offerta per la quale si perdono più posti di lavoro durante le fasi di recessione di quanto se ne creino durante le fasi di espansione. Secondariamente, i problemi della domanda che vede acuirsi la distanza tra beni di mercato e tra servizi sociali alimentati rispettivamente dalla produttività del nord e dall'assistenzialismo del sud[27].

Il Mezzogiorno rappresenta circa un terzo della forza lavoro dell'Italia, eppure oltre il 20% della popolazione è esclusa dal mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione, in particolare, colpisce i giovani sotto i 24 anni per oltre il 50%[26].

Tra le cause di tale problema concorrono, tra l'altro, la carenza di investimenti, la dotazione di infrastrutture, la diffusione di attività illegali caratterizzate da penetrazione mafiosa e la bassa accumulazione di capitale sociale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Opera dei Pupi, Pizza napoletana, Dialetti italiani meridionali, Dialetti italiani meridionali estremi e Canzone napoletana.

La cultura del Meridione italiano è il ricco portato delle sue varie esperienze storiche, fra cui la plurisecolare presenza greca, il perdurante lascito normanno e l'influenza spagnola. Alla precoce unificazione politica nel Regno di Sicilia fa seguito una qual certa identità linguistica: gli idiomi tradizionali più diffusi tra la popolazione locale, in una situazione di diglossia, sono infatti i dialetti italiani centro-meridionali, di pertinenza italo-romanza e italo-dalmata, suddivisi nei due rami meridionali intermedi o "napoletani" e meridionali estremi o "siciliani". La cultura meridionale, fiorendo nelle sue varie espressioni, ha avuto modo di esprimersi tanto nello stato nazionale moderno quanto a livello internazionale, nei quali si è radicata conoscendo un vasto numero dei reintepretazioni (si pensi, per esempio, alla pizza o al calzone, affermatisi lungo tutto lo Stivale, o alla Sicilian pizza o a quella in stile newyorchese in ambito estero).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 30/04/2013
  2. ^ <<Con questa denominazione si indica lo Stato costituito nel dic. 1816 con l’unificazione dei regni di Napoli e di Sicilia, che restaurava l’autorità borbonica su tutta l’Italia meridionale; fu mantenuta fino all’ott. 1860, quando, tramite plebiscito, fu votata l’annessione al regno di Sardegna.>> Regno delle Due Sicilie in Dizionario di Storia, su www.treccani.it.
  3. ^ <<Meridionale: in part.: che fa parte delle regioni continentali e insulari del Mezzogiorno d'Italia (delimitate convenzionalmente dai fiumi Garigliano e Sangro), le quali, in età prerisorgimentale, costituivano il Regno delle due Sicilie.>> Battaglia, Salvatore (1961). Grande dizionario della lingua italiana, UTET, Torino, V. X, p.160.
  4. ^ <<Il regno meridionale, Napoli e Sicilia con 6 milioni e 200 mila abitanti,... pare in principio per certa foga di riforme e per valori d'ingegni filosofici e riformisti gareggiare con la Lombardia austriaca.>> Carducci, III-18-21, citato in Grande dizionario della lingua italiana, UTET, Torino, V. X, p.160.
  5. ^ La programmazione dei fondi strutturali comunitari (DOC), su ciofs-fp.org (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2011).
  6. ^ In virtù della comune appartenenza storica allo stato borbonico, si usa considerare come parte del Mezzogiorno anche una frazione del Basso Lazio (i circondari di Gaeta e Sora) e il Circondario di Cittaducale.
  7. ^ Il rapporto annuale Svimez sull'economia del Mezzogiorno, Regione Autonoma della Sardegna, 10 luglio 2007. URL consultato il 21 aprile 2014.
    Sardegna, S.R.M. Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, 2017. URL consultato il 21 aprile 2014.
  8. ^ Gert J. Hospers, Regional Economic Change in Europe, LIT Verlag Münster, 2004.
  9. ^ Sito Svimez, su svimez.it.
  10. ^ Sito SRM, su srmezzogiorno.it.
  11. ^ La Porta G. (1994) Neapolis, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, p. 15
  12. ^ Aa., Vv. (1995) Le genti sicule, in “Viaggio nelle meraviglie dell'archeologia”, Istituto Geografico De Agostini, Novara, p. 9; Id., La civiltà nuragica, p. 133; Id., Le tribù del sannio, p. 361, ISBN non esistente
  13. ^ a b Aa., Vv. (1954) I cinque libri del sapere. Il libro della storia, Milano, Garzanti, p. 77, 169, ISBN non esistente
  14. ^ Il Regno delle Due Sicilie, primati e attività Archiviato il 25 agosto 2011 in Internet Archive..
  15. ^ Oltre a ciò il sud poté vantare molti primati come prima ferrovia italiana, prima galleria ferroviaria al mondo, primo telegrafo elettrico, prima nave da crociera in Europa, prima nave a vapore del Mediterraneo, prima rete di fari con sistema lenticolare, primo telegrafo sottomarino dell'Europa continentale, tra i primi esperimenti di illuminazione elettrica in Italia, primo sismografo elettromagnetico del mondo e prima locomotiva a vapore costruita in Italia, cfr. Vocino M. (2007) Primati del Regno di Napoli, Grimaldi, Napoli, ISBN 978-88-89879-19-1.
  16. ^ Denis Mack Smith, Storia d'Italia dal 1861 al 1997, Bari, Laterza, 1998, ISBN 88-420-5345-7.
  17. ^ Villari P. (1972) Le lettere meridionali ed altri scritti sulla questione sociale in Italia, Torino, Loescher (ed. orig. 1875), p. 156, ISBN non esistente
  18. ^ Gigi Di Fiore, Controstoria dell'Unità d'Italia. Fatti e misfatti del Risorgimento, Milano, Ed. Rizzoli, 2007, ISBN 978-88-17-01846-3.
  19. ^ Carlo Scarfoglio, Il Mezzogiorno e l'Unità d'Italia, Firenze, Parenti, 1953.
  20. ^ Carlo Alianello, La conquista del Sud, Milano, Rusconi Editore, 1994, ISBN 88-18-70033-2.
  21. ^ Nicola Zitara, L'unità truffaldina, su eleaml.org. URL consultato il 23 ottobre 2009.
  22. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq Statistiche demografiche ISTAT, su demo.istat.it. URL consultato il 21 novembre 2016.
  23. ^ Sardegna Statistiche - Carta d'identità, su www.sardegnastatistiche.it. URL consultato il 15 dicembre 2017.
  24. ^ Superfici delle unità amministrative a fini statistici, su www.istat.it, 30 novembre 2012. URL consultato il 15 dicembre 2017.
  25. ^ Bilancio demografico Istat 2014, su demo.istat.it.
  26. ^ a b Musella M., Carniti P., Frisanco R. (1999) Mezzogiorno: come valorizzare le risorse, Roma, Fondazione Italiana per il Volontariato, p. 11, 15, 57, 67, ISBN 88-87154-27-9.
  27. ^ ”Il Mattino”, 2 novembre 2000, Imprese del nord sbarcano nel Mezzogiorno?, p. 18

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