Ortostato

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In architettura, l'ortostato è una lastra che viene addossata o appesa a una parete a scopo decorativo. Può anche essere un masso di forma rettangolare infisso "a coltello" nel terreno, a volte con funzioni di contenimento oppure per sostenere lastre di copertura.

L'etimologia greca che ne descrive proprio la collocazione rispetto alla parete, con il lato lungo a vista, ovvero parallelo alla parete, lo oppone a diatono, (con il lato corto a vista, ovvero ortogonale alla parete).

L'ortostato può essere in diversi materiali, dal legno alle pietre dure (persino in basalto), ed è generalmente decorato o iscritto. Questa forma di decorazione era particolarmente diffusa nel Vicino Oriente nell'Età del ferro; le decorazioni degli ortostati potevano essere a rilievo o (più raramente) a incisione.

Ortostati potevano anche formare il filare inferiore del muro di un tempio (più alto degli altri), in questo caso venivano posti a due a due e se vi si apriva un'intercapedine abbastanza grande questa veniva riempita di calcestruzzo.

L'ortostato rappresentava, in epoca antica, il megalito verticale con cui si costruivano murature o templi. Gli elementi venivano posizionati verticalmente ad intervalli regolari, a formare un telaio, e gli spazi venivano riempiti da pietrame con la tecnica "a secco", ovvero senza l'uso di malte (leganti). Esempi di questa tecnica, detta "a telaio", sono presenti nelle città fenicie di Sarepta, Mozia (Sicilia) e Tor.

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